Governo Lega – 5 Stelle? Si va avanti.

Governo     Lega –  5 Stelle?  Si va avanti.

23.05.2018  16:00 - 

di Roberto Maddaloni - 

Al momento in cui scrivo (addì 23 c.m.) sembra ci sia l'accordo sul programma Lega - 5 Stelle, ma non sul Governo, dopo l'inciampo del falso Conte. Ma c'è un ruolo che il Presidente della Repubblica può e deve svolgere sia sul programma, che sul Governo. Lo prevede l'art.92 della Costituzione e a Mattarella non mancherà di farlo pesare per mettere in chiaro il programma di un esecutivo espressione dei due populismi: Lega – 5 Stelle e ancora di più per mettere sotto osservazione i nomi indicati per i ministri dell'Economia, Esteri e Interni, ricordando a Di Maio e a Salvini i vincoli posti al legislatore ordinario dall'art.117 della Costituzione e quelli di cui all'art. 81 sul pareggio di bilancio. Qualche osservazione sul programma di Governo, in attesa di ulteriori sviluppi. Sorprende nel “Contratto” la totale assenza di misure per il Sud. Anzi un riferimento al Sud c'è e riguarda il programma di riconversione dell'ILVA di Taranto. Punto e basta. Eppure i Grillini hanno stravinto al Sud e la Lega ha avuto una buona affermazione. Ci sarà forse posto per l'inserimento in extremis di un capitolo dedicato allo sviluppo del Mezzogiorno? Staremo a vedere. È prematura una discussione approfondita sui temi del “Contratto” : Flat tax, Lavoro, Europa, Debito, Reddito di Cittadinanza, Sicurezza, Migranti. Verificheremo meglio nei prossimi giorni. Sono provvedimenti complessi che richiedono tempo e attenzione. Ci sia consentito però di manifestare alcune perplessità di natura economico-finanziaria. Per attuare il programma, a detta degli esperti, servirebbero a regime circa 110 miliardi di euro. Stanti i limiti di bilancio, vorremmo capire dove si andrà a prenderli tutti questi soldi, fermo restando che siamo contrari al preventivato “ricorso appropriato” al deficit di bilancio per finanziare le maggiori spese, così come siamo contrari alla richiesta all'UE che le somme investite dalla BCE per l'acquisto dei Titoli di Stato, siano escluse dal calcolo del debito. No al reddito di cittadinanza che si presta ad ambiguità applicative nei modi e nei tempi, con una burocrazia, i Centri per l'Impiego, inadeguata professionalmente, insufficiente numericamente, ed in parte corrotta. Bisogna creare lavoro e caso mai dare incentivi a chi crea lavoro, sotto forma anche di riduzioni fiscali. Era la filosofia vincente di Padoan, Calenda e Boccia. Attenzione a mettere in discussione quei provvedimenti come Industria 4.0 che si sono rivelati salutari per la crescita e il lavoro. Occhio e cautela per il Jobs Act e la legge Fornero. Non si cambia la filosofia, l'obiettivo di quei provvedimenti. Possono essere ritoccati e migliorati con un occhio alla spesa previdenziale che va sempre monitorata. Con l'Europa bisogna dialogare con fermezza, costanza  autorevolezza e presenza qualificata a Bruxelles, a Strasburgo e nelle Cancellerie Europee. Su immigrazione e profughi, conti e vincoli UE bisognerà trovare un accordo col consenso di tutti i partner europei. Altrimenti si rischia e di brutto. Da noi, con l'ingente debito pubblico sulle spalle, un'uscita dall'UE e peggio dall'euro, non sarebbe senza lacrime e sangue.

                                                                                                      

 

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