Documento di S.S. il Patriarca Ecumenico circa il Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa. Regolamento. CV Bartolomeo I

17.06.2016 09:06

posted by Elio Cotronei -  

Pubblichiamo il documento pervenutoci dalla  Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta  

Si è riunito oggi in seduta straordinaria, sotto la presidenza di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, il Sacro Sinodo Endemousa  del Patriarcato Ecumenico per esaminare il processo della convocazione, per grazia Dio e ormai alle porte, del Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa.

 Il Sacro Sinodo Endemousa, con sorpresa e stupore è venuto a sapere delle posizioni e dei punti di vista recentemente espressi da alcune Chiese Ortodosse sorelle e, dopo averli valutati, ha constatato che non sussiste alcun quadro normativo per una revisione della procedura sinodale ormai avviata. Pertanto, si attende  che i Primati delle Santissime Chiese Ortodosse, secondo quanto previsto dal Regolamento per la Organizzazione ed il Funzionamento del Santo e Grande Sinodo presentino le eventuali  “proposte di modifica, le correzioni e le aggiunte ai testi approvati all'unanimità dalle Conferenze Pre-sinodali Pan-Ortodosse e dalle Sinassi dei Primati sui temi all’ordine del giorno” (vedi punto 11), per un assestamento ed una decisione finali, durante i lavori del Santo e Grande Sinodo, con la invocazione del Santissimo ed Operante Spirito.

 Il Patriarcato Ecumenico, in quanto Chiesa primaziale per la tutela della unità dell’Ortodossia, chiama tutti ad essere 

all’altezza delle circostanze e a partecipare, secondo l’ordine del giorno predeterminato, ai lavori del Santo e Grande Sinodo, come deciso in modo pan-ortodosso e sottoscritto tanto dai Primati durante le loro Sacre Sinassi, quanto dai delegati di ognuna delle Rappresentanze durante tutta la lunga procedura preparatoria del Sinodo.

 

Patriarcato,  6 Giugno 2016

Dalla Segreteria

 


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,


diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio

 

REGOLAMENTO PER LA ORGANIZZAZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL SANTO E GRANDE SINODO

 Durante la Sacra Sinassi di tutti i Patriarchi e Primati - o delle loro Rappresentanze (Antiochia-Grecia e Polonia), del Gennaio 2016 a Chambésy - Ginevra, è stato definito all'unanimità il "REGOLAMENTO PER LA ORGANIZZAZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL SANTO E GRANDE SINODO", che regolarerà i lavori sinodali a Creta

 

traduzione a cura del Monastero Greco-Ortodosso di santa Barbara (Montaner di Sarmede - VV)

 

 
 


 

REGOLAMENTO DELLA ORGANIZZAZIONE E DEL FUNZIONAMENTO DEL SANTO E GRANDE SINODO

Il testo è stato concordato da tutti i partecipanti alla Sinassi dei Primati delle Chiese Ortodosse, Chambésy – Ginevra, 21-28 gennaio 2016 (ad eccezione della Delegazione della Chiesa Ortodossa di Antiochia)

 

Articolo 1 - Introduzione

 

Per grazia della Santissima Trinità, il Santo e Grande Sinodo è un'autentica espressione della tradizione canonica e della bimillenaria prassi della chiesa per il funzionamento del sistema conciliare della Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica e dovrà essere convocato da Sua Santità il Patriarca Ecumenico con il consenso delle loro Beatitudini i Primati di tutte le Chiese ortodosse locali autocefale da tutti riconosciute. Esso è composto dai membri nominati dalle rispettive Chiese.

 

Articolo 2 - La convocazione del Consiglio

 

La convocazione del Sinodo sarà resa nota mediante lettere patriarcali del Patriarca Ecumenico a tutti i Primati delle Chiese ortodosse locali autocefale, con le quali:

1) annunceranno il completamento della preparazione Preconciliare decisa a livello panortodosso, dei punti all'ordine del giorno del Sinodo;

2) fisseranno la data e il luogo del Sinodo, con il consenso delle loro Beatitudini i primati di tutte le Chiese ortodosse locali autocefale;

3) chiederanno alle Chiese ortodosse autocefale locali, in conformità con gli accordi panortodossi raggiunti alle riunioni delle loro Beatitudini i Primati, di nominare i loro rappresentanti al Sinodo.

