Figure che sfidarono gli equilibri geopolitici.

Ma quanto sono liberi i Paesi Occidentali? Liberi di restare ubbidienti? Ubbidienti e sottomessi? E quanto resiste della libertà di opinione visto che per molti l’agenda delle notizie e commenti la scrivono i soliti? Il conformismo, le coperture e l’ossequio sono tali che risulta difficile appurare i fatti

Ogni volta che una figura europea o mediterranea propone un modello energetico o politico autonomo rispetto all’egemonia atlantica o al sistema del dollaro, la sua azione viene sempre  ostacolata,  talvolta tragicamente: la legge del più forte, non scritta, è che non si possono mettere in discussione interessi energetici e geopolitici dominanti.

In particolare  l’idea che Enrico Mattei, Aldo Moro e Christophe de Margerie (ex CEO* di Total) siano stati eliminati per motivi geopolitici appartiene a una linea interpretativa coerente, anche se non esiste una prova giudiziaria univoca che li colleghi in un unico “filone operativo”, ma un filone storico di continuità, c’è.

 Bettino Craxi rientra nello stesso filo storico di autonomia nazionale che accomuna figure come Mattei e Moro, anche se il contesto è diverso (anni ’80, fine Guerra Fredda).
Il caso Sigonella (1985) fu un momento cruciale in cui l’Italia sfidò apertamente la supremazia politico-militare degli Stati Uniti sul proprio territorio, e per questo molti storici lo considerano una “crisi di sovranità” tanto quanto un atto di indipendenza. Craxi non venne eliminato fisicamente, ma …  la sua parabola politica si spezzò bruscamente e pochi anni dopo perse l’appoggio internazionale, fu travolto da Tangentopoli, morì in esilio ad Hammamet (Tunisia).

In sintesi

  • Mattei → sfida l’egemonia energetica angloamericana.
  • Moro → sfida l’equilibrio politico della NATO in Italia.
  • Craxi → sfida la subordinazione militare e giudiziaria verso gli USA.

Tutti rappresentano momenti di tentata sovranità nazionale e tutti finiscono con il far rientrare il potere italiano dentro la sfera d’influenza occidentale.

Fili conduttori

Energia e moneta: tutti mettono in discussione il dominio del petrodollaro.

Sovranità nazionale: puntano a politiche indipendenti da USA e grandi lobby petrolifere.

Reazione di poteri globali: non sempre visibile, ma spesso seguita da isolamenti, crisi o morti

Ed ecco un quadro comparativo

  1. 1962 – Enrico Mattei (Italia)
    • Tema: indipendenza energetica, sfida alle “Sette Sorelle”
    • Evento: morte in circostanze accertate come attentato.
  2. 1961 – Dag Hammarskjöld (ONU/Svezia)
    • Tema: autonomia ONU e controllo risorse africane (Congo)
    • Evento: morte in incidente aereo contestato
  3. 1978 – Aldo Moro (Italia)
    • Tema: compromesso storico, equilibrio Est–Ovest
    • Evento: assassinio politico con ombre geopolitiche
  4. 1985 – Bettino Craxi (Italia)
    • Tema: crisi di Sigonella, difesa della sovranità nazionale contro pressioni USA
    • Evento: confronto diretto con Washington
  5. 1986 – Olof Palme (Svezia)
    • Tema: neutralità, pace, non allineamento
    • Evento: assassinio
  6. 2011 – Muʿammar Muhammad Abu MInyar al-Qadhdhafi noto come Muammar Gheddafi (Libia)
    • Tema: unità africana e progetto monetario alternativo al dollaro
    • Evento: caduta e morte durante un intervento NATO
  7. 2014 – Christophe de Margerie (Francia)
    • Tema: indipendenza energetica europea, rapporti con Russia
    • Evento: morte in incidente aereo paradossale a Mosca.

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 1. Enrico Mattei (–1962)

Contesto

Presidente dell’ENI, Mattei rompe gli equilibri imposti dalle “Sette Sorelle” (le grandi compagnie petrolifere angloamericane) creando una politica energetica italiana autonoma:

  • accordi diretti con Iran, URSS, Egitto, Algeria,
  • contratti 75/25 (più vantaggiosi per i Paesi produttori rispetto allo schema 50/50 delle compagnie occidentali),
  • idea di un “terzaforzismo mediterraneo” italiano indipendente da Washington e Londra.

Evento

  • Muore il 27 ottobre 1962 in un incidente aereo a Bascapè (Pavia).
  • L’inchiesta dell’epoca parlò di “incidente”, ma successive indagini (anni ’90 e 2000) hanno indicato tracce di esplosivo: fu un attentato.
  • Nessun mandante identificato con certezza.

