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	<title>Italia &#8211; DeliaPress.it</title>
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		<title>Saverio Orlando conquista Santa Margherita con il romanzo inedito: “Il frutto proibito”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Aleida Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 08:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono romanzi che sembrano aspettare in silenzio il momento giusto per trovare una strada. Rimangono per un tempo nel cassetto, come semi affidati alla terra, finché qualcuno non li raccoglie e decide di ascoltarne la voce. “Il frutto proibito”, romanzo inedito di Saverio Orlando, sembra appartenere a questa categoria di storie: quelle che, concorso [&#8230;]]]></description>
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<p>Ci sono romanzi che sembrano aspettare in silenzio il momento giusto per trovare una strada. Rimangono per un tempo nel cassetto, come semi affidati alla terra, finché qualcuno non li raccoglie e decide di ascoltarne la voce. “Il frutto proibito”, romanzo inedito di Saverio Orlando, sembra appartenere a questa categoria di storie: quelle che, concorso dopo concorso, incontro dopo incontro, lasciano una traccia e trovano lettori disposti a seguirne il cammino. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="342" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0012-1024x342.jpg" alt="" class="wp-image-53478" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0012-1024x342.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0012-300x100.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0012-768x257.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0012-1536x514.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0012-696x233.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0012-1068x357.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0012-1256x420.jpg 1256w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0012.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L&#8217;ultima tappa di questo viaggio è stata Santa Margherita Ligure, dove il romanzo ha conquistato il secondo posto nella sezione dedicata agli inediti di<br>“Santa in Giallo”, rassegna che porta sulle rive del Tigullio le molte anime del noir e della narrativa investigativa italiana. Un risultato, che acquista un significato particolare proprio perché arriva dopo altri riscontri positivi ottenuti dal manoscritto. È forse questo, più ancora del singolo riconoscimento, l&#8217;aspetto che interessa all&#8217;autore: la sensazione che la storia, ovunque venga presentata, riesca a farsi ascoltare. “So bene che i premi letterari non ti cambiano la vita, a meno che non si chiamino Strega o, nel caso del giallo, Scerbanenco», racconta Orlando. “Quel che ti resta è che se tra cento o duecento concorrenti il tuo emerge, vuol dire che sei sulla buona strada, anche se devi essere cosciente che di strada da fare ce n&#8217;è ancora tanta per essere apprezzato come scrittore”.<br>Parole che hanno il sapore della misura e della consapevolezza. Nessuna celebrazione assoluta, dunque, ma la gioia discreta di chi vede il proprio lavoro affacciarsi oltre il confine della pagina e ricevere, ogni volta, un nuovo segnale. “Il frutto proibito” figura la seconda inchiesta di Giancarlo Beltrami, personaggio chiave della narrativa dell&#8217;autore. La storia seguirà il protagonista nella ricerca di verità nascoste e misteri legati alle ferite profonde del Sud Italia. Il romanzo ha raccolto importanti consensi nel panorama dei concorsi letterari. L’opera è stata finalista anche al Milazzo Crime Book Festival 2025, al Premio “I Murazzi 2026”, confermando la forza di una scrittura capace di muoversi tra il mistero, l’indagine e quella dimensione civile che da sempre accompagna la narrativa di<br>Orlando. Il riconoscimento ottenuto a Santa Margherita Ligure arriva all&#8217;interno della seconda edizione di “Santa in Giallo”, rassegna che si propone come un originale crocevia delle diverse espressioni del noir italiano. La manifestazione, definita il primo festival “giallo-pop” d&#8217;Italia, non si limita alla letteratura. Attorno ai libri prende forma un universo fatto di incontri, cinema, teatro, musica, fotografia, mostre, giochi da tavolo e iniziative dedicate ai più giovani. La cultura del giallo diventa così una piccola città nella città, capace di abitare luoghi diversi di Santa Margherita Ligure: dallo “Spazio Aperto di via dell&#8217;Arco” alla “Casa del Mare”, dalla “Biblioteca Civica” al “Castello sul Mare”, fino all&#8217;Anfiteatro Umberto Bindi. In questo scenario, il romanzo di Orlando è arrivato fino alla finale nella ristretta terna degli inediti, insieme a “La lista di Silke” di Roberto Rapastella e “Vetrocemento” di Marina Repetto. La serata conclusiva, è stata affidata alla conduzione dei giornalisti Oscar Puntel e Armando Traverso, </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="577" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0013-577x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53479" style="width:631px;height:auto" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0013-577x1024.jpg 577w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0013-169x300.jpg 169w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0013-768x1364.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0013-865x1536.jpg 865w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0013-696x1236.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0013-1068x1897.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0013-236x420.jpg 236w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20261003-WA0013.jpg 1153w" sizes="(max-width: 577px) 100vw, 577px" /></figure>



