Non è mia consuetudine l’indulgenza autoreferenziale, ma per una volta voglio rompere con le mie consuetudini e anche con quelle degli altri che festeggiano secondo i multipli del dieci, forse soggiogati dal sistema numerico posizionale indo-arabo che usiamo.

Essendo nato il 4 novembre 1937 alle ore 8:00, senza sapere che nascevo in un Paese che non solo non era libero ma in un anno segnato da eventi catastrofici, per i quali occorrerebbe un articolo a parte, ed essendo passati 88 anni, ritengo che abbia più significato che aspettare i 90 anni.

Otto decenni, ottantotto anni e alle otto… tre otto in fila.

È come se il tempo, per un attimo, si mettesse elegante per festeggiarmi
Un numero che rotola, rotondo come un sorriso, e poi si piega su se stesso fino a sembrare… … infinito.
(non lo dico troppo forte, ma l’8 è sempre stato un po’ sospetto in questo senso).

Quando l’orologio ha fatto tic sulle otto, è stato come se l’universo avesse detto:
“Eccoci. Ci siamo ancora. E non è poco.”

Quel momento ha avuto il sapore di una giornata che si apre senza fretta,
che mi ha dato un motivo semplice per sorridere – piccolo, silenzioso –
e che la vita, con tutta la sua stramba ironia, mi ha fatto l’occhiolino.

Buoni tre otto. 8 8 8
Che portino leggerezza, un sorso di dolcezza e magari un ricordo che si aggiunge alla collezione.


Ho fatto una vita intensa. Non ho contato i giorni, ma le impronte e alcune, ancora oggi, si vedono sulla sabbia del tempo. Ho camminato in molte direzioni, ho vissuto molto, ho cercato, provato, appreso. Ho coltivato la mente come si coltiva un giardino: con pazienza, curiosità e rispetto per ciò che cresce. Ho attinto a molti metodi di cultura, perché la conoscenza, quando la incontri davvero, ti trasforma dentro.
Ho viaggiato molto, e continuo a farlo. Ogni viaggio è stato una lezione, una scoperta, un dialogo con il mondo. Ho attraversato città e campagne, montagne e mari, e in ogni luogo ho sentito che il vero viaggio è dentro di noi. Ho vissuto e insegnato in più regioni d’Italia – dal Nord al Sud, tra dialetti, paesaggi e mentalità diverse – e ogni terra mi ha donato qualcosa: un accento, un gesto, un modo nuovo di guardare la vita.
Ma non ho solo viaggiato: ho fatto viaggiare anche gli altri. Attraverso le parole, lo studio, l’ascolto, ho cercato di aprire finestre su orizzonti più ampi, di invitare chi incontravo a partire, non sempre con una valigia, ma con il pensiero, con il cuore.
Ora ho ottantotto anni, un numero che si specchia in sé stesso, come due infiniti che si guardano. È un’età che ricorda l’infinito e l’eternità, un tempo in cui ogni cosa trova posto nella memoria.
La vita è stata benevola con me. Mi ha dato più di quanto potessi immaginare: volti, luoghi, incontri, errori, lezioni. Mi ha lasciato cadere e poi mi ha insegnato a rialzarmi, più leggero e più consapevole. Ho conosciuto la fatica e la gioia, la perdita e la gratitudine. Tutto, alla fine, si è composto in una musica che riconosco come mia.
Non so se la mia storia valga come esempio, ma so che vale come testimonianza: che ogni passo, anche quello più incerto, conduce da qualche parte. E oggi, guardando indietro, non vedo rimpianti, ma orme, segni di un cammino vissuto con intensità.
Scrivo, racconto, per me stesso. Non per fermare il tempo, ma per abitarlo ancora un po’. Ogni parola è un respiro che ritorna, un modo discreto di restare.

Per quanto, ancora non lo so. Quello che so è che non vivo alla giornata, come se fosse l’ultima. Carpe diem, si, ma per ripetere l’insegnamento oraziano ogni giorno a venire.

Il mio motto è: “Se vuoi prevedere il futuro, preparalo”. Infatti sto programmando quello che farò nei prossimi .. anni. C’è tanto da esplorare.

Sopravviverò a me stesso? E l’unica domanda alla quale non so dare risposta.

Ma che ho vissuto bene, lo so e che sono sopravvissuto ai miei malevoli, pure: io ci sono ancora loro no, in senso figurato si intende.

La mia età anagrafica è dichiarata, quella biologica è da valutare: a volte mi sembra, per come vivo, di non avere età e mi sto convincendo di essere in edizione limitata, limitata sì ma senza scadenza dichiarata

Auguro un buon futuro a tutti. Sono le 8:00.