Roma, il dramma della gelosia di Sara e Vincenzo, sfociato in tragedia, ma è davvero tutto così chiaro?

30.05.2016 22:06

 

Il sostituto procuratore aggiunto Maria Monteleone, coordinato dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, ha detto: "Ci sono persone che sono passate, che hanno visto la ragazza che chiedeva aiuto. Almeno due macchine, forse anche di più. Chi passava non ha capito quello che stava accadendo e temeva per la propria incolumità visto che non capiva esattamente cosa stava accadendo. Se qualcuno si fosse fermato, oggi Sara sarebbe viva". L'accusa per il 27enne Vincenzo Paduano, è di omicidio volontario premeditato  di Sara Di Pietrantonio, trovata morta all'alba di ieri, semi carbonizzata nei pressi della sua auto in fiamme, in via della Magliana, alla periferia di Roma. Adesso, gli atti andranno al gup, che dovrà convalidare l'arresto. L’indagato, deve rispondere anche, dell’accusa di stalking.

ROMA, L’ORRENDO DELITTO DELLA STUDENTESSA IN ECONOMIA & COMMERCIO SARA DI PIETRANTONIO, UCCISA E BRUCIATA INSIEME ALLA SUA MACCHINA: E’ STATO L’EX FIDANZATO VINCENZO PADUANO, GUARDIA GIURATA?

Domenico Salvatore

In casi del genere, s’innesta automaticamente, una serie di domande e risposte, che ci frullano nella testa; che possono concordare o discordare con quelle dei criminologi, psicologi, sociologi, antropologi di grido e di fama, per carità.

Fulmine a ciel sereno? Non tutti concordano. In un rapporto finito o sul viale del tramonto, sono già in atto da tempo o s’innescano: astio, rancore, ruggine, dissidio, livore, odio, ostilità, disprezzo, risentimento, antipatia, inimicizia.

Staccare la spina all’improvviso, senza avere la chiara cognizione di ciò che sia reale e di ciò che sia virtuale; senza capire la differenza fondamentale fra libertà e schiavitù; democrazia e tirannia, può diventare pericoloso.

L’amore è donazione od asservimento? Chi lo dà, lo fa liberamente o per un tornaconto personale ed individualista? Chi lo riceve, lo ritiene ‘suo’ per sempre, di sua proprietà e dominio? Opera bene per conservarlo nel tempo o risponde solo al proprio egoismo?

Che cosa cova nella nostra coscienza, nella nostra anima, nel nostro pensiero, nella nostra mente, di fronte alla perdita di qualcuno o di qualcosa, che non si riesce ad accettare in nessun modo?

Una profonda avversione verso qualcosa o qualcuno, ma in alcuni casi anche verso se stesso?

La vendetta: essere punitivi, rifiutare di perdonare, rievocare vecchi ricordi. Bullismo: intimidire o perseguitare le persone.

Compiere atti di teppismo o piromania. Un raptus, l'atto improvviso e violento col quale il malato, si volge contro sé stesso o contro un'altra persona.

Può portare a uno stato ansioso e/o alla momentanea perdita della capacità di intendere e di volere; può spingere a effettuare gesti violenti o aggressivi, autolesivi o lesivi verso altri.

E che c’azzeccano, le remore, gli scrupoli, i freni inibitori?

Ira funesta, collera, rabbia, furia. Perdere l’amore, da un momento all’altro; la cosa più cara che si possieda.

