Reggio Calabria - Fora Sculco: doppia preferenza di genere

31.05.2016 20:39

“Sarebbe un bel segnale, proprio in occasione della Festa della Repubblica, visto che per la prima volta il 2 giugno del 46 votarono le donne, adoperarsi affinché, nella prima seduta utile del Consiglio, si approvi la proposta di legge da me presentata sulla Reggio Calabria  -   da oltre un anno votata all’unanimità dalla Commissione competente”. Lo sostiene la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco che aggiunge: “Non dimenticare i sacrifici compiuti da tutti coloro che hanno reso possibile l’Italia democratica è il primo impegno che la Festa della Repubblica impone, insieme all’altrettanto importante dovere di innovare nel pieno rispetto di un sistema partecipato e plurale. Per la prima volta, il 2 giugno del 46 votarono le donne e ciò contribuì ad allargare le basi della nostra democrazia che oggi però va potenziata, se non si vuole fermarsi ad un omaggio retorico, valorizzando il contributo delle donne ad ogni livello istituzionale in ossequio a quanto prescrive l’’articolo 51 della Carta Costituzionale. Trovo perciò incredibile che ancora vi siano comuni che non rispettano le previsioni della legge Delrio. Mentre sulla parità di genere nelle istituzioni c’è davvero tanto fare, considerato che la sottoscritta è l’unica donna eletta in Consiglio regionale e la mia proposta di legge per introdurre la doppia preferenza di genere, benché approvata all’unanimità in Commissione, stenta ad arrivare in Aula”. Spiega la consigliera regionale: “Dopo un avvio ottimale della legislatura regionale con l’introduzione, primi in Italia, nello Statuto dell’obbligo di avere in Giunta almeno il trenta per cento di donne, avremmo potuto approvare la legge da me proposta e anticipare persino il Parlamento che di recente si è pronunciato sull’obbligo che i Consigli legiferino per garantire il 40 per cento di donne nelle Assemblee. Non l’abbiamo fatto, ma spero si possa presto rimediare. D’altronde - conclude Flora Sculco -, senza lo sguardo delle donne nelle istituzioni si è tutti consapevoli che il rinnovamento non sarà possibile.  Privarsi, com’è stato finora, delle competenze e delle abilità dell’universo femminile non ha giovato né alla crescita economica e sociale della Calabria né alla qualità della politica che abbiamo conosciuto in tutti questi anni di regionalismo deludente”. 

cc                                                                           L’Ufficio Stampa del Cons. Regionale

 

Cerca nel sito