Reggio Calabria/La prima edizione del Premio di poesia "San Gaetano Catanoso" all'auditorium di Via Andiloro, ore 17:00

19.05.2017 15:53

19 maggio 2017   15:54

Posted by Domenico Salvatore

Primo Premio di Poesia `San Gaetano Catanoso`

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Reggio Calabria/San Gaetano Catanoso e suo nipote Pasquale

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La storia e le riflessioni (fonte Comunicazione e forme)

Gaetano Catanoso, proveniente da una famiglia numerosa composta da otto fratelli, nacque a Chorio di San Lorenzo, Arcidiocesi di Reggio Calabria, il 14 febbraio 1879. Ordinato sacerdote il 20 settembre 1902, fu parroco di Pentidattilo e della Candelora in Reggio Calabria, dove realizzò un centro irradiante di vita eucaristica, divulgando la devozione al Volto Santo. Guida illuminata delle anime, da essere definito "il Confessore della Chiesa reggina", fu anche Cappellano delle carceri e dell'ospedale, Padre spirituale del Seminario diocesano, Canonico Penitenziere della Cattedrale.
Promosse e sostenne iniziative di sostentamento per le vocazioni ecclesiastiche e fondò la "Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo".
Morì il 4 aprile 1963. Fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 4 maggio 1997. E’ canonizzato nel 2005.
Così diceva, in una sua lettera pastorale in preparazione alla beatificazione di padre Catanoso, l’arcivescovo di Reggio Calabria Vittorio Mondello: “Diventa beato uno dei nostri preti, di quelli che vivono a contatto con la gente, nell’esperienza quotidiana della vita parrocchiale, nell’impatto con il complesso mondo dei problemi, delle fatiche e dei disagi di ogni giorno. Diventa beato un prete di questo estremo lembo d’Italia, di questa terra che è il sud del Sud”.
E la beatificazione del sacerdote Gaetano Catanoso ebbe anche due aspetti straordinari, uno che essendo morto solo 34 anni prima, egli era conosciuto da tanti suoi contemporanei ancora viventi e poi che nella storia bimillenaria della Chiesa reggina, egli era il primo prete diocesano a diventare beato.
Gaetano Catanoso, a 10 anni di età, nell’ottobre 1889, era entrato nel Seminario Arcivescovile di Reggio Calabria. Poi, per motivi di salute, era stato costretto a vari ritorni temporanei in famiglia. E proprio in uno di questi ritorni, aveva solo 15 anni, s’improvvisò predicatore nella chiesa di Chorio, attirando l’attenzione degli ascoltatori; presagio della sua futura missione sacerdotale.
Fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1902 dal cardinale Gennaro Portanova, arcivescovo di Reggio. Per due anni rimase nel Seminario come prefetto d’ordine, fino al marzo 1904, quando venne nominato parroco a Pentidattilo, piccolo paese montano dell’Aspromonte sul versante ionico, famoso perché abbarbicato su una roccia arenaria che si staglia nel cielo a forma di mano.
Qui il giovane parroco condivise con i suoi fedeli una vita fatta di stenti e privazioni, sperimentando ogni giorno il peso di un sottosviluppo che favoriva l’inerzia, l’emigrazione all’estero, la rassegnazione.
Promosse la devozione al “Volto Santo”, di cui nel 1918 divenne missionario aderendo all’Arciconfraternita di Tours in Francia e nel 1919 ottenne di erigere nella sua parrocchia di Pentidattilo, una “Confraternita del Volto Santo”; nel 1920 diede vita allo stampato “Il Volto Santo” che si diffuse in tutta la penisola.
Pur essendo costretto ad essere pastore di una piccola località sui monti, ebbe la volontà di conoscere, divenire amico, condividere le opere sociali ed assistenziali, di due futuri beati: Luigi Orione e Annibale Maria Di Francia, appoggiandone lo sviluppo anche in terra calabrese.
