Festa della Repubblica, 70 anni ma non li dimostra

02.06.2016 18:04

 

La Festa della Repubblica Italiana è una giornata celebrativa nazionale italiana, istituita per ricordare la nascita della Repubblica Italiana. Si festeggia ogni anno il 2 giugno, data del referendum istituzionale del 1946, con la celebrazione principale che avviene a Roma. Il cerimoniale della manifestazione organizzata nella capitale d'Italia comprende la deposizione di una corona d'alloro all'Altare della Patria e una parata militare lungo via dei Fori Imperiali. La Festa della Repubblica Italiana è uno dei simboli patri italiani.

DUE GIUGNO, FESTA DELLA REPUBBLICA

Domenico Salvatore

Festa della Repubblica, 1° maggio, 25 aprile ecc. Reminiscenze di prima repubblica. Ogni anno, c'era sempre l'attivista di turno, l'agit-prop, che al microfono gracchiasse:“Amici, compagni, lavoratori, questa sera tutti in piazza, parlerà il compagno…”.

Era un modo come un altro per festeggiare la Repubblica; per fare aggregazione, per sviluppare il dialogo, il confronto delle idee, simbolo di crescita socio-culturale.

Era, sinonimo di arengo: il luogo dove i cittadini insorti contro i feudatari si riunivano per auto-organizzarsi; di agorà: il termine con il quale nell'antica Grecia, si indicava la piazza principale della polis.

Attività di intrattenimento, quali feste, giochi e teatro. il luogo della democrazia per antonomasia, dato che era sede delle assemblee dei cittadini che vi si riunivano per discutere i problemi della comunità e decidere collegialmente sulle leggi, ma era contemporaneamente il luogo del mercato e il centro economico e politico, e perciò vi sorgevano gli edifici pubblici, gli uffici, i teatri.

I preti predicano: amore, benignità, generosità e onestà.

Il filosofo, parla di: valori antropologici, sociologici, psicologici, etici, morali, teologici e spirituali.

Il valore principale, il bene comune su cui tutti convergono è il principio di rispetto e difesa della vita umana; a cominciare dal momento del suo concepimento fino alla sua morte.

Sociologi, antropologi, psicologi nei loro saggi, nei loro scritti, ma anche nella lectio magistralis, dibattiti, convegni ed interviste fanno sfoggio dei valori… talento, abilità, dote, qualità, merito, bravura, capacità, esperienza, preparazione, competenza, virtù, eroismo, coraggio, forza, audacia, ardimento, fermezza, prodezza, baldanza, bene, ricchezza, pregio, qualità, importanza, peso.

I politici, si spendono intorno a due parole-chiave: libertà e democrazia.

I magistrati, parlano di legalità, trasparenza, giustizia.

Per il Capo dello Stato, si legge in un lancio dell’Ansa:‘Bisogna "non celebrare ma riaffermare i valori e i principi alla base della Repubblica: il valore della libertà, dell'uguaglianza sociale, il valore della solidarietà.

Valori che caratterizzano e contrassegnano la Costituzione e che sono alla base della democrazia. Vi è esigenza diffusa di ricordare questi principi" e questi valori rimangono "obiettivi da perseguire per il futuro dell'Italia".

Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa della Repubblica. "Occorre recuperare sempre più - ha detto ancora - il senso del vivere insieme.

Questa è un'attitudine diffusa. C'è l'esigenza di coesione e collaborazione, un'esigenza avvertita anche sul piano mondiale.

I problemi sono sempre più interconnessi, interpellano tutti i Paese e richiedono collaborazione e grande condivisione. Le grandi sfide si affrontano solo con politiche comune e impegni condivisi.

In mattinata il messaggio ai prefetti - "Ogni sforzo collettivo per cogliere, sostenere e valorizzare i segnali positivi per il rilancio del sistema produttivo e ogni opportunità di occupazione e di crescita sociale, va incoraggiato" e in questo senso "la spinta delle pubbliche amministrazioni in questa direzione" è "preziosa e non può essere frenata da dannose frammentazioni di compiti e funzioni, da sovrapposizioni di competenze e da inefficienze nell'utilizzo delle risorse".

Lo scrive Sergio Mattarella nel messaggio inviato ai Prefetti in occasione del 2 giugno

"Nella gestione dei continui flussi di persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà spetta ai Prefetti un ruolo essenziale per coordinare le attività di primo soccorso e di assistenza, per garantire condizioni generali di sicurezza e di rispetto della dignità umana, per favorire la sistemazione più adeguata nelle diverse realtà": così Mattarella nel messaggio ai Prefetti per il 2 giugno, sottolineando che si stanno realizzando "positive esperienze di accoglienza e di inclusione, con l'inserimento dei profughi anche in progetti di utilità sociale".