 

Articolo 3 - Partecipanti al Sinodo

 

Membri del Sinodo sono i gerarchi nominati da ciascuna Chiesa ortodossa autocefala come suoi rappresentanti:

1) il numero dei membri è stato fissato dalla Sinassi dei Primati di tutte le Chiese ortodosse locali autocefale (Fanar, Marzo 2014);

2) le delegazioni possono essere accompagnate da consulenti speciali: chierici, monaci o laici, ma il loro numero non può superare le 6 (sei) persone. Gli inviti sono anche estesi agli assistenti nel numero di 3 (tre) per ogni Chiesa ortodossa autocefala;

3) i consulenti speciali possono partecipare alle Sessioni plenarie del Sinodo senza tuttavia diritto di parola e di voto, ma gli stessi possono assistere ai lavori del Segretariato del Sinodo e delle Commissioni conciliari  con il diritto di parola e di esercitare le funzioni speciali loro assegnate;

4) Durante i lavori del Sinodo, ogni Primate può avere con lui uno o, se possibile, due gerarchi - membri della delegazione della Chiesa. Considerate le sue numerose funzioni, il Presidente può avere due membri ed un segretario; tutti i consulenti sederanno dietro i loro primati;

5) Se è impossibile per il Primate di una Chiesa particolare locale partecipare al Sinodo o ad una delle sue sessioni di persona, egli sarà sostituito da un suo Rappresentante della sua Chiesa, che prenderà il suo posto.

 

Articolo 4 - Presidenza del Consiglio

 

La presidenza del Consiglio è esercitata:

1) dal Patriarca Ecumenico. I Primati delle altre Chiese Ortodosse locali saranno sistemati alla sua destra e sinistra secondo l'ordine dei dittici del Patriarcato Ecumenico;

2) I membri delle delegazioni delle Chiese Ortodosse locali si porranno secondo l'ordine dei dittici nei luoghi loro assegnati nella sala riunioni del Sinodo, con i consulenti speciali di ogni delegazione posti accanto a loro per facilitare la cooperazione;

 

Articolo 5 - I poteri del Presidente

 

Il Presidente del Sinodo  provvede:

1) a dichiarare l'apertura e la chiusura dei lavori del Sinodo;

2) a collaborare con i Primati delle Chiese Ortodosse autocefale per pianificare il lavoro sugli ordini del giorno del Sinodo e per risolvere immediatamente qualsiasi questione di procedura o funzione del Sinodo;

3) ad approvare il programma delle celebrazioni liturgiche dei membri del Sinodo;

4) a guidare le discussioni a ogni sessione, facendo brevi osservazioni a seconda delle circostanze, al fine di garantire la massima coerenza delle discussioni con i compiti del Sinodo:

5) a dare la parola ai membri del Sinodo e garantire l'osservanza rigorosa e  la corretta applicazione dei principi del presente Regolamento, al fine di garantire il buon progresso e giusto ordine ecclesiastico dei lavori;

6) coordinare il lavoro del Segreteria Panortodossa del Sinodo .

 

Articolo 6 - Segreteria del Sinodo

 

La Segreteria del Consiglio è un organo pan-ortodosso con diversi membri e dunque:

1) è composta da un gerarca di ciascuna delegazione, nonché dal Segretario per la preparazione del Santo e Grande Sinodo, che supervisiona il lavoro della Segreteria Panortodossa:

2) i membri della Segreteria sono assistiti nel loro lavoro da consulenti particolari: clero, monaci o laici che sono scelti tra i consulenti delle delegazioni delle Chiese ortodosse locali e devono sostenere il lavoro ampio e molteplice della Segreteria Panortodossa. Il numero di questi consiglieri non può superare quello di due persone per ciascuna delegazione.

 

Articolo 7 - Compiti della Segreteria del Sinodo

 

I compiti della Segreteria del Sinodo sono i seguenti:

1) compilare i dossier con i materiali del riunioni preparatorie per la redazione dei testi sui temi all'ordine del giorno del Sinodo nelle lingue di lavoro ufficiali;

2) compilare il verbale delle sedute del Sinodo;

3) aiutare nel lavoro durante le sessioni plenarie e le Commissioni del Sinodo;

4) garantire la corretta organizzazione della traduzione simultanea della discussione del Sinodo nelle lingue ufficiali;

5) istituire Comitati Speciali sia per la redazione immediata  dei Comunicati destinati ad informare l’opinione pubblica sullo stato di avanzamento del Sinodo, sia per la preparazione del suo messaggio;

6) informare adeguatamente gli osservatori presenti delle altre Chiese o Confessioni cristiane, fornendo loro i relativi dossier con i temi all'ordine del giorno del Sinodo;

7) risolvere immediatamente tutti gli altri problemi pratici o procedurali imprevisti.

