Accogliere significa aprire il cuore al prossimo

Accogliere significa aprire il cuore al prossimo

31 gennaio 2018   23:30

di Claudia Pugliese

Spesso le leggi, la politica e le istituzioni chiudono le porte all'individuo e alla sua fragile umanità. Chi è solo, isolato e in stato di estrema difficoltà, è un numero in balia di chi decide per lui, un numero da dirottare chissà dove.

Questo concetto, ad oggi, si può tradurre nella realtà dell'accoglienza e dell'integrazione, che spesso agli occhi di molti è mera passerella per commuovere il mondo nel momento di estrema emergenza.

Del resto non ci si può tirare indietro nell'emergenza, sarebbe da vigliacchi! Cosa ne sarebbe dei politici di turno che vedrebbero in pericolo i loro consensi? 

La vera accoglienza non è parvenza, ma si traduce in impegno ed integrazione: in un ambiente famigliare, in un rapporto umano ed individuale. Le parole se le porta via il vento, il mare invece rischia di continuare a portarsi via innumerevoli vite.

E dopo tutti i rischi che queste anime disperate corrono e devono affrontare, si ritrovano ad essere ancora sballottati dalle istituzioni, che si dicono "democratiche", in quel viaggio infinito che li vede sempre naufraghi della solitudine e terribilmente disorientati.

La meta di questo viaggio dovrebbe essere per loro l'integrazione, che passa attraverso le persone e non per quelle fredde disposizioni ministeriali, che non tengono alcun conto delle esigenze individuali e delle relazioni umane. 

Accogliere significa aprire il cuore al prossimo, ma la domanda è: scegliamo tutti di aprire il cuore? Abbiamo abbastanza amore? Forse il mondo occidentale non è poi l'agognata terra promessa che tanto sognavate.

 

 

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