.Massimo Ranieri, ha trionfato al Festival di Sanremo con una canzone che s’intitolava “Perdere l’amore”… “E adesso andate via/voglio restare solo/con la malinconia/volare nel suo cielo/non chiesi mai chi eri/perche' scegliesti me/me che fino a ieri/credevo fossi un re./perdere l'amore/quando si fa sera/quando tra i capelli un po'/d'argento li colora/rischi d'impazzire/puo' scoppiarti il cuore/perdere una donna e avere voglia/di morire./lasciami gridare/rinnegare il cielo/prendere a sassate tutti i/sogni ancora in volo/li faro' cadere ad uno ad uno/spezzero' le ali del destino/e ti avro' vicino./comunque ti capisco/e ammetto che sbagliavo/facevo le tue scelte/chissa' che pretendevo/e adesso che rimane/di tutto il tempo insieme/un uomo troppo solo/che ancora ti vuol bene./perdere l'amore/quando si fa sera/quando sopra il viso c'e' una ruga/che non c'era/provi a ragionare/fai l'indifferente/fino a che ti accorgi che non/sei servito a niente/e vorresti urlare/soffocare il cielo/sbattere la testa mille volte/contro il muro/respirare forte il suo cuscino/dire e' tutta colpa del destino/se non ti ho vicino/perdere l'amore/maledetta sera/che raccoglie i cocci di una vita/immaginaria/pensi che domani e' un giorno nuovo/ma ripeti non me l'aspettavo/non me l'aspettavo/prendere a sassate/tutti i sogni ancora in volo/li faro' cadere ad uno ad uno spezzero'/le ali del destino e ti avro' vicino./perdere l'amore./”

Non è un giallo, un film dello horror, un mistero, un thriller mozzafiato. Paradossalmente, un omicidio di ordinaria follia. Dejà vu! Il ‘solito’ delitto urbano di gelosia. Guarda caso, la vittima è ancora e sempre una donna. Femminicidio continuo o continua?

“La gelosia (dal latino zelosus, aggettivo di zēlus passando per il greco ζηλoς (zelos), emulazione, brama, desiderio) è un sentimento umano.

Assume nel tempo il significato del timore di perdere o non ottenere un bene o un affetto o qualcosa che entri in possesso di qualcun altro.

Descrizione. Cause e conseguenze

La gelosia è un sentimento di ansia e incertezza dell'essere umano, causata dal timore di perdere o non ottenere la persona amata perché essa sia preferita da altri o preferisca altri.

La conseguenza, fonte Wikipedia, può essere di rabbia e risentimento verso chi sia più considerato dalla persona amata; più in generale è causata dal timore di essere traditi dalla persona amata.

Tipi e persone coinvolte.

Possono esserci due tipi di gelosie: Quella causata dalla terza persona e quella causata dalla persona amata.

Secondo Freud il sentimento della gelosia non è rivolto solo alla persona che si teme di perdere, ma ad una terza persona, quella verso cui si sente rivalità.

Esiste anche una gelosia che riguarda il passato sentimentale e sessuale del partner che prende il nome di gelosia retroattiva.”.

Non è solamente, una questione di individualismo, solismo, personalismo, egoismo, come diceva Karol Wojtyla, conferma Joseph Ratzinger e ribadisce Francesco, papa Bergoglio.

Va in onda, la disperazione di una madre sola, che aspetta in ansia, il ritorno della figlia unica, ecco l’altro dramma, che al telefonino dice:-Mamma, sto tornando…

L’angoscia e lo sconcerto di una ragazza, che a bordo della sua macchina rientra a tarda notte, dopo aver accompagnato a casa la sua amica, ma viene investita, aggradita, uccisa, bruciata.

Lo stupore e sbalordimento, misto a sorpresa ed incredulità del capo della Squadra Mobile, Luigi Silipo, di fronte alla scena.

Eppure, a Reggio Calabria, l’ex vicecapo della Squadra Mobile, ne ha viste di cotte e di crude.

Il delitto è stato consumato sulla famigerata Via Magliana… “Con il nome di "Magliana", la popolazione ha sempre identificato soprattutto quella che è l'area del "suburbio" Portuense, in quanto anch'esso attraversato dalla via della Magliana e molto più popoloso di questa zona.

L'attuale Magliana, che fu tra le zone più importanti della periferia di Roma antica, è il risultato di una incontrollata speculazione edilizia condotta nella capitale dal dopoguerra.

Il quartiere, fonte Wikipedia, che fu costruito a metà degli Anni Sessanta, sorge su un'ansa del Tevere al di sotto del livello degli argini del fiume; è di fatto esposto al rischio di inondazioni qualora il Tevere dovesse straripare.

