“La Cgil esulta per le stabilizzazioni degli ex Lsu – Lpu e dei precari dei Cpi”

Sono giorni di profonda soddisfazione e inevitabile orgoglio per la Cgil di Reggio Calabria – Locri e della sua categoria Funzione Pubblica, che accolgono con gioia la stabilizzazione dei 104 dipendenti ex Lsu-Lpu da parte del Comune di Reggio Calabria e di 60 precari in servizio presso i Centri per l’Impiego dislocati nel territorio metropolitano per iniziativa della Regione Calabria.
“Si tratta di due vertenze seguite con determinazione e passione da parte della nostra organizzazione sindacale – dichiara Francesco Callea, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil di Reggio Calabria – Locri – Si concludono così due percorsi molto complessi, di lotta per il lavoro e in difesa della dignità dei lavoratori, ponendo fine alle infinite proroghe contrattuali e alle farraginose trattative con gli enti istituzionali. Una situazione incresciosa che non garantiva piena facoltà a questi lavoratori né da un punto di vista carrieristico, né da un punto di vista professionale. In una realtà come quella calabrese, che registra un tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 60%, dove il fenomeno del lavoro sommerso è ampiamente diffuso e non garantisce le giuste tutele contrattuali e che vede giovani e meno giovani impegnati strenuamente nella ricerca di un’occupazione, risultati come quelli ottenuti in questi ultimi giorni aprono le porte ad uno spiraglio di positività, perché non dimentichiamo che il lavoro è dignità”.
“Gli ex Lsu-Lpu dopo ben vent’anni vedono riconosciuto il loro diritto alla stabilizzazione, avendo attraversato fasi molto critiche in cui il miraggio della contrattualizzazione a tempo indeterminato sembrava irrealizzabile – afferma Gregorio Pititto, segretario generale della Cgil di Reggio Calabria – Locri – Il sindaco Falcomatà e la sua amministrazione hanno sfruttato egregiamente le opportunità offerte dalla Legge Madia, in sintonia con il governo regionale e sensibili alle costanti pressioni sindacali espresse durante i molteplici tavoli tecnici, hanno portato a compimento un processo di giustizia e attenzione per 104 famiglie, di riconoscimento di professionalità maturata in due decenni e del diritto ad un lavoro di qualità, non più incerto e precario”.
Lo stesso lieto fine riguarda gli storici precari dei Cpi di Reggio Calabria, che hanno raggiunto un duplice meritatissimo obiettivo: la stabilizzazione e la contrattualizzazione a tempo pieno, dopo anni di orario lavorativo part-time. “Quando questi lavoratori si sono presentati nel mio studio – racconta Pititto – per chiedere di essere sostenuti in questa battaglia, le speranze di successo erano davvero pochissime, perché gli strumenti normativi a disposizione erano oggettivamente esigui. Ma la loro energia e il loro entusiasmo mi hanno contagiato, spingendomi ad affrontare un mare in tempesta, dal quale la Cgil e i lavoratori sono usciti meritatamente vittoriosi.
Come Cgil, assieme all’attuale segretaria generale regionale della Funzione Pubblica Alessandra Baldari, allora a capo della segreteria provinciale della FP, abbiamo condotto una lunga vertenza successiva alla approvazione della Legge Delrio, impegnandoci a tutti i livelli istituzionali, nazionali e locali, passando per quelli regionali, chiedendo e ottenendo tavoli che hanno reso possibile questo successo. Ed è proprio la Regione Calabria che, per legge, è stata chiamata a compiere la procedura di stabilizzazione. Il presidente Oliverio ha dato mandato agli assessori competenti al Personale e al Lavoro, Fragomeni e Robbe, di procedere celermente e così è stato. Il ringraziamento della Cgil – conclude il segretario – si estende anche all’ente di provenienza dei 60 dipendenti dei Cpi, ossia la Città Metropolitana di Reggio, ed in particolare al vicesindaco delegato al Personale Mauro e alla consigliera già delegata al Lavoro Belcastro per le proroghe contrattuali e per l’incremento orario lavorativo, step che si sono rivelati indispensabili per raggiungere compiutamente l’importantissimo traguardo. Risultati simili non fanno che renderci più determinati e appassionati nel seguire le numerose altre vertenze di precarietà che inficiano il diritto ad una programmazione serena della propria vita a fin troppi lavoratori e alle loro famiglie: la Cgil, come sempre, non lascerà nessuno solo”.