La tornata amministrativa di primavera 2016, Ma Roma inaugura una stagione di sindaci al femminile?

20.06.2016 14:41

Affluenza, ha votato il 50,54% Ballottaggi 2016. Boom M5s, Raggi e Appendino sindache. Pd ko a Roma e Torino. Sala salva Renzi.  "Stiamo scrivendo la storia. Da oggi e per i prossimi cinque anni è responsabilità di tutti. E' stato un risultato oltre ogni aspettativa. Sarà dura, sappiamo come è Roma, ma abbiamo un programma pazzesco, lo abbiamo scritto con i cittadini". Così il neo sindaco di Roma Virginia Raggi in un comizio improvvisato davanti a decine di militanti M5s all'esterno del comitato elettorale. "Il nostro compito grande è quello di portare tutti i romani a lavorare per Roma. C'è una comunità che sta nascendo e tutti devono fare qualcosa di piccolo, ma tutti insieme", ha affermato Raggi.

ELEZIONI COMUNALI DI PRIMAVERA 2016, LE DONNE (VIRGINIA RAGGI  E CHIARA APPENDINO), CONQUISTANO ROMA E TORINO

Domenico Salvatore

Dove sono i vecchi leaders della politica nazionale? In televisione, si vedono ma solo a sprazzi, Silvio Berlusconi, alle prese con il suo cuore matto e Massimo D’Alema,  un ‘ducetto’, che trama dietro le quinte per ritornare in sella al PD.

C’è ancora il vecchio centrodestra così come lo abbiamo conosciuto o qualcheduno ha due fette di prosciutto sugli occhi? Milioni di elettori, sono in mezzo al guado; nel limbo della politica e non sanno più che pesci pigliare; che santo pregare.

Molti, nel frattempo sono morti, altri sono con un piede di qua e l’altro di là. Ultra-ottantenni ed anche ultra-novantenni. Pietro Ingrao, Giulio Andreotti, Antonio Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Amintore Fanfani, Bettino Craxi, Giacomo Mancini, Nilde Jotti, Alessandro Natta, Enrico Berlinguer, Armando Cossutta, Aldo Tortorella, Pietro Nenni, Giorgio Amendola, Ugo La Malfa, Carlo Donat-Cattin, Luciano Lama, Gerardo Chiaromonte, Napoleone Colajanni, Paolo Bufalini, Giancarlo Pajetta, Ugo Pecchioli, Renato Zangheri, Sandro Curzi, Lucio Libertini, Sergio Garavini, Luigi Pintor, Lucio Magri, Benigno Zaccagnini, Flaminio Piccoli, Giovanni Gioia, Giacinto Bosco, Giovani Spadolini, Beniamino Andreatta, Giovanni Goria, Mino martinazzoli, Giorgio Bo, Giovanni Marcora, Franco Evangelisti, Vittorio Sbardella, Salvo Lima, Franco Maria Malfatti, Remo Gaspari, Antonio Gava, Lelio Basso, Francesco De Martino, Riccardo Lombardi, Vincenzo Balzamo,Mario Tanassi, Mauro Ferri, Giovanni Malagodi, Valerio Zanone, Renato Altissimo, Salvatore Valitutti, Oddo Biasini, Pino Rauti, Alfredo Covelli, Gino Birindelli, Franco Servello, Dmenico Mennitti, Alfredo Pazzaglia, Gianfranco Miglio, Vito Gnutti e così via.

Questa tornata ha celebrato il crollo verticale dei ‘santuari’ della politica nazionale come Piero Fassino, sindaco ‘trombato’ di Torino.

Torna sulla scena Clemente Mastella, che a Benevento, batte il candidato del centrosinistra Raffaele Del Vecchio.

Ad ogni competizione elettorale, anche quelle parziali, si sente sempre la stessa musica…abbiamo vinto noi…ma che dici, guarda che in un certo senso, abbiamo vinto noi… non abbiamo perso… non siamo stati sconfitti… non avete vinto voi, abbiamo perso noi… ha vinto il popolo… il popolo è stato traviato…è un voto di protesta… è un voto di opinione… è un voto che non ha valore… è un voto che non ha senso… è un voto parziale… non è un voto politico… è solamente un voto indicativo.

La gente ha votato a sinistra; no, a destra; no, al centro; no, è un voto sbilenco, anzi strabico; ha fatto cilecca la gente per bene.

Come accendi una radio, una televisione od un computer, ne senti di cotte e di crude. Ma se sfogli un giornale cartaceo quotidiano, non cambia gran che.

Hanno vinto tutti. Non ha perso nessuno. Verrebbe voglia di chiedersi: ma allora, chi ha vinto? E chi ha perso? Davvero, hanno vinto tutti? Hanno perso tutti?

Davvero, ci sono ancora in giro: creduloni, gonzi, allocchi, sempliciotti, paesani, disposti a bere tutte le fandonie, fanfaluche, frottole, menzogne e favole, ammannite dai traffichini e dai maneggioni di professione.

