Firenze sprofonda, ma non è una nuova alluvione: i lavori lungo l'argine, sono stati eseguiti ad opera d'arte od alla sans façon?

25.05.2016 17:57

 

 

FIRENZE SPROFONDA. QUEI BUCHI NERI DELLA ‘GALASSIA NANA’, CHE DIVORANO LE NOSTRE CITTÀ

 

Domenico Salvatore

Se ne sentono e se ne leggono; ma  in tempi d’internet, di giornali on line, se ne vedono anche.

La città del padre Dante sta sprofondando? Una voragine, una bolgia infernale, che pare schizzata fuori dai versi celeberrimi della ‘Divina Commedia’.

Il Lungarno Torrigiani corre nell'Oltrarno fiorentino, tra ponte alle Grazie e Ponte Vecchio, ed è uno dei luoghi più suggestivi della città. Sull'altro lato del fiume si affacciano gli edifici della Galleria degli Uffizi.

Cerbero s’è inghiottito decine di automobili come fossero ciliegine, che una tira l’altra.

A pochi giorni dall’estate? Se non sia una bufala od una leggenda metropolitana, poco ci manca.

Ma Firenze è la capitale mondiale dell’arte. Troppi occhi. E soprattutto troppe telecamere.

E dov’è, la famosissima efficienza, funzionalità ed efficacia della Protezione Civile, che ci ha resi famosi in tutto il pianeta?

Stavolta l’Arno, non c’azzecca. Niente piena del fiume solo apparentemente in letargo.

A provocare il cedimento due rotture, la più grave delle quali ha interessato la 'dorsale' dell'acquedotto sulla riva sinistra dell'Arno, ovvero la conduttura principale per l'Oltrarno.

Ma allora? Guasti all’acquedotto? Dejà vu! Ed ora, tutti al cinema, va in onda lo scaricabarile italico. Un rimpallo di responsabilità, nel quale siamo maestri.

Alcuni palazzi per prudenza, sono stati evacuati, ma non si segnalano allagamenti od infiltrazioni di acqua.

La parte artistica è al sicuro. Il fatto è successo di notte. Altrimenti, sarebbero stati dolori. Ma i danni sono tanti ed ingenti.

La parola passa ora alla polemica. Quella, non manca mai dalla tavola…panem nostrum quotidianum.

Sulla graticola, innocente o colpevole, il sindaco della città del ‘Giglio’.

“Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Dario Nardella

NardellaDario 2013.jpg

Sindaco di Firenze

In carica

Inizio mandato     26 maggio 2014

Predecessore        Matteo Renzi

Sindaco metropolitano di Firenze

In carica

Inizio mandato     1º gennaio 2015

Dati generali

Partito politico    DS (2004-2007)

PD (dal 2007)

on. Dario Nardella

Bandiera italiana

         Parlamento italiano

Camera dei deputati

Dario Nardella

Luogo nascita      Torre del Greco

Data nascita         20 novembre 1975 (40 anni)

Titolo di studio    Dottorato di ricerca in istituzioni di diritto pubblico

Professione          Professore a contratto di discipline giuridiche

Partito        Partito Democratico

Legislatura XVII (fino al 7 maggio 2014)

Circoscrizione      Toscana

Pagina istituzionale

Dario Nardella (Torre del Greco, 20 novembre 1975) è un politico italiano, sindaco di Firenze dal 26 maggio 2014 ed ex deputato per il Partito Democratico.

Biografia. Nasce a Torre del Greco; all'età di 14 anni si trasferisce a Firenze. Diplomato in violino presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, nel 2001 si è poi laureato in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Firenze con 110 e lode, conseguendo successivamente un dottorato di ricerca in diritto pubblico e diritto dell'ambiente. È docente a contratto di legislazione dei beni culturali presso la stessa università.

Nel 2004 viene eletto nel Consiglio comunale di Firenze nelle file dei Democratici di Sinistra. Dal 2006 al 2008 è stato inoltre nominato nel governo Prodi II consigliere giuridico del Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali Vannino Chiti.

