SCUOLA - Ministra Giannini: Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. CULTURA - Oliviero si ... dimentica delle minoranze

19.06.2016 17:58
di Filippo Violi  -  
Siamo alle solite. La scuola continua ad essere la cenerentola di tutte le attività professionali in Italia. La voce più ricorrente è l’utilizzo delle parole "missione" e "vocazione", che associano la professione insegnante alla figura del missionario e quindi al volontariato, come se fosse normale e dovuto che un insegnante lavori gratis "per il bene dei ragazzi". Il volontariato si può fare e ognuno è libero di farlo, ma nei luoghi e nei tempi deputati a farlo. Intanto si continua a parlare di blocco dei contratti fino al lontano 2020 e vacanza contrattuale solo dopo il 2018 (legge di stabilità 2016). Cinque anni sembrano pochi, in realtà sono sufficienti per assestare gli ultimi colpi al sistema delle tutele e ritrovarci con la sola foglia di fico. Del resto la L. 107/15 ("Buona scuola") va in questa direzione con il peso sempre maggiore dato al singolo docente attraverso il merito e la premialità. Non ci scandalizzi che questa legge sia stata proposta e fatta approvare da un governo fintamente di sinistra. Ha scritto E. Bloch "Per far approvare provvedimenti di destra, è sufficiente che questi siano macchiati di rosso, cioè del colore della sinistra". Non ci va di andare lontano, basta pensare ai nostri cugini d’oltralpe, la Francia. L'aumento annuo medio in busta paga per ogni insegnante francese sarà di circa 1.400 euro lordi, una cifra vicina a quanto dovrebbe essere assegnato ai docenti in Italia, se solo si allineassero gli stipendi alla metà degli aumenti dell'inflazione cresciuti negli ultimi otto anni, a fronte di 17 euro stanziati dal Governo per tre milioni di dipendenti pubblici!
Un investimento di un miliardo consentirà ai professori francesi di arrivare a una media di 3.900 euro lordi al mese. E in Italia? Oltre a essere fermi dal 2009, la media è di 1.500 euro al mese. La denuncia è di Anief che aggiunge: si tagliano i fondi per adeguare gli stipendi, fermi dal 2009, al costo della vita e per diversi anni si blocca pure la progressione di carriera (tanto che nel DEF 2016 l'indicizzazione dell'indennità di vacanza contrattuale viene bloccata almeno sino al 2018 e forse anche fino al 2021), salvo poi mettere nel piatto delle briciole frutto di ulteriori risparmi e tagli che dovrebbero premiare solo alcuni dimenticando il lavoro di tutti. Nella retorica di fine anno scolastico non poteva mancare la ministra dell'Istruzione. In un'intervista rilasciata a Radio 24 ha detto che se dovesse dare un voto all'anno appena trascorso darebbe 'un 7, è andata bene, si può migliorare'. Darsi dei voti alti, autoassolvendosi, è un po' la regola di questo governo, salvo poi incappare in dei veri e propri incidenti di percorso che però vanno subito minimizzati, se non nascosti.
C’è un contenzioso enorme sugli ultimi concorsi. I concorsi stessi sono un obbrobrio perché sottopongono ad esame docenti che per anni hanno insegnato. Che il gioco delle tre carte con le supplenze nelle scuole continui come sempre e più di sempre; che i comitati di valutazione, il merito e i bonus siano da tutti messi in discussione, tutto ciò non fa testo, è cosa che va considerata normale. Invece la ministra Giannini, eletta senatrice nella regione Toscana, nominata Capogruppo di Scelta Civica nella VII Commissione del Senato (Istruzione Pubblica, Beni Culturali) e Presidente della delegazione parlamentare dell'INCE (Iniziativa Centro Europea), nel febbraio del 2015 ha aderito al gruppo parlamentare del PD al Senato (sarà un caso?), che fa? Ha isolato due o tre momenti, li ha interpretati come ha voluto e ci ha ricamato sopra. Infatti, ha detto che l'apertura estiva delle scuole nelle aree a rischio darà la possibilità a tutti di fare cose che solo pochi avevano la possibilità di fare, vale a dire corsi di sport e di varia umanità. Ha precisato: non si tratterà di ripetere matematica o latino, ma di fare ALTRO, ma non si capisce quale sia la novità. Ritorna ancora il “missionario”?! Saranno decenni che si predica qualcosa che in altre parti del mondo è solo un'ovvietà, ma che da noi non si è mai riusciti a fare. Intanto ora, soltanto ora, la regione Calabria, terra di grande cultura e di tre minoranze linguistiche, dove aver dimenticato i nostri grandi scrittori, tra cui Corrado Alvaro, ha delegato alla Cultura un consigliere regionale. Però solo alla Cultura. Le minoranze Linguistiche non esistono più, signor Presidente della Regione?
