IL FILO DI CALLIOPE LEGA I POETI E LA POESIA

IL  FILO DI  CALLIOPE LEGA I POETI E LA POESIA

11.12.2017  19:30 - 

di ROSA MARRAPODI - 

 Come da programma dell’UTE-TEL-B, Università della Terza Età e per il tempo libero della Bovesia, Area Ellenofona della Calabria, sabato scorso si è realizzata la rassegna di poesia in vernacolo  Il filo di Calliope, progettato e realizzato da Elio Cotronei, un rendez-vous molto atteso dagli appassionati di questo genere letterario popolare. 

Hanno partecipato i proff. Antonella Genova, Caterina Nicita, Santo Scialabba, Filippo Violi, (ndr: insieme a Rosa Marrapodi estensore del presente articolo) storica quanto qualificata giuria tecnica del Concorso di poesia appena concluso, organizzato, ovviamente, dalla stessa UTE-Tel-B. Ospite d’onore della serata poetica, l’inossidabile contastorie calabrese Otello Profazio, che con le sue belle, uniche “profeziate”, accompagnate dal ritmo di due chitarre mirabilmente suonate, ha galvanizzato l’attenzione generale della platea dell’Auditorium IRSSEC di Bova Marina. 

La manifestazione  si è svolta all’insegna della serenità e della semplicità,  ruotando esclusivamente intorno alla poesia in vernacolo, unica, vera protagonista della piacevole serata. In effetti, tutti i poeti partecipanti si sono sentiti a loro agio ed ognuno si è espresso nella sua piena naturalezza attraverso la recitazione di versi scritti col cuore nella lingua dialettale del proprio  paese d’origine. Vari gli argomenti trattati nelle composizioni poetiche: le tradizioni popolari, non ultime quelle sul vicino Natale; le arti ed i mestieri con relativi attrezzi da lavoro; l’amore; la famiglia; il proprio paese: un vasto spaccato di scibile umano amalgamato dal sentimento, dalla fantasia e dalla rimembranza. 

Presente, attraverso la testimonianza poetica, buona parte dei paesi della fascia ionica reggina: Locri con Vincenzo Cordì; Bombile con Paolo Landrelli; San Nicola d’Ardore con  Domenico Fabiano; Bianco con Bruno Versace; Africo con Giovanni Favasuli e con Pasquale Favasuli; Bruzzano Zeffirio con Rosa Marrapodi; Staiti con Bruno Lucisano; Brancaleone con  Totò Mediati e con Vincenzo De Angelis; Condofuri con Franco Borrello; Bova Marina con Rocco Criseo e con Filippo Altomonte. Si è dato spazio anche alla poesia in vernacolo alla memoria. E’ stata recitata, infatti, la lirica “Peppa a grassa” dell’indimenticato, impareggiabile Luciano Nucera di Motticella, frazione montana di Bruzzano Zeffirio, in passato componente del gruppo dei Poeti in Piazza, una interessante attività poetica dialettale, voluta e realizzata dal compianto prof. Pasquino Crupi. 

Il Filo di Calliope è al suo esordio, ma non sarà, questa, la sua ultima edizione, poiché l’attività dell’UTE-TEL-B, attesa la riuscita della sua prima realizzazione, avrà un certo prosieguo. “Il dialetto non deve morire!”, ha detto in sala uno dei poeti. Concordiamo, aggiungendo che, se così fosse, morirebbero la nostra storia, il nostro passato e le nostre più vere ed autentiche radici, di cui il dialetto è l’espressione più rappresentativa, più genuina e suggestiva.

(Nella foto di copertina CALLIOPE così come l'hanno dipinta Giovanna Foti e Sara Tuscano del Laboratorio di pittura dell'UTE-TEL-B)

 

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