Canta Riccardo Fogli:

“ M.Fabrizio/G.Morra/R.Fogli)
Storie di tutti i giorni,/
vecchi discorsi sempre da fare,/
storie ferme sulle panchine/
in attesa di un lieto fine;/
storie di noi brava gente/
che fa fatica, s’innamora con niente,/
vita di sempre, ma in mente grandi idee/.

Un giorno in più che se ne va/
un orologio fermo da un’eternità/
per tutti quelli così come noi/
da sempre in corsa, sempre a metà;/
un giorno in più che passa, ormai,/
con questo amore che non è grande come vorrei…”

Racconta l’avvocato Maurizio Punturieri:”

Buenos Aires…La Boca…Fine anni ‘40…due giovani emigranti Italiani, la cui bellezza ancora emerge prepotente dal bianco e nero di tante foto inviate ai cari oltreoceano, si innamorano perdutamente…lui calabrese lei veneta…4 figli (2 maschi e 2 femmine) a raffica…tutti e 4 bellissimi…in pieno entusiasmo economico ed adoranti Peron prosperano…con le prime crisi i primi guai e con questi i primi litigi…esplosivi e dirompenti come l’amore che li aveva legati…l’oceano li divide…lui con le bambine torna in Italia mentre lei si pianta in Argentina con i figli maschi…un intero Atlantico di odio e di vendetta separa la famiglia…i due nuclei si chiudono in se stessi…la vita scorre lenta (ma veloce) ed i colori trasformano il bianco e nero sfolgorante in una infinita scala di grigio…gli occhi celesti illuminano volti grigi e teste canute…magri…eruditi…educati…poveri…terribilmente poveri ma dignitosi…tutto il mondo è in 30 metri quadri…muoiono i genitori…i figli non si conoscono più educati come sono alla separazione…i più deboli manifestano disagi comportamentali ed il fratello (sorella) più forte si spende per aiutarli…un altro muro li separa dal mondo…evento mondano è la fila alla posta per la pensione…una volta al mese…poi silenzio ed il nulla…il mio lavoro mi ha fatto incontrare le sorelle…ho dimenticato tutto il resto…sono bastate quattro chiacchiere in spagnolo per scoperchiare un vulcano di emozioni…la sorella grande mi ha trasportato a Buenos Aires, agli anni della sua spensierata gioventù…a momenti la vedevo svolazzare sulle avenidas con i colori pastello di quell’epoca…scoppiando a piangere dall’emozione ha commosso pure me nel ringraziarmi perché era da 20 giorni che non parlava con nessuno e perché le ho ricordato un Alejandro che le era rimasto nei sogni del cuore…miracoli del Foro…mi Buenos Aires Querido

Maurizio Punturieri