Nel 2009, nuovamente eletto come consigliere comunale, entra a far parte della giunta di Matteo Renzi come vicesindaco, assumendo, in momenti diversi, le deleghe allo sviluppo economico, bilancio, lavoro, turismo, sport.

Nel 2010 è stato nominato presidente del comitato promotore dei Campionati del mondo di ciclismo su strada 2013, che si sono poi svolti in Toscana dal 21 al 29 settembre del 2013.

Considerato uno dei collaboratori più fidati di Matteo Renzi, ne ha sostenuto la candidatura alle primarie del centrosinistra del 2012. Nel dicembre 2012 si è candidato alle primarie per la scelta dei candidati parlamentari del PD in vista delle elezioni del 2013, risultando, con 9.188 voti, il secondo classificato in provincia di Firenze dietro a Elisa Simoni; è quindi candidato alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Toscana, risultando eletto. Il 28 febbraio 2013 presenta quindi le dimissioni da vicesindaco e assessore, e al suo posto subentra Stefania Saccardi.

Il 17 febbraio 2014 Matteo Renzi, dopo aver ricevuto dal Presidente della Repubblica l'incarico di Presidente del Consiglio dei ministri e prima di dimettersi da sindaco di Firenze, nomina nuovamente Nardella assessore e vicesindaco, con il compito di guidare l'amministrazione fino alle elezioni naturali del maggio 2014. Si candida quindi alle primarie del PD per la scelta del candidato sindaco, vincendole il 23 marzo con l'82%. Il 24 marzo, con la decadenza di Renzi deliberata dal Consiglio comunale, assume in qualità di vicesindaco le funzioni di sindaco di Firenze fino alle elezioni amministrative.

Il 25 maggio alle elezioni comunali ottiene il 59,15% dei voti diventando così ufficialmente sindaco di Firenze.”

Il primo pensiero corre all’alluvione di Firenze… “L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 fa parte di una serie di straripamenti del fiume Arno che hanno mutato, nel corso dei secoli, il volto della città di Firenze.

Avvenuta nelle prime ore di venerdì 4 novembre 1966 a seguito di un'eccezionale ondata di maltempo, fu uno dei più gravi eventi alluvionali accaduti in Italia, e causò forti danni non solo a Firenze ma in gran parte della Toscana e, più in generale, in tutto il paese.

Diversamente dall'immagine che in generale si ha dell'evento, fonte Wikipedia, l'alluvione non colpì solo il centro storico di Firenze ma l'intero Bacino idrografico dell'Arno, sia a monte sia a valle della città.

Sommersi dalle acque furono anche diversi quartieri periferici della città come Rovezzano, Brozzi, Peretola, Quaracchi, svariati centri del Casentino e del Valdarno in Provincia di Arezzo, del Mugello (dove straripò anche il fiume Sieve), alcuni comuni periferici come Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Lastra a Signa e Signa (dove strariparono i fiumi Bisenzio ed Ombrone Pistoiese e praticamente tutti i torrenti e fossi minori) e varie cittadine a valle di Firenze, come Empoli e Pontedera.

Dopo il disastro, le campagne rimasero allagate per giorni, e molti comuni minori risultarono isolati e danneggiati gravemente.

Nelle stesse ore, sempre in Toscana, una devastante alluvione causò lo straripamento del fiume Ombrone, colpendo gran parte della piana della Maremma e sommergendo completamente la città di Grosseto.

L'alluvione non aveva interessato solo la città di Firenze, ma di fatto, con varia intensità, tutto il nord e centro Italia.

La forza delle acque, solo in Firenze furono apportati dalla piena circa seicentomila metri cubi di fango, aveva distrutto una innumerevole serie di ponti, reso inagibili molte strade, rendendo assai difficoltosa l'opera di primo soccorso.

L'alluvione fu uno dei primi episodi in Italia in cui si evidenziò l'assoluta mancanza di una struttura centrale con compiti di protezione civile: i cittadini non furono avvertiti dell'imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte Vecchio che ricevettero una telefonata di una guardia notturna che li invitava a vuotare le loro botteghe; le notizie furono date in grande ritardo e i Media tentarono di sottacere l'entità del disastro; per i primi giorni gli aiuti provennero quasi esclusivamente dal volontariato, o dalle truppe di stanza in città: per vedere uno sforzo organizzato dal governo bisognò attendere sei giorni dopo la catastrofe.