<p>che ha coinvolto circa 300 autori  provenienti da tutta Italia. Ma, al di là della classifica, rimane soprattutto il viaggio. Forse è proprio qui che si trova il significato più autentico di un secondo posto. Non nella medaglia, non nella fotografia della premiazione, non nella riga di una graduatoria, ma nella<br>conferma che una storia riesce a superare il silenzio della pagina. “Il frutto proibito” è ancora un romanzo inedito, eppure il suo percorso racconta già qualcosa. È stato affidato a giurie, lettori, selezioni e concorsi e, in luoghi diversi, ha continuato a raccogliere attenzione. È una forma particolare di fortuna per uno scrittore: scoprire che la storia che ha custodito a lungo dentro di sé riesce a camminare da sola. E per chi scrive, come ricorda lo stesso Orlando, la strada davanti è ancora lunga. Ma forse è proprio questa la parte più bella: sapere di essere soltanto all&#8217;inizio e continuare a camminare, con una storia tra le mani e la speranza che, prima o poi, possa trovare la sua casa nelle pagine di un libro.<br></p>
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		<title>Marinella Vitale, voce della Calabria a Lugano: il Premio della Critica allo Switzerland Literary Prize di Francesca Martino</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/marinella-vitale-voce-della-calabria-a-lugano-il-premio-della-critica-allo-switzerland-literary-prize-di-francesca-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Aleida Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 16:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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<p><br>Ci sono parole che nascono in una terra e, quasi come semi affidati al vento, attraversano confini, lingue e distanze. È ciò che è accaduto alla scrittrice calabrese Lametina Marinella Vitale, protagonista di un importante momento letterario a Lugano, dove ha ricevuto il Premio della Critica nell’ambito dello Switzerland Literary Prize. Il riconoscimento rappresenta non soltanto un traguardo personale, ma anche un piccolo grande viaggio della cultura calabrese verso nuovi orizzonti. A Lugano, tra le atmosfere eleganti della Lux<br>Art House, la scrittura ha incontrato il mondo. Il premio è arrivato per il romanzo “La vita sa essere dolce”, opera che ha portato all’autrice l’attenzione della critica internazionale e che ha trovato spazio in una manifestazione capace di riunire voci letterarie provenienti da Paesi diversi. È difficile non pensare alla Calabria mentre si osserva questo cammino: una terra aspra e luminosa, sospesa tra mare e montagne, dove le storie sembrano nascere spontaneamente dalle pietre, dai silenzi, dalle partenze e dai ritorni. Una terra che, attraverso la penna di una sua figlia, ha trovato il modo di raccontarsi anche lontano da casa. Il riconoscimento di Lugano diventa così una finestra aperta sul mondo. La voce di<br>Marinella Vitale porta con sé memoria, sensibilità e appartenenza, dimostrando come la letteratura possa trasformare le radici in ali. Essere calabrese, in questo viaggio, non significa soltanto provenire da un luogo: significa custodirne l’anima e lasciarla viaggiare.<br>Ogni pagina diventa allora un ponte, ogni parola un filo capace di unire terre lontane. E mentre il premio brilla tra le mani dell’autrice, sembra quasi che anche la Calabria sorrida da lontano. Perché quando una scrittrice porta la propria terra oltre i confini, non parte mai da sola: con lei viaggiano i paesaggi, le voci, i ricordi e i sogni di un’intera comunità.</p>
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		<title>Rotary Distretto 2102 Calabria: una rete di cuori per Mario</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/rotary-distretto-2102-calabria-una-rete-di-cuori-per-mario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Aleida Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 17:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Grecanica]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto pronto a Reggio Calabria per la partita “Cuori in campo – Insieme per Mario”.L’evento si terrà il 26 ottobre 2026. Al “Granillo” lo sport incontrerà la solidarietà per accendere una luce sulla vita di Mario e sulla ricerca dedicata alle malattie rare. Ci sono giornate in cui uno stadio smette di essere soltanto un [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-medium-font-size"><br>Tutto pronto a Reggio Calabria per la partita “Cuori in campo – Insieme per Mario”.<br>L’evento si terrà il 26 ottobre 2026. Al “Granillo” lo sport incontrerà la solidarietà per accendere una luce sulla vita di Mario e sulla ricerca dedicata alle malattie rare. Ci sono giornate in cui uno stadio smette di essere soltanto un luogo dedicato allo sport e diventa qualcosa di più: una piazza immensa, un cuore collettivo, uno spazio nel quale migliaia dipersone possono ritrovarsi intorno a una storia e trasformare la propria presenza in un gesto concreto. È questo il significato dell’iniziativa che porterà allo Stadio la Nazionale Italiana Calcio Attori e la Nazionale Italiana Medici Calcio, unite questa volta non soltanto dalla passione per il pallone, ma da una causa che guarda alla ricerca, all’inclusione e alla speranza. Alle 10.30, il fischio d’inizio darà vita a una partita speciale. Ma la vera sfida sarà fuori dal rettangolo verde: sostenere la ricerca scientifica e accompagnare una famiglia che ogni giorno affronta il percorso difficile e delicato delle malattie rare.<br>Al centro di questa storia c’è Mario, un bambino di cinque anni affetto dalla Sindrome CHOPS, una condizione genetica estremamente rara. I casi conosciuti nel mondo sono pochissimi e, in Italia, tra le persone interessate dalla sindrome, c’è proprio lui. Per Mario, dunque, il calcio può trasformarsi in una lingua universale. Un pallone, che attraversa il campo, una maglia, un applauso, una tribuna piena possono diventare simboli di vicinanza e contribuire a mantenere accesa quella luce che la ricerca scientifica continua a inseguire. A promuovere l’iniziativa è il Rotary Distretto 2102 Calabria, attraverso la delegata distrettuale Giuseppina Malara, Past President del Rotary Club di Melito di Porto<br>Salvo – Area Grecanica Capo Sud. L’organizzazione è affidata alla Fondazione CHOPS Malattie Rare ETS, presieduta da Manuela Mallamaci, realtà impegnata nel sostegno alla ricerca e nel miglioramento della qualità della vita delle persone che convivono con la Sindrome CHOPS e con altre malattie rare. Attorno al progetto si è raccolta una rete ampia di istituzioni e realtà del territorio: Città Metropolitana di Reggio Calabria, Comune di Reggio Calabria, Consiglio Regionale della Calabria, Università Mediterranea, Ordine dei Medici, ANQUAP e ANP* hanno concesso il proprio patrocinio.<br>È una rete che racconta una Calabria capace di stringersi, di riconoscersi nelle proprie fragilità e di trasformarle in energia condivisa. Particolare attenzione sarà riservata agli studenti delle scuole calabresi. La loro presenza al Granillo non vuole essere soltanto una partecipazione a una manifestazione sportiva. Può diventare un&#8217;esperienza educativa, un&#8217;occasione per incontrare concretamente temi come la solidarietà, la diversità, l&#8217;inclusione e il valore della ricerca. Gli spalti potranno così riempirsi di colori, cartelli e striscioni realizzati dagli istituti scolastici, trasformando lo stadio in un grande mosaico di voci. Alcune scuole avranno inoltre la possibilità di portare in campo le proprie eccellenze<br>artistiche: sbandieratori, majorette, gruppi di danza e altre formazioni studentesche* potranno esibirsi prima della partita, per un massimo di dieci minuti. Anche questa è una forma di racconto: i giovani che entrano in uno stadio non soltanto per assistere, ma per offrire qualcosa di sé. È il gesto semplice di chi scopre che la cittadinanza può cominciare anche da una tribuna, da un applauso, da cinque euro destinati a sostenere una speranza.<br>La giornata sarà introdotta da una conferenza dedicata alle malattie rare, durante la quale esperti e autorevoli esponenti del mondo medico affronteranno il tema della ricerca e delle  sfide che ancora attendono pazienti e famiglie. Perché dietro ogni diagnosi rara esiste una persona. Dietro ogni numero esiste un volto. Dietro ogni statistica c&#8217;è una famiglia che aspetta risposte. E proprio per questo la conoscenza diventa una forma di cura collettiva: parlare significa accendere attenzione, creare consapevolezza, avvicinare la società a realtà che troppo spesso rimangono invisibili. La partecipazione all&#8217;evento prevede un contributo volontario di 5 euro. La raccolta è destinata a sostenere le finalità dell&#8217;iniziativa e la missione della Fondazione. Per l&#8217;occasione è stato inoltre avviato un partenariato con Fondazione Mediolanum, che, secondo quanto previsto dal progetto, raddoppierà l&#8217;importo raccolto. Ma forse il valore di questa giornata non può essere misurato soltanto attraverso le cifre. Cinque euro possono sembrare pochi. Eppure, quando diventano migliaia di mani tese nella stessa direzione, possono assumere un significato completamente diverso.<br>L&#8217;ingresso allo stadio è previsto dalle 8.00. Poi arriveranno i colori delle scuole, le divise, gli artisti, i medici, gli attori, le istituzioni, le famiglie e soprattutto gli studenti. E quando le tribune saranno piene, il Granillo potrà diventare per una mattina qualcosa che va oltre il calcio: una grande comunità riunita per dire a Mario che non è solo. Perché esistono partite che finiscono al novantesimo minuto e altre che continuano molto più a lungo. È una partita che si gioca con i piedi, ma soprattutto con il cuore. Una partita nella quale il risultato più importante non sarà scritto sul tabellone, bensì nella capacità di una comunità di esserci, di partecipare, di ricordare che nessuna vita dovrebbe sentirsi troppo piccola per meritare attenzione. E forse, quella mattina d&#8217;autunno, mentre il sole attraverserà le gradinate del Granillo, il gol più bello sarà proprio quello che nessun arbitro potrà annullare: il gol della solidarietà. Per Mario. Per la ricerca. Per tutte quelle famiglie che ogni giorno aspettano una risposta. E per una Calabria che, ancora una volta, sceglie di mettere il cuore in campo.</p>