 

Articolo 8 - I lavori del Sinodo

 

I lavori del Sinodo iniziano e finiscono con la celebrazione di una Divina Liturgia Panortodossa presieduta dal Patriarca Ecumenico con la partecipazione di tutti i Primati delle Chiese Ortodosse autocefale o dei loro Rappresentanti, secondo l’ordine dei Sacri Dittici del Patriarcato Ecumenico;

1) Il Sinodo si svolgerà sotto forma di sessioni plenarie e/o Commissioni del Sinodo, secondo il programma elaborato dallo studio sui punti all'ordine del giorno i cui testi sono stati unanimemente approvati dalle Conferenze Preconciliari Panortodosse e dalle Sinassi dei Primati delle Chiese Ortodosse autocefale;

2) non è possibile l'introduzione  al Sinodo atti che non sono stati approvati all'unanimità dalle Conferenze Preconciliari Panortodosse o dalle Sinassi dei Primati, o nuovi temi, ad eccezione del Messaggio del Sinodo, che sarà preparato in bozza da una speciale Commissione Panortodosso una settimana prima della sua convocazione e sarà soggetto ad approvazione da parte delle Primati delle Chiese Ortodosse;

3) con l'eccezione delle sessioni di apertura e chiusura, tutte le altre sessioni si svolgeranno a porte chiuse.

 

Articolo 9 - Discussioni

 

1) Le discussioni si svolgono nelle lingue ufficiali del Consiglio, vale a dire, greco, russo, francese e inglese, nonché arabo come lingua di lavoro. È prevista la traduzione simultanea;

2) gli argomenti devono essere considerati nell'ordine in cui sono proposti dall'ordine del giorno del Sinodo. Le discussioni devono essere strettamente limitate al tema approvato per ogni sessione;

3) ogni intervento fuori tema deve essere vietato, tranne per i casi in cui l'intervento è giustificato e riguarda una questione procedurale o personale; Pertanto, in questo caso, colui che chiede la parola dovrà indicare quale disposizione del Regolamento è stata violata.

 

Articolo 10 - La partecipazione dei membri nelle discussioni

 

La discussione al Sinodo è libera, ma nessuno può parlare senza chiedere e ricevere un permesso del Presidente del Sinodo.

1) un membro del Sinodo che desidera partecipare ad una discussione su un particolare elemento deve dare comunicazione scritta ad un membro competente della Segreteria del Sinodo che fa l'elenco in ordine di priorità di coloro che desiderano parlare e lo presenta al Presidente del Sinodo;

2) la durata di un intervento non può superare i 10 (dieci) minuti e in caso di una replica, se sono necessari chiarimenti e se il Presidente del Sinodo lo ritiene necessario o utile, essa non può superare i 5 (cinque) minuti. I Primati delle Chiese Ortodosse autocefale avranno il doppio del tempo a disposizione per i loro interventi;

3) tutte le controversie e tutte le dispute personali tra i membri del Sinodo sono proibite in quanto non sono solo estranee, ma anche in contrasto con la sua missione.

 

Articolo 11 - Gli emendamenti ai testi

 

Le proposte di modifica durante le discussioni di ciascun tema, le correzioni e le aggiunte ai testi formulati all’unanimità da parte delle Conferenze Preconciliari Panortodosse e delle Sinassi dei Primati sui temi all'ordine del giorno, come anche il testo del Messaggio del Sinodo:

1) dovranno essere presentati dalle delegazioni delle Chiese ortodosse alla Segreteria del Sinodo affinché il Presidente le presenti ad una sessione plenaria per la ratifica con decisione sinodale ufficiale;

2) l'approvazione degli emendamenti dopo la conclusione della  loro discussione,  si manifesta secondo quanto stabilito in modo panortodosso, attraverso il principio di unanimità di tutte le Rappresentanze  delle Chiese Ortodosse autocefale. Ciò significa che non sono ammessi gli emendamenti che non sono stati approvati all'unanimità.

 

Articolo 12 - Il voto e l'approvazione dei testi

 

La votazione sulle discussioni e sui risultati  per i testi del Sinodo sui temi all'ordine del giorno,

1) è effettuata dalle Chiese Ortodosse autocefale, non da ogni singolo membro  delle delegazioni rappresentate in seno al Sinodo, in conformità con la decisione unanime della Sacra Sinassi dei Primati delle Chiese Ortodosse;

2) il voto dei testi al Sinodo di una Chiesa e non di un suo membro, non esclude la possibilità per uno o più gerarchi di una delegazione di una particolare Chiesa autocefala di prendere una posizione negativa nei confronti delle modifiche introdotte o su un teso in generale. Il disaccordo dovrà essere registrato nel verbale del Sinodo;

3) la valutazione di tale disaccordo è un affare interno della Chiesa alla quale appartengono i gerarchi. La Chiesa può votare secondo il principio della maggioranza interna espressa dal suo Primate e per questo motivo dovrà essere accordato un luogo e un tempo necessario per l'esame di questo problema in seno alla delegazione.