La nascita di costruzioni abusive e di fabbricati industriali in una parte di territorio resasi sempre più popolosa, ha contribuito ad offuscare la memoria storica di una zona di notevole interesse storico-archeologico….”

Il magistrato in conferenza stampa, ha invitato le ragazze a confidarsi con gli amici e le amiche, con i genitori e chiunque altro della sfera familiare e parentale.

A non tenere tutto per sé. Per impedire di rimanere in balia di chi a parole, dice di volerti bene, ma in realtà, non è così.

L’assassino, ha ‘tenuto’ per alcune ore. Assistito dal suo legale di fiducia, avvocato Fabio Criscuolo, ha negato ogni addebito. Ma all’alba il suo alibi ha fatto crash ed è crollato di schianto.

Si poteva salvare? Gl’inquirenti sostengono di sì. Avrebbe potuto e dovuto denunziare alle forze di polizia, le continue vessazioni, oppressioni ed angherie.

In secondo luogo, le macchine che sfrecciavano nella notte, non si sono fermate, di fronte alle grida di aiuto, le urla disperate nella notte. Una forma di omertà? Forse. Sicuramente egoismo ed anche un po’ di paura.

La storia  era arrivata al punto di non ritorno. A nulla son serviti i chiarimenti in casa di Sara, alla presenza della mamma; con lui ossessionato da lei, che la seguiva, la controllava, le mandava continuamente sms, voleva sapere dov'era stata e con chi e perché.

Ed ora, quale scenario? Intanto l’autopsia. Poi la salma verrà restituita alla famiglia, per la celebrazione dei funerali che si svolgeranno a Roma, in forma pubblica.

Non c’è nessuna ragione, per la quale il questore della  Città Eterna, Niccolò D’Angelo, dovrebbe vietarli.

 

D’altra parte, c’erano troppi indizi probatori che pesavano come macigni, schiacciavano ed erano incontrovertibili.

“Ha confessato l'omicidio di Sara Di Pietrantonio, Vincenzo Paduano, l'ex ragazzo della studentessa di 22 anni trovata all'alba di domenica 29 maggio semi carbonizzata nei pressi della sua auto in fiamme, in via della Magliana, alla periferia di Roma.  

Dopo un lungo interrogatorio il 27enne è crollato ammettendo il delitto e le sue responsabilità. Paduano era stato con Sara per due anni ed il loro rapporto si era interrotto alcuni giorni fa.

"Sara è stata bruciata viva dal suo ex". Lo hanno reso noto gli investigatori nel corso di una conferenza stampa in corso in Questura. L'ex l'avrebbe inseguita a piedi e data alle fiamme quando era ancora viva mentre la ragazza chiedeva disperatamente aiuto.

Dopo una lite in macchina, Paduano avrebbe cosparso di alcol l'auto e anche Sara che però è scesa dalla vettura per mettersi in salvo. Ma lui l'ha raggiunta e le ha dato fuoco.

Vincenzo avrebbe aspettata Sara sotto casa del nuovo ragazzo e poi, quanto ha visto che arrivava, si è allontanato conoscendo la strada che avrebbe fatto. E' la dinamica dell'omicidio di Sara Di Pietrantonio, studentessa trovata morta semi carbonizzata alla periferia di Roma, resa nota dagli inquirenti nel corso di una conferenza stampa in Questura.

Su via della Magliana quando lei lo ha superata l'avrebbe raggiunta e stretta costringendola ad accostarsi.

Dopo una lite avrebbe cosparso l'auto di alcol e anche lei. A quanto ricostruito dagli inquirenti, ad inizio serata l'ex fidanzato è andato a trovare Sara a casa. I due avrebbero avuto una "discussione normale".

Poi la studentessa è andata con un'amica in un pub e dopo si è incontrata con il nuovo ragazzo, che frequentava da poco.