<p class="has-medium-font-size"></p>
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		<title>A Bagaladi. La Fenice Rinasce e Palazzo Misiano torna a vivere</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/a-bagaladi-la-fenice-rinasce-e-palazzo-misiano-torna-a-vivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Aleida Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 15:08:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Grecanica]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore dell’Aspromonte, là dove i borghi custodiscono ancora il silenzio delle pietre e la memoria sembra affiorare dalle porte antiche, una luce si accende. È il chiarore dell’arte, della cultura e dell’incontro. A Palazzo Misiano, nel borgo di Bagaladi, il 25 settembre 2026 ha preso forma ufficialmente “La Fenice Rinasce”: un’associazione che vuole trasformare [&#8230;]]]></description>
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<p>Nel cuore dell’Aspromonte, là dove i borghi custodiscono ancora il silenzio delle pietre e la memoria sembra affiorare dalle porte antiche, una luce si accende. È il chiarore dell’arte, della cultura e dell’incontro. A Palazzo Misiano, nel borgo di Bagaladi, il 25 settembre 2026 ha preso forma ufficialmente “La Fenice Rinasce”: un’associazione che vuole trasformare la creatività in un ponte tra generazioni, territorio e futuro. Ci sono luoghi che non sono semplicemente edifici.<br>Ci sono palazzi che, dopo aver attraversato il tempo, sembrano attendere soltanto, che qualcuno torni ad aprirne le porte, perché la loro anima possa ricominciare a respirare. Palazzo Misiano è uno di questi. Non è soltanto l’apertura di una realtà associativa. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="774" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006-1024x774.jpg" alt="" class="wp-image-53378" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006-1024x774.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006-300x227.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006-768x581.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006-1536x1161.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006-696x526.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006-1068x807.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006-556x420.jpg 556w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0006.jpg 1902w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>È una porta, che si riapre. È una storia, che riprende il filo. È la cultura, che torna ad accendere un bagliore nelle aree interne. La storia di questa stagione culturale affonda le proprie radici in un’idea nata diversi anni fa, quando il compianto Cav. Filippo Maria Aliquò, compagno di vita e da sempre mecenate dell’artista Aurelia Nania, immaginò per Palazzo Misiano un’occasione: restituire<br>quello spazio alla comunità, trasformandolo in un luogo capace di accogliere arte, cultura e iniziative. Quell’idea, nata dalla sensibilità e dalla lungimiranza di Filippo, oggi trova compimento. Palazzo Misiano, bene comunale assegnato dall’attuale Amministrazione, riapre infatti i battenti dopo un periodo di chiusura, durato quasi tredici anni. La sua prima inaugurazione risale al mandato amministrativo del sindaco Federico Curatola, il 5 agosto 2011 subito dopo il percorso di restauro realizzato negli anni dell’Amministrazione guidata dal padre, l’architetto Angelo Curatola, figura centrale della vita politica e sociale del borgo, ricordato affettuosamente dalla comunità locale come il “sindaco gentile”, solido sostenitore delle aree interne e montane della Calabria, in particolare all’interno della cornice dell’Area Grecanica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="810" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1-1024x810.jpg" alt="" class="wp-image-53380" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1-1024x810.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1-300x237.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1-768x608.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1-1536x1215.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1-696x551.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1-1068x845.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1-531x420.jpg 531w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1-1920x1519.jpg 1920w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0010-1.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Ogni visione lascia un segno, ogni gesto costruisce un futuro. È dalle idee, dal lavoro e dai sogni seminati nel tempo che prendono forma le fondamenta di questo progetto di restaurazione: un viaggio tra memoria e rinascita, dove ciò che è stato torna a vivere attraverso un nuovo splendore. Infatti, è stato necessario un intervento di sistemazione, per restituire funzionalità agli ambienti e consentire al Palazzo di tornare a essere uno spazio pubblico vivo.<br>Oggi quelle stanze sono delle possibilità. A guidare il progetto è la Professoressa Aurelia Nania, artista che sceglie di tornare al proprio lavoro creativo aprendolo alla comunità bagaladese. Il nome dell’associazione, “La Fenice Rinasce”, sembra quasi raccontare proprio questo percorso.<br>La fenice è l’animale mitologico, che sorge dalle proprie ceneri. È il simbolo di ciò che non scompare davvero, ma trova la forza di tornare alla luce. E così anche la vicenda artistica di Aurelia diventa metafora di una rifioritura più ampia: quella di un’artista, che torna a condividere il proprio percorso e decide di mettere la propria esperienza a disposizione degli altri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53381" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-1024x1024.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-300x300.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-150x150.jpg 150w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-768x768.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-1536x1536.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-696x696.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-1068x1068.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-420x420.jpg 420w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007-1920x1920.jpg 1920w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0007.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A<br>inaugurare il percorso espositivo dell’associazione è stata una sua personale, accompagnata da una significativa rassegna stampa, che ha evidenziato la sua attività artistica dal 1997 al 2026.<br>Una sorta di viaggio attraverso quasi trent’anni di vita, opere, mostre, incontri, riconoscimenti e testimonianze. Non un semplice archivio, ma la memoria di un cammino. Nel cuore dell’inaugurazione hanno risuonato le parole della stessa Aurelia Nania: “A guidare questo progetto sarò io che, dopo diversi anni, torno a dedicarmi alla mia attività artistica aprendola alla comunità bagaladese e trasformandola in un’opportunità di incontro, formazione e condivisione”. E ancora: “Alla base dell’iniziativa c’è un’idea ambiziosa: fare della creatività<br>uno strumento di crescita, socialità e partecipazione. Dare spazio alle nuove generazioni, offrire occasioni di apprendimento, favorire la collaborazione, sostenere gli artisti e creare nuovi momenti di incontri culturali sono alcuni degli obiettivi che animano la nascita dell’associazione.” La mostra inaugurale assume così un significato che va oltre la dimensione artistica. “Dopo alcuni anni lontana dall’attività espositiva, torno a presentare il mio lavoro attraverso una mostra che non guarda soltanto al passato, ma rappresenta anche un punto di partenza”. È, in questo senso, una vera rinascita: quella di un’artista che torna a condividere con il pubblico il proprio percorso e che, attraverso La Fenice Rinasce, apre il proprio mondo artistico alla comunità. Poi, quasi come una confessione sussurrata al pubblico dice: “In questa occasione non inauguro soltanto un’associazione. In qualche modo, inizio una nuova parte della<br>mia vita.”<br>Accanto alle opere di Aurelia, la rassegna stampa custodisce una presenza fortissima. Quella di Filippo Maria Aliquò, recentemente scomparso. La rassegna diventa così anche un omaggio alla sua memoria. Perché dietro ogni percorso artistico esiste spesso una trama di affetti, sostegno, fiducia e condivisione che non compare sulle targhe delle mostre e nei titoli dei giornali, ma che ne costituisce l’anima più profonda. Aurelia lo ricorda con parole, che restituiscono il senso di una vita costruita insieme: “L’esposizione della rassegna stampa sarà un omaggio a Filippo Maria Aliquò, mio marito, compagno di vita e mio Mecenate da sempre, che è venuto a mancareda poco e la cui presenza ha accompagnato una parte significativa del mio percorso. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-53382" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015-1024x576.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015-300x169.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015-768x432.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015-1536x864.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015-696x392.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015-1068x601.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015-747x420.jpg 747w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015-1920x1080.jpg 1920w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0015.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Un<br>omaggio, che trova il suo significato più autentico nella storia condivisa: tutti i miei traguardi raggiunti, le esperienze vissute e i successi maturati negli anni portano la sua firma.”<br>L’inaugurazione dell’associazione “La Fenice Rinasce” ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo del territorio, a testimonianza dell’interesse suscitato da un’iniziativa, che mette al centro cultura, arte, memoria e comunità.<br>Accanto al Sindaco di Bagaladi, l’ingegnere Santo Monorchio, erano presenti il Vicesindaco Antonio Marrapodi e Pietro Morena, Presidente onorario della Pro Loco di Calanna. Presenze, che hanno contribuito a rendere ancora più significativo un appuntamento nato a Bagaladi, ma con una vocazione aperta al territorio, al dialogo tra comunità e alla costruzione di nuove occasioni di incontro attraverso la cultura. A raccontare e accompagnare la serata inaugurale è stato il giovane Giuseppe, nipote di Aurelia. La sua presenza ha rappresentato un altro piccolo ma significativo simbolo della serata: il passaggio di un testimone tra generazioni. Giuseppe si è distinto per la sua intelligenza brillante, la capacità di stare davanti al pubblico e un entusiasmo contagioso, portando nell’inaugurazione quella freschezza, che appartiene alle nuove generazioni. Perché se “La Fenice Rinasce” vuole davvero essere un luogo di incontro e formazione, allora proprio ai giovani deve essere affidata una parte del futuro. E quella sera, a Palazzo Misiano, il domani aveva già una voce.</p>



