Estati calde, caldissime, che sciolgono gelati e granite a..vista d’occhio

CHE SAPORE QUEL GELATO AL CIOCCOLATO, DOLCE E UN PO’ SALATO !

di Maurizio Punturieri

Notissima gelateria in un posto qualsiasi (una battuta di un film famoso recitava che fosse aroundabout) …affollatissima sino all’inverosimile….meno male per il gestore…molto male per chi si affollava al banco e per chi faceva la fila per occupare i tavoli…entro per un caffè…una turista nordica maritata con locale (ora di ritorno per le ferie a casa di mamma e papà con conseguenti mangiate galattiche) chiedeva un cono al gusto di nutella e rocher….un’altra si ammazzava per chiederlo al gusto di bounty e fragola il cui colore ed odore ricordavano le famigerate big bubbles…ai tavoli….brioches appena sfornate e già dure più della pietra piene di gelati coloratissimi…tutto bello…tutto veloce…perchè non appena servito il gelato (????) già colava….e tutti che commentavano quanto fosse buono….le vetrine piene di gelatini, conetti, semifreddi, tutti lucidi e tutti finti…non mancavano i prodotti al limoncello ed al bergamotto…contenti loro contenti tutti…sono sicuro che fare assaggiare a queste persone un vero gelato artigianale fatto come si deve, passo passo, partendo dai singoli ingredienti e lavorato secondo i tempi giusti, sarebbe un azzardo…molti me lo tirerebbero in faccia tanto non si scioglierebbe subito…il problema di fondo è che manca l’educazione alimentare, il gusto è omologato…si va alla ricerca di quello che l’industria del semilavorato ci indica essere il gusto di fragola…appena poi assaggiamo una fragola fresca non la riconosciamo come tale…non paghi del gelato c’erano anche quelli che ordinavano il famigerato e temibile (di fantozziana memoria) aperitivo della casa: un intruglio di colore indefinito tra il rosa ed l’arancio pompeiano sino al rosso aragosta (un mix fatto a c..o dall’improvvisato banconista con succhi di frutta a caso)…zuccheratissimo, pieno di conservanti e di acidificanti e ghiaccio in cubetti…il tutto accompagnato da uno stuolo (stile anni ’80) di pizzette, calzoncini, crespelline surgelate e fritte almeno da ieri e rigorosamente fatte rivivere al microonde…micropaninetti indigesti per quanto duri e gommosi con 3 grammi di prosciutto cotto di spalla da 2 euro al kilo…per questo ben di Dio il prezzo oscillava dai 5 ai 9 euro…non me la prendo con chi fa questi prezzi…nella logica di mercato anche 20 euro se c’è qualcuno che li spende…me la prendo con chi (non opponendosi a questo schifo) continua a permettere che l’offerta rimanga invariata e sempre peggiore nel tempo…tempo fa ho offerto ad alcuni amici una granita fatta come si deve con la tecnica siciliana e con le more fresche…il complimento più bello è stato quando mi hanno detto di essere ritornati (ed emozionati) agli anni ’60…avevano ritrovato in quel gusto emozioni e ricordi di chissà quali storie e quali estati…ingredienti: acqua, zucchero, more fresche e un bel pò di tecnica e competenza…non dirò chi l’ha fatta (un mio caro amico nonchè giovane pasticciere di grandi basi) ma è come se l’avesse fatta Corrado Assenza del Caffè Sicilia da cui va in processione il mondo intero non ad assaggiare granite o dolci ma a vivere emozioni…possibilmente senza poi avere bruciore di stomaco