Bova Marina - "Prima di tutto un uomo": un libro di Palma Comandé, nipolte dello Scrittore Saverio Strati. Una testimonianza superlativa, un'opera pregevole

Bova Marina - "Prima di tutto un uomo": un libro di Palma Comandé, nipolte dello Scrittore Saverio Strati. Una testimonianza superlativa, un'opera pregevole

17.12.2017  19:00 - 

Elio Cotronei release - 

Il libro: Prima di tutto un uomo (Pellegrini editore)

L’autrice: prof.ssa Palma Comandé

L’iniziativa: dott.ssa Francesca Crea, coordinatrice della commissione straordinaria preposta all’amministrazione del Comune di Bova Marina

L’introduzione: prof. Elio Cotronei, direttore ed. deliapress, redattore dell’articolo presente

Il relatore: prof. Santo Scialabba, critico letterario

Per descrivere il pomeriggio con Palma Comandé occorrono i superlativi.

L’occasione è stata offerta dalla sua ultima fatica letteraria: “Prima di tutto un uomo” ed è soprattutto essere “uomo” porta lo zio, lo scrittore Saverio Strati, a farsi strada, ad emergere, in una intricata situazione, in una difficile realtà. L’autrice ha voluto connotare il mondo dal quale era scaturito questo grande scrittore, fare chiarezza   su una storia che aveva segnato l’uomo, far comprendere le dinamiche che ne avevano determinato il percorso.

Parte, la Comandé, da una posizione privilegiata, avendo avuto la fortuna di seguire lo zio da vicino, così come privilegiati sono stati i presenti che hanno potuto fruire di una testimonianza rara, di prima mano per cogliere fatti essenziali.     

Scrive il Crupi nella sua “Storia della letteratura calabrese”: “Pieno e vuoto, staticità e dinamismo sono i poli della narrativa dello Strati”.

Occorre dire che la nipote dello scrittore, se nel suo libro descrive situazioni e luoghi in modo coinvolgente, ti fa entrare nella scena, ti crea un’icona virtuale nella mente, quando prende la parola supera ogni aspettativa: la parola è fluida, le considerazioni sono argute, gli argomenti vengono dal profondo, sentiti, vissuti, sofferti. Una ricerca della verità dei fatti che ha bisogno di partecipare. Si guarda dentro in modo oggettivo perché sa che da dentro se stessa deve partire. Non a caso in uno dei frontespizi parte con una citazione di S. Agostino: “Non uscire da te stesso, rientra in te stesso perché dentro l’uomo risiede la verità”.

Un libro corposo, da leggere, un’opera che presenta uno spaccato antropologico che a molti fa rivivere momenti già conosciuti e ad altri fa scoprire condizioni senza conoscere le quali è impossibile comprende il mondo in cui si muove disinvoltamente l’autrice.

Ad introdurre l’incontro lo scrivente

Introduce lo scenario in cui si svolge l’ evento certamente di portata storica, letteraria, antropologica, esistenziale, di grande valore testimoniale: fa percepire il mondo dello zio lo scrittore Saverio Strati

Evento fortemente voluto dalla dott.ssa Francesca Crea, particolarmente sensibile a quegli eventi culturali di connotazione antropologica, cioè di valenza tale da riuscire a incidere nella realtà. Ha avuto parole di encomio nei confronti dell’autrice e del suo lavoro. A suo modo è stata testimone di un segmento della vita dello scrittore Saverio Strati quando Commissaria si pronunciò favorevolmente alla concessione dei benefici della legge Bacchelli allo Strati (La legge Bacchelli - legge 8 agosto 1985, n. 440 -  è una legge della Repubblica Italiana,. La norma ha istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità, i quali possono così usufruire di contributi vitalizi utili al loro sostentamento. Deve il nome al suo primo, previsto, beneficiario, lo scrittore italiano Riccardo Bacchelli).

In questa impresa ci siamo affidati al prof. Santo Scialabba, scrittore (di lui presenteremo il libro di racconti “Il Castello”  il 7 gennaio)  e critico letterario molto meticoloso: ha voluto che incontrassimo preventivamente l’autrice per un colloquio di approfondimento.

Ha approfondito lo stile e le tematiche dell’opera: “il libro della Comandé non fa avvertire stanchezza”, “coinvolge”, “sembra la sceneggiatura di un film”, “la poesia si respira nelle sue pagine, con una sensibilità travolgente, partecipativa, con un legame viscerale con la sua terra”.

Ritiene che uno scrittore possa entrare nelle vicende della propria famiglia con oggettività, solo se è sorretto da un prepotente desiderio di verità, se vuole meticolosamente indagare nel retroterra culturale, in storie intricate, in sofferenze, nell’ambiente,  che ha forgiato lo scrittore e, soprattutto, l’uomo. È bisogno di verità che porta l’autrice a guardare dentro vicende note, anche se deformate, arricchite, cambiate da persona a persona, un libro per fare chiarezza, per pervenire a una verità da socializzare, quasi come risarcimento.

Palma Comandé è la nipote di Saverio Strati, ma  vi posso assicurare, dopo avrete letto il suo libro e dopo averla ascoltata si è concordi nell’affermare che  brilla di luce propria:  ha rappresentato la testimonial perfetta per sviluppare una tematica che è certamente un importante contributo storico letterario che abbiamo avuto  il privilegio di ricevere.

 

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