<p><br>Il progetto dell’associazione si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del territorio promossa dall’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco, l’ingegnere Santo Monorchio. Nel suo intervento inaugurale, il primo cittadino ha definito l&#8217;apertura di Palazzo Misiano “un nuovo tassello per il nostro borgo”, sottolineando come il recupero dello spazio sia parte di un disegno più ampio di rigenerazione della comunità. ”L’avvio delle attività de “La Fenice Rinasce” è stato reso possibile attraverso la concessione del Palazzo in comodato gratuito, nell’ambito delle risorse del Fondo di sostegno ai Comuni marginali, destinate a interventi capaci di valorizzare i territori e creare opportunità per le comunità – ha rimarcato il sindaco Monorchio &#8211; Il Palazzo Misiano è destinato a diventare una fucina di ispirazione e bellezza grazie al talento di Aurelia Nania. Una comunità non rinasce attraverso un&#8217;unica opera. Riemerge quando scuole, sport, cultura, tradizione, innovazione, accoglienza e partecipazione iniziano a dialogare tra loro”.<br>È difficile non cogliere un filo comune. La volontà di non lasciare, che i piccoli borghi diventino soltanto luoghi da ricordare. Ma territori da abitare. Da vivere. Da immaginare. Le aree interne hanno bisogno di servizi. Hanno bisogno di infrastrutture, opportunità economiche, attenzione istituzionale. Ma hanno bisogno anche di bellezza. Perché la cultura non è un ornamento da aggiungere quando tutto il resto è stato fatto. È una forma di infrastruttura immateriale. È ciò che crea appartenenza, restituisce identità, mette in relazione le persone e consente a una comunità di raccontarsi nuovamente. Quando una porta come quella di Palazzo Misiano torna ad aprirsi, non si riapre soltanto una stanza. Si riapre una possibilità. E quando dentro quella stanza entrano gli artisti, i giovani, le scuole, le famiglie, le idee e i sogni, allora il palazzo smette di essere solo un edificio storico. Diventa comunità. Una fenice che guarda al futuro. Il nome scelto da Aurelia Nania sembra dunque contenere già tutto il senso di questa storia. “La Fenice Rinasce”. Rinasce un’associazione. Rinasce un palazzo. Rinasce un percorso artistico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="599" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005-1024x599.jpg" alt="" class="wp-image-53383" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005-1024x599.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005-300x175.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005-768x449.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005-1536x899.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005-696x407.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005-1068x625.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005-718x420.jpg 718w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005-1920x1123.jpg 1920w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/10/IMG-20260927-WA0005.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Rinasce un’opportunità culturale. E, nel ricordo di Filippo Maria Aliquò, continua anche una visione nata da un’idea condivisa e affidata al tempo. Forse è proprio questo il destino più bello dei paesi: non rimanere immobili nella memoria, ma trasformare la memoria in avvenire. Palazzo Misiano, con le sue stanze tornate alla luce, può diventare una piccola lanterna nel paesaggio aspromontano. Un raggio discreto, ma necessario. Perché nelle aree interne, dove talvolta il rischio più grande è quello del silenzio e dell’abbandono, la cultura può essere il primo segnale di un nuovo giorno. E così, nel borgo di Bagaladi, una fenice torna a spiegare le ali. Non per fuggire. Ma per restare. Per splendere. E per ricordare a tutti che anche dalle pietre antiche, quando qualcuno torna a crederci, può nascere il futuro.</p>
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		<title>Il Museo Rohlfs e la visione di Gianfranco Marino: memoria, identità e futuro</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/il-museo-rohlfs-e-la-visione-di-gianfranco-marino-memoria-identita-e-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Aleida Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 22:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Grecanica]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore dell’Aspromonte grecanico, il Museo “G. Rohlfs” diventa laboratorio di memoria e di futuro. La visione del vicesindaco Gianfranco Marino per un patrimonio, che non vuole soltanto essere conservato, ma tornare a parlare.Ci sono luoghi nei quali la storia non si lascia chiudere in un museo. Rimane nelle pietre, nei paesaggi, nei gesti quotidiani [&#8230;]]]></description>
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<p>Nel cuore dell’Aspromonte grecanico, il Museo “G. Rohlfs” diventa laboratorio di memoria e di futuro. La visione del vicesindaco Gianfranco Marino per un patrimonio, che non vuole soltanto essere conservato, ma tornare a parlare.<br>Ci sono luoghi nei quali la storia non si lascia chiudere in un museo. Rimane nelle pietre, nei paesaggi, nei gesti quotidiani e soprattutto nelle parole. A Bova, il greco di Calabria continua a raccontare una comunità e il suo rapporto con il tempo. Intorno al Museo “G. Rohlfs” prende forma una nuova idea di cultura, nella quale conservazione, ricerca, scuola, territorio e accoglienza si incontrano. Il borgo appare come un paese sospeso, tra la montagna e il mare, tra il silenzio dell’Aspromonte e la luce dello Ionio, tra ciò che resta e ciò che ancora deve accadere. Poi ci si avvicina. E ci si accorge, che quel silenzio non è affatto vuoto. Parla. Parlano le pietre delle case, i vicoli, i sentieri, le architetture, la fiumara Amendolea. Parlano gli oggetti di una civiltà contadina che sembra appartenere a un&#8217;altra epoca e che, invece, continua a lasciare tracce nel presente. Ma soprattutto parlano le parole antiche, custodite per generazioni nella voce degli abitanti, nella lingua greco- calabra, che ancora oggi rappresenta una delle espressioni più preziose dell’identità dell’area grecanica. È dentro questa geografia dell’anima, che il “Museo della Lingua Greco-Calabra “G. Rohlfs” sta vivendo una stagione nuova, pensato anche come spazio di ricerca, di confronto e di partecipazione. E in questo processo assume un rilievo particolare l’azione dell’amministrazione comunale e del vicesindaco Gianfranco Marino, impegnato nella valorizzazione di un patrimonio, che appartiene alla storia di Bova, ma<br>che può diventare anche una delle chiavi del suo futuro. La sfida, in fondo, è tutta qui.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="400" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0072-2.jpg" alt="" class="wp-image-53359" style="width:631px;height:auto" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0072-2.jpg 640w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0072-2-300x188.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p><br>Che cosa significa conservare una cultura? È sufficiente raccogliere gli oggetti, ordinarli, proteggerli dal tempo? Oppure conservare significa soprattutto permettere a quelle testimonianze di continuare a produrre significati? La prospettiva, che si sta delineando a Bova sembra orientata verso questa seconda<br>possibilità. Gli oggetti conservati nel museo non sono semplicemente cose antiche. Sono giornate di lavoro. Sono mani. Sono stagioni. Sono la fatica e la pazienza di uomini e donne, che hanno costruito la propria esistenza dentro un rapporto profondissimo con la terra. Il compito del museo diventa allora quello di restituire una voce a ciò che, apparentemente, voce non possiede. La cultura, in questa prospettiva, diventa uno strumento attraverso il quale una comunità può riconoscersi. È questa capacità di creare connessioni, che può rendere il Museo Rohlfs qualcosa di più di un luogo espositivo e sotto la direzione di Daniele Castrizio, professore ordinario di Numismatica all’Università di<br>Messina, il Museo Rohlfs allarga il proprio campo d’azione e costruisce relazioni tra discipline differenti. Numismatica, archeologia, storia, geografia, etnografia e linguistica possono dialogare. Questa interdisciplinarità permette di osservare Bova non come un frammento isolato, ma come una realtà inserita dentro processi storici e culturali molto più ampi. È una prospettiva preziosa. Perché, un territorio si comprende davvero soltanto quando si mettono insieme i suoi frammenti. Una moneta. Un documento. Una parola. Una casa. Un sentiero. Un utensile. Un racconto. Tutto può diventare una fonte. Tutto può contribuire a ricostruire una storia. La collaborazione con università, scuole e gruppi di ricerca rafforza ulteriormente questa vocazione. E iniziative come “Palèa Jenèa – Orme<br>nella storia” mostrano quanto sia importante portare la cultura fuori dai luoghi tradizionali della conoscenza e dentro il mondo dei ragazzi. Perché la memoria diventa veramente patrimonio soltanto quando qualcuno la riceve. Forse è questo uno dei compiti più importanti di un museo contemporaneo. Nella borgata , però, la storia non è contenuta soltanto negli spazi museali. Il territorio stesso è un grande archivio. L’Aspromonte conserva il rapporto secolare tra uomo e natura. La fiumara Amendolea racconta la forza ela fragilità del paesaggio. I sentieri conservano le tracce della vita quotidiana. Il Sentiero<br>della civiltà contadina permette di entrare nella memoria del lavoro, invece “Il Giardino delle parole’ restituisce alla lingua una dimensione quasi fisica, trasformando il vocabolo in paesaggio. E i nuovi percorsi museali possono contribuire a creare una rete nella quale ogni luogo rimanda a un altro. È un racconto da leggere. In questa narrazione trova spazio anche la ‘filoxenia’. Una parola, che porta con sé un&#8217;idea potente: l’amore per l’ospite, l’accoglienza di chi arriva, la capacità di riconoscere nell’altro non una minaccia, ma una possibilità di incontro. Il progetto “Il Borgo della Filoxenia” sembra inserirsi naturalmente in questa visione. Perché l’identità non si rafforza isolandosi. Si rafforza quando riesce a raccontarsi. Inoltre, nel cuore del borgo, la Giudecca ricorda, che la storia di una comunità non è mai composta da una sola voce. Ogni territorio è il risultato di incontri, spostamenti, scambi e contaminazioni. La storia di Bova può essere letta anche attraverso questa pluralità di presenze. E proprio questa complessità rende ancora più unico il lavoro di chi oggi cerca di conservarne le tracce.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="560" height="328" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0071-15.jpg" alt="" class="wp-image-53362" style="aspect-ratio:1.7074219243899356;width:637px;height:auto" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0071-15.jpg 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0071-15-300x176.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px" /></figure>



