“COTRARI ‘I ’NA VOTA” di Antonino Altomonte. Una pubblicazione che rappresenta la concreta realizzazione del sogno di una vita. A sostenerla la scrittrice Rosa Marrapodi

“COTRARI ‘I ’NA  VOTA” di Antonino Altomonte. Una pubblicazione che rappresenta la concreta realizzazione del  sogno di una vita. A sostenerla la scrittrice  Rosa Marrapodi

3.07.2018  16:00 - 

Ecco la significativa prefazione   di Rosa  Marrapodi

Dopo aver letto più volte la minuta del presente lavoro, convinta che esso sia meritevole di essere letto e non soltanto da una ristretta cerchia di benevoli amici e parenti, ho incoraggiato e quasi spinto energicamente, più che consigliato, il suo autore, Antonino Altomonte, a procedere serenamente alla sua pubblicazione, titubante a farlo per paura e sfiducia nelle sue capacità narrative, sottoposte alla mia attenta verifica.

  “Cotrari 'i  ‘na vota”, infatti, è l’avvincente storia della sua vita, meticolosamente narrata, sul filo della sua integra memoria, con ordine logico e cronologico, scoronciandola come i grani del rosario, da quando è nato a Bruzzano Zeffirio a quando, dopo una lunga permanenza per lavoro all’estero, vi è ritornato per il forte legame affettivo al paese dell’anima. Figlio di laboriosi contadini, Nino ha conosciuto e vissuto il bisogno del secondo dopoguerra come tutti i bambini, cotrari suoi coetanei, di quell’epoca di ristrettezze economiche, da cui, tuttavia, sarebbe germogliato un futuro di riscatto e di conquiste personali, faticoso, sì, ma raggiunto all’insegna dell’onestà e della dignità ovunque abbia operato. Nino, sensibile ed emotivo, ormai adulto, ma rimasto fanciullo nell’animo, sente il bisogno di narrarsi, prima per un’intima esigenza spirituale e poi perché intende lasciare ai suoi figli e non solo traccia del suo vissuto, caratterizzato da graduali affermazioni personali, un passato di tutto rispetto, che può essere preso a modello da chiunque si senta scoraggiato perché senza risorse finanziarie. Egli, con la sua storia, traccia, infatti, un profondo solco, un percorso da seguire, lungo il quale, con perseveranza e fegato, ci si ritrova uomini stimati e  realizzati  all’apice di quella scala che, partendo, ci si era imposti come vetta da raggiungere, dopo essere passati con grande sacrificio e coerenza da un piolo all’altro. Legato alle sue origini campestri, il cotraru di un tempo, dopo aver vinto la sua battaglia su territorio straniero, qualche volta non del tutto amico, ritorna, come Cincinnato dopo la vittoria sugli Equi, alla sua terra per goderne i frutti e non solo metaforicamente, atteso che, per ottenerli, prima si rimbocca le maniche per usare non più la zappa, come quand’era ragazzo, ma il motocoltivatore, espressione delle mutate condizioni sociali ed economiche. Il suo paese, sognato com’era al tempo in cui era partito, non è più quello della sua infanzia, popolato, solidale, coeso. Pertanto, Lui, Nino, che nel cuore durante la sua lontananza ha mantenuto vivi i ricordi di quell’epoca “beata”, ritornando alle sue origini, ha sentito il bisogno di esternarli e di fissarli, quindi, per sé e per i suoi amici, viventi e deceduti, indimenticabili “cotrari d’attri tempi”, liberi e puri come l’aria che respiravano, innocenti compagni di marachelle senza conseguenze, perché quelle memorie siano patrimonio umano, culturale e folkloristico di un’intera comunità. 

L’amore per il proprio paese, dunque, è stato tanto e tale da portarlo alla determinazione di ritornarvi per trascorrervi una serena vecchiaia col pensiero a quel mondo amato e rimpianto tra uno sguardo alla fiumara, uno ”a Peppi ‘a Porta”, un altro a Scapparruni, altro ancora al mare di Marinella. Nino, giovane perspicace, dalla viva intelligenza, scolasticamente è riuscito ad arrivare soltanto al terzo Avviamento, ma con grande onestà professionale posso affermare che la sua preparazione non è inferiore a quella di un bravo diplomato, anzi, in alcuni settori sicuramente la supera, in quanto arricchita da una notevole esperienza umana e sociale, raggiunta all’estero nel campo lavorativo-occupazionale. Avesse potuto continuare gli studi, Nino avrebbe potuto fare tranquillamente l’avvocato per la notevole capacità dialettica che lo contraddistingue. La sua Università, a livello culturale, è stato il lungo lavoro di cuoco in Isvizzera, un tirocinio intenso quanto diretto in scienze umane e non solo, che l’ha maturato, forgiato e completato nella sua non comune umanità e sensibilità, nella voglia d’imparare, di fare belle figura come italiano all’estero, perché nessuno potesse giudicare negativamente la Calabria dal suo comportamento. 

Non nascondo, in verità, che la mia non è stata una semplice lettura del presente suo lavoro, giacché ho dovuto operare una verifica generale, che ha mirato a lasciare inalterati i concetti, la narrazione naturale e genuina tipicamente paesana tanto cara al nostro Nino. E’ stato, il mio, un semplice ritocco, un “trucco” leggero, se vogliamo, come quello che usano le ragazze che amano apparire nella loro naturalezza estetica, un superficiale correttore soltanto dal punto di vista lessicale e grammaticale e niente più. E se, da professoressa  di lettere d’altri tempi, ho ecceduto (Isvizzera con la “i” per protesi, per esempio), l’ho fatto solo per provocarlo, per sentirmi chiedere con quel suo sorriso benevolo sotto i lunghi baffi da chef, cui tiene tanto, “ Ed ora, Rosa, mi devi dire una cosa: la Svizzera non si chiama più così? Perché hai aggiunto quella “i”?” Nino, il nostro autore, da ragazzo ordinato qual è sempre stato, sa esporre le proprie idee con logicità, con capacità d’intelligente riflessione, di originale analisi dei contenuti che ha inteso trasmettere per iscritto, poiché un mondo interiore così fecondo come il suo non poteva restare oltre nascosto, segreto più a lungo. Possiamo apprezzare e giudicare tale mondo di idee e di memorie soltanto attraverso un’attenta lettura della bella opera del coraggioso, volitivo, esemplare Nino Altomonte, “uno di voi”, innamorato del suo paese “’i 'na vota”.  Ed io v’invito caldamente a farlo!

                                                                       Rosa Marrapodi

BRUZZANO ZEFFIRIO, 21 APRILE 2018                                                                 

“ Cotrari  ‘i ’na vota  vota” di Antonino Altomonte.

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