Crotone. Celebrato il 202esimo anniversario della Fondazione dell’Arma

06.06.2016 19:21

Si è celebrata questa mattina, presso il Comando Provinciale di Crotone, la cerimonia per il 202esimo anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

L’Arma, fondata nel 1814 dal Re Vittorio Emanuele I, rappresenta da più di due secoli baluardo e simbolo stesso della Stato Italiano; Forza Armata in servizio permanente di pubblica sicurezza, è presente in 21 Comuni della Provincia di Crotone, con 3 Compagnie territoriali, una Tenenza, e 21 Stazioni.

La cerimonia che si è svolta alla presenza delle Autorità Locali, è stata presieduta dal Comandante Provinciale, Colonnello Salvatore Gagliano, e ha visto impiegato un plotone di formazione così articolato secondo i seguenti temi:

-      Storia: con militari in Grande Uniforme, simbolo delle tradizioni nei racconti popolari, nelle fantasie dei bambini, negli aneddoti, come nelle narrazioni di più epiche gesta; un simbolo dell’Italia stessa;

-     il presidio del territorio: i Comandanti di Stazione, in rappresentanza delle 21 Stazioni Carabinieri dislocate nell’intera provincia ed i Carabinieri di Quartiere a testimoniare lo storico servizio di prossimità dell’Arma nei confronti delle varie comunità;

-     le specialità:

Ø  con i militari in tenuta da Ordine Pubblico impegnati quotidianamente nei numerosi servizi dedicati alla tutela del regolare svolgimento di manifestazioni pubbliche oltrechè nei servizi di vigilanza al C.A.R.A. del Sant’Anna.

Ø  con i militari addetti ai rilevamenti tecnico- scientifici del Reparto Operativo –  Nucleo Investigativo, sulla scene del crimine;

-       rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri di personale in congedo, volta a testimoniare il sentimento di indissolubile appartenenza che anima ciascun Carabiniere .

-     la Modernità: con il Nucleo Radiomobile, reparto in costante servizio di pronto intervento.

 

Nel corso della cerimonia sono stati consegnati i seguenti riconoscimenti a militari resisi particolarmente meritevoli:

 

1.     Encomio Semplice del Comando Legione Carabinieri Calabria a:

-    Ten. Cristian MODENA   (  Comandante della Tenenza di Isola Capo Rizzuto);

-    Mar. Ord. Valentino MADARO;

-    App. Nicola PISTOIA;

-    App. Davide FAZZARI;

-    App. Fabio INNOCENTE;

-    Car. Sc. Diego SARDO;

-    Car. Sc. Antonio MARTINIELLO;

-    Car. Sc. Salvatore Antonio LEO;

con la seguente motivazione:

“Comandante di Tenenza unitamente ad addetti della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, in territorio caratterizzato da alto indice di criminalità organizzata, evidenziando non comune senso del dovere, elevata professionalità e particolare intuito investigativo, coordinava, partecipandovi personalmente, complessa attività d’indagine che consentiva di trarre in arresto 3 soggetti, ritenuti responsabili di rapina aggravata, tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armi”.

Isola di Capo Rizzuto (KR), 4 - 22 aprile 2014

 

2.     Encomio Semplice del Comando Legione Carabinieri Calabria concesso a:

-    Ten. Cristian MODENA (  Comandante della Tenenza di Isola Capo Rizzuto);

-    Mar. Ord. Valentino MADARO;

-    App. Sc. Michele DIZONNO;

-    App. Luca CERARDI;

-       con la seguente motivazione:

“Comandante di Tenenza unitamente agli addetti della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, evidenziando spiccata professionalità e alto senso del dovere, non esitavano ad intervenire presso una palazzina interessata da un incendio, riuscendo a trasportare all’esterno una bombola da cui fuoriusciva del gas, nonché concorrendo alle operazioni di evacuazione e di messa in sicurezza dello stabile”.

