Studiare l’inglese è una necessità, LA PROPOSTA IN FONDO ALL’ARTICOLO.
Accendere la televisione, leggere un giornale, navigare su internet: ogni giorno siamo sommersi da termini inglesi che non sono più eccezioni, ma regola. Lockdown, smart working, green pass, spending review, parole che invadono notiziari, comunicazioni istituzionali e conversazioni quotidiane. Non si tratta più di arricchimento linguistico o di moda passeggera: è diventata una questione di cittadinanza. Chi non comprende l’inglese rischia di restare tagliato fuori dalle informazioni essenziali, di non capire pienamente dibattiti pubblici, di trovarsi escluso da servizi sempre più digitalizzati. Intere generazioni, soprattutto gli anziani che non hanno studiato questa lingua, si trovano improvvisamente stranieri nel proprio paese. L’inglese, un tempo competenza aggiuntiva per pochi, è oggi strumento indispensabile per comprendere la realtà che ci circonda. Non padroneggiarlo significa rischiare l’esclusione sociale e informativa.
Inoltre c’è la questione generazionale: gli anziani, in particolare, si trovano doppiamente svantaggiati: devono confrontarsi con tecnologie nuove e capire argomentazioni sviluppate in una lingua che non hanno studiato a scuola.
Senza questa competenza si è tagliati fuori dalla comunicazione. Se ti scaraventano addosso uno shutdown non sai da che parte girarti e se non capisci ti dicono sarcasticamente che sei un boomer, cioè hai atteggiamenti, idee superate o anacronistiche.
Esempi dal linguaggio dei media
Economia e finanza:
“Il governo valuta un nuovo spending review” (revisione della spesa)
“I bond statali in calo” (obbligazioni)
“Preoccupa lo spread” (differenziale)
“Cresce il rating del paese” (valutazione)
Tecnologia:
“Nuova app per il download dei documenti” (applicazione, scaricamento)
“Attenzione alle fake news” (notizie false)
“Il cloud sempre più utilizzato” (archiviazione in rete)
“Problemi di privacy sui social” (riservatezza, reti sociali)
Lavoro:
“Aumenta lo smart working” (lavoro agile)
“Cercasi figure junior e senior” (giovani, esperti)
“Il welfare aziendale” (benessere/assistenza aziendale)
“Meeting con gli stakeholder” (riunione, portatori d’interesse)
Sanità:
“Il lockdown durante la pandemia” (confinamento)
“Nuovi test disponibili” (esami)
“Il briefing del ministro” (resoconto)
Il problema concreto
Un ascoltatore senza conoscenze d’inglese si trova di fronte a
Perdita di comprensione: Intere frasi diventano incomprensibili
Esclusione informativa: Chi non capisce resta tagliato fuori dal dibattito pubblico
Creazione di una élite linguistica: Si crea una divisione tra chi comprende e chi no
Ecco altri esempi di anglicismi ormai onnipresenti nel linguaggio quotidiano italiano:
Vita quotidiana e consumi
Shopping e moda:
“Vado a fare shopping in centro” (acquisti)
“C’è il black Friday con grandi sconti” (venerdì nero)
“Questo look è molto trendy” (aspetto, di tendenza)
“Ho comprato un outfit nuovo” (completo d’abbigliamento)
“Negli outlet ci sono occasioni” (punti vendita)
Cibo e ristorazione:
“Prendiamo un coffee break?” (pausa caffè)
“Ordiniamo fast food” (cibo rapido)
“C’è il brunch domenicale” (colazione-pranzo)
“Preferisco lo street food” (cibo di strada)
“All you can eat” (tutto quello che puoi mangiare)
Sport e tempo libero
“La mia routine di fitness” (abitudine, forma fisica)
“Faccio jogging ogni mattina” (corsa leggera)
“Sessione di training” (allenamento)
“Ho raggiunto il mio target” (obiettivo)
“È un vero champion” (campione)
“Che bel dribbling!” (nel calcio)
Marketing e pubblicità
“Offerta last minute” (all’ultimo minuto)
“Prodotto top di gamma” (migliore)
“Best seller della stagione” (più venduto)
“Il nostro brand” (marchio)
“Evento sold out” (tutto esaurito)
“Disponibile online” (in rete)
Trasporti e viaggi
“Ho fatto il check-in” (registrazione)
“Dov’è il mio trolley?” (valigia con rotelle)
“Aspetto il bus” (autobus)
“Prenoto un ticket” (biglietto)
“Viaggio low cost” (a basso costo)
“Faccio car sharing” (condivisione auto)
Casa e arredamento
“Stile minimal” (minimalista)
“Mobili vintage” (d’epoca)
“Open space luminoso” (spazio aperto)
“Cucina con penisola” (adattamento dall’inglese)
“Soluzioni smart per la casa” (intelligenti)
Espressioni colloquiali
“Che weekend!” (fine settimana)
“Ci vediamo after” (dopo)
“È molto cool” (figo, alla moda)
“Che stress!” (tensione)
“Questo è il mio mood oggi” (umore, stato d’animo).-
“Nessun problema” (problema – anche se qui l’italiano esiste ed è facilissimo!)
Non può mancare alla fine il vibes, uno stato emotivo o l’atmosfera di un luogo com’è percepito.
Questi termini sono talmente radicati che molti italiani li usano senza nemmeno rendersi conto che esistono alternative italiane perfettamente funzionali.
Un corso di inglese si terrà a partire da Venerdì 21 novembre alle ore 15:30 nella sede dell’Università per la Terza Età e per il Tempo Libero a Bova Marina in Corso Umberto I, 23B. Per ulteriori informazioni Mobile 3473493874