<p><br>Ma c’è una domanda, che attraversa tutta questa esperienza: che cosa sarà del<br>patrimonio di Bova tra venti, trenta, cinquant&#8217;anni?<br>La risposta non può essere affidata soltanto alla conservazione fisica degli oggetti. Il futuro del patrimonio culturale dipenderà dalla capacità di renderlo significativo per chi verrà dopo. Per questo servono archivi digitali, le nuove tecnologie, le registrazioni, gli studi, le collaborazioni, le scuole e i giovani. Dunque, è fondamentale una comunità capace di riconoscere il valore della propria storia senza trasformarla in nostalgia. La sfida del Museo Rohlfs è perciò profondamente contemporanea. Portare la memoria nell’era digitale. Fare dialogare il sapere accademico con la conoscenza degli abitanti.<br>Trasformare le testimonianze orali in patrimonio documentato. Creare connessioni tra Bova e il resto del mondo. In questo progetto la cultura non è il ricordo di ciò che non esiste più. È una materia prima del futuro. Alla fine, forse, tutto torna alla lingua. A una voce anziana. A un suono, che attraversa una stanza. A un termine, che un ragazzo ascolta e che, magari, per la prima volta comprende come parte della propria storia. È in quel momento, che il museo compie la sua funzione più profonda. Non quando mostra un oggetto, ma quando riesce a far nascere una domanda sul domani. È questa la direzione nella quale Bova sembra muoversi. E mentre il mondo corre veloce la kora dell’Area grecanica sembra ricordarci una cosa semplice e profonda: che non esiste futuro senza una memoria capace di respirare. E forse proprio per questo, a Bova, il passato non è mai davvero passato. Ha ancora una voce. E quella voce, oggi, può tornare a indicare la strada.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="534" height="440" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0075-10.jpg" alt="" class="wp-image-53364" style="width:615px;height:auto" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0075-10.jpg 534w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0075-10-300x247.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0075-10-510x420.jpg 510w" sizes="auto, (max-width: 534px) 100vw, 534px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="616" height="385" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0070-1.jpg" alt="" class="wp-image-53365" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0070-1.jpg 616w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260924-WA0070-1-300x188.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></figure>



<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>Ecco di seguito l’intervista del vicesindaco di Bova – Gianfranco Marino:</strong></p>



<p> Qual è oggi lo stato di avanzamento del progetto del Museo Rohlf e quali sono le prossime tappe previste per la sua realizzazione?<br>Di fatto il museo costituisce ormai da circa un decennio una realtà importante sul territorio calabrese e non solo. Oggi possiamo dire che l’idea è quella di implementare il ruolo del museo relativamente alla parte scientifica e linguistica<br> <br> Si è parlato della possibilità di inserire all’interno del Museo Rohlf una sezione<br>dedicata all’etnografia e alla linguistica. Quanto è concreta questa ipotesi?</p>