"Operare con determinazione per l'affermazione dei principi di libertà nella sicurezza e la coesione delle nostre comunità, per il buon funzionamento della macchina pubblica e a garanzia dei servizi essenziali, significa far vivere nel quotidiano i principi e i valori che sono alla base del patto di cittadinanza repubblicana".

E' quanto scrive il presidente della Repubblica, nel messaggio inviato, in occasione della Festa della Repubblica, ai Prefetti d'Italia, affinché - si legge in una nota del Quirinale - se ne facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale nella ricorrenza del 2 giugno.’.

Il referendum del 2 giungo 1946 si svolse "con un corpo elettorale non completo, poiché non si votò in alcuni territori italiani" e "non poterono partecipare molti italiani in prigionia all'estero".

Lo scrive il principe Vittorio Emanuele in un messaggio inviato "agli italiani" per la festa della Repubblica.

Nel messaggio il figlio di Umberto II ricorda "l'alto senso di responsabilità" dimostrato dal Re quando "il consiglio dei ministri presieduto da Alcide De Gasperi, con un colpo di mano, nominò lo stesso De Gasperi Capo Provvisorio dello Stato".

Vittorio Emanuele di Savoia fa presente nel messaggio che non andarono al voto i cittadini che abitavano "in alcuni territori italiani ancora non del tutto liberi ed al voto non poterono partecipare molti italiani che, per essersi rifiutati di collaborare con i tedeschi, si trovavano ancora in campi di prigionia all'estero".

Il Re Umberto II, afferma ancora, "dopo un mese di regno, desiderando una piena legittimazione che gli permettesse di traghettare la Nazione in una rinascita al termine delle dolorose esperienze della guerra, prima della consultazione dichiarò che se la Monarchia non avesse raggiunto la maggioranza assoluta dei voti, avrebbe indetto un nuovo Referendum.

 In quei giorni ed in quelle ore di tensione Egli mantenne un alto senso di responsabilità per le sorti del Paese ed una terzietà che il mondo gli ha riconosciuto, anche quando nella notte tra il 12 ed il 13 giugno il Consiglio dei Ministri, presieduto da Alcide De Gasperi, con un colpo di mano, nominò lo stesso De Gasperi Capo Provvisorio dello Stato, senza attendere la pronuncia sui risultati della Suprema Corte di Cassazione, fissata per il 18 giugno".

 Il Re, poi, continua, "pur in assenza di alcuna imposizione, partì di propria volontà per un temporaneo esilio, al fine di smorzare le tensioni di un Paese diviso in due e con le truppe jugoslave di Tito, schierate sul confine orientale, decise ad intervenire in caso di vittoria monarchica.

Un esilio durato, poi, per Lui tutta la vita, per me 56 anni e per mio figlio - nato 26 anni dopo il referendum - ben 30 anni".

Sarà aperta da una folta rappresentanza di sindaci, tutti con la fascia tricolore, la parata di quest'anno per la Festa della Repubblica.

Una novità assoluta, a rimarcare il carattere della ricorrenza del 2 giugno, che è l'anniversario (quest'anno il settantesimo) della proclamazione della Repubblica: una festa di tutti gli italiani, dunque, e non solo di quelli in divisa.

Tra le novità della Festa, anche la partecipazione di rappresentanti di 53 scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia selezionate dal progetto annuale del ministero dell'Istruzione, del Senato della Repubblica e della Camera, che si intitola 'Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione'.

Nel solco della tradizione la giornata sarà aperta dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, che - accompagnato dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti e dalle più alte cariche dello Stato - deporrà una corona d'alloro al Sacello del Milite Ignoto per ricordare tutti i militari e i civili che hanno servito e servono lo Stato.

Il momento clou sarà la parata su via dei fori Imperiali, che vedrà sfilare tra il Colosseo e piazza Venezia 3.600 persone - tra civili e militari - articolate in sette settori: uniformi storiche con bandiere delle organizzazioni internazionali e degli organismi multinazionali, a seguire uomini e donne di Esercito, Marina Militare, Aeronautica, Carabinieri, i Corpi militari e ausiliari dello Stato, i Corpi armati e non dello Stato, tra cui i ragazzi del servizio civile nazionale.

Ci saranno anche gli atleti del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, reduci dalle vittorie agli Invictus Games di Orlando (Florida).

