Reggio Calabria, l'incidente stradale di Saline Joniche (RC), celebrati i funerali di Maria Cristina Brancatisano, dimesso il marito coinvolto nel sinistro

20.05.2016 16:55

 

Ieri 18 maggio 2016, ore 14,30, sono stati celebrati nella chiesa del Divin Soccorso a Reggio, stipata di amici, parenti e conoscenti, i funerali della diletta consorte, vittima innocente dell’ennesimo incidente stradale sulla famigerata strada statale 106, di fronte alla ‘Liquichimica’ di Saline Joniche. Il professionista ha subito l'amputazione di due dita

REGGIO CALABRIA, CALA IL SIPARIO SULLA DISGRAZIA-TRAGEDIA CHE HA COLPITO IL PROFESSORE ALESSANDRO MANGANARO, GIA' DIMESSO, CHE HA PERSO LA MOGLIE NELL'INCIDENTE STRADALE DI DOMENICA 15 MAGGIO, DA CUI NE E' USCITO VIVO MIRACOLOSAMENTE, SEBBENE GRAVEMENTE FERITO, LA PAROLA PASSA ORA, ALLE ASSICURAZIONI ED AI PERITI

Domenico Salvatore

Una folla così strabocchevole, non poteva essere contenuta dalla pur capiente chiesa del Divin Soccorso, ubicata, proprio di fronte a ‘Palazzo Campanella'.

Familiari, ma, soprattutto amici, parenti e conoscenti, autorità civili, politiche, religiose e militari, giunti da ogni parte della provincia, si è stretta intorno al professore Alessandro Manganaro per assisterlo moralmente e spiritualmente, in questo terribile momento di dolore e tristezza.

Un destino crudele, si è accanito domenica 15 maggio 2016, contro l’ex direttore dell’Accademia delle Belle Arti.

Viaggiava a bordo della vettura di famiglia, nuova, con la diletta consorte Maria Cristina Brancatisano sulla superstrada jonica.

L’incidente, per cause in corso di accertamento, nel tratto di strada che costeggia l’abitato della frazione Sant’Elia di Montebello Jonico.

L’impatto con un'altra macchina, la carambola contro un muretto laterale. Le grida disperate. Minuti terrificanti. Frantumi di carrozzeria, olio, benzina, fanali e fanalini. Ma per fortuna non si è incendiata.

Automobilisti di transito e passaggio peraltro bloccati sono scesi subito dalle loro automobili per tentare di soccorrere le vittime della strada.

Momenti concitati tipici di ogni incidente. Urlo di sirene che squarciano l’aria, urla di disperazione e raccapriccio, telefonini impazziti.

Di lì a poco, sfrecciano la Polizia stradale e del vicino Commissariato di Condofuri; Carabinieri della stazione di Montebello-Saline; della stazione di Melito e della Compagnia pure di Melito, dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Melito e dell’Anas; tutti con il lampeggiante bluastro.

Si materializza, il nastro bianco-rosso per circoscrivere l’area, off-limits per i curiosi. Arrivano i giornalisti, con la telecamera, la macchina fotografica, il telefonino di ultima generazione. Intorno, una cornicie di gente che cresce a vista d’occhio.

Arrivano anche i sanitari del 118. Si chinano sui feriti. Tre o quattro. Per la povera dottoressa Maria Cristina Brancatisano, non c’è più nulla da fare. L’airbag, ha impedito che il numero delle vittime salisse.

Il professore Alessandro Manganaro, viene tirato fuori dai soccorritori malconcio, ma vivo.

Se la caverà con alcuni giorni di prognosi s.c. per trauma cranico e ferite multiple e lacero-contuse, ecchimosi e purtroppo due dita in meno della mano destra, rimaste schiacciate nel sinistro.

Quando sciamano le ‘api’, restano sul tappeto le forze di polizia, che devono stilare il referto e stabilire la causa dell’incidente.

Si vocifera di un veicolo, che sarebbe sparito dalla scena, quasi subito; se non sia una bufala. Le cause dell’incidente, possono essere diverse, a livello di ipotesi.

Un mezzo sbucato all’improvviso da una via laterale rispetto alla super-strada, che non si sia fermato allo stop; un colpo di sole abbagliante; un colpo di sonno del guidatore di uno dei mezzi coinvolti; una macchia d’olio sull’asfalto; inefficienza del sistema frenante; gomme lisce, sagoma stradale deformata; difetto del motore; illuminazione della strada  del bivio prossimo allo zero e così via.

