CSI, calcio a 5 maschile under 18, finale regionale, il 'mago di Hamelin', Antonio Cormaci alla conquista di Cosenza

27.05.2016 08:53

 

Calcio a 5 under 18-CSI, nella finale di Cosenza ci sarà anche la squadra di Luisa Nipote e mister Antonio Cormaci

IL BORGO GRECANICO DALLE MILLE RISORSE

Domenico Salvatore

Ma perché, corrono tutti dietro a mister Antonio Cormaci?  Non è il mago di Hamelin. Eppure riesce a mettere tutti i fila indiana, meglio del Pifferaio magico.

Non è il Genio della Lampada di Aladino, ma tutti, corrono ad esprimere il loro sogno, il loro desiderio.

Era semplicemente l’uomoragno, ai tempi della Gioventù Melitese. E tale è rimasto. Omnia munda mundis.

Un personaggio leggendario, nonostante la giovane età. A livello di club, ha vinto parecchio, in ambienti diversi; come fecero Trapattoni e Capello; con le dovute proporzioni, s’intende.

A Melito Porto Salvo, a Bagaladi, a Saline Joniche, a Palmi; con la Calcistica Spinella e con il Borgo Grecanico.

A livello giovanile, è sicuramente uno dei pochi, che possano vantare il suo palmares. Ma lui, non si monta la testa.

E’ rimasto, il ragazzo della porta accanto. Ragazzo di muretto e di merenda. Ragazzo di Calabria.

In questa fase, lavora in coppia di Giuseppe Mercurio, Nuccio Suraci ed altri volenterosi ‘operai della vigna del Signore’.

Un’intesa perfetta come qualle fra Sandokhan e Yanez de Gomera, Mandrake e Lothar, Topolino e Pippo, Heidi e Peter

FIGC, CSI, UISP e così via. Le dodici fatiche di Ercole, per conquistare un po’ d’esperienza, su tutti i campi; specialmente quelli ‘difficili’, se non proibitivi; senza calzare gli stivali delle sette leghe e senza lo scudo di Achille, opera di Vulcano..

Ventimila leghe sotto i mari dallo Jonio al Tirreno, per capire bene, di che pasta sia fatta la materia prima.  Ma alla fine, il brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen,  è diventato un cigno reale.

Basa, gran parte dei suoi successi, sulla tecnica individuale, che ben s’incastona nel collettivo, con l’occhio rivolto alla psicologìa applicata; senza distendere nessuno sul lettino di Sigmund Freud.

Insegna ai suoi allievi, il metodo infallibile per imparare a gestire lo stress, le emozioni e l’ansia; a saper perdere, saper vincere ed accettare il verdetto di parità sul campo.

Come il demiurgo, plasma la materia caotica ed informe e la modella alla bisogna. Ogni ‘mago della panchina’, ha i suoi segreti.

Senza per questo, scivolare in pratiche fantasiose; tipo la macumba ed il voo-doo. Senza agitare amuleti, talismani, cenere, ossicini od indossare il costume del feticcio, aghi e spilli.

Non possiede la bacchetta magica di sambuco di Harry Potter o l’acciarino magico di HCA.

Come riesca a preparare atleticamente i ragazzi, a curare l’angina pectoris con piccole dosi di nitriglicerina, a caricarli con il fulminato di mercurio, questo è il segreto di Pulcinella.

Ma oramai, è un trainer navigato e sa pure, come suonare la carica meglio del trombettiere del generale Custer.

Il punto di partenza, è un ambiente a misura di ragazzo, immerso nel verde, nella natura e nell’ossigeno, in cui applicare alternativamente, il metodo individuale ed il metodo collettivo; preziosi quanto un rubino dello Sri Lanka, un topazio del Brasile, uno zaffiro della Colombia

Ed ovviamente, la cura delle publics relations, in cui, si è affinato in anni di prima linea e di frontiera; agendo, operando ed interfacciandosi, in ambienti diversi per geografia, storia, etnia e mentalità.

Red carpet, chapeau e clap-clap al laurentino-melitoto. Il successo, non gli arride per caso, questo è lapalissiano.

Per la serie…Ho visto cose, che voialtri umani, non potete nemmeno immaginare.

Dirige l’orchestra filarmonica, meglio di Riccardo Muti e Claudio Abbado al teatro “ alla Scala” di Milano

Come il buon pastore sa raccogliere la pecorella smarrita; e macella il vitello più grasso per il ritorno del figliol prodigo alla casa del padre.

Ha imparato a somministrare la camomilla della nonna o  sedare con la valeriana l’insonnia e l’ansia, quando l’ira, la rabbia e la collera ribollono come il magma sotto i Campi Flegrei a Pozzuoli, se non come lapilli, magma, lava e cenere nella Valle del Bove, sopra Catania.