Isola di Capo Rizzuto (KR), 30 agosto 2014

3.     Encomio Semplice del Comando Legione Carabinieri Calabria concesso a:

-    App. Nicola PISTOIA;

-    App. Fabio INNOCENTE;

-    Car. Sc. Antonio MARTINIELLO;

-    Car. Sc. Salvatore Antonio LEO;

con la seguente motivazione:

“Addetti alla Tenenza di Isola Capo Rizzuto, fornivano determinante contributo a complessa attività investigativa che consentiva di rinvenire e sequestrare un ingente quantitativo di armi e munizioni nella disponibilità di un’associazione criminosa di stampo mafioso e di trarre in arresto, in flagranza, il custode materiale dell’arsenale. L’operazione riscuoteva l’unanime plauso dell’opinione pubblica, accrescendo il prestigio dell’istituzione”.

Isola di Capo Rizzuto (KR), 1-15 febbraio 2012

 

4.     Elogio del Comandante Provinciale Carabinieri di Crotone concesso a

-    Cap. Claudio MARTINO ( Comandante la Compagnia di Crotone)

-    Mar. Ord. Nazzareno LEONARDIS ( Comandante la Stazione di Crotone)

-    Mar. Ord. Antimo ANDRIULO ( Comandante la Stazione di Cutro)

“Comandante di Compagnia di Città Capoluogo e Comandanti di Stazioni dislocate in territorio ad alto indice di criminalità mafiosa, già distintisi per le proprie doti di attaccamento alle Istituzioni, con non comune intuito investigativo, ed  apprezzata iniziativa, rispettivamente coordinavano ed eseguivano delicata attività info-operativa, finalizzata alla individuazione, in abitazione privata di  persona insospettabile, di ingente quantitativo di potenti armi comuni, d’assalto e da guerra. L’operazione, che si concludeva con il rinvenimento ed il sequestro di un arsenale costituito da n. 7 pistole, n. 3  fucili da caccia, n. 1 fucile d’assalto kalashnikov  e oltre 500 cartucce di vaio calibro, di sospetta pertinenza delle agguerrite e potenti cosche della ‘ndrangheta operanti nel territorio di competenza, nonché l’arresto del responsabile, veniva ripresa con ampio risalto mediatico Nazionale e riscuoteva il plauso di Autorità e opinione pubblica locali”.

Cutro, 27 maggio 2016.

 

5.     Elogio del Comandante Provinciale Carabinieri di Crotone concesso a:

-    App. Lorenzo NICOLETTA;

-    Car. Sc. Antonella CALIGIURI;

-    Car. Sc. Antonella SABELLINI;

Addetti alla Centrale Operativa di Comando Provinciale dislocata in territorio ad alto indice di criminalità mafiosa, in più occasioni, con spiccato intuito e pari iniziativa, evidenziando alta professionalità, coordinavano articolato intervento delle pattuglie in circuito cittadino, che consentivano anche dopo rocambolesco inseguimento la cattura degli autori di reati di grave allarme sociale. L’attività di pronto intervento condotta in piena intesa e coordinamento tra Centrale Operativa e equipaggi sul terreno radiocollegati impedivano che i delitti venissero portati ad ulteriori e più gravi conseguenze, anche salvaguardando l’incolumità pubblica, e si concludevano con il flagrante arresto degli autori. Gli esiti delle operazioni riscuotevano l’ampio plauso di Autorità e opinione pubblica locali”.

Crotone, gennaio – maggio 2016.