 

Articolo 13 - L'adozione e la firma dei testi

 

I testi approvati all'unanimità sui temi all'ordine del giorno del Sinodo sono prodotti in quattro lingue ufficiali e sono ugualmente validi. Essi

1) devono essere siglati da tutti i Primati delle Chiese autocefale ortodosse in ogni pagina e in tutte le lingue ufficiali del Sinodo e nella pagina finale firmati dal Presidente e tutti i membri del Sinodo;

2) le decisioni sinodali firmate, come anche il Messaggio del Santo e Grande Sinodo sono inviati attraverso Lettere Patriarcali del Patriarca Ecumenico ai Primati delle Chiese Ortodosse autocefale che li portano a conoscenza dei loro Chiese. Questi documenti devono avere un valore panortodosso.

 

Articolo 14 - Partecipazione di osservatori

 

Gli osservatori di altre Chiese o Confessioni cristiane, nonché i rappresentanti di altri organismi inter-cristiane saranno presenti alle sessioni di apertura e di chiusura del Sinodo, senza diritto di voto o di parola.

 

Articolo 15 - Preparazione dei Verbali

 

I Verbali dei lavori del Sinodo saranno trascritto e modificati in conformità con l'ordine stabilito per la pubblicazione nelle lingue ufficiali e inviato a tutti le Chiese ortodosse autocefale dalla speciale Commissione Inter-ortodossa della Segreteria del Sinodo nominata dai Primati di tutte le Chiese ortodosse autocefale.

 

Articolo 16 - Informazioni per la stampa

 

1) su decisione del Presidente e con il consenso dei Primati delle altre Chiese ortodosse sarà nominata una Commissione conciliare composta da quattordici membri, uno per ogni Chiesa Ortodossa Autocefale, assistita da consiglieri speciali. La Commissione informerà regolarmente i mass media sullo stato di avanzamento dei lavori del Sinodo;

2) solo quei giornalisti che sono debitamente accreditati presso la Segreteria per la preparazione del Santo e Grande Sinodo potranno essere presenti solo alle sedute di apertura e chiusura del Sinodo.

 

Chambésy, 27 Gennaio 2016

 
 
 

CURRICULUM VITAE DI SUA EMINENZA REV.MA IL METROPOLITA GENNADIOS ARCIVESCOVO ORTODOSSO D'ITALIA E MALTA

data 28 Dec 2013; categoria: Storia, informazioni, contatti      Nota biografica

 

 

 

Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta ed Esarca per l’Europa Meridionale (al secolo Tsambikos Zervos), è nato a Kremastì nell’isola di Rodi l’8 luglio 1937. Ha concluso il ciclo di studi primari presso la Scuola Elementare della stessa isola ed ha proseguito, quindi, nella Scuola Ecclesiastica di Patmo. Ha studiato Sacra Teologia nella Scuola Teologica di Chalki. Ha ricevuto l’ordinazione diaconale il 16 aprile 1960, dall’allora Metropolita di Rodi Spiridione nel Sacro Monastero della Santa Trinità a Chalki e con tale grado fu inviato dall’indimenticabile Patriarca Ecumenico Atenagora in Italia a Napoli.  Tra gli anni 1961-1996 ha servito come Diacono, Presbitero e Vescovo nella storica Chiesa dei Santi Pietro e Paolo della Confraternita dei Nazionali Greci a Napoli. Ha concluso il suo ciclo di studi nell’Università di Napoli, dopo aver seguito i corsi di Sociologia e Psicologia presso il Pontificio Istituto di Studi Teologici dell’Italia Meridionale, dove ha conseguito il Dottorato in Sacra Teologia (Dicembre 1970). L’argomento della sua tesi di dottorato in lingua italiana, “Il contributo del Patriarcato Ecumenico per l’unità dei cristiani”, costituisce il primo lavoro storico scritto nel centro del Cattolicesimo Romano da parte di un chierico greco ortodosso dopo secoli, relativamente al contributo ed il ruolo del Patriarcato Ecumenico.  A marzo del 1999 ha conseguito il dottorato presso la Facoltà di Teologia dell’Università Aristotelica di Salonicco. L’argomento del suo trattato “I Greci Ortodossi di Campania dalla caduta di Costantinopoli all’Unità d’Italia e Garibaldi” è un’opera speciale e preziosa relativa alle lotte dell’Ortodossia e dell’Ellenismo in Magna Grecia. Per dieci anni ha insegnato Teologia Patristica presso l’Istituto Universitario di San Nicola a Bari. Nel corso del suo cinquantennale servizio in Italia ha sviluppato in modo brillante ed efficace un’attività sia in campo ecclesiastico, che spirituale e sociale, grazie alla quale ha ricevuto come riconoscimento, da parte delle Autorità della Repubblica Italiana, la decorazione di Grand’Ufficiale e, da parte del Comune di Rodi, della Medaglia d’oro della Città per il grande contributo offerto agli studenti di Rodi e del Dodecaneso, ed in generale agli studenti connazionali. Ugualmente ha ricev