Si chiama prevenzione. Riesce così a separare il grano dal loglio. Un altro segreto è l’educazione all’ascolto, che per molti suoi colleghi, che non ce l’hanno, suona come un vero e proprio tallone di Achille.

Antonio Cormaci, sa alternare con arte navigata,  l’atteggiamento: malleabile, duttile, dolce, morbido, cedevole, accomodante, disponibile ed arrendevole se non compiacente e remissivo, a quello arcigno: severo, duro, accigliato, torvo, burbero, aspro, scontroso, irascibile, scorbutico e lunatico se non permaloso.

In caso contrario entrano in scena i vari John Cena, Big Show, Batista, Tigerman,, Rey Misterio, Eddie Guerrero, Kurt Angle, Undertaker e tutti gli altri campioni del wrestling.

S’infiammano infatti, senza la sollecitazione di Caronte, Virgilio, Caligola, Scipione l’Africano, Stige, Flegetonte, Hannibal, Nerone, Ulisse e Minosse.

Il modulo di gioco di base è il 4-4-2 che può diventare 4-3-3 oppure 4-3-2-1 e 4-3-1-2. Se il caso lo richieda passa al 3-5-2 o 3-3-4.

Predilige la difesa rocciosa…cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non crollò, perché era fondata sopra la roccia.

I suoi allievi, in simbiosi perfetta, studiano ogni mossa del maestro, meglio degli studenti di Cambridge, Oxford, Harward, California Institute of  Technology, La Sapienza, la Bocconi, Padova, Bologna, La Sorbona.

Antonio Cormaci, è un vero seminatore di idee, basate sul dialogo ed il confronto…una parte del seme cadde lungo la strada e se lo beccarono gli uccelli; una parte, sul terreno arido, brullo e roccioso, dove il seme, fu bruciato dal sole ed inaridì; una parte sulle spine, che lo soffocarono; una parte sulla terra buona che diede il 30, il 60 ed il 100 % .

Lo spirito di avventura è quello di Indiana Jones e di Michele Strogoff, il corriere dello zar. Memento audere semper.

Il mister si è cimentato nel calcio a 5 a 7 a 9 ed a 11. Da ogni settore, estrapola il meglio.

La stagione agonistica 2015-16,  volge al termine. Poi verrà l’estate, la bella stagione, il riposo del guerriero… “Un'estate al mare/Voglia di remare/Fare il bagno al largo/Per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni/Un'estate al mare/Stile balneare/Con il salvagente per paura di affogare/Sopra i ponti delle autostrade/C'è qualcuno fermo che ci saluta/Senti questa pelle com'è profumata/Mi ricorda l'olio di Tahiti/…”icino a me, vicino a me.

“Sapore di sale, sapore di mare/Un gusto un po'amaro di cose perdute,/Di cose lasciate lontano da noi/Dove il mondo è diverso, diverso da qui./Qui tempo è dei giorni che passano pigri/E lasciano in bocca il gusto del sale./Ti butti nell'acqua e mi lasci a guardarti/E rimango da solo nella sabbia e nel sole./Poi torni viscino e ti lasci cadere/Così nella sabbia e nelle mie braccia/E mentre ti bacio sapore di sale,/Sapore di mare, sapore di te./…”

C’è ancora spazio per dei brividi, emozioni, in Sila a Cosenza, dove si svolgerà la fase finale del calcio a 5, CSI, riservato alla categoria under 18.

Sgrò, Iamonte, Zerbi, Inga, Iamonte II, Vadalà, Pangallo, Custoza, Iannò, Zerbi II, Suraci, Bhagania, Mafrici; con Giuseppe Mercurio, Pasquale Suraci, Antonio Cormaci, Nino Ciancia. Una cavalcata dall’Aspromonte alle Serre, sino a La Sila.

Guarda caso ci sarà da protagonista anche la meravigliosa pattuglia del Borgo Grecanico di mister Antonio Cormaci.

Poi, il tormentone estivo, fatto di tornei diurni, serali e notturni e colossali sgranocchiate al mare od ai monti, colazione all’Aspromontana, pranzi a base di pasta al forno, spaghettate, cannelloni, risotti, vitello arrosto con patate al forno, grigliate di pesce, pane di Altamura, vino di Cirò e così via; ed ancora, torte di mirtillo, melonate, gelati in coppa, granite da far impallidire Pantagruel e Gargantua, Pisone, Alessandro  Magno, Carlo Magno e Sardanapalo.

Domenico Salvatore

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