Nel 1921 fu nominato parroco nella chiesa di S. Maria della Candelora o della Purificazione, nella città di Reggio Calabria; qui fu parroco fino al 1940; la sua opera pastorale ebbe uno spazio più vasto, ravvivò nel popolo la devozione eucaristica e mariana, promosse l’istruzione catechistica e la crociata contro la bestemmia; indisse Missioni per il popolo, sia in Quaresima, sia nel mese di maggio, coordinando le cosiddette “Squadre Volanti”, ossia sacerdoti ben disposti ad aiutare i parroci in queste Missioni, sia per le confessioni, sia per le predicazioni.
Nel 1930 divenne canonico del Capitolo della Cattedrale; sempre ricco del carisma di diffondere la riparazione delle offese e la devozione al Volto Santo del Signore sofferente, continuò ad esserne un zelante missionario e nel dicembre 1934 s’impegnò con tutte le sue energie a fondare la Congregazione delle “Suore Veroniche del Volto Santo”, con lo scopo specifico di erigere asili e scuole di formazione catechistica nei posti più sperduti, lontani e disagiati.
Nel luglio 1935 vi fu la vestizione delle prime suore e a dicembre l’apertura della prima Casa a Riparo, nella periferia di Reggio Calabria; nel 1956 ne stese le Costituzioni e nel 1957 iniziò la costruzione della Casa Madre; l’Istituzione delle Suore Veroniche ebbe l’approvazione diocesana il 25 marzo 1958.
Ormai sessantenne, pur continuando a stimolare e guidare spiritualmente le sue suore, si dedicò con grande abnegazione alle confessioni, diventando di fatto “il confessore della Chiesa reggina”, e direttore spirituale di vari Istituti religiosi.
Ebbe la consolazione verso il termine della sua vita, di vedere realizzato l’altro grande sogno, di un santuario dedicato al Volto Santo, eretto presso la Casa-madre delle Suore Veroniche.
Alle suore ripeteva spesso “Voi dovete andare nei centri più abbandonati, là dove altre Congregazioni rifiutano di andare; il vostro posto è quello di raccogliere le spighe sfuggite ai mietitori”. E sempre parlando delle sue suore, Gaetano Catanoso diceva: “Le suore che io volevo non dovevano avere né casa, né mobili, né giardino, dovevano essere ricche di povertà e senza pretese, accontentandosi di tutto, come dono del Signore. Le presi dal popolo, anime semplici e le mandai così, come gli Apostoli di Nostro Signore, senza nulla, nei paesi che più avevano bisogno”.
Morì a Reggio Calabria il 4 aprile, come si è detto, del 1963 e la sua santa morte e la sua eroica vita, indussero la Chiesa di Reggio Calabria e le Suore Veroniche a richiedere il processo per la sua beatificazione; la causa iniziò il 15 dicembre 1981, fu proclamato venerabile il 3 aprile 1990 e beato il 4 maggio 1997 in Piazza S. Pietro, da Papa Giovanni Paolo II.
Sarà canonizzato il 23 ottobre 2005 da Papa Benedetto XVI.
“E’ un momento di gioia per tutti i calabresi e per i reggini in particolare” - ha affermato il parlamentare della Margherita Luigi Meduri, eletto proprio nel collegio di cui fa parte la fascia del basso Jonio reggino – “Una persona umile ma al tempo stesso grande nella carità, nel diffondere la parola di Dio, nell’aiutare il prossimo, diventa Santo per testimoniare la genuinità della gente di Calabria”. Il deputato reggino ha poi proseguito: “Dobbiamo impegnarci tutti, nei nostri ruoli, affinchè quest’evento rimanga impresso nell’immaginario collettivo come uno dei più belli e positivi e non avvenga soltanto in Piazza San Pietro ma avvenga in un contesto di grande gioia e di grande partecipazione popolare che coinvolga tutta l’Area Grecanica. Così vorrebbe Padre Catanoso, così vorrebbe Papa Giovanni Paolo II il Grande, così vorrebbero tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscere questo umile Santo di Calabria”.