Non mancherà il sorvolo dell'area da parte delle Frecce Tricolori che lasceranno una scia rossa, bianca e verde nei cieli della Capitale.

Il primo passaggio della formazione è in programma intorno alle 9.15 sull'Altare della Patria, per gli onori al Milite Ignoto; il secondo passaggio ci sarà invece al termine della rivista militare, intorno alle 11. Questa mattina due aerei della Pattuglia Acrobatica Nazionale hanno fatto le prove sorvolando i Fori.

 "Il 2 giugno 1946, con il Referendum istituzionale, prima espressione di voto a suffragio universale di carattere nazionale, le italiane e gli italiani scelsero la Repubblica, eleggendo contemporaneamente l'Assemblea Costituente, che, l'anno successivo, avrebbe approvato la Carta Costituzionale, ispirazione e guida lungimirante della rinascita e, da allora, fondamento della democrazia italiana.

Quei valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di ognuno e dei popoli sono, ancora oggi, il fondamento della coesione della nostra società ed i pilastri su cui poggia la costruzione dell'Europa".

Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio al Capo di Stato maggiore della difesa , Generale Claudio Graziano.

"Dalla condivisione di essi nasce il contributo che il nostro Paese offre con slancio, convinzione e generosità alla convivenza pacifica tra i popoli ed allo sviluppo della comunità internazionale".

"Nei complessi scenari che caratterizzano il mondo sempre più connesso e interdipendente in cui viviamo, l'Italia prosegue Mattarella - svolge un ruolo fondamentale di equilibrio ed apertura, di incessante ricerca del dialogo e della cooperazione, accanto all'affermazione dei principi che sono alla base della sicurezza, della solidarietà e della pace: di essi le Forze Armate hanno saputo essere presidio, vicine ai cittadini e fedeli alle Istituzioni.

E' accaduto nei sanguinosi conflitti mondiali che hanno lasciato segni indelebili nella coscienza collettiva.

E' accaduto quando il Paese ha subito calamità naturali, come durante il terremoto del Friuli, che abbiamo recentemente ricordato nel suo quarantennale, e così accade oggi con i nostri soldati che vengono impiegati in patria e all'estero per contribuire a darci sicurezza e serenità.

Nel 70 anniversario della Repubblica rivolgo il mio deferente omaggio, a tutti i militari che hanno perso la vita, in Italia e all'estero per costruire, difendere e diffondere i grandi valori ai quali, unitamente alla comunità internazionale, ci ispiriamo e che promuoviamo nel mondo.

Ai soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri, di ogni ordine e grado ed in modo speciale a quanti in questo giorno di festa sono impegnati lontano dalle proprie case ed affetti - conclude - giungano un fervido augurio e la gratitudine del popolo italiano e mia personale.  Viva le Forze Armate, viva la Repubblica!”.

Fu Ciampi, l’ex presidente della Repubblica, nel 2001 a riportare la festa in auge.  “Carlo Azeglio Ciampi (Livorno, 9 dicembre 1920), dice Wikipedia, è un economista, banchiere e politico italiano, Presidente emerito della Repubblica Italiana, essendo stato il decimo presidente della Repubblica dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006.

È stato governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei ministri (1993-1994), Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica (1996-1997), quindi Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica (1998-1999).

Primo presidente del Consiglio e primo capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica, Ciampi fu anche il secondo Presidente della Repubblica eletto dopo essere stato governatore della Banca d'Italia, preceduto da Luigi Einaudi nel 1948. È Governatore onorario della Banca d'Italia.

Dopo una militanza giovanile nel Partito d'Azione, Ciampi non ha più aderito ad alcun partito. Come Capo dello Stato ha conferito l'incarico a tre Presidenti del Consiglio: Massimo D'Alema (del quale ha respinto le dimissioni di cortesia presentate nel 1999), Giuliano Amato (2000-2001) e Silvio Berlusconi (2001-2006); ha nominato cinque senatori a vita: Rita Levi-Montalcini nel 2001, Emilio Colombo nel 2003, Mario Luzi nel 2004, Giorgio Napolitano e Sergio Pininfarina nel 2005; ha infine nominato cinque Giudici della Corte costituzionale: nel 2000 Giovanni Maria Flick, nel 2004 Franco Gallo e nel 2005 Sabino Cassese, Maria Rita Saulle e Giuseppe Tesauro.

In quanto presidente emerito della Repubblica, è senatore di diritto e a vita.”  

Domenico Salvatore

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