La Festa della Polizia di Stato a Reggio Calabria, il discorso del questore Raffaele Grassi

28.05.2016 12:30

La sede del V° Reparto Volo della Polstato, ha ospitato, a Reggio Calabria, le celebrazioni per il 164esimo anniversario di fondazione della Polizia di Stato. Una manifestazione sobria e semplice, in linea con la crisi economica che attanaglia il Paese. I reparti schierati, passati in rassegna dal questore Raffaele Grassi e dal prefetto Claudio Sammartino, alla presenza di numerose autorità politiche, religiose, civili e militari. Sottolineato l’impegno profuso dalle donne e dagli uomini della Polstato, per l’affermazione, tutela e difesa dei valori della legalità e della Giustizia

REGGIO CALABRIA, CELEBRATA LA FESTA DELLA POLIZIA DI STATO

Domenico Salvatore

La Questura di Reggio Calabria, ha celebrato la consueta ‘Festa della Polizia’. I lavori della manifestazione sono stati aperti dal questore di Reggio Calabria Raffaele Grassi:

“ L’anno appena trascorso, è stato particolarmente impegnativo. Per le intimidazioni, gli attentati di cui sono state vittime molti amministratori della fascia ionica, e gli eventi alluvionali che hanno colpito quel territorio.

Momento importante è stato, l'arresto di superlatitanti, ricercati da anni e a capo delle più potenti cosche della 'ndrangheta.

Ho provato sentimenti di sincera emozione in occasione della cattura di due pericolosi latitanti: Giuseppe Crea e Giuseppe Ferraro catturati al termine di un'operazione di tipo militare.

È stato tra i più alti e intensi momenti della mia carriera. C'era la consapevolezza di aver liberato un territorio oppresso dalla 'ndrangheta, quello di Rizziconi.

Mi piace di sottolineare l'aumento dei collaboratori di giustizia, fortissimo e straordinario segnale di cambiamento. Dico loro, che non saranno mai soli. Siamo i guardiani della casa della legalità, costante punto di riferimento per la comunità di questo territorio.

Voglio ringraziare il prefetto Claudio Sammartino, per aver creato un coordinamento interforze che ha permesso il raggiungimento di importantissimi risultati e per gli strumenti operativi, di mezzi e tecnologici, che ha fornito alla polizia di Stato.

Non dimentico l'opera di accoglienza messa in campo in occasione dei 45 sbarchi di clandestini nel porto di Reggio; un’esperienza, che ha dato vita a un modello virtuoso di accoglienza e ha portato all'arresto di 28 trafficanti di esseri umani”.

“La Polizia di Stato, fonte Wikipedia, è una delle cinque forze di polizia italiane direttamente dipendente dal Dipartimento della pubblica sicurezza, del Ministero dell'Interno.

Costituisce autorità nazionale di pubblica sicurezza e vigila sul mantenimento dell'ordine pubblico. Al vertice vi è il capo della polizia - direttore generale della pubblica sicurezza.

Le origini dell'amministrazione della pubblica sicurezza dello Stato italiano vengono fatte risalire al re del Regno di Sardegna Carlo Alberto, che la costituì nel 1848 come amministrazione civile.

Nella riorganizzazione dello Stato sabaudo, alla diffusione territoriale delle forze di controllo militare, fu affiancata una struttura civile composta da "delegazioni di Polizia".

Ben presto, la peculiarità delle esigenze di questi, unitamente all'osservazione di quanto andava sviluppandosi in altri stati, richiese l'istituzione di forze armate appositamente dedicate a funzioni di polizia, preferibilmente svincolate da taluni degli obblighi tipici delle forze militari tradizionali.

I primi corpi che diedero vita alla polizia dell'epoca furono la "Milizia comunale" e la "Guardia nazionale". Successivamente, con la legge 11 luglio 1852, n. 1404, venne creato il "Corpo delle guardie di pubblica sicurezza", che aveva due compagnie a Torino ed a Genova (oltre a qualche stazione).