Federico Curatola

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 SANTO PADRE GAETANO CATANOSO ( fonte suoreveroniche.altervista.org)

II Santo Gaetano Catanoso nacque a Chorio di San Lorenzo, nell'Arcidiocesi di Reggio Calabria, il 14 febbraio 1879 da Antonino Catanoso e Antonina Tripodi, agricoltori profondamente cristiani. Lo stesso giorno ricevette il Battesimo e nel 1882 il sacramento della Confermazione.
All'età di dieci anni, avvertita la chiamata al sacerdozio, entrò nel Seminario Arcivescovile di Reggio.
Terminato il periodo di formazione, fu ordinato sacerdote dal Cardinale Gennaro Portanova, il 20 settembre 1902. In duella occasione manifestò pubblicamente il proposito di voler esser un degno mi-nistro di Cristo e ai parenti ed amici domandò di pregare per lui affinché il Cuore di Gesù lo avesse condotto alla santità. Fece allora promessa di non commettere mai alcun peccato deliberato e di stare alla presenza di Dio ogni istante della vita.
Per due anni fu prefetto d'ordine in Seminario.
 

PARROCO A PENTIDATTILO

Nel 1904, venne nominato Dittereo parroco di Pentidattilo, un piccolo paese dell'Aspromonte, dove prosperava la povertà, l'analfabetismo, l'ignoranza religiosa e dove la gente viveva in silenzio il dramma dell'emarginazione e talvolta della prepotenza. Il Santo, senza attardarsi in teorizzazioni pastorali o sociologiche, si dedicò immedia¬tamente ed interamente alla mis¬sione di pastore, facendosi tutto a tutti. Condivise le privazioni, i disagi, le gioie e le pene della sua gente. Fin d'allora il popolo ravvisò in lui il carisma della paternità e spontaneamente cominciò a chiamarlo "padre", appellativo che mai più lo avrebbe abbandonato, perché meglio di ogni altro qualificava la sua personalità sacerdotale e pastorale. Fu diligente nell'annuncio della parola di Dio e nell'insegnamento della dottrina cristiana, edificante nella celebrazione dei divini misteri, assidua al ministero delle Confessioni, generoso con le famiglie bisognose, premuroso con i malati. Per i giovani, che non potevano frequentare le scuole pubbliche, aprì una wscuola serale gratuita egli ne fu l’insegnante. Collaborò nella predicazione e nell’amministrazione del Sacramento della penitenza con i parroci vicini.

PROMOTORE DELL’OPERA DEI CHIERICI POVERI

Convinto che la rinascita spirituale e morale delle popolazioni calabresi non sarebbe stata possibile senza l'attività pastorale dei sacerdoti, promosse l'Opera dei Chierici Poveri, il cui scopo era quello di offrire ai giovani, sprovvisti di mezzi, il necessario per poter raggiungere il Sacerdozio.
mano pietosa che li raccolga e li tra pianti nella aiuola del Signore".

MISSIONARIO DEL VOLTO SANTO SPIRITUALITA’

A Pentidattilo fu come incendiato dalla devozione al Volto sofferente del Signore. Abbracciò la missione di diffonderne il culto tra il popolo e di coinvolgere i sacerdoti e i laici nel
l'apostolato della riparazione dei peccati, specialmente della bestemmia e della profanazione delle feste religiose. "Il Volto Santo - affermava - è la mia vita. Lui è la mia forza"; ed ancora: “ Gesù ha bisogno di molte Veroniche per i peccati di bestemmia e di sacrilegio e di molti Cirenei per la Croce sempre più pe¬sante dei più poveri senza conforto e senza aiuto". Con una felice intuizione unì questa devozione alla pietà eucaristica. AI riguardo scriveva: "La devozione al Volto Santo si incentra nel sacro velo della Veronica dove nostro Signore impresse col suo preziosissimo sangue i lineamenti della sua Faccia divina. È una reliquia preziosissima che la Chiesa conserva e che noi adoriamo. Ma se vogliamo adorare il Volto reale di Gesù, non ]'immagine sola, questo Volto noi lo troviamo nella divina Eucaristia, ove col Corpo e Sangue di Gesù Cristo si nasconde sotto il bianco velo dell'ostia il Volto di Nostro Signore". E siccome Cristo è presente anche in ogni uomo che soffre, si sforzò di ri¬portare l'immagine del Creatore sul volto di tutti coloro che fossero privi a causa del peccato.
Nel 1918 divenne "Missionario de) Volto Santo", iscrivendosi all'Arciconfaternita di Tours. L'anno successivo istituì a Pentidattilo la Pia Unione del Volto Santo e nel 1920 fondò un bollettino mensile che diffondeva tale devozione anche al Nord Italia.

