Platì (RC) quei colpi di pistola per gambizzare i fratelli Michele ed Antonio Barbaro, inquietano le coscienze

11.06.2016 23:51

PLATI' (REGGIO CALABRIA), 11 GIU 2016- “Due fratelli Antonio e Michele Barbaro, di 36 e 27 anni, sono stati feriti a colpi di pistola a Platì.

Sono stati tre, fonte Ansa, i colpi sparati da una o più persone alle gambe dei due fratelli, entrambi incensurati, che si trovavano nei pressi delle loro abitazioni.

Soccorsi e portati in ospedale a Locri, i due fratelli sono attualmente ricoverati nel reparto di Chirurgia ma non sono in pericolo di vita.

Sull'episodio indagano i carabinieri del Gruppo di Locri. I due fratelli sono stati sentiti dagli investigatori, ma hanno detto di non sapersi spiegare l'accaduto.”

DUE FRATELLI DI PLATI’, ANTONIO E MICHELE BARBARO DI 36 E 27 ANNI, INCENSURATI PRESI A COLPI DI PISTOLA, FINISCONO IN OSPEDALE, MA NON SONO IN PERICOLO DI VITA

Domenico Salvatore

Gli occhi della platea sono ancora concentrati sulle elezioni comunali, che dopo dieci anni di attesa, hanno partorito un nuovo sindaco.

A Platì se ne parla in tutte le case, in piazza e per le strade. Le solite polemiche, scontate ed inevitabili, su chi abbia vinto e chi abbia perso. Ovvero su chi non abbia vinto o su chi e perché abbia perso.

L’episodio di violenza, turba, allarma, preoccupa e spaventa,  ma siamo in una zona ad alta densità mafiosa; la gente, ha l’orecchio abituato, se non incallito a certe novità.

Da queste parti, per intenderci si è sparato spesso e volentieri. E non soltanto in occasione di faide e guerre di mafia. A parte l'episodio di qualche mese fa.

L’argomento del giorno è l’elezione a primo cittadino di Rosario Sergi, ma non solo. Per esempio, le clamorose dimissioni del gruppo di opposizione, annunciate ancor prima di entrare in Consiglio Comunale.

Non c’azzecca niente con l’exploit della violenza. Non c’entra niente con il ferimento tra venerdì 10  e sabato 11 giugno 2016, dei fratelli Barbaro. Non ci sono collegamenti.

Tuttavia, i Carabinieri della locale stazione, che si muovono agli ordini del maresciallo Luigi Di Gioia, coordinato dal capitano, Rosario Scotto di Carlo; sotto le direttive del t.colonnello Pasqualino Toscani.

Tutti agli ordini del colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale di Reggio Calabria, seguono tutte le piste possibili.

Sovrintende alle indagini per identificare gli esecutori materiali dell’attentato e gli eventuali mandanti, il p.m. di turno Rosanna Sgueglia, coordinato dal procuratore capo della Repubblica di Locri Luigi D’Alessio.

Stando ad una prima sommaria descrizione della sparatoria, i fratelli Barbaro si trovavano a transitare su una delle strade cittadine che conducono a casa, quando sono stati affrontati da un commando di malviventi, armati di pistola che hanno cominciato a sparare, tenendo basse le armi, da corta distanza.

Non hanno mirato al tronco. Il che si traduce in una volontà chiara. Non uccidere ma dare una lezione; un ‘avvertimento’.

I due Barbaro, sono stati soccorsi e trasportati al Pronto Soccorso dell’ospedale ‘Guido Candida’ di Locri.

E medicati per ferite d’arma da fuoco agli arti inferiori. Se la caveranno con una prognosi di qualche settimana, s. c..

Per rimanere ai due flash dell’Ansa…”Platì, centro della Locride considerato ad alta densità mafiosa, torna ad avere un sindaco democraticamente eletto dopo dieci anni di gestione commissariale. Il nuovo primo cittadino é Rosario Sergi, che ha ottenuto 1.275 voti, con una percentuale del 63,4%. Sergi ha sconfitto Ilaria Mittiga, figlia dell'ex sindaco Francesco la cui Amministrazione fu sciolta nel 2003 per infiltrazioni mafiose. Nelle elezioni del 2015 a Platì non si era potuto votare perché non erano state presentate liste.
Il centro della Locride, comunque, resta sotto osservazione da parte della Commissione parlamentare antimafia, che ha rilevato anomalie in alcune candidature tra cui quella dello stesso Sergi.

Nelle settimane scorse si era ritirata dalla competizione elettorale Annarita Leonardi, la cui candidatura a sindaco era stata presentata alla Leopolda dal premier Matteo Renzi. Leonardi aveva deciso insieme ai vertici del Pd di non partecipare "per la venuta meno delle condizioni politiche".

Il secondo lancio…”I 4 consiglieri eletti con la lista uscita sconfitta alle comunali di Platì che sosteneva la candidatura di Ilaria Mittiga hanno annunciato che si dimetteranno non appena saranno nominati.

"I componenti della Lista 'Platì Res Publica' - affermano - rendono noto che non faranno parte del Consiglio comunale atteso che il progetto della Lista non ha trovato la condivisione di 1.275 cittadini e non si concilia con il progetto della Lista 'Liberi di Ricominciare'" che fa capo al sindaco eletto Rosario Sergi.

"É la democrazia che ci concede il diritto di dimetterci, ma soprattutto, a livello personale, i miei principi ed i miei valori non coincidono con quelli del sindaco eletto, Rosario Sergi", ha detto Ilaria Mittiga.

"In sostanza - ha detto Sergi - avrebbe accettato di entrare in Consiglio soltanto se avesse fatto il sindaco.

Non é democrazia agire in questi termini. Se il concetto di politica è questo, non ci sarebbe neppure in Parlamento una maggioranza ed un'opposizione".

La ‘ndrangheta, non c’azzecca, in questa storia di gambizzati. Il nome ‘Barbaro’ è uno dei ceppi più diffusi non solo a Platì. Il top secret ha stoppato ogni illazione, ma gl’inquirenti, come da prassi, sono orientati a 360° e nulla trapela.

Come dire, che nessuna pista, venga scartata a priori.

Non c’è pace sotto gli ulivi di Platì. Ma non è l’inizio di nessuna faida.

Una bella gatta da pelare per il nuovo sindaco appena eletto, che non si limiterà a condannare il gesto e ad esprimere la solidarietà ai suoi concittadini presi a colpi di pistola, mentre l'estate 2016 sta per bussare alle porte.

 

Non ci sono novità sui posti di blocco volanti, il controllo dei pregiudicarti della zona, loro alibi-orario e stub. Testimonianze oculari od in forma anonima, prossime allo zero.

 

Nessuno ha visto niente. Benchè le case siano addossate le une alle altre e tutti i muri hanno orecchie per ascoltare e bocca per larlare.

Nessuno deve sapare.In una zona ad alta densità mafiosa, dove l'omertà che cuce le bocche a doppia mandata per paura di rappresaglie, vendette e ritorsioni, regna sovrana.

Domenico Salvatore

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