La legge 13 novembre 1859, n. 3720, ne estese la competenza territoriale a tutti gli stati (meno la Toscana) che via via andavano annettendosi al Regno di Sardegna; la stessa norma attribuiva il comando delle funzioni di pubblica sicurezza ai questori delle città capoluogo di provincia con più di 60.000 abitanti, e per la prima volta fu istituito il ruolo degli ispettori.

Il regio decreto 9 ottobre 1861, n. 255, creò la Direzione generale della pubblica sicurezza, potenziando quindi temporaneamente la struttura, allora cresciuta sino al rango di divisione; l'anno successivo, tuttavia, con l'istituzione del Segretariato generale del ministero dell'Interno, l'amministrazione fu ricondotta al rango di divisione e posta sotto la responsabilità del segretario generale.

Le attività del Corpo furono poi distinte, nel 1880, in "polizia amministrativa", "polizia giudiziaria" e "divisione affari riservati".

Con il regio decreto 3 luglio 1887, n. 4707, il governo Depretis ripristinò la Direzione generale.

Nel dicembre del 1890 (ministro dell'Interno Francesco Crispi) dall'unione delle Milizie comunali e del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, nacque il Corpo delle guardie di città.

Le riforme dei governi Giolitti e Nitti

Lo stesso argomento in dettaglio: Corpo della regia guardia per la pubblica sicurezza.

Nel 1902, ad opera principalmente di Salvatore Ottolenghi, allievo del criminologo Cesare Lombroso, durante il governo Giolitti II fu fondata la scuola di polizia scientifica, con a capo il suo fondatore, lo stesso Ottolenghi, primo studioso delle tecniche di investigazioni scientifiche.

Il testo unico legge sugli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza (r.d. 31 agosto 1907 n.690) emanato durante il governo Giolitti III disciplinò sistematicamente la materia.

Con il R.D. 20 agosto 1909 n. 666 viene approvato il suo regolamento esecutivo. Entrambi i testi sono tutt'oggi vigenti e sono la spina dorsale della struttura della polizia; stabiliscono i criteri per l'attribuzione delle funzioni di pubblica sicurezza ed indicano coloro ai quali possono essere attribuite.

Un ruolo centrale fu attribuito al "delegato di pubblica sicurezza", autorità incaricata di garantire l'ordine pubblico.

Nel 1917 fu istituito l'UCI (Ufficio centrale investigazioni), che raccoglieva in parte l'eredità della divisione affari riservati politici e che si sarebbe dedicato ad attività di controspionaggio; il comando fu assegnato a Giovanni Gasti.

Con il Regio Decreto n°1790 del 1919 il presidente del consiglio, Francesco Saverio Nitti sciolse i corpi delle guardie di città e le guardie municipali, che cessarono ogni compito di polizia passando definitivamente alle dipendenze del sindaco per espletare la vigilanza sulle materie di competenza municipale.

Furono costituiti il Corpo della regia guardia per la pubblica sicurezza (12 divisioni, 40.000 uomini), a ordinamento militare, deputato al mantenimento dell'ordine pubblico e alquanto svincolato da eventuali influenze della politica, e il Corpo degli agenti investigativi (8.000 uomini), specializzato in compiti di polizia giudiziaria. Nacque il Dipartimento della pubblica sicurezza alle dipendenze del ministero dell'Interno con la struttura che oggi conosciamo..”.