La disgrazia, ha colpito stavolta, la famiglia dello stimato professore Manganaro, elemento di punta dell’ala intellettuale della Città dei Bronzi e del Bergamotto.

 Al dolore morale e spirituale per la perdita della consorte, la commercialista dottoressa Maria Cristina Brancatisano, si è unito il dolore fisico per le numerose ferite.

Agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, nel Reparto di ortopedia, medici e paramedici, hanno fatto un ottimo lavoro.

Tanto, che il professionista, ha potuto abbandonare il reparto e seppure adeguatamente assistito e sorretto, partecipare ai funerali del coniuge.

Nella navata centrale della chiesa del Divin Soccorso, gremita di gente. Tantissime persone di ogni ceto sociale, esponenti del Jet Set, della così detta società civile, associazionismo, volontariato, docenti, giornalisti, penalisti, civilisti, magistrati, forze dell’ordine, commercialisti, medici ecc.

Il Consiglio Comunale di Melito Porto Salvo, presieduto dalla dottoressa Fabiana Cuzzucoli, ha formulato gli auguri per una pronta e completa guarigione al professore Manganaro a cui è giunta al tempo stesso la solidarietà e la vicinanza del popolo melitese. Si è unito al dolore anche il sindaco Giuseppe Meduri; ed il suo collega di Montebello Jonico, Ugo Suraci; ed ovviamente il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

La redazione di Deliapress e lo scrivente, esprimono vicinanza e cordoglio per la perdita della cara moglie, all’amico, collega e compagno di scuola, professor Sandro Manganaro; ed anche gli auguri di una pronta e completa guarigione.

Il professore Alessandro Manganaro, eroe di mille battaglie, è un uomo navigato, cristiano, erudito e certamente ha la sua filosofia di vita.

Saprà bene, al di là dell’assioma del ciclo biologico, come reagire di fronte ai colpi gobbi di Átropo; del destino crudele.

Il senso della morte; l’oltretomba. Ma, è pur sempre un essere umano. E si sa, la carne è debole.

La perdita del caro estinto, a prescindere, genera angoscia, dolore, sofferenza, amarezza.

Un triste evento, umanamente, psicologicamente e spiritualmente, inaccettabile. Giacomo Leopardi in “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, ci rimanda al dialogo fra il pastore e la luna…”  Nasce l'uomo a fatica,/Ed è rischio di morte il nascimento./Prova pena e tormento/Per prima cosa; e in sul principio stesso/La madre e il genitore/Il prende a consolar dell'esser nato./Poi che crescendo viene,/L'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempre/Con atti e con parole/Studiasi fargli core,(E consolarlo dell'umano stato:/… . E conclude… “E' funesto a chi nasce il dì natale.”.

Di regola, quasi nessuno è disposto, sic et simpliciter, alla rassegnazione per la perdita di un congiunto.

Qualsiasi, possa essere stata la causa e le circostanze del decesso. Con la morte, termina l'esistenza di un vivente. 

“La cessazione di tutte le funzioni vitali dell'essere vivente, ovvero dell'organismo vivente; morte cerebrale che precede la cessazione del battito cardiaco, che a cascata precede tutta una serie di arresti di processi biochimici conducenti alla morte   cellulare di tutte le singole cellule costituenti l'organismo: la necrosi (Legge 29 dicembre 1993, n. 578).

La tanatologia   studia la morte e le successive modificazioni del corpo.  Gli scopi principali della disciplina in senso medico sono l'accertamento dell'epoca della morte, l'accertamento delle cause della morte e l'accertamento della rapidità del decesso.

Importante, è  la connessione della psicotanatologia o tanatologia psicologica, il sostegno psicologico.

In caso di lutto complicato, l'intervento psicotanatologico si può saldare con quello psicotraumatologico, con cui ha diversi punti di contatto.

Fanno altresì parte di questo ambito gli interventi psicologici correlati alla comunicazione di decesso, all'accompagnamento al riconoscimento delle salme ecc.  

Dopo la morte nel cadavere si verifica tutta una serie di trasformazioni: prima si verifica l'algor mortis (raffreddamento del cadavere), poi il rigor mortis (rigidità cadaverica) ed, infine, il livor mortis (ristagno e coagulazione del sangue). La decomposizione della salma in realtà, fonte Wikipedia, comincia immediatamente dopo l'arresto della circolazione sanguigna (e quindi dell'ossigenazione), sebbene i suoi effetti più evidenti si manifestino solo dopo alcune ore.” dOMENICO sALVATORE

 

CHE COSA PUO' ESSERE ACCADUTO DOPO LA CURVA DELLA LIQUICHIMICA?

 

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