uto l’onorificenza della Croce d’Oro di San Demetrio per aver accompagnato le reliquie del Santo dall’Italia a Salonicco in qualità di rappresentante del Patriarcato Ecumenico. Ha partecipato attivamente, in qualità di rappresentante della Chiesa Madre, a numerosi convegni scientifici, missioni e manifestazioni ecclesiastiche. Il 26 novembre 1970, su iniziativa del Patriarca Ecumenico Atenagora, è stato eletto all’unanimità Vescovo di Kratea, ausiliare del glorioso allora Metropolita d’Austria ed Esarca d’Italia Chrysostomos, ed è stato il primo Vescovo Ortodosso in Italia dopo 275 anni e, soprattutto, per la prima volta è stato ordinato un chierico ortodosso con questo grado sul suolo italiano, alla presenza dei rappresentanti del Vaticano e dell’Italia. Il 26 agosto 1996 è stato eletto all’unanimità Arcivescovo-Metropolita d’Italia, ed è stato intronizzato nella storica Cattedrale di San Giorgio dei Greci a Venezia il 27 ottobre dello stesso anno. Ha fondato circa 65 nuove parrocchie e nel corso degli anni del suo governo pastorale sono state accolte nel seno della Arcidiocesi Ortodossa nuove parrocchie e nuovi chierici, hanno preso forma, prestigio e si sono rafforzate le parrocchie già fondate a Bologna, Padova, Parma e Perugia grazie al continuo invio di parroci dell’Arcidiocesi e alla celebrazione di tutti i sacri uffici. Ha fondato 5 nuovi monasteri, ha rifondato il “Sacro Monastero di San Giorgio a Venezia delle Nobili Monache Greche” e lo ha rafforzato in seno all’Arcidiocesi Ortodossa per mezzo delle celebrazioni e degl’incontri spirituali. In modo particolare, grazie alla sua infaticabile ed accorta attività, da un lato è riuscito a realizzare l’Intesa tra lo Stato Italiano e l’Arcidiocesi Ortodossa del Patriarcato Ecumenico, dall’altro, grazie alla sua stretta collaborazione col Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani e del Vicariato di Roma e alla sua continua ed assidua attenzione a tutto l’argomento, è riuscito ad ottenere la concessione della magnifica Chiesa di San Teodoro Tirone, precisamente nel centro dell’antica Roma (maggio 2004). Ha fatto rifiorire l’Ortodossia proprio nel centro del Cattolicesimo Romano e, grazie ai suoi frequenti ed importanti viaggi pastorali, da una parte insegna al cuore del popolo l’Ecumenicità del Patriarcato Ecumenico, in modo che ciò entri a far parte della sua coscienza e della sua vita, dall’altra parte affinché questa eparchia ecclesiastica della Chiesa Madre riceva prestigio, coraggio e forza spirituale e sociale nei territori tradizionalmente cattolici romani d’Italia e Malta. Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, durante la sua visita nella storica Chiesa e Confraternita dei Santi Pietro e Paolo dei Nazionali Greci, a Napoli (ottobre 2007) disse quanto segue, riferendosi a Sua Eminenza il Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta: “con immenso amore e fiducia nella Madre Chiesa e con legittimo senso ecclesiastico, avete lavorato per moltissimi anni in modo missionario per il vostro gregge, distinguendoVi per molti e vari carismi, che esprimono la personalità di Vostra Eminenza, tra i quali i più grandi sono l’umiltà e la dolcezza, la tranquillità e la saggezza del vostro carattere, ma più grande di tutti è il vostro amore e la fede verso la Madre Chiesa ed il vostro senso ecclesiastico che onorate e per mezzo del quale vi onoriamo.”

Festa d’onomastico: 17 novembre (San Gennadios il Confessore, Arcivescovo di Costantinopoli)

 

 

 

 

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