L’IMPEGNO PASTORALE DI REGGIO CALABRIA
Dal 1921 al 1940 fu parroco, nella città di Regolo, della chiesa di S. Maria della Purificazione (detta anche della Candelora), dove svolse un'attività ancora più intensa e più vasta. Tra i suoi impegni, un posta preminente occuparono l'evangelizzazione, la catechesi, le missioni al popolo, il culto dell'Eucaristia, il ministero delle Confessioni, l'assistenza ai poveri, ai malati e ai perseguitati da associazioni criminose, l'opera delle vocazioni sacerdotali, l'accoglienza di quanti ricorrevano a lui. Direttore spirituale del Seminario Arcivescovile (dal 1922-1949), confessore degli Istituti religiosi cittadini e delle carceri. Canonico Penitenziere della Cattedrale (1940-195()).
 

FONDATORE DELLE SUORE VERONICHE DEL VOLTO SANTO


Negli anni trascorsi nell'Aspromonte (parroco a Pentidattilo dal 1904 al 1921), San Gaetano era venuto a diretto  contatto con una difficile realtà sociale e religiosa." Nel lontano 1920 scriveva visitando molti paesi sperduti sui monti della Calabria e predicando in quasi tutte le parrocchie dell'Arcidiocesi:


“Ho sentito una stretta al cuore nel vedere tanti bambini innocenti esposti alla corruzione, tante giovanette senza guida e senza orientamento nella vita, troppe chiese povere e spoglie e tanti tabernacoli senza il dovuto decoro. Sacerdoti sofferenti e senza assistenza”.


Cominciò così a concretizzarsi in lui il pensiero di dar vita ad una Congregazione religiosa femminile, che avesse propagato la devozione al Volto Santo di Gesù e portato conforto ai Sacerdoti più bisognosi ed aiuto alle parrocchie più sperdute ed abbandonate.
La nascita della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo risale al 2 dicembre 1934, allorché Padre Gaetano Catanoso poté accogliere, in una casa della famiglia "Sorgonà" in Reggio Calabria, le prime postulanti.

-L'idea era rimasta nascosta - scriveva nella sua prima lettera collettiva alle Suore - sin dal 1924, come  "il piccolo granello di  senapa ". Dieci anni di gestazione nei quali molte anime offrivano nelle parrocchie, in Istituti religiosi, nell'ospedale specie nel reparto tubercolosi, preghiere e sacrifici al Signore perché il seme potesse vedere al più presto la luce ".

Fu incoraggiato anche da San Luigi Orione, che gli era amico da tempo.
Il Carisma peculiare del nuovo Istituto religioso, Padre Catanoso l'aveva indicato e specificato più volte attraverso circolari, appelli e articoli: sul periodico "Il Volto Santo" da lui diretto.

"Le Figlie di Santa Veronica, - ribadisce in uno scritto del gennaio 1937 - hanno per missione speciale la propagazione della devozione al Volto Santo di Gesù, con conseguente riparazione delle bestemmie e delle profanazioni contro il nome santo di Dio. A tal fine il loro apostolato operoso viene svolto fra la gente umile, nei paesi remoti e nelle borgate di campagna dove si giunge camminando a piedi, con la scuola di catechismo, asili per l’infanzia, laboratori per le ragazze, assistenza ai moribondi, cura della suppellettile delle chiese delle cappelle e in tutte le altre forme che la divina carità di nostro Signore sa suscitare per il ministero di anime votate al suo servizio”.
Gente che va senza pretendere nulla, che si sacrifica, che soffre, che aiuta la Chiesa. E aggiungeva:
"Il vostro posto è  quello che gli altri hanno rifiutato, tra la gente più povera e più  umile ".
Padre Catanoso riuscì ad acquistare nel 1940 nel rione Spirito Santo alcune baracchette. Le offerte di tante anime generose, gli consentirono nel 1957 di demolirle per dare inizio alla costruzione della Casa Madre, definitivamente completata nella struttura attuale nel 1960.
Guidò il suo Istituto, aiutandolo a su¬perare non poche difficoltà e ad estendersi in varie parrocchie dell'Arcidiocesi di Reggio ed oltre.

PADRE DEGLI ORFANI

"Padre degli orfani" è uno dei titoli  che, sull'esempio dei grandi Santi più si addice allo zelo inesausto d Padre Catanoso, il quale seppe scorgere e contemplare in ogni uomo  sofferente il Cristo della Via Crucis. I bambini orfani furono per questo suoi prediletti.
Nei mesi terribili della guerra, per sottrarre i piccoli rimasti soli al mondo alla crudeltà della emarginazione come dai pericoli della strada, lanciò un accorato e struggente appello a tutti i devoti del Volto Santo

"Per dare ai tanti bambini innocenti una  casa, un pane, un affetto di mamma il vero amore di Gesù. Di tutti i denari che  maneggerete in questo mondo, porterete nell’ 'altro  quel tanto che  avrete speso in opere di bene. Se volete, quindi, diventare veramente ricchi, conviene che diate ai poveri e che diate a costo di qualche sacrificio ".