<p>Possiamo dire che ad oggi l’aspetto etnografico è quello maggiormente evidente e a tal proposito l’obiettivo è quello di dedicare i nostri sforzi all’implementazione della parte linguistica con particolare riferimento alla multimedialità<br> <br> Che ruolo potrebbe avere una sezione linguistica nella valorizzazione del greco di Calabria e, in particolare, della parlata grecanica di Bova?<br>Senza alcun dubbio l’elemento linguistico rappresenta l’aspetto maggiormente identitario che oggi attrae l’attenzione di studiosi provenienti da diversi Paesi europei. L’idea del potenziamento di un polo scientifico e linguistico che possa ampliare la propria offerta, rappresenta per noi una grande scommessa ma anche una grande occasione di sviluppo per il territorio. Non credo possa essere questa l’unica strada per la tutela della lingua ma certamente può rappresentare un elemento importante<br> <br> Sono già state individuate nuove collezioni, materiali o testimonianze che<br>potrebbero entrare a far parte del percorso museale?<br>Il patrimonio etnografico a nostra disposizione è in continua implementazione e anche questo dato è certamente incoraggiante testimoniando l’attenzione che questa struttura ha destato anche attraverso l’impegno di chi negli anni l’ha gestita.<br> <br> Ci sono novità riguardo ai finanziamenti, ai lavori e ai tempi necessari per arrivare all&#8217;apertura o al completamento del museo?<br>Abbiamo in campo una serie di progetti che abbiamo rivolto alla Comunità Europea legati all’implementazione della multimedialità al servizio delle Università, delle Scuole e dei gruppi di ricerca<br> <br> Sono previste iniziative, mostre temporanee, incontri o attività didattiche<br>collegate al Museo Rohlf?<br>Il museo è aperto al territorio ed alla consueta attività divulgativa affianca ormai da anni iniziative di carattere culturale ospitate sia all’interno della struttura sia negli attigui spazi aperti del “Giardino delle parole” dove si tengono periodicamente rappresentazioni teatrali, incontri con autori, convegni, dibattiti e dove vengono allestite mostre tematiche su temi diversi<br> <br> Quale sarà il rapporto tra il Museo Rohlf e gli altri luoghi della cultura presenti a Bova, creando magari un unico percorso turistico e culturale nel borgo?<br>Parliamo di un’offerta già esistente. Il museo va a completare di fatto un percorso<br>impreziosito dalla struttura del Museo di Paleontologia e Scienze naturali dell’Aspromonte al quale a breve contiamo di aggiungere il museo del costume della magna Grecia già allestito e in attesa di essere inaugurato. Ma non solo questo. A completare un’offerta di assoluto rilievo troviamo anche il Centro visitatori del Parco Nazionale dell’Aspromonte e l’Aspromonte Geopark nonché il sentiero della civiltà contadina, un altro spazio espositivo a cielo aperto dove si possono ammirare gli strumenti di lavoro della una civiltà contadina di fatto ormai scomparsa<br> </p>



<p> Infine, vicesindaco, quali sono le novità più importanti che i cittadini e i visitatori<br>potranno aspettarsi nei prossimi mesi per il Museo Rohlf e, più in generale, per la<br>valorizzazione culturale di Bova?<br>Ormai da anni abbiamo inteso investire sulla cultura in senso ampio con particolare<br>riferimento ai percorsi con le scuole. In questo senso è nostro intendimento proseguire sul<br>solco tracciato, un percorso che ha visto la parte legata alla promozione degli eventi<br>culturali sempre al centro. Presentazioni di volumi, incontri con autori e iniziative culturali<br>più in generale hanno segnato il nostro percorso in modo significativo facendo entrare<br>Bova nell’immaginario collettivo come un luogo dove la cultura si sposa alla perfezione<br>con la natura e con una storia millenaria. È evidente dunque come la strada tracciata sia<br>chiara e su quella ci muoveremo nei prossimi anni, cercando di diversificare l’offerta e di<br>farla crescere per qualità più che per numeri. In realtà come questa, conta individuare<br>alcuni segmenti di nicchia che possano rappresentare un unicum nel panorama regionale,<br>sfuggendo la logica dei grandi numeri che spesso non hanno rispondenza con la<br>necessaria sostenibilità<br>&nbsp;</p>



<p>.</p>



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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tiziana Bruzzese, la voce della “Madre Terra”</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/tiziana-bruzzese-la-voce-della-madre-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Aleida Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 14:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Grecanica]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono parole che si scelgono e parole, che ci scelgono. Le prime appartengono alla scrittura, le seconde alla poesia. Tiziana Bruzzese sembra conoscere bene la differenza: per lei il verso non è un ornamento della vita, ma il luogo segreto in cui ciò che ama e ciò che ancora non sa nominare può finalmente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-small-font-size">Ci sono parole che si scelgono e parole, che ci scelgono. Le prime appartengono alla scrittura,  le seconde alla poesia. Tiziana Bruzzese sembra conoscere bene la differenza: per lei il verso non è un ornamento della vita, ma il luogo segreto in cui ciò che ama e ciò che ancora non sa nominare può finalmente trovare una voce. Ci sono persone che attraversano la vita raccogliendo parole. Le raccolgono nei libri, nelle canzoni, nei film, nelle conversazioni, negli sguardi degli altri. Le lasciano sedimentare dentro di sé, come fanno le conchiglie con il mare, fino a quando un giorno una di quelle parole torna a galla e chiede di essere scritta.</p>



<p class="has-small-font-size"><br>Tiziana Bruzzese appartiene a questa umanissima categoria di anime, che non riescono a passare accanto alle emozioni senza ascoltarle. Nasce in Calabria, a Gioiosa Jonica, e nella sua terra costruisce il proprio percorso umano e professionale. È docente e assistente educativo nelle scuole, a contatto quotidiano con bambini e ragazzi con disabilità. Un lavoro fatto di presenza, attenzione e cura. Un lavoro, che obbliga a guardare oltre la superficie, ad accorgersi dei silenzi, dei gesti minimi, delle parole che talvolta non arrivano dalla voce ma dagli<br>occhi, dalle mani, dai piccoli movimenti del corpo. Forse anche per questo la sua poesia sembra avere un&#8217;attenzione particolare per ciò che vive sotto la pelle. Per ciò che non si vede. Per quella parte dell&#8217;esistenza, che rimane spesso senza nome e che pure, dentro di noi, continua a bussare. Accanto all&#8217;insegnamento c&#8217;è il giornalismo. Bruzzese ha collaborato come giornalista pubblicista con diverse testate online, occupandosi di articoli, recensioni e scritti di varia natura.</p>



