Il parroco di Messignadi, condannato per 'atti impuri' dal Gup di Reggio Calabria

09.06.2016 00:30

 

 

Edit  Se lo Spirito è forte e la carne è debole, perché vince spesso la carne?

 

Domenico Salvatore

 

Un altro prete pedofilo? Dejà vu! Non è più una novità. E nemmeno una notizia. La solita eccezione, si direbbe. Non è nostro costume fare di tutte le erbe un fascio.

Fermo restando che il clero locale e nazionale, se non planetario, nella sua totalità, sia integro, sano e solido. Fede, scienza, salute, amore, filosofia, natura, psicologia, sessualità, spiritualità… e che c’azzecca questo groviglio con l’aforisma di sempre…lo spirito è forte ma la carne è debole?

L’argomento è così delicato, profondo e complesso, da non poter essere liquidato in quattro e quattr’otto.

Né in un simposio, seminario, tavola rotonda, incontro o meeting. E neanche in un forum on line.

Non  è la prima volta, che un prete, venga coinvolto in vicende boccaccesce. E probabilmente non sarà l’ultima.

La Chiesa, non mette la testa sotto la sabbia. I Papi degli ultimi decenni, se ne sono occupati. Qualche Pontefice, più degli altri.

I selezionatori, sono severi e rigidi. Forse troppo. Ce la mettono tutta per sbagliare il meno possibile. Purtroppo, la percentuale di preti ‘spogliati’ o spretati, che smettano la ‘robetta’, che si sposino o cadano in tentazione, è abbastanza alta.

Le cronache, son piene di episodi; quelli denunciati. Oramai, nessuno cerca più lo scoop; l’articolo a sensazione per catturare lettori.

Resiste, l’esercito degli pseudo-moralisti, sempre pronti ad indossare i panni del forcaiolo o giustizialista, a prescindere.

Fa il paio, con il moralista vero ed autentico. Sebbene la differenza sia abissale. Il moralista vero, non è innocentista e nemmeno colpevolista.

Analizza i fatti, gli accadimenti, in tutta la loro portata e smussa ogni angolo, senza lasciarsi travolgere dalle umane passioni o rodere dal tarlo della fretta, della simpatia o antipatia, se non convenienza, scuderia o campanile.

Non arriva subito a conclusioni e soluzioni rapide, perentorie, secche ed incontestabili. Va da sé, che non possa esserlo un adolescente. Fermo restando le competenze e le qualità se non il talento del giovane.

Il moralista autentico, non rincorre giudizi, opinioni e pareri di parte; e men che meno rapidi e sintetici, sospinti da rulli di tamburo e squilli di fanfara.

Gli studiosi, sociologi, psicologi, antropologi, archeologi, psico-terapeuti, criminologi, partono da lontano e vanno alla ricerca del ‘perché’.

Riescono a trovare una risposta, se non esauriente ed esaustiva, almeno accettabile, quando si rivolgono alla natura dell’uomo in generale.

Che cosa spinge un uomo o una donna a tradire il proprio partner? Premesso che anche le persone ‘felici’ tradiscano.

Pietra dello scandalo, un incontro occasionale, una storia d’amore, sesso a pagamento, una chat di incontri, un massaggio galeotto.

L’adulterio, ha avuto tanto seguito, da quando è nato il matrimonio. L’uomo si vanta. La donna nasconde.

Altro discorso, è l’attrazione verso una persona dello stesso sesso. E finiamo nel mare magnum delle tesi, antitesi, opinioni, pareri e giudizi, che durano da qui all’eternità.

Gli studiosi del fenomeno, l’hanno ribattezzata ‘pedofilia’. “La parola pedofilia, termine derivante dal tema greco παις, παιδός (bambino) e φιλία (amicizia, affetto), indica la passione erotica nei confronti di bambini e neonati. Per individui adolescenti si parla invece di pederastia.

Significato. In ambito psichiatrico la pedofilia è catalogata nel gruppo delle parafilie, ovvero tra i disturbi del desiderio sessuale, e consiste nella preferenza erotica da parte di un soggetto giunto alla maturità genitale per soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale.

Il limite di riferimento di età, varia da persona a persona (poiché ogni individuo raggiunge la maturità sessuale in tempi diversi), ma oscilla generalmente tra gli 11 e 13 anni.

Nell'accezione comune, fonte Wikipedia, al di fuori dall'ambito psichiatrico, talvolta il termine pedofilia, si discosta dal significato letterale e viene utilizzato per indicare quegli individui, che commettono violenza attraverso la sessualità su di un bambino, o che commettono reati legati alla pedopornografia.

Questo uso del termine è inesatto e può generare confusione. La psichiatria e la criminologia distinguono i pedofili dai child molester (molestatori o persone che abusano di bambini); le due categorie non sono sempre coincidenti.

La pedofilia è una preferenza sessuale dell'individuo o un disturbo psichico.

La pedofilia definisce l'orientamento della libido del soggetto, non un comportamento oggettivo.

Vi sono soggetti pedofili che non attuano condotte illecite, come si hanno casi di abusi su bambini compiuti da individui non affetti da pedofilia…”

Forse, serviranno nuovi strumenti e nuove occasioni di ricerca, per capire meglio il disagio/dolore personale; la relazione tra pulsione e coazione a ripetere; l'eterno ritorno dell'uguale.

Riflessioni che in qualche modo, ci rimandano al primo mistero doloroso: ”Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare". E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me". E, avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!"

Sibila qualche amante della satira…“la carne è debole e il moralista è ipocrita” . Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non siamo schiacciati; siamo sconvolti ma non siamo disperati; perseguitati ma non abbandonati; colpiti ma non uccisi.  E qualche altro: la mente, comanda il cuore e la carne? Una mente debole, non può comandare il corpo? Soddisfare i robusti appetiti sessuali… era sposato, aveva un’amante e nel passato ogni tanto si era concesso avventurette extraconiugali …

Il lancio dell’Ansa, per concludere :” Il gup del tribunale di Reggio Calabria ha condannato, con rito abbreviato, a quattro anni di reclusione l'ex parroco di Messignadi, frazione di Oppido Mamertina, don Antonello Tropea, di 44 anni.

Il sacerdote è stato ritenuto colpevole di prostituzione minorile, detenzione di materiale pedopornografico e adescamento di un minorenne, ma assolto per altri due di capi d'imputazione.

I suoi legali, gli avvocati Andrea e Giuseppe Alvaro hanno, hanno detto di aspettare le motivazioni della sentenza per presentare appello.

Il religioso è stato arrestato nel dicembre scorso dalla squadra mobile di Reggio Calabria.

Le indagini erano iniziate nel marzo precedente, dopo che una pattuglia aveva sorpreso l'uomo con un minore, a bordo della sua auto, in un luogo appartato.

Il ragazzo aveva raccontato d'aver conosciuto l'uomo, attraverso una chat per omosessuali e di avere ricevuto 20 euro per un rapporto sessuale in auto.

Il ragazzo disse anche che l'uomo gli aveva detto di essere un ricercatore scientifico.”.

Questa è la prima sentenza. Poi ci sarà l’Appello e la Cassazione. La verità comunque trionferà. Domenico Salvatore

Cerca nel sito