Le cifre:

Persone arrestate NR. 416
Latitanti arrestati NR. 3
Scafisti arrestati NR. 22
Persone denunciate in stato di libertà NR. 512
Sostanze stupefacenti sequestrate KG. 76,783
Posti di controllo effettuati NR. 4.595
Persone controllate NR. 89.820
Veicoli controllati NR. 39.147
Perquisizioni personali e domiciliari NR. 1.717
Ordinanze di Ordine e Sicurezza Pubblica NR. 1.153
 Proposte di misure di prevenzione personali (sorveglianza speciale) NR. 41
Proposte di misure di prevenzione patrimoniali NR. 11
Avvisi orali NR. 112
Sequestri di beni disposti dall’Autorità Giudiziaria per un valore complessivo di: Euro 52.300.000,00
Valore Beni confiscati e annessi al patrimonio dello Stato Euro 48.640.000,00
D.A.S.P.O NR. 81

Permessi di soggiorno rilasciati NR. 9.026
Decreti di espulsione di cittadini extracomunitari NR. 95
Respingimenti eseguiti NR. 268
Sbarchi NR. 45
Totale persone sbarcate NR. 19.655
Richieste di Protezione Internazionale (Vestanet) NR. 456

Rilascio Passaporti NR. 2.952
Armi Ritirate (sequestri amministrativi + sequestri penali) NR. 103 (81+22)
Controlli Amministrativi NR. 45
Rilascio Licenze Porto di Fucile NR. 278
Rilascio Autorizzazioni di Polizia NR. 47

Persone identificate NR. 8.140
Persone arrestate NR. 5
Persone denunciate NR. 39
Sostanze stupefacenti sequestrate KG. 8,925

Persone arrestate NR. 1
Posti di controllo su strada NR. 8.318
Incidenti stradali rilevati NR. 480 (di cui 6 mortali)
Soccorsi prestati NR. 1.262
Veicoli sequestrati NR. 14
Contravvenzioni elevate NR. 24.740
Somme introitate dall’elevazione di contravvenzioni Euro 470.609,13

Persone arrestate NR. 2
Persone denunciate NR. 89
Siti web controllati NR. 236
Siti web pedopornografici inseriti in “black list “ NR. 10

Missioni effettuate NR. 509 (di cui operative 199)
Ore di volo NR. 1.035 (di cui più del 12% per attività di ricerca e soccorso)

Personale impiegato in servizi di Ordine pubblico NR. 5.360
Interventi Nucleo Anti-sabotaggio NR. 261
Distruzione materiale esplodente illecito KG. 531+ 2 ordigni di tipo mili-tare provenienti dalla ex Jugo-slavia

Persone identificate NR. 39.538
Persone arrestate NR. 45
Persone denunciate NR. 63
Perquisizioni domiciliari NR. 949
Perquisizioni personali NR. 1.065
Veicoli controllati NR. 28.640
Veicoli controllati col sistema “Mercurio” NR. 38.988

Fotosegnalamenti NR. 6.910
Indagini dattiloscopiche NR. 7
Indagini balistiche NR. 75
Sopralluoghi NR. 529
Analisi chimiche NR. 391


DISCORSO INTEGRALE DEL SIGNOR QUESTORE

DEL 164° ANNIVERSARIO

 

“Comandante, prego dia il riposo.

Signor Prefetto, Autorità Civili, Militari, Ecclesiastiche, colleghi, gentili ospiti,

Vi ringrazio di essere presenti nel giorno in cui la Polizia di Stato celebra il 164° Anniversario della sua fondazione.

Nonostante la sobrietà e la semplicità della manifestazione, oggi intendiamo sottolineare l’impegno profuso dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato nell’affermazione dei valori della Legalità e della Giustizia.

Permettetemi, innanzitutto, di rivolgere un commosso ricordo ai nostri caduti che hanno sacrificato la loro vita nell’assolvimento del dovere.

Un pensiero riconoscente ai feriti e a tutti gli invalidi di servizio che, con le loro sofferenze, testimoniano il tributo che tutte le Forze dell’Ordine pagano per la salvaguardia delle Istituzioni e dei cittadini.

L’anno trascorso è stato particolarmente impegnativo.

I “fatti di sangue” di Reggio Calabria, i danneggiamenti e le intimidazioni ai Pubblici Amministratori della Locride - sui quali gli inquirenti stanno alacremente lavorando -  nonché gli eventi alluvionali che hanno colpito duramente la fascia jonica, ne sono gli esempi più rilevanti.

