Altomonte, accoglienza e tradizione per la Gran Festa del Pane 2016

24.05.2016 08:58

 

PANEM NOSTRUM QUOTIDIANUM DA NOBIS HODIE

di Francesca Martino   -   

Accoglienza e tradizione per la Gran Festa del Pane 2016, giunta alla sesta edizione. Il centro storico di Altomonte in provincia di Cosenza è stato il punto d’incontro di numerosi laboratori sensoriali del gusto, degustazioni, tavole dell’accoglienza, buona e sana alimentazione, fiere ed esposizioni di prodotti tipici e dell’artigianato, mostre, musica, artisti di strada e tavole rotonde.

Nei giorni scorsi, nell’ambito della manifestazione sono stati presenti anche i Comuni aderenti dalle Città del Pane, alle Città Slow, ai Borghi più Belli D’Italia e ai Comuni del Parco del Pollino. 

 

 Per l’occasione la Piazza di Altomonte è diventata una sorta di grande piazza dell’enogastronomia e dell’accoglienza, dove i visitatori sono stati guidati dal profumo dei pani appena sfornati alla scoperta degli ingredienti, degli attrezzi e delle tecniche utilizzate, nella lavorazione del pane. Il tema portante di questa edizione è stata l’identità e la biodiversità. Non poteva esserci tematica diversa vista la delicata situazione che l’area del Mediterraneo sta affrontando. Il Pane e l’identità, l’uno essenza dell’altra nel rappresentare l’identità della Calabria e quindi di tutte le sue comunità territoriali. Significativa è stata la frase simbolo scelta per questa edizione “La Natura non fa nulla di inutile” cit. Aristotele. In questo inciso è stata racchiusa l’essenzialità della manifestazione, successivamente approfondito nella tavola rotonda moderata dal Direttore Artistico e Vice Presidente Slow Food Calabria, Antonio Blandi, dal titolo: “Biodiversità e Identità, il recupero dei grani antichi e dei prodotti identitari”, presso il Museo dell’Alimentazione.

 

 

Più volte è stata rimarcata la volontà di costruire un futuro dove la natura, l’identità e le biodiversità diventano elementi necessari, per una migliore qualità di vita. Dunque, è fondamentale recuperare il racconto delle tradizioni, l’ecosistema del prodotto e fare impresa, creando una logica di sistema sinergico, che verte su un dialogo rivolto soprattutto alle Associazioni, Istituzioni ed Enti, affinché il produttore possa prepararsi al mercato non solo a quello locale. Fare rete tra le imprese, ripartendo dai grani antichi e questo significa maggiori fondi e strumenti, per realizzare tale obiettivo. Inoltre è stato evidenziato nel corso dell’incontro che fare agricoltura non significa solo recuperare l’antico, ma concretizzare un modello di lavoro, facendo tesoro della tradizione. A fine incontro è stato deciso che a breve sarà organizzata una tavola rotonda a cura dell’Assessore allo Sviluppo Economico e Promozione delle Attività Produttive della Regione Calabria, Carmen Barbalace per proporre diverse ipotesi di sviluppo territoriale, al fine di promuovere le aree interne della Calabria. Pensiero condiviso dai relatori: Giuseppe Lateano (Sindaco di Altomonte); Nunzio Nastasi (Referente Comunità dei Grani in Aspromonte Slow Food); Mario Coscarello, Unical (Centro Studi per lo Sviluppo Rurale); Giorgio Durante, Accademia delle Tradizioni Enogastronomiche di Calabria; Pier Macrì, Esperto in Sviluppo Rurale; Mario Reda , Delegato ONAV Cosenza;  Francesco Tassone, Agronomo e Scrittore; Sarino Branda, Direttore di Unindustria Calabria; Franco Laratta, Consiglio di Amministrazione di ISMEA e Antonio Schiavelli, Presidente Nazionale di Unaproa.

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