<p class="has-small-font-size"><br>E poi ci sono la musica, il cinema, la letteratura: passioni che hanno a che fare con il racconto dell&#8217;uomo e con il bisogno di dare una forma alle emozioni. Ma la poesia è un&#8217;altra cosa. La poesia non si lascia comandare. Non arriva quando la si convoca. Arriva. E quando arriva, bisogna ascoltarla. Nel suo modo di raccontare la scrittura poetica c&#8217;è infatti qualcosa di quasi fisico, una sorta di urgenza. Prima ancora della parola c&#8217;è un&#8217;immagine. Una visione improvvisa. Una sensazione, che prende corpo con una tale intensità da interrompere la normalità della<br>giornata. È come se dentro si accendesse una luce. E quella luce non potesse aspettare. Bisogna fermarsi, prendere un foglio, un telefono o qualcosa su cui fissarla prima, che scompaia. Poi viene il lavoro paziente della scrittura: la scelta delle parole, la limatura, il ritmo, il verso che viene accorciato o spostato, la parola che sembra giusta ma non lo è ancora. Prima, però c&#8217;è l&#8217;emozione. Ed è proprio l&#8217;emozione il territorio nel quale Bruzzese sembra abitare con maggiore intensità. Si definisce una persona empatica, capace di nutrirsi di stati d&#8217;animo e sensazioni. In quei momenti la poesia diventa una necessità. Una forma di decompressione. Un modo per fare spazio dentro. Perché anche l&#8217;anima, quando sente troppo, ha bisogno di respirare. E forse è proprio qui, che si trova il nucleo più autentico della sua scrittura: nella necessità di trasformare l&#8217;esperienza in parola, di impedire che ciò che si prova rimanga informe, oscuro, muto. La poesia diventa allora uno strumento introspettivo, ma anche una forma di verità. Non la verità assoluta, quella che nessuno possiede, ma la verità intima di un sentimento nel momento esatto in cui viene vissuto. È da questo luogo interiore che nasce la sua prima esperienza letteraria, una silloge dedicata all&#8217;amore nelle sue molteplici sfumature. Ma l&#8217;amore, nelle pagine di Bruzzese, non ha soltanto il volto luminoso degli incontri. Ha anche quello dell’assenza, della perdita, della delusione, del tradimento, del lutto e infine della rabbia.</p>



<p class="has-small-font-size"><br>Sono poesie nate separatamente, in momenti differenti della sua vita. Non erano state concepite come un unico libro, ma come frammenti di esistenze, emozioni e stagioni diverse, riunite in un unico filo rosso. E quel filo rosso è l&#8217;amore. Ma sotto l&#8217;amore ce n&#8217;è un altro, più segreto. È il rapporto con sé stessi. È qui che la poesia di Bruzzese smette di essere semplicemente una poesia d&#8217;amore e diventa una poesia dell&#8217;io. Un io, che ama. Un io, che si perde. Un io, che soffre. E infine, lentamente, un io che prova a tornare a casa. La poesia diventa così catarsi, ma anche emancipazione. Bruzzese sceglie, per le sue poesie una lingua semplice, diretta, asciutta. Non ama i fronzoli e le sovrastrutture. La sua idea della poesia è essenziale. La poesia deve comunicare appassionare. E per comunicare davvero un&#8217;emozione, bisogna averla attraversata. In questa tensione tra fragilità e rinascita si colloca il percorso di Tiziana Bruzzese, una voce al suo esordio letterario, che ha già trovato nel riconoscimento del “Premio Rhegium  Julii Inedito 2026” un importante passaggio del proprio cammino. La poetessa calabrese è stata infatti selezionata tra i finalisti nella sezione dedicata alla silloge inedita con “Madre terra”, un  titolo, che sembra aprire una nuova porta nella sua ricerca poetica. Dall’amore alla terra.<br>Dall’intimità dell&#8217;io a qualcosa di più vasto.</p>



<p class="has-small-font-size">Tra poco sarà lei stessa, nelle parole dell&#8217;intervista che segue, a raccontarci il suo viaggio poetico. E allora sarà bello lasciare per un momento la penna sul tavolo, smettere di interpretare, e ascoltare. Perché alcune storie non hanno bisogno di essere spiegate. Hanno soltanto bisogno di essere ascoltate. Come si ascolta il mare quando è notte. Come si ascolta una voce che arriva da lontano. Come si ascolta il cuore quando, finalmente, trova il coraggio di parlare.</p>



<p>Ecco di seguito l’intervista:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Quando nasce in lei la poesia?</strong><br>La poesia in me non nasce come una scelta intellettuale ma come un “bisogno”, come esigenza interiore. Nasce nel silenzio e nell’attesa di quei luoghi in cui sono cresciuta, là dove “le montagne insegnano l’attesa”. Prima di essere scrittura, la poesia è stata ascolto: dei rumori della natura, del dolore che attraversa le nostre vite senza chiedere il permesso.</li>



<li><strong>Che cosa cerca quando scrive?</strong><br>Cerco verità. Quella nuda, spoglia. Scrivere mi permette di dare voce a ciò  che la vita quotidiana soffoca o rimuove; mi permette di guardarmi allo specchio senza sconti, di fare “manutenzione del vuoto”.</li>



<li><strong>Da dove nasce -Madre terra-?</strong><br>Madre terra nasce dal sottosuolo, dalle zolle della mia terra e dalle cicatrici della memoria. È una raccolta nata lentamente nel tempo dall’esigenza di fare i conti con le origini, con un’infanzia bellissima, fatta di racconti intorno al focolare e da ginocchia sbucciate “color melagrana”. La silloge nasce dalla consapevolezza che siamo fatti della stessa materia dei luoghi che ci hanno generato e trattenuto.</li>



<li>P<strong>erché ha scelto proprio questo titolo?</strong><br>In realtà la raccolta è stata presenta al concorso senza titolo. È stata la Giuria del premio a sceglierlo, sapientemente. Infatti la terra a cui faccio riferimento non è un idillio pastorale o una cartolina turistica ma una “madre” che, talvolta, è “matrigna”, viscerale, a tratti feroce. È una madre che accoglie ma che può anche divorarti; nutre ma può anche avvelenare. È una madre che sa essere grembo e tomba allo stesso tempo. Madre terra è il punto in cui ci radichiamo e da cui non riusciamo mai a staccarci del tutto. La Giuria, come le dicevo, è riuscita ad ascoltare e comprendere questa natura ambivalente della silloge.</li>



<li><strong>Che cosa rappresenta per lei la “Madre terra”?</strong><br>Madre terra, per me, rappresenta l’identità, il luogo in cui anima e corpo si radicano. È la Calabria, la Locride con le sue fiumare gravide, con le sue contraddizioni e la sua bellezza feroce. È una madre severa che ci chiede di “masticare terra impastata col sale” ma che, proprio per questo, ci impone di essere autentici, resistenti e allo stesso tempo accoglienti e aperti verso gli altri.</li>



<li><strong>La poesia può ancora cambiare il nostro sguardo sul mondo?</strong><br>Solo se la poesia non è esercizio di stile. La poesia ha il potere di filtrare la realtà, di governare il tempo, di fornire punti di vista differenti. Ogni poeta porta con sé un modo originale e unico di interpretare le cose.</li>



<li><strong>Quale emozione vorrebbe lasciare al lettore?</strong><br>Io vorrei, che il lettore leggendo i miei versi, provasse un senso di risveglio e di pienezza anche attraverso il dolore. Non amo la scrittura pietistica e non vorrei dare una lettura comoda e consolatoria. Vorrei che, chiudendo il libro, piccolo e leggero, chi legge sentisse tutto il peso della terra.</li>
</ol>



<p>8. <strong>Quanto conta la Calabria nella sua poesia?</strong><br>La Calabria, in questa raccolta, è la materia prima. Non è solo uno sfondo geografico ma un personaggio vivo. Sono vive le montagne, le fiumare, le pietre…</p>