Le risposte della Polizia di Stato, nella loro globalità, sono state incisive, sia sul piano della prevenzione che su quello della repressione.

Le fredde statistiche fanno, però, ben comprendere la portata degli interventi:

         82.492 chiamate al 113;  4.506 interventi delle pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico;

         416 arresti per reati diversi;

         3.228 posti di controllo;

         89.820 le persone controllate;

         1.717 perquisizioni;

         100 milioni 940 mila euro, il valore dei patrimoni della ‘ndrangheta aggrediti con misure di prevenzione di carattere patrimoniale. 

 

Sono stati catturati super-latitanti, ricercati da anni, a capo di agguerrite “famiglie” della Piana di Gioia Tauro.

Sono state destrutturate potenti cosche della ‘ndrangheta e colpiti gangli vitali dell’organizzazione operante nella città.

Sono stati sequestrati e confiscati beni per milioni di euro.

Ho primariamente indicato questi dati per sottolineare come l’impegno della Polizia di Stato si sia indirizzato verso una strategia di aggressione alla criminalità, incanalata proprio su queste direttrici principali: la ricerca dei latitanti, l’aggressione alle cosche sul piano militare e su quello patrimoniale.

Il percorso finora sostenuto continuerà ad essere tracciato senza soluzione di continuità anche nel futuro.

Rimanendo sul tema, devo confessare di aver provato momenti di sincera emozione, che ho partecipato agli eccezionali Funzionari ed investigatori della Squadra Mobile, in occasione della cattura dei due pericolosi ricercati CREA Giuseppe e FERRARO Giuseppe, avvenuta in agro di Rizziconi a fine gennaio scorso, a seguito di una vera e propria operazione militare.

Infatti, alcuni testimoni di giustizia mi hanno contattato telefonicamente, subito dopo aver saputo gli esiti dell’operazione, per esprimere i sentimenti della loro gratitudine.

Alcuni di essi lo hanno fatto piangendo.

Credo che questo sia stato uno dei momenti più alti e intensi della mia carriera.

C’era la consapevolezza di aver “liberato” un territorio - quello di Rizziconi - di aver restituito libertà ad una comunità soggiogata dalla paura, di aver ridato fiducia ad una popolazione oppressa dalla ‘ndrangheta.

Loro hanno ringraziato la Polizia di Stato, ma sono io che devo ringraziarli.

In questa terra difficile, i testimoni di giustizia, con la loro presenza fisica, e le relative condotte, trasmettono fortissimi e straordinari segnali di “cambiamento”.

Sono lì a dimostrare che si possono e si devono abbattere i muri del consenso e del silenzio che alimentano la forza della criminalità organizzata.

 

Li abbraccio idealmente e dico loro che non saranno mai lasciati soli.

Sensibili segnali di cambiamento, di inversioni di tendenza si sono registrati anche in occasione di importanti operazioni di Polizia, i cui arresti sono stati il risultato di preziose collaborazioni delle persone offese dal reato.

Questo per dire che “qualcosa si sta muovendo”, in termini di rinnovata apertura della comunità verso le Istituzioni dello Stato.

Per non parlare, poi, dell’aumento del numero dei collaboratori di giustizia.

La penetrante azione della “Squadra Stato” ha prodotto questi effetti.

Guardiamo al futuro con ottimismo e non smettiamo mai di farlo.

L’operazione “Sistema Reggio” – che ha permesso la cattura di esponenti blasonati della cosca De Stefano - ha dimostrato che l’esercizio del commercio e di ogni altra attività imprenditoriale deve essere al riparo da posizioni dominanti generate dalla forza di intimidazione.

Aver svelato i meccanismi del controllo delle attività commerciali da parte della ‘ndrangheta deve indurre la collettività a prendere effettiva coscienza della percettibile trasformazione in atto. 