Non si diede pace finché nel 1943 assecondato da tante anime buone non riuscì ad accogliere in alcune stanzette acquistate accanto alla Casa delle Suore Veroniche un gruppo d piccoli orfani che il flagello della guerra aveva posto in condizioni disperate. Nel 1948 riuscì a trasformare nella cittadina di Scilla, con l'aiuto generoso degli Scillesi emigrati in America, un vecchio edificio in una,serena abitazione che accolse una ventina di orfanelle provenienti da varie località della Calabria. Oggi, il suddetto edificio è divenuto "Casa Alloggio per anziane".

SCUOLE MATERNE

Tra le finalità che Padre Catanoso assegnò sin dall'inizio del loro apostolato alle Suore Veroniche, gli Asili, concepiti come centri di formazione cristiana, di assi¬stenza ai bambini, luogo d'incontro per le ragazze con scuole di cucito e di ricamo, ebbero un'importanza preminente. Sorti, a cominciare dal 1935, in paesi preferibilmente rurali, per lo più poveri, isolati e sperduti tra le montagne come Roghudi, Chorio di Roghudi, Roccaforte, Bivongi, Solano, gli "Asili di Padre Catanoso" - come venivano chiamati - svolsero una funzione provvidenziale di risveglio religioso e di vero progresso civile, in tempi in cui quasi tutti i paesi di montagna, privi assai spesso di strade di accesso, vivevano sotto ogni aspetto nel più squallido e iniquo abbandono. In questo senso si può dire che Padre Catanoso, il quale amò e servì la Calabria con tutte le sue forze e passione di figlio, fu un pioniere. Le scuole materne gestite dalle Suore Veroniche sono oggi 16, dislocate nelle Diocesi di Reggio Calabria, Salerno, Roma, nelle lontane Filippine e in Africa, dove spinge l’urgenza del volto umano di Gesù.


CASE DI RIPOSO

L'assistenza agli ammalati. Il servizio agli anziani che, da parroco prima a Pentidattilo e poi alla Candelora di Reggio, costituiva il suo assillo quotidiano, è stato uno degli obiettivi che Padre Catanoso indicò nel programma di apostolato alle Suore Veroniche.
Fra i tanti "sogni" alimentati dal fuoco interiore del suo zelo per le anime, specie di quelle più biso¬gnose, un posto a parte ebbero le Case di Riposo che potessero accogliere soprattutto le donne anziane rimaste sole al mondo, senza alcun sollievo e conforto familiare.
Attraverso questa Famiglia religiosa di Missionarie del Volto Santo, riconosciuta canonicamente il 25 marzo  1958, costituita in Istituto di diritto Pontificio 1'8 dicembre 1980, il Santo Gaetano Catanoso continua a servire ed amare il fratello stremato dalla fatica, dal dolore e dalla povertà.

LA MORTE


Gli ultimi anni di vita, Padre Catanoso, li trascorse in una piccola stanzetta dell'Istituto delle Suore Veroniche nel rione Spirito Santo, dove sacerdoti e laici accorrevano per la confessione (era considerato nella Diocesi il "Padre Spirituale", per consigli o solo per la gioia di vederlo ed ascoltarlo. Padre Catanoso accoglieva chiunque, piccolo o grande che gli capitava d'incontrare, amava ripetere:                                     

 "IN DOMINO - DEO GRATIAS". Nell'ultima malattia spesso sussultava esclamando:

"Com'è bello il Signore! Com'è bello il Signore!".

Con il conforto dei sacramenti, si spense santamente il 4 aprile 1963 a Reggio, nella Casa Madre della Congregazione che lui aveva fondato.
Il clero e il popolo, che già lo considera¬vano santo, parteciparono numerosi ai solenni funerali, presieduti dall’'Arcivescovo Mons. Giovanni Ferro, il quale, avendolo conosciuto, poté dire che il Padre Catanoso era stato "un piissimo sacerdote che ha sempre insegnato nella sua lunga vita Come si ama e si serve il Signore".

 

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