6.     Compiacimento del Comandante Provinciale Carabinieri di Crotone concesso al:

-    App. Sc. Amilcare SCERRA;

Autista di Nucleo Radiomobile di Compagnia dislocata in territorio ad alto indice di criminalità mafiosa, già distintosi per le sue doti di attaccamento alle Istituzioni, con apprezzata iniziativa e non comune altruismo, rintracciato dopo difficili ricerche persona in grave stato di confusione psichiatrica allontanatosi dal locale nosocomio, contattava telefonicamente il di lui padre residente nella provincia del nord Italia ed appreso dell’impossibilità di questi di poter raggiungere il figlio, personalmente e libero dal servizio, si prodigava a rifocillare il malcapitato nonché a pagare l’intero biglietto dell’autobus per la tratta Crotone - Bergamo  attendendo insieme allo stesso la sua partenza, rimanendo in costante contatto telefonico con la famiglia fino all’arrivo a destinazione. L’operato silenzioso del militare ha riscosso l’apprezzamento  dei familiari del ragazzo che nella persona della sorella e del padre hanno inviato lettera di ringraziamento, stima  e riconoscenza al Comando  Generale dell’Arma dei Carabinieri“.

Crotone, marzo 2016.

7.     Il Presidente nazionale dei Carabinieri in Congedo:

ha conferito l’attestato di Socio Benemerito al Presidente della Sezione di Crotone, Maresciallo Fioramante SCERBO per la vicinanza e le particolari benemerenze acquisite verso l’Associazione Nazionale Carabinieri per tre mandati e conferisce l’attestato di Benemerenza al Socio Familiare Salvatore CARPINO della Sezione di Crotone per la vicinanza e la fattiva collaborazione fornita alla locale Associazione Nazionale Carabinieri.

 

Non sono mancati momenti di commozione, con la recita della Preghiera del Carabinieri, e l’esecuzione del silenzio, durante il quale  è stato ricordato, tra i tanti Carabinieri che hanno sacrificato la propria esistenza per il dovere, il  Mar. Capo Silvio Mirarchi, Catanzarese d’origine, vice Comandante  della Stazione di Ciavolo, proditoriamente assassinato mentre svolgeva servizio antidroga il 01 giugno 2016 nella provincia trapanese

 

 

Discorso del Comandante Provinciale:

Carabinieri in servizio e in congedo,

è per noi motivo di orgoglio che le massime autorità religiose, civili e militari, in uno alla gente comune, abbiano accolto il nostro invito a celebrare insieme la cerimonia di ricorrenza del 202° Anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Ringrazio Sua Eccellenza il Signor Prefetto di Crotone della Sua presenza: un’attenzione privilegiata che ci onora e ci conferma nell’impegno quotidiano al servizio del bene comune. Impegno condiviso in piena sintonia d’intenti con gli altri autorevoli esponenti di questa “SQUADRA DI STATO”, assurta nella Provincia a modello di sistema istituzionale: il Questore di Crotone, dott. Luigi BOTTE, i Comandanti Provinciali della G. di F., Col. Pantaleo COZZOLI e Guardia Forestale Col. Domenico ARCHINA’ e comandante capitaneria di porto, capitano di vascello Giuseppe antronaco, ai quali va il mio saluto riconoscente ed affettuoso. Il mio benvenuto al Sindaco del Comune di Crotone e a tutti i Sindaci intervenuti con i loro gonfaloni e ai rappresentanti degli altri Enti Locali. Un caloroso benvenuto è rivolto ai Carabinieri degli Organismi di Rappresentanza Militare, agli esponenti delle Forze Armate, alle Benemerite, ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, che stretti attorno ai loro labari, mantengono sempre vivo il ricordo e l’azione dei tanti militari caduti nell’esercizio delle proprie funzioni. Alle loro famiglie il mio più sentito omaggio. Un grato saluto va anche agli amici della stampa che quotidianamente testimoniano l’operato delle forze dell’ordine sul territorio, ispirati dal principio della verità.

Analoghi e vivi sentimenti di gratitudine rivolgo ai rappresentanti del Parlamento, della  indomita Magistratura Distrettuale di Catanzaro e di quella di Crotone e ai responsabili delle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado presenti, e in particolare agli studenti, che ci  danno sempre una lezione di coraggio nei momenti di forte emozione vissuti nel Paese ed in occasione della rievocazione delle figure delle vittime di mafia e del terrorismo, lanciando lo slogan “io non ho paura”, che deve suonare per tutti noi cittadini come richiamo a non cedere alla violenza e a respingere ogni forma di sopraffazione criminale; ad affermare i principi di democrazia e legalità cui ispirarsi nei momenti di incertezza e ad aderire in maniera convinta all’invito del nostro Santo Padre a scendere in campo per costruire tutti insieme un futuro migliore.