C’è un contenzioso enorme sugli ultimi concorsi. I concorsi stessi sono un obbrobrio perché sottopongono ad esame docenti che per anni hanno insegnato. Che il gioco delle tre carte con le supplenze nelle scuole continui come sempre e più di sempre; che i comitati di valutazione, il merito e i bonus siano da tutti messi in discussione, tutto ciò non fa testo, è cosa che va considerata normale. Invece la ministra Giannini, eletta senatrice nella regione Toscana, nominata Capogruppo di Scelta Civica nella VII Commissione del Senato (Istruzione Pubblica, Beni Culturali) e Presidente della delegazione parlamentare dell'INCE (Iniziativa Centro Europea), nel febbraio del 2015 ha aderito al gruppo parlamentare del PD al Senato (sarà un caso?), che fa? Ha isolato due o tre momenti, li ha interpretati come ha voluto e ci ha ricamato sopra. Infatti, ha detto che l'apertura estiva delle scuole nelle aree a rischio darà la possibilità a tutti di fare cose che solo pochi avevano la possibilità di fare, vale a dire corsi di sport e di varia umanità. Ha precisato: non si tratterà di ripetere matematica o latino, ma di fare ALTRO, ma non si capisce quale sia la novità. Ritorna ancora il “missionario”?! Saranno decenni che si predica qualcosa che in altre parti del mondo è solo un'ovvietà, ma che da noi non si è mai riusciti a fare. Intanto ora, soltanto ora, la regione Calabria, terra di grande cultura e di tre minoranze linguistiche, dove aver dimenticato i nostri grandi scrittori, tra cui Corrado Alvaro, ha delegato alla Cultura un consigliere regionale. Però solo alla Cultura. Le minoranze Linguistiche non esistono più, signor Presidente della Regione?Ministra Giannini: Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Siamo alle solite. La scuola continua ad essere la cenerentola di tutte le attività professionali in Italia. La voce più ricorrente è l’utilizzo delle parole "missione" e "vocazione", che associano la professione insegnante alla figura del missionario e quindi al volontariato, come se fosse normale e dovuto che un insegnante lavori gratis "per il bene dei ragazzi". Il volontariato si può fare e ognuno è libero di farlo, ma nei luoghi e nei tempi deputati a farlo. Intanto si continua a parlare di blocco dei contratti fino al lontano 2020 e vacanza contrattuale solo dopo il 2018 (legge di stabilità 2016). Cinque anni sembrano pochi, in realtà sono sufficienti per assestare gli ultimi colpi al sistema delle tutele e ritrovarci con la sola foglia di fico. Del resto la L. 107/15 ("Buona scuola") va in questa direzione con il peso sempre maggiore dato al singolo docente attraverso il merito e la premialità. Non ci scandalizzi che questa legge sia stata proposta e fatta approvare da un governo fintamente di sinistra. Ha scritto E. Bloch "Per far approvare provvedimenti di destra, è sufficiente che questi siano macchiati di rosso, cioè del colore della sinistra". Non ci va di andare lontano, basta pensare ai nostri cugini d’oltralpe, la Francia. L'aumento annuo medio in busta paga per ogni insegnante francese sarà di circa 1.400 euro lordi, una cifra vicina a quanto dovrebbe essere assegnato ai docenti in Italia, se solo si allineassero gli stipendi alla metà degli aumenti dell'inflazione cresciuti negli ultimi otto anni, a fronte di 17 euro stanziati dal Governo per tre milioni di dipendenti pubblici!
Un investimento di un miliardo consentirà ai professori francesi di arrivare a una media di 3.900 euro lordi al mese. E in Italia? Oltre a essere fermi dal 2009, la media è di 1.500 euro al mese. La denuncia è di Anief che aggiunge: si tagliano i fondi per adeguare gli stipendi, fermi dal 2009, al costo della vita e per diversi anni si blocca pure la progressione di carriera (tanto che nel DEF 2016 l'indicizzazione dell'indennità di vacanza contrattuale viene bloccata almeno sino al 2018 e forse anche fino al 2021), salvo poi mettere nel piatto delle briciole frutto di ulteriori risparmi e tagli che dovrebbero premiare solo alcuni dimenticando il lavoro di tutti. Nella retorica di fine anno scolastico non poteva mancare la ministra dell'Istruzione. In un'intervista rilasciata a Radio 24 ha detto che se dovesse dare un voto all'anno appena trascorso darebbe 'un 7, è andata bene, si può migliorare'. Darsi dei voti alti, autoassolvendosi, è un po' la regola di questo governo, salvo poi incappare in dei veri e propri incidenti di percorso che però vanno subito minimizzati, se non nascosti.
C’è un contenzioso enorme sugli ultimi concorsi. I concorsi stessi sono un obbrobrio perché sottopongono ad esame docenti che per anni hanno insegnato. Che il gioco delle tre carte con le supplenze nelle scuole continui come sempre e più di sempre; che i comitati di valutazione, il merito e i bonus siano da tutti messi in discussione, tutto ciò non fa testo, è cosa che va considerata normale. Invece la ministra Giannini, eletta senatrice nella regione Toscana, nominata Capogruppo di Scelta Civica nella VII Commissione del Senato (Istruzione Pubblica, Beni Culturali) e Presidente della delegazione parlamentare dell'INCE (Iniziativa Centro Europea), nel febbraio del 2015 ha aderito al gruppo parlamentare del PD al Senato (sarà un caso?), che fa? Ha isolato due o tre momenti, li ha interpretati come ha voluto e ci ha ricamato sopra. Infatti, ha detto che l'apertura estiva delle scuole nelle aree a rischio darà la possibilità a tutti di fare cose che solo pochi avevano la possibilità di fare, vale a dire corsi di sport e di varia umanità. Ha precisato: non si tratterà di ripetere matematica o latino, ma di fare ALTRO, ma non si capisce quale sia la novità. Ritorna ancora il “missionario”?! Saranno decenni che si predica qualcosa che in altre parti del mondo è solo un'ovvietà, ma che da noi non si è mai riusciti a fare. Intanto ora, soltanto ora, la regione Calabria, terra di grande cultura e di tre minoranze linguistiche, dove aver dimenticato i nostri grandi scrittori, tra cui Corrado Alvaro, ha delegato alla Cultura un consigliere regionale. Però solo alla Cultura. Le minoranze Linguistiche non esistono più, signor Presidente della Regione?

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