 “Tracciare” percorsi di Legalità è il nostro mestiere. Lo stiamo facendo.

Siamo fortemente convinti di riuscire nell’intento.

La scommessa vera, in un Paese democratico, è quella di formare le giovani generazioni alla cultura della legalità.

La Polizia di Stato promuove ogni iniziativa – soprattutto attraverso gli Istituti scolastici - che abbia la finalità di stimolare le coscienze dei giovani. Invito questi ultimi, “il valore aggiunto del nostro futuro”, nonché la comunità tutta, a considerarci, sempre con accresciuta fiducia, come i “guardiani” di una casa, quella della Legalità, aperta in ogni momento.

Paolo Borsellino diceva: “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”.

In questo contesto, nella consapevolezza delle difficoltà che incontrano le donne e gli uomini della Polizia di Stato nello svolgimento della loro missione in una realtà complessa e difficile, sento il dovere di formulare  agli stessi un sentito “grazie” per quello che giornalmente fanno e per come lo fanno.

Con rinunce, con sacrifici, essi agiscono con quello spirito di servizio, espressione di importanti valori riconosciuti da tutti.

I dati statistici, raccolti sul territorio nazionale, affermano un indice molto elevato di gradimento (75%) nei confronti della Istituzione Polizia di Stato da parte della collettività.

E  questo è merito del lavoro quotidiano dei poliziotti che riescono a riscuotere la fiducia della gente.

Giunga a loro il sentimento della mia più alta gratitudine.

La presenza della Polizia di Stato costituisce un costante punto di riferimento per la comunità della provincia reggina.

I Poliziotti svolgono un lavoro oscuro, vigilano sulla Sicurezza Pubblica, intervengono per prevenire e reprimere reati, prestano soccorso pubblico.

Esposti sempre al pericolo, essi rendono il loro servizio, avendo sempre come punto di riferimento il giuramento di fedeltà alle Istituzioni repubblicane per garantire e tutelare i diritti della collettività.

Proprio il loro impegno ha consentito di realizzare interventi in ogni settore.

Non c’è quartiere della città e della provincia che non sia giornalmente monitorato  e questo ha permesso di ottenere importanti risultati, attraverso la predisposizione di specifici dispositivi di controllo del territorio inseriti nel piano dipartimentale Focus ‘ndrangheta che, indubbiamente, hanno contribuito a contenere le “effervescenze” che si sono manifestate, nonché a prevenirne altre.

Dispositivi che, tra le altre cose, hanno prodotto un decremento significativo dei c.d. “reati di strada”, con la restituzione di intere piazze della città alla comunità.

Di questi risultati, e più in generale, devo dire grazie all’efficace coordinamento interforze che si è potuto realizzare attraverso le strategie elaborate da Sua Eccellenza il Prefetto Claudio Sammartino, al quale va tutta la mia stima e riconoscenza.

Egli ha saputo individuare sensibili esigenze di prevenzione in settori diversi a tutela della sicurezza pubblica, tradotte poi dal Questore in dispositivi operativi, modulati grazie alla straordinaria collaborazione che si è sviluppata con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato e le Polizie Locali, qui rappresentate dai rispettivi Comandanti Provinciali.

Grazie al Prefetto Sammartino siamo riusciti, inoltre, a rinforzare il parco veicolare della Polizia di Stato con ben 27 nuove autovetture che saranno messe a disposizione degli Uffici operativi, nonché a dotarci di sofisticate attrezzature per le attività investigative e di natura scientifica.

Mi sia permesso di esprimere i più sentiti ringraziamenti al Colonnello Lorenzo Falferi e al Colonnello Alessandro Barbera, straordinari compagni e amici di viaggio, per il sostegno che mi hanno dato in termini di strettissima sinergia operativa, nella consapevolezza che “l’unione fa la forza” e la forza che ne è conseguita, per quanto prodotto, credo sia stata particolarmente  apprezzata dalla comunità tutta.