Un'importante conseguenza socio-economica dell'alluvione fu il definitivo colpo di grazia alle attività agricole e dell'allevamento nella Piana, già in crisi per il trend economico generale: molti contadini ed allevatori della zona, avendo perso tutto il materiale e le mandrie sotto le acque, decisero di non riavviare le proprie attività e di impiegarsi nell'industria o di aprire piccole attività artigianali o commerciali.

Questo notevole cambiamento occupazionale fu poi alla base del successivo sviluppo manifatturiero, artigianale e commerciale della zona, che vide trasformare Calenzano, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Signa ed altri comuni da territori a vocazione agricola a zone industriali.

Il lancio dell’Ansa:”

Spopola sul Web e in particolare su Google - anche internazionale - la notizia dell'incredibile voragine che si è aperta sul Lungarno Torrigiani a Firenze. Intanto la procura della Repubblica di Firenze ha aperto un fascicolo sulla vicenda.

La voragine è di circa 200 metri per7 di larghezza ed è stata causata dalla rottura della conduttura dell'acqua. Siamo tra Ponte Vecchio e Ponte alle Grazie, in pieno centro storico.

Il cedimento è avvenuto attorno alle 6.30 e ha coinvolto una ventina di auto che erano in sosta.

Ai vigili del fuoco che sono intervenuti non risultano persone coinvolte.  Due palazzi sono stati evacuati in seguito alla voragine a solo a scopo precauzionale e cautelativo e per effettuare al meglio i controlli: dai rilievi non risultano al momento infiltrazioni nelle cantine dei due palazzi.

"E' una cosa terribile: se fosse successo durante il giorno sarebbe stata una vera tragedia, quindi in un certo senso siamo stati molto fortunati".

Lo ha detto il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, a margine di una iniziativa in galleria, riguardo alla voragine che si è aperta stanotte in lungarno Torrigiani. "Anche agli Uffizi non abbiamo acqua", ha aggiunto Schmidt.

A provocare il cedimento due rotture, la più grave delle quali ha interessato la 'dorsale' dell'acquedotto sulla riva sinistra dell'Arno, ovvero la conduttura principale per l'Oltrarno.

In conseguenza del primo guasto, verificatosi intorno alla mezzanotte e che avrebbe fatto saltare un tombino, il lungarno era stato anche chiuso, spiegano i vigili urbani, ed era stata avvisata Publiacqua, la società che gestisce l'acquedotto.

Non viene escluso al momento che se Publiacqua ha poi chiuso l'afflusso dell'acqua per il primo guasto possa essersi verificato una "sovrappressione" su altre tubature, un "colpo d'ariete" viene chiamato, con conseguente rottura della tubazione principale. "Nessun ferito, ma solo danni: danni pesantissimi - ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella  - è  una voragine molto seria".

Vigili del fuoco, con polizia municipale e protezione civile sono al lavoro per evitare possibili altri crolli della strada e anche della spalletta nel tratto di lungarno a Firenze dove stamani alle 6.14 si è verificata la voragine.

Il problema, spiegano i vigili del fuoco, è l'acqua che fuoriesce dalla tubatura provocando il dilavamento del terreno e quindi l'erosione.

Al lavoro c'è già un'idrovora ed un'altra è in arrivo da Prato. I pompieri a bordo di un gommone stanno compiendo verifiche in Arno.

Il Lungarno Torrigiani corre nell'Oltrarno fiorentino, tra ponte alle Grazie e Ponte Vecchio, ed è uno dei luoghi più suggestivi della città. Sull'altro lato del fiume si affacciano gli edifici della Galleria degli Uffizi.

Il dipartimento di ingegneria e di geologia ha  piazzato un'apparecchiatura radar, come quella utilizzata per la Concordia all'Isola del Giglio per verificare gli eventuali movimenti della spalletta e del muro del Lungarno Torrigiani.

Le apparecchiature sono state sistemate sula sponda opposta, sul lungarno Archibusieri, che corre a fianco della Galleria degli Uffizi.”

Domenico Salvatore

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