Il flash dell’Ansa:”Il Movimento 5 stelle conquista Roma e Torino, vincendo in 19 dei 20 comuni in cui si è presentato per le elezioni amministrative. Il punto del direttore Luigi Contu sui Ballottaggi 2016 -

 I ballottaggi consegnano un risultato 'storico' per M5s, che ora punta al governo del Paese: "è solo l'inizio, ora tocca a noi", dice Beppe Grillo. Virginia Raggi e Chiara Appendino, rispettivamente con il 67,2 e il 54,5% delle preferenze, guideranno dunque la Capitale e il capoluogo piemontese dopo aver messo ko il Pd.

"E' un momento storico, ora parte una nuova era", ha detto la prima sindaco donna di Roma. "E' giunto il nostro tempo, dobbiamo ricucire una città profondamente ferita", le parole della neo prima cittadina di Torino.

A Napoli e Bologna gli elettori riconfermano Luigi De Magistris e il pd Virgilio Merola.”

“E' festa M5s per il trionfo delle due donne che hanno corso e vinto ai ballottaggi. Virginia Raggi e Chiara Appendino. Un "risultato storico", gioiscono i vertici del movimento sottolineneando anche la 'prova di maturità' messa in campo: "abbiamo credibilità di governo", sottolineano Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.

La gioia della Raggi - "Voglio condividere con voi un momento importante. Questa sera hanno vinto i cittadini di Roma, i romani. Voglio ringraziare tutti i romani che mi hanno affidato questo compito importante che porterò aventi per cinque anni". "La prima cosa che sento di dire, che mi viene dal profondo, è che finalmente anche Roma avrà un sindaco donna". "In un momento storico in cui le pari opportunità sono ancora una chimera considero questa una notizia dal valore straordinario". "Sono pronta a governare, ora parte una nuova era". Così Virginia Raggi, neo sindaco di Roma. "Voglio mettere un punto su tutti i toni aspri, sui vili attacchi che ho ricevuto. Si riparte da domani e mi auguro che tutte le forze politiche abbiano il buon sensi di aprire un dialogo su problemi e soluzioni, per mettere al centro i romani. Questo è l'obiettivo che mi sono prefissa", ha concluso Raggi.

"E' un risultato storico. Il pensiero va a mio padre", dice Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto.

Il movimento, tra l'altro si aggiudica 19 BALLOTTAGGI SU 20 nei quali ha corso.

Una "sconfitta netta e senza attenuanti a Roma e Torino contro le candidate M5s" e una "vittoria chiara e forte a Milano e Bologna contro i candidati delle destre". E' l'analisi del Pd ai ballottaggi. Facciamo tesoro anche delle sconfitte": così il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini ha commentato i risultati delle amministrative nei Comuni italiani parlando al comitato elettorale di Giuseppe Sala a Milano. "Vinciamo in maniera netta contro la destra - ha aggiunto - ma in altre città come Torino e Roma paghiamo un dazio perché l'elettorato del centrodestra ha deciso di votare il candidato dei 5 Stelle". Guerini ha poi espresso il suo dispiacere per il risultato di Torino dove "un buon sindaco come Piero Fassino non è stato confermato. E' stata una tornata di ballottaggio che ha avuto risultati diversi".

Salvini, italiani non credono più a Renzi - "Dai primi exit poll, che andranno peraltro confermati, emerge tuttavia una verità, quella che gli italiani non credono più a Renzi": lo ha detto all'ANSA il segretario della Lega Matteo Salvini nel suo primo commento sui risultati delle elezioni.

A salvare i democratici è però soprattutto la vittoria del candidato renziano Beppe Sala, che dopo un iniziale testa a testa chiude in vantaggio col 51,7% contro il 48,3 di Stefano Parisi.

Il centrodestra perde in molte città, con l'eccezione di Trieste dove Roberto Dipiazza scalza il pd Roberto Cosolini.

Torna sulla scena Clemente Mastella, che a Benevento batte il candidato del centrosinistra Raffaele Del Vecchio.

Il Pd ammette la sconfitta "senza attenuanti" a Roma e a Torino e la "durezza" della perdita a Novara e a Trieste.

Anticipata a venerdì 24 la Direzione nazionale, prevista inizialmente per il 27. "Gli italiani non credono più a Renzi", commenta il leader leghista Matteo Salvini.

Questo è il momento dei commenti alla radio, in televisione e sui giornali. Domani interverranno…Pantagruel e Gargantua, Pisone e Sardanapalo, Alessandro Magno e Carlo Magno.

Sciala e fa’ festa, bagordi e crapula, feste in piazza e nel privato. Ma poi, bisognerà rimboccarsi le maniche e trottare. Servirà, misurarsi con la crisi, l’austerity, i tempi grami di ristrettezze economiche, con i tempi di vacche magre e spighe vuote, se non di pauperismo.

Il popolo ha dimostrato una grande maturità, nonostante sia costretto a rimbalzare da uno scontento all’altro; da una delusione all’altra; da una promessopoli all’altra.

Popolo saggio ma non ‘fesso’. Sa fare i sacrifici e tenere la testa sulle spalle. Là dove sia più facile perderla, sotto la stretta impietosa della ‘cintura’, che si stringe sempre più; sotto la spinta crudele ed impossibile della pressione fiscale, che ha superato ogni limite di sopportabilità.

Domenico Salvatore

  

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