Ringrazio le Istituzioni Locali e il Sindaco Giuseppe Falcomatà per la vicinanza che hanno sempre espresso verso la Polizia di Stato. Questo ci inorgoglisce e ci permette di andare avanti nella certezza che siamo sulla strada giusta: vicini alla gente, stretti in un rapporto di servizio a favore della comunità, con l’obiettivo di coniugare, con rinnovato vigore, i temi della sicurezza pubblica e della sicurezza urbana, per fornire alla gente servizi sempre più integrati ed efficaci.

Nel percorso intrapreso, esprimo il privilegio di lavorare a fianco di Magistrati illuminati dei diversi apparati giudiziari compresi nel Distretto della Corte d’Appello di Reggio Calabria, impegnati nella difficile battaglia di contrasto alla ‘ndrangheta e alla criminalità in genere, nella consapevolezza che il percorso è lungo, difficile, ma l’armonia e lo spirito comune che lega la Polizia di Stato alla Magistratura è stata ed è la “condicio sine qua non” per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Nell’anno trascorso, sono stati conseguiti straordinari risultati, balzati all’onore delle cronache nazionali e internazionali, che qualificano oltremodo le nostre strutture investigative come apparati di comprovata ed assoluta eccellenza sul territorio nazionale, grazie anche alla sapiente direzione dei Magistrati titolari delle rispettive inchieste.

In questo modo si può dire, senza paura di essere smentiti, che si sono sviluppati metodi investigativi considerati all’avanguardia anche da parte di Inquirenti stranieri, che hanno avuto modo di relazionarsi con gli apparati della Polizia di Stato e i Magistrati reggini, apprezzandone i profili.

Per non dimenticare, poi, tutti gli interventi di sostegno che la Polizia di Stato offre all’Autorità Giudiziaria Minorile nella innovativa applicazione di delicati istituti per la tutela dei minori,  in particolare di giovani cresciuti in radicati ambienti ‘ndranghetisti.

Ringrazio ora la mia Squadra. Quella che traduce le mie disposizioni in azioni concrete. Sono loro i protagonisti della Sicurezza.

Il Vicario, il Capo di Gabinetto per la loro preziosa collaborazione nelle attività di gestione dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica. Tante delicate manifestazioni gestite senza ripercussione alcuna.

Il Dirigente della Squadra Mobile, della DIGOS, della Polizia Anticrimine, della Polizia Amministrativa e Sociale, dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, dell’Ufficio Personale, dell’Ufficio Tecnico Logistico  e dell’Ufficio Sanitario.

E tutti i funzionari dipendenti delle predette stutture.

Con i vostri profili umani e professionali state tracciando un momento importante per la Questura di Reggio Calabria.

Grazie per quello che state facendo, per l’impegno che state realizzando, espressione di rilevanti professionalità.

Un sentito ringraziamento rivolgo all’Ufficio Immigrazione nonché al Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica ed ai rispettivi Dirigenti; strutture fortemente sollecitate, tra le altre cose, dal fenomeno degli sbarchi di immigrati a Reggio Calabria.

Nell’anno trascorso ad oggi, si sono registrati ben 45 sbarchi per 19.655 persone soccorse.

Il loro operato – coordinato dalla Prefettura di Reggio Calabria -  ha permesso di affermare un modello virtuoso di intervento in tema di accoglienza, coniugandolo con precise esigenze di sicurezza.

Ben 22 gli arresti di trafficanti di esseri umani.

Non posso non sottolineare l’importanza strategica e tattica nelle attività di Polizia dei 9 Commissariati distaccati, di Gioia Tauro, di Palmi, di Taurianova, di Cittanova, di Polistena, di Villa San Giovanni, di Siderno, di Bovalino e di Condofuri.

Strutture collocate in territori difficili, alcuni di essi avamposti della ‘ndrangheta storica.