"In 25 anni di lavoro non avevo mai visto un delitto cosi' atroce". Lo ha detto il capo della Squadra Mobile di Roma Luigi Silipo nel corso di una conferenza stampa sull'omicidio di Sara Di Pietrantonio

"Se qualcuno si fosse fermato Sara sarebbe ancora viva". Ha sottolineato il sostituto procuratore di Roma Maria Monteleone nel corso della conferenza stampa sul fermo Vincenzo Paduano.

"Ci vuole coraggio da parte dei cittadini, da parte di chi passa e vede qualcuno in difficoltà, una telefonata al 113 è gratis: se si vedono cose strane è dovere chiamare forze ordine", ha aggiunto il capo della squadra mobile di Roma, Luigi Silipo.

Sara, è stata trovata morta carbonizzata dalla mamma, uscita di casa per cercarla, non vedendola rientrare. Il cadavere della giovane era a circa 500 metri dalla sua auto in fiamme. 

"Sto tornando a casa", aveva detto Sara alla madre in un messaggio telefonico, poco prima di morire.

La mamma avrebbe telefonato alla ragazza intorno alle 3 per sapere dov'era. Dopo circa 20 minuti, non vedendola tornare, la donna ha chiesto allo zio di Sara di accompagnarla a cercare la figlia.

Dopo aver trovato l'auto in fiamme la donna si è avvicinata ad un altro focolaio: era il corpo della ragazza che bruciava, dietro un cespuglio in un'area adibita a parcheggio. I Vigili del Fuoco sono intervenuti poco prima delle 5. 

"Si era lasciata con il ragazzo da un paio di giorni. Non lo conoscevamo benissimo ma ci sembrava un bravo giovane", dicono le zie di Sara.

"Ieri sera è uscita con un'amica e ha mandato, come di consuetudine, un messaggio alla madre quando aveva riaccompagnato la sua amica a casa - aggiungono -, non abbiamo idea di quello che sia accaduto.

Ci auguriamo si tratti di un incidente". Le parenti della ragazza raccontano che sono stati i vigili del fuoco ad indicare che poco distante c'era un altro focolaio: "Quando Tina si è avvicinata - proseguono - ha visto la figlia a terra, con le braccia larghe e la camicetta sbottonata.

Non abbiamo idea di cosa sia successo. Certo, è strano che una persona che scappa avvolta dalle fiamme si nasconda dietro un muretto per chiedere aiuto".

Sara abitava in una palazzina di proprietà della sua famiglia, poco distante dal luogo in cui è stata ritrovata morta. Studiava economia all'Università di Roma Tre ed era figlia unica.”.

Nelle prossime ore l’assassino presunto, verrà ascoltato dal magistrato, alla presenza dell’ legale di fiducia.

L’interrogatorio di garanzia, serve al Gip per capire se debba confermare l’ordinanza di cu.ca.ca. o rigettarla.

Poi, saremo tutti lì a chiederci ‘perché’, sia avvenuto quest’orribile delitto, che inquieta le coscienze.

Anche quelli, che nelle notte fatale, hanno ignorato le grida di aiuto della studentessa, abbandonata al suo destino; in balìa della cieca violenza e della follìa, comodi alibi.

Lo homo sapiens sapiens, ha fatto enormi progressi in tutti i campi dello scibile umano, ma nello studio della mente è ancora molto indietro.

E, si limita a balbettare qualcosa; a farfugliare, tartagliare e brontolare. Se non a grugnire, grugnare e bofonchiare, perdendosi nei meandri dell’inconscio; nel labirinto della propria ignoranza.

Domenico Salvatore

Aggiornamento-La presidente della Camera Laura Boldrini ha esposto dal suo ufficio di Montecitorio un drappo rosso a sostegno delle iniziative contro i femminicidi.

Tramite WhatsApp è partita, infatti, un'iniziativa contro il femminicidio, dopo il brutale omicidio di Sara Di Pietrantontonio a Roma. Molte le donne che hanno aderito all'iniziativa esponendo drappi rossi. Tante le foto postate sui social, su twitter l'hashtag usato più usato #saranonsarà.  A lanciare la campagna la blogger Stefania Spanò, in arte Anarkikka. 

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