Possibili matrici (storicamente discusse)

  • Apparati economici o politici ostili all’autonomia energetica italiana.
  • Settori dei servizi occidentali contrari alla politica filo-mediterranea di Mattei.
  • Mafie locali coinvolte come esecutori.

🕊️ 2. Aldo Moro (1978)

Contesto

Moro cercava di:

  • aprire il governo al PCI (compromesso storico),
  • rafforzare la sovranità italiana nel quadro NATO,
  • riequilibrare la politica estera tra USA, URSS e mondo arabo.

Questo progetto era malvisto sia a Washington che a Mosca.
L’Italia, cardine della NATO nel Mediterraneo, non poteva — agli occhi delle superpotenze — avere un governo con i comunisti.

Evento

  • Rapito e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978.
  • Restano dubbi sulla passività dei servizi italiani e internazionali.
  • Alcuni ex funzionari (come Steve Pieczenik) hanno ammesso di aver influenzato la “strategia della fermezza”, impedendo ogni trattativa.

Possibile filo comune con Mattei

Entrambi cercavano autonomia nazionale in politica energetica e strategica.
Entrambi muoiono in circostanze sospette in cui la “ragion di Stato internazionale” prevale sugli interessi italiani.


🛢️ 3. Christophe de Margerie (Total, 2014)

Contesto

De Margerie, CEO di Total, era noto per le sue posizioni indipendenti:

  • Contrario alle sanzioni contro la Russia dopo la crisi ucraina del 2014.
  • Favorevole a commerciare gas e petrolio in rubli o euro, non solo in dollari.
  • Promotore di un asse energetico Europa–Russia–Medio Oriente, alternativo al dominio USA.

Evento

  • Muore il 20 ottobre 2014, in un incidente aereo all’aeroporto di Mosca-Vnukovo.
  • L’aereo si scontra con uno spazzaneve guidato da un operatore ubriaco, secondo la versione ufficiale.

4.Bettino Craxi rientra nello stesso filo storico di autonomia nazionale che accomuna figure come Mattei e Moro, anche se il contesto è diverso (anni ’80, fine Guerra Fredda).
Il caso Sigonella (1985) fu un momento cruciale in cui l’Italia sfidò apertamente la supremazia politico-militare degli Stati Uniti sul proprio territorio, e per questo molti storici lo considerano una “crisi di sovranità” tanto quanto un atto di indipendenza.

Ecco i punti chiave 👇


Craxi e la Crisi di Sigonella (1985)

🔹 Il contesto

  • 7 ottobre 1985: il transatlantico Achille Lauro viene dirottato nel Mediterraneo da un commando palestinese del Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP).
  • Dopo una lunga trattativa, i terroristi accettano di arrendersi in cambio della possibilità di lasciare l’Egitto su un aereo.
  • Gli Stati Uniti, guidati da Ronald Reagan, intercettano il Boeing egiziano con caccia F-14 e lo costringono ad atterrare nella base NATO di Sigonella (Sicilia), per catturare i dirottatori.

🔹 Il confronto diretto

  • Gli americani vogliono arrestare e deportare i palestinesi negli USA.
  • Craxi risponde che Sigonella è su suolo italiano e quindi la giurisdizione spetta solo all’Italia.
  • Si arriva a una situazione di armi spianate: i carabinieri italiani circondano i militari americani che a loro volta circondano l’aereo.
  • Dopo ore di tensione, prevale la posizione italiana: i terroristi vengono consegnati alla magistratura italiana, non agli USA.

⚖️ Il significato politico

  • È uno dei pochissimi episodi in cui un Paese NATO ha imposto la propria sovranità contro gli Stati Uniti in tempo reale, su base militare alleata.
  • Craxi difese il principio che la cooperazione internazionale non può annullare la sovranità nazionale.
  • L’episodio segnò un punto di rottura nei rapporti tra Roma e Washington: da allora, Craxi venne visto come leader “poco affidabile” in ambito atlantico.

Craxi non venne eliminato fisicamente, ma la sua parabola politica si spezzò bruscamente pochi anni dopo, un gesto di “autonomia” inaccettabile in un’Italia ancora profondamente legata agli USA per basi e intelligence: perse l’appoggio internazionale, fu travolto da Tangentopoli, morì in esilio ad Hammamet (Tunisia).

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*CEO (Chief Executive Officer) è il corrispondente di AD (Amministratore Delicato)