Il mio ringraziamento va ai loro Dirigenti e al Personale tutto che con impegno ed abnegazione rispondono alle forti sollecitazioni di quelle comunità, agendo in stretto raccordo con gli Uffici della Questura di Reggio Calabria.

“Esserci sempre”. Vocazione di appartenenza alla comunità.

Mai espressione è stata più felice per descrivere lo straordinario impegno dei Commissariati della Polizia di Stato e del Reparto Prevenzione Crimine di Siderno, del Reparto Mobile di Reggio Calabria per il commovente e straordinario impegno profuso in occasione dei soccorsi prestati alla comunità durante gli eventi alluvionali che, nel novembre dello scorso anno, hanno duramente colpito la Locride.

I ringraziamenti pervenuti da parte dei Sindaci e della gente comune mi hanno riempito di orgoglio ed ho abbracciato quegli uomini che si sono resi protagonisti di autentici atti di eroismo, rimanendo sempre nell’ombra.

Nondimeno, estendo il mio ringraziamento per le attività svolte dal Reparto Mobile, dalla Polizia Postale, dalla Polizia Ferroviaria, dalla Polizia Stradale, dal Reparto Prevenzione Crimine di Siderno, dal Reparto Volo - che oggi ci accoglie – dalla Polizia di Frontiera, che contribuiscono nelle loro specificità al mantenimento della sicurezza in ambito provinciale, con compiti altamente qualificati.

Tutto questo impegno rimarrebbe silente senza la fondamentale attenzione che ci viene rivolta dalla stampa e dai mezzi di comunicazione in generale, ai cui rappresentanti rivolgo un sentito ringraziamento per il lavoro svolto.

Rivolgo, inoltre, alle Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato e dell’Amministrazione Civile dell’Interno il mio più vivo apprezzamento per lo spirito costruttivo dimostrato nel rappresentare le problematiche del personale.

Al personale in quiescenza e agli appartenenti alla Sezione Provinciale dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, che tutti ci rappresenta, va  un affettuoso e fraterno abbraccio.

Nuove sfide ci attendono.

La lotta alla corruzione.

I pericoli del fondamentalismo islamico.

Le nuove frontiere del crimine globalizzato.

Il crimine economico ed informatico.

Sfide che siamo pronti a raccogliere nella consapevolezza di affinare sempre più incisivi protocolli operativi.

Noi siamo lo Stato, e lo siamo  al fianco della collettività.

Riporto i passaggi del contenuto di una lettera scritta dal Procuratore della Repubblica, Dott. Federico Cafiero De Raho, al Capo della Polizia in occasione della cattura dei 2 ricercati, Crea e Ferraro, che testimoniano la nostra missione:

“…  Quando ho raggiunto gli Uffici della Questura ed ho incontrato quegli uomini con le scarpe sporche di fango li ho abbracciati e ho visto in loro i nostri eroi, quelli che consentono al nostro Stato di strappare alla ’ndrangheta i territori che ha occupato e restituire fiducia alla gente… Signor Capo della Polizia, l’eccezionale risultato conseguito è stato il frutto di un lavoro corale in cui i predetti uomini della Polizia di Stato hanno profuso straordinario entusiasmo, eccezionale professionalità, altissimo senso del dovere e sprezzo del pericolo, animati tutti dalla consapevolezza di essere Stato… Le porgo, pertanto, queste considerazioni sugli uomini della Polizia di Stato che sono l’orgoglio di questa terra e di coloro che con me vedono, attraverso di loro, la riaffermazione della legalità”.

Mi accingo a concludere e lo faccio con una citazione di Cesare Pavese.

“Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola”.

Assieme alla collettività, attraversiamo la ‘ndrangheta, il male di questa realtà.

Stiamo percorrendo il sentiero della legalità.

E’ un cammino giusto.

Liberiamo questa terra stupenda.

Viva la Polizia di Stato.

Viva l’Italia.

 

Reggio Calabria, 26 maggio 2016”

 

Domenico Salvatore

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