Si celebra oggi l’anniversario della nascita della nostra Istituzione, una ricorrenza importante che oggi siamo chiamati a festeggiare, in questa Caserma, porto sicuro e avamposto di DIFESA e TUTELA dei cittadini – specie i piu’ bisognosi - nel territorio dello STATO. Dal 1814, anno della sua nascita, sino ai nostri giorni L’ARMA DEI CARABINIERI a fianco delle popolazioni è stata infatti partecipe di tutti i mutamenti del Paese, anche quelli a forte connotazione riformatrice, restando sempre fedele alle Istituzioni e all’Autorità costituita, quale insostituibile presidio alla conservazione della pubblica e privata sicurezza “per sempre più contribuire alla maggiore felicità dello stato e alla protezione e difesa dei buoni”, come si legge nelle Regie Patenti istitutive dell’arma.

Per questo da oltre due secoli, i Carabinieri combattono contro i nemici della Giustizia e della Democrazia, in Italia  e all’estero, sacrificando anche le loro vite sui numerosi campi di battaglia, sotto le insegne del nostro amato tricolore. SCENARI nell’ambito dei quali i militari dell’Arma non hanno mai ceduto alla corruttele o accettato  gesti di sfida dal nemico, poiché obbedienti soltanto allo STATO e alle sue leggi. E con immutato slancio e senso del dovere affrontano oggi le minacce della follia TERRORISTICA, della vigliaccheria MAFIOSA e della bieca delinquenza. A salvo D’Acquisto, all’indomito Generale C.A. DALLA CHIESA, ai caduti nella strage di Nassiriya, agli uomini delle scorte vittime delle stragi mafiose e a tutti i coraggiosi Carabinieri che sono morti per questi ideali va il mio, il nostro commosso pensiero.

Oggi, noi siamo ancora qui, al servizio della gente, pronti a preservare, come vigili custodi, una parte di una terra – la Calabria – che ha conosciuto e conosce ancora la stringente morsa della n’drangheta. Contribuire alla tranquillità della gente di questa provincia, a soccorrere lo straniero che affida la propria vita ai “viaggi della speranza”, a proteggere e tutelare le fasce più deboli della popolazione dalla prevaricazione di chi crede di poter albergare fuori dalle regole dell’ordinato vivere civile, e non ultimo affiancare e sostenere le altre istituzioni – in particolare la Scuola, la Chiesa e l’Amministrazione  della Giustizia, strumenti di coesione sociale essenziali per produrre gli  anticorpi necessari a vincere la cultura dell’illegalità e a scardinare l’ideologia terroristico  - mafiosa dell’antistato -  è stato per me specifico impegno e obiettivo istituzionale, che ha trovato nell’attività preventiva e di contrasto dei reparti dipendenti rigorosa, puntuale e generosa  esplicazione.

I risultati operativi, che sono sotto gli occhi di tutti, non necessitano quindi di ulteriori analitiche argomentazioni di carattere statistico, che vengono rimesse più opportunamente ad altri tavoli, nella convinzione che il nostro lavoro si sostanzi nell’azione silente e per le filanti concretezze da porre al Vostro vaglio. Di certo sono il portato del ruolo essenziale rivestito nella collettività dalle stazioni, in particolare della grande esperienza dei loro bravi comandanti, le cui professionalità e capacità di dialogo con la gente ci sono riconosciute anche all’estero dalle polizie e agenzie federali più autorevoli. Una esclusività quella della capacità d’interazione dei Carabinieri con le diverse e complesse realtà sociali attestata, nell’ambito delle operazioni internazionali di mantenimento della pace, perfino dall’ONU.

