Reggio Calabria - Flora Sculco, Giuseppe Mangialavori, Alessandro Nicolò sulla Sanità

11.06.2016 20:12

“E’ con soddisfazione che prendo atto della bocciatura da parte del Governo di una leggina ‘farlocca’ approvata ad aprile in prossimità della campagna elettorale e con l’evidente intenzione di condizionare il voto, in particolare a Crotone, dove il commissario dell’Asp, dottor Sergio Arena, scaduto e privo dei requisiti per essere nominato direttore generale, è stato incredibilmente prorogato contro ogni criterio di buona amministrazione e trasparenza”. E’ quanto asserisce la consigliera regionale Flora Sculco che aggiunge: “Questa figuraccia ricade sull’Esecutivo regionale che avrebbe dovuto correttamente indicare direttori generali e non prorogare i commissari. Ho pubblicamente denunciato, nell’immediatezza, la vergognosa pagina legislativa della Regione ed ho scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri chiedendo di promuovere specifica impugnativa avverso la legge regionale n. 11/2016 nella parte in cui ha aumentato la durata temporale dell’incarico dei commissari straordinari, così come ho scritto anche al presidente dell’Anac, perché vigilasse su tutte le nomine deliberande, soprattutto in relazione all’Asp di Crotone  ove è stato prorogato un commissario già in carica da oltre un anno, mentre la città di Crotone si accingeva ad andare al voto del 5 giugno  per il rinnovo del consiglio comunale e del sindaco”. Sottolinea Flora Sculco: “La bocciatura da parte del Governo dà ragione alle mie sollecitazioni ed anche al mio auspicio affinché quel commissario non emettesse atti e provvedimenti in un contesto assai oscuro. Di sicuro, da qui in avanti il commissario dottor Arena non potrà assumere decisioni di alcun genere, a meno che non si vogliano assumere gravi responsabilità in sede di Corte dei conti”. Ancora la consigliera regionale: “Anche uno studente al primo anno di giurisprudenza si sarebbe reso conto dell’illegittimità costituzionale delle leggina approvata, ma l’averla voluta approvare, a dispetto di tutto e tutti, tradisce la volontà di utilizzare la sanità per finalità improprie”.  Conclude la consigliera regionale: “si è voluto allungare il tempo della durata dei commissari per circa metà legislatura regionale, violando il principio della temporaneità e straordinarietà dell’incarico del commissario amministrativo, essendo lo stesso in carico del tutto straordinario e temporaneo in quanto svincolato dai principi costituzionali. La manifesta assenza di qualsiasi motivazione giuridica sufficientemente idonea a legittimare i commissariamenti delle Aziende sanitarie regionali, autorizza a dedurre che si è voluto strumentalizzare la legislazione per un utilizzo politico dei commissari”.

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“Fuoco amico o semplice constatazione, anche da parte del governo Renzi, di una Regione che legifera male perché non ha una visione complessiva dei problemi? Di sicuro, l’impugnazione da parte del Consiglio dei ministri di due leggi regionali riguardanti la sanità, è la dimostrazione della miopia della Giunta regionale, soprattutto in un settore in cui la cautela nelle scelte per evidenti motivi dovrebbe essere massima”. Lo afferma il consigliere regionale della Cdl Giuseppe Mangialavori secondo il quale “la Giunta regionale non è riuscita a liberarsi dai tratti che più la caratterizzano fin dall’inizio della legislatura: lentezza, approssimazione, inefficienza. E dire che si è di fronte ad una Giunta di tecnici! In particolare, la Giunta annaspa nella sanità, dove, evidentemente, se non ci fosse il contenzioso permanente con la struttura commissariale non avrebbe proprio niente da dire; e quando poi prova a fare, fa male. Così, anziché nominare i direttori generali proroga i commissari violando la legislazione vigente, la Costituzione e il buon senso”.  Conclude Mangialavori: “L’imperizia di questa compagine di governo regionale è talmente vistosa da costringere persino il governo ‘amico’ a sbarrargli il passo. Purtroppo, dopo un anno e mezzo, la Calabria non fa nessun passo in avanti, mentre l’azione riformatrice del governo Oliverio, più volte sbandierata, si è definitivamente svelata per quella che è: chiacchiere. E leggi respinte”.  

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“Non c’è fondo al peggio. E’ quanto si evince dall’impugnativa del Governo sulle leggi regionali per la sanità imposte dalla Giunta regionale che, ancora una volta, dimostra la sua refrattarietà verso ogni logica che vorrebbe si facesse una programmazione sanitaria all’altezza della gravità della situazione e soprattutto nel rispetto della legislazione vigente e della Costituzione”. Alessandro Nicolò, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, non ha dubbi: “Prorogare i commissari nelle aziende sanitarie con una legge abborracciata e priva di ogni motivazione plausibile, è stato uno sbaglio colossale e la prova provata che gli obiettivi del governo della Regione non vanno in direzione di una sanità qualitativamente dignitosa, ma tendono ad affermare la visione di una sanità considerata alla stregua di un bacino elettorale da spremere. Il presidente Oliverio - sottolinea il capogruppo di Forza Italia -  ostenta un legame di ferro col Governo ‘amico’ che però, evidentemente, dinanzi a sconcezze legislative come la legge regionale n. 11/2016, non può che opporsi. Purtroppo, anche in questa occasione, a perdere la faccia è non solo il ‘governatore’, ma anche chi in un Consiglio regionale ridotto a passacarte vota provvedimenti che contraddicono i proclami sul miglioramento della qualità legislativa. Il punto vero, è che questa Giunta regionale è del tutto inadeguata alla funzione che i calabresi gli avevano affidato circa due anni or sono e che autoreferenziale com’è colleziona brutte figure giorno dopo giorno, purtroppo danneggiando la credibilità dell’intero sistema-regione”.  

 

cc                                                                 Fonte Ufficio Stampa del Cons. Reg.

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