Denunce ... tardive di molestie sulle donne.

Denunce  ... tardive di molestie  sulle donne.

25.01.2018   21:45 - 

di Rosa Marrapodi  - 

Non si placa la tempesta di denunce, da parte di donne più o meno famose, di molestie, stupri ed abusi vari a sfondo sessuale, perpetrati, a loro danno,  da molestatori, seriali  attesa la reiterazione del reato, celebri personaggi ma anche impensabili profittatori, fino a qualche giorno fa certi che nessuno avrebbe osato rendere pubblici i loro “bassi geni dietro al fasto occulti”, inconfessabili vizi ben camuffati dietro il lusso e la fama. Nella rete ed ovunque sui media, infatti,

 Infuria sempre più la battaglia che le donne abusate, compatte e decise, conducono con convinzione e con non poco coraggio per mettere allo scoperto gli scabrosi casi di abusi sessuali che smascherano il fallace perbenismo di quei potenti che, tenendo in mano il manico del coltello, approfittano, appunto, della loro solida posizione per soddisfare la loro perversione, finalmente denudata da un esercito di donne loro vittime, soldatesse della civiltà globalizzata in mobilitazione illimitata. Attrici, giornaliste, ballerine, ginnaste, sportive a vario titolo e via dicendo, dopo lo scandaloso quanto sconcertante caso Weinstein, corrotto regista e produttore americano, hanno fatto a gara nel confessare e denunciare le molestie, più o meno pesanti ed insistenti, subite e patite, che, oltre ad aver sorpreso, hanno sconvolto l’opinione pubblica generale, non solo i soliti moralisti o benpensanti. Ci si rende conto, a questo punto,  che il marcio alberga in ogni categoria umana, non solo tra il sottosviluppo dei bassifondi sociali ma anche tra il benessere dei cosiddetti intellettuali di mestiere, laddove la ricchezza, il successo, il potere, platealmente raggiunti, vengono esibiti,“usati” e certamente  non per nobili fini. Non si salva nessuno: cineasti celebri, direttori di prestigiose scuole di danza, allenatori ed istruttori di atleti e ballerini d’ambigenere, tutti dentro lo stesso calderone! L’anfora d’oro di Pandora conteneva vapore meno fetido di quello che esala dalle storie sconce che via via vengono sciorinate davanti all’uomo comune di oggi, distratto quanto stupito Epimeteo del XXI secolo. Ed ora alle accuse contro Weinstein ed altri molestatori venuti alla ribalta si è aggiunta, da parte di una frangia dell’élite intellettuale francese, una “declaration des droits de l’homme” a corteggiare “la femme” con delle avances più o meno spinte, proclama firmato anche da Catherine Deneuve, celebre attrice amata dall’indimenticato Marcello Mastroianni. Avances lecite, sì, ma non altro, nel rispetto, sempre, della volontà, della libertà e della dignità della donna corteggiata. E’ ovvio! Intanto una cosa è certa: tra lecito, civile, se vogliamo anche piacevole corteggiamento e volgare aggressione con spudorato risvolto sessuale vi è una linea di demarcazione molto netta. Un conto, infatti, è procedere, nel corteggiamento, sfiorando la mano della donna, facendo piedino o ginocchietto; altro conto è superare il termine consentito e palpeggiare zone “no limit”. 

L’educazione e la cortesia aprono tutte le porte anche e soprattutto in questo contesto. La mitologia ci viene in aiuto: anche Giove, il potente padre degli dei, per sedurre le sue vittime ha fatto ricorso a delle gradevoli trasformazioni del suo aspetto, le cosiddette “epifanie teriomorfe”, assumendo ora forma di mansueto, bianchissimo toro, ora di candido cigno oppure di pioggia d’oro. Si trattava, in sostanza, di un inganno, ma  l’insidia era seducente per  Europa, Leda, Danae, le fanciulle di cui l’immenso Zeus si era, di volta in volta, invaghito. Gentilezza e non violenza per raggiungere civilmente l’obiettivo, sempre se la donna sia consenziente, altrimenti la resa è d’obbligo. L’unanime condanna delle violenze ambigeneri subite, associata all’annullamento o al ritiro di ambiti riconoscimenti ai pluridecorati violentatori, è la prova più certa della maturazione dei tempi per fare rivelazioni del tipo trattato. In tempi anteriori a quelli moderni, non caratterizzati dall’attuale apertura mentale derivata da una nuova consapevolezza dei propri diritti da parte del singolo cittadino, sarebbero stati, infatti, impensabili sia il caso Bellomo, consigliere di Stato dagli strani codicilli comportamentali, denunciato dalle sue allieve del corso di preparazione al concorso in magistratura, vittime delle sue assurde pretese; sia le scandalose condotte dei chierici pedofili, perseguiti e radiati dall’Ordine ecclesiastico per le coraggiose denunce delle loro vittime, maturate dopo anni d’intimo travaglio. Perché, dunque, lo sconcertante “affaire” è venuto a galla soltanto dopo tanto tempo dalla sua realizzazione e sull’onda della risonanza suscitata dalla prima denuncia contro Weinstein? Semplicemente perché, a nostro modesto avviso, attesa la vasta diffusione del fenomeno, solo ora i tempi sono maturi affinché si recepisca nella giusta misura la sua gravità, essendo esso fondato su un atto di violenza fisica e morale, espressione di coercizione e di prevaricazione da parte di un “forte” sul debole di turno. A parte tutto, la remora principale a non denunciare subito la violenza, molestia o stupro che fosse, da parte della donna o dell’uomo isolati, è stata la paura di passare per visionari e simulatori, considerate la prestigiosa posizione sociale e la forza di credibilità del  violentatore, capace, per facile  metamorfosi, di farsi ritenere vittima, da carnefice ch’era stato. 

Soltanto oggi, dunque, raggiunta l’intesa spirituale, le donne, ma anche gli uomini sessualmente abusati, si sono aperte alle rivelazioni, scomode quanto liberatorie, sgravandosi, in realtà, di un peso angoscioso che bloccava ed offendeva il loro essere persona, la loro dignità di genere, la loro identità personale. E’ l’unione che fa la forza, non l’isolamento, non l’emarginazione! A prescindere dai tempi impiegati per farlo, la denuncia dell’abuso o della violenza è, sempre e comunque, espressione di civiltà, d’intima sofferenza, che, anche se non si guarisce mai completamente da tali traumi spirituali, si supera grazie alla condivisione dello stesso dramma da parte degli innumerevoli soggetti coinvolti, che spontaneamente sono esplosi con più forza di una 44 magnum, avvertendo il bisogno di fare causa comune per la difesa della libertà personale attraverso l’affermazione della verità fuori da ogni tempo e da ogni spazio.

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