Aspetti questi che da soli valgono a delineare nella sua essenza l’Arma dei Carabinieri e a spiegare il legame che fin dal 1814 la vincola  indissolubilmente al Popolo Italiano. Perché i Carabinieri, dai comandanti di stazione agli operatori delle CENTRALI OPERATIVE del PRONTO INTERVENTO “112”,  sono anche  i protagonisti silenziosi della storia di tutti i giorni, fatta di innumerevoli episodi dal profondo valore umano e caratterizzata sempre dalla vicinanza e dalla prossimità alla gente.

E’ proprio questa sensibilità alle sempre mutevoli istanze della collettività e questa aderenza alle ISTITUZIONI che rende consapevole l’Arma della sua insostituibile funzione sociale, ancora prima di quella afferente i compiti militari e di polizia. Ed allora non vi è chi non veda nelle stazioni, avanguardia del capillare dispositivo territoriale di prevenzione e contrasto del crimine, anche un terminale, spesso informale, della rete di protezione sociale, adatto a recepire e mitigare ansie e timori del quotidiano vivere civile, specie nei momenti di avverse congiunture socio-economiche, che affliggono un mondo già percorso da tanti rapidi mutamenti e caratterizzato da una corsa disperata ed esasperata verso mete effimere.

Ogni peculiare adeguamento e potenziamento, infatti, di capillarità, di mobilità, dello strumento operativo di controllo e di indagine, attuato nel tempo dall’Arma ha sempre come destinatario principale il cittadino con cui mantiene, attraverso la stazione, un dialogo e un contatto costanti e di intesa socialità per appurarne le necessità e garantire la sicurezza, l’attenzione, l’ascolto e le risposte. Compito che viene allargato alle pattuglie anche dei nuclei radiomobili per una più incisiva ed uniforme presenza preventiva e repressiva nel tessuto territoriale.

E’ in questo porre al centro di tutte le proprie attività il cittadino, di operare per il bene della gente, dello stato e delle sue istituzioni che si sostanzia il motto – punto fondamentale nella vita di ogni carabiniere – “NEI SECOLI FEDELE”.

Per essere fedeli occorre però un impegno forte di motivazioni e di amore verso le città e verso i cittadini, un profondo sentimento paragonabile ad uno scudo che difende la società dai mali e dalle minacce che l’affliggono. Ricorre in  questo caso un cenno ad un inno spartano al proprio scudo – come ricordo dai miei studi classici - intesa come “Legge dello Scudo”.

nel richiamarlo, invito tutti i presenti a pensare quei poliziotti e Vigili del Fuoco che lo indossarono mentre risalivano le scale delle Torri Gemelle; a quei Magistrati come Livatino, Borsellino  e Falcone che lo indossarono “in nome del popolo Italiano” per affermare la Giustizia; a quei Carabinieri e Soldati a Nassiriya che lo indossarono per difendere la pace internazionale o a tutti i coraggiosi marinai delle capitanerie che ogni giorno lo indossano per strappare dalle perigliose acque del Canale di Sicilia i disperati che fuggono dalle guerre e dalle persecuzioni:

Questo è il mio scudo,

lo tengo davanti a me in battaglia,

ma non è soltanto mio.

Protegge il fratello alla mia sinistra,

protegge la mia città.

Non lascerò mai mio fr

atello fuori dalla sua ombra,

né la mia città fuori dalla sua protezione.

Morirò

Con il mio scudo davanti a me

Fronteggiando il pericolo “

Io auguro nella solennità di questa cerimonia a me, a ciascuno di voi tutti, a voi giovani e giovanissimi, di essere fedeli sempre. Con umiltà, nel silenzio, senza glorie a volte, di essere fedeli custodi della Legge e di credere, per questo, nello STATO, in una giustizia superiore anche a nostro padre e nostra madre, ma che tutela e difende tutti. VIVA L’ARMA DEI CARABINIERI, VIVA L’ITALIA.

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