L'angolo della satira a cura di Cesco Iachino/L'ESTATE MELITESE/SOLE , MARE , CALCIO....QUESTA E' VITA ! ! !

 L'angolo della satira a cura di Cesco Iachino/L'ESTATE MELITESE/SOLE , MARE , CALCIO....QUESTA E' VITA ! ! !

10 giugno 2018    20:58

Posted by Domenico Salvatore-

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L'ANGOLO DELLA SATIRA

A cura di Cesco Iachino

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SOLE , MARE , CALCIO....QUESTA E' VITA ! ! !

 

L'estate si perannuncia gradevole, mare, sole, tintarella e calcio: Mosca 2018 e allora giù popcorn o noccioline o,  meglio, roba der paese nostro "menduli 'nfurnati" e birra o Coca cola, aggiungiamoci l'assoluta tranquilla certezza che la nostra Nazionale non sarà sconfitta e che si vuole di più dalla vita?  (Un Lucano diceva una pubblicità);   godiamoci quindi le solite" corazzate Potemkin" del pallone e, con atteggiamento benevolo, anche lo Zambia, la Tunisia, l'india, il Costa Rica e altre meno blasonate.                                                                                              

Tra una partita  e l'altra d'estate, si va sul lungomare, siamo a un tiro di schioppo da " kilometro e mezzo più bello d'Italia". Guardiamo il nostro kilometrino e fingiamo l'ammirazione che il Vate Gabriele D'Annunzio esternò a Reggio Calabria; c’è un uliveto vicino al Santuario vago ricordo di quello di Getsemani, qui nessun bacio di nessun Iscariota traditore; solo recinzione con rete metallica sostenuta da paletti in ferro e resti fossili di traversine che un tempo videro le sbuffanti locomotive a vapore.  

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Lato mare aiuole e piante curate solo per certe occasioni e l'eroica prova di resistenza di intonaco e ringhiere all'assalto della salsedine: una battaglia persa, inutile dire che il mare stia vincendo; ma è verso il centro del nostro "kilometrino" che prende forma e ci mortifica il sonno pesante della ragione dove una enorme gigantografia, ormai logorata stancamente cerca di mostrarci come sarebbe stato bello quel progetto se realizzato.              

Quello che offre invece è un terreno devastato, pezzi di macchinari e metallici arrugginiti, c'era solo una casa colonica demolita ora è solo un terreno devastato, colori troppo stanchi per sopravvivere; immaginiamoci alcune buche scavate dalle esplosioni e un pò di macerie e avremmo lo scenario dal quale fuggono i disperati che arrivano sui barconi: che sia questo il messaggio che l'ignoto architetto vuole lasciarci?                                   

Una pizzeria per non distrarci, siamo sempre sul lungomare e subito, immagine surreale erbe e piante lasciate al loro destino, il tempo che muore laddove quella stele e quel museo dovrebbero rammentarci il tempo che è stato; di qui fino alla fiumara ci si riappacifica con l'idea di lungomare.                                                                       

Ma qui proprio qui dove alcuni coraggiosi tentano di regalare a Melito alcuni giorni di vita la struttura museale   pare guardare il mare dove ignominiosamente marcisce il ‘Torino’; vien da pensare che la morte del 'Sansone' Tiberio Evoli, abbia sancito la morte di Melito filisteo, non subito sotto le colonne del tempio ma lentamente e inesorabilmente. Che facciamo smettiamo anche di sperare?

 

Cesco Iachino 10 giugno 2018  

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