<p>9.<strong> La sua terra è più radice o memoria?</strong><br>Entrambe le cose. I due aspetti sono legati in maniera indissolubile. La radice mi tiene legata alla terra, mi impedisce di disperdermi nella baraonda del mondo; la memoria è ciò che si accende nel buio, il ritorno ai giorni d’estate, alle voci intorno alla tavola con la tovaglia a quadri, ai racconti d’infanzia. Senza radici non ci sarebbe stabilità, senza memoria non ci sarebbe poesia.</p>



<ol start="10" class="wp-block-list">
<li><strong>Che cosa ha significato vincere la 58a edizione del Premio Inedito della Fondazione Rhegium Julii, nella sezione “Gilda Trisolini”?</strong><br>È stato un riconoscimento di un’importanza immensa. Soprattutto perché arriva da un premio storico e prestigioso, profondamente legato a questa terra. Vincerlo nella sezione intitolata alla poetessa Gilda Trisolini è una emozione particolare: significa che la voce della mia silloge hatrovato un ascolto autentico, che il dolore e la forza racchiusi in questi versi sono riusciti a valicare la pagina e ad arrivare agli altri.</li>



<li><strong>Questo premio cambia il suo modo di guardare alla poesia?</strong><br>Questo premio non cambia il modo in cui vivo la poesia perché, per me, la scrittura poetica resta un atto di necessità interiore. Questo premio mi dà una maggiore consapevolezza: che la voce “scorticata” e cruda di Madre terra è arrivata a destinazione.</li>



<li><strong>C’è un verso di -Madre terra- che sente particolarmente suo?</strong><br>Ce ne sono diversi ma se devo sceglierne uno direi:” Solo il foglio è muro. / Solo l’inchiostro è rifugio. / il bianco è casa”. In questi versi è racchiusa l’essenza del mio fare poesia: lo spazio della scrittura come unico riparo dalle tempeste del mondo.</li>



<li><strong>Quale bellezza riesce a raccontare meglio la poesia?</strong><br>La poesia, secondo me, racconta la bellezza imperfetta. Non quella patinata, artefatta ma quella segnata dalle rughe, dalle cicatrici, dalla fatica di esistere.</li>



<li><strong>Che cosa vorrebbe dire oggi ai giovani che si avvicinano alla poesia?</strong><br>Direi di non cercare la poesia facile, la rima perfetta ma di indagare dentro di sé, scavando in profondità, là dove fa più male. La poesia non è un ornamento, è uno strumento di conoscenza, di libertà. Che leggano, ascoltino il silenzio e scrivano solo quando non possono farne a meno.</li>



<li><strong>Se la poesia fosse una persona, che cosa le direbbe?</strong><br>La domanda è curiosa, perché è esattamente come la immagino io! Io la ringrazierei perché mi ha insegnato a restare in piedi quando tutto intorno a me andava in frantumi.</li>



<li><strong>Se “Madre terra” fosse una voce, che cosa ci chiederebbe di ascoltare?</strong><br>Ci chiederebbe di ascoltare il battito del sottosuolo, il rumore dei passi della gente che arriva e di quella che parte, il pianto dei bambini sotto le bombe, il lamento dei confini e la potenza del silenzio. Ci inviterebbe a spogliare lo sguardo dagli abbagli effimeri e a ricordarci da dove<br>veniamo.</li>



<li><strong>Dopo “Madre terra”, quale sarà il prossimo viaggio poetico?</strong><br>Madre terra è un frammento di una raccolta più ampia e strutturata a cui aggiungo quotidianamente nuovi tasselli. Il mio viaggio poetico, dunque, continuerà a scavare nelle stesse radici.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Bova Marina, nasce lo “Stella Maris”: l’ex Seminario diventa Ospedale di Comunità</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/bova-marina-nasce-lo-stella-maris-lex-seminario-diventa-ospedale-di-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elio Cotronei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 17:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Grecanica]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Italia intera]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;augurio: non soltanto aprire una porta, ma soprattutto aprire un nuovo percorso della sanità nell&#8217;Area Grecanica. Diciassette posti letto, assistenza infermieristica continuativa, medici, fisioterapia e collegamento con la rete territoriale. Non è un piccolo ospedale e non sostituisce il “Tiberio Evoli”: è il nuovo anello fra ospedale, territorio e casa. BOVA MARINA – 18 settembre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>L&#8217;augurio: non soltanto aprire una porta, ma soprattutto aprire un nuovo percorso della sanità nell&#8217;Area Grecanica.</strong></p>



<h1 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><em>Diciassette posti letto, assistenza infermieristica continuativa, medici, fisioterapia e collegamento con la rete territoriale. Non è un piccolo ospedale e non sostituisce il “Tiberio Evoli”: è il nuovo anello fra ospedale, territorio e casa.</em></h1>



<p><strong>BOVA MARINA – 18 settembre 2026</strong></p>



<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>C&#8217;è una fotografia che forse più di ogni altra racconta il significato della giornata di oggi. Un edificio che per generazioni ha avuto una funzione religiosa, educativa e sociale cambia ancora una volta pelle e diventa un luogo destinato alla cura.</strong></p>



<p>Sembra ieri, ma per la verità eravamo nel secolo scorso quando circa trent&#8217;anni or sono, eravamo in amministrazione comunale con il sindaco Leonardo Rodà, abbiamo avuto l&#8217;intuizione di acquisire l&#8217;ex seminario vescovile, una pietra miliare per la Comunità che merita un articolo a parte. Non avevamo in quel momento le idee chiare sulla destinazione, si pensava a un centro polifunzionale. Soltanto dopo le idee cominciavano a prendere gambe e le gambe camminano con i bisogni. Il dott. Giovanni Squillaci proponeva di coinvolgere la Regione per la realizzazione di in un centro AISM. L&#8217;idea veniva accolta, ma gli ostacoli che si sarebbero frapposti non li conoscevamo ancora: si sa, tra la domanda che viene dal basso per una sanità efficiente e le risposte che vengono dall&#8217;alto, suggerite da interessi o disegni occulti, il divario è notevole. Intanto arriviamo al nostro secolo e i locali vengono consegnati nel 2002 con pubblica cerimonia, poi gli ampliamenti, poi i collaudi di opere incomplete, poi l&#8217;intervento inevitabile della magistratura. Tutto finisce nel nulla. In Calabria i tempi sono dilatati: ciò che altrove si fa in un anno, qui ce ne vogliono molti di più. E così nel 2024, Sindaco l&#8217;on. Saverio Zavettieri, un&#8217;altra intuizione: proporlo come Ospedale di Comunità. Cambia l&#8217;amministrazione, Sindaco Andrea Zirilli: il seme gettato germoglia e diventa &#8230;.</p>



<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background">L&#8217;ex Seminario vescovile di Bova Marina, in contrada Spina Santa, diventa ufficialmente l&#8217;<strong>Ospedale di Comunità “Stella Maris”</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="481" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260918-WA0008-1024x481.jpg" alt="" class="wp-image-53313" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260918-WA0008-1024x481.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260918-WA0008-300x141.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260918-WA0008-768x360.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260918-WA0008-696x327.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260918-WA0008-1068x501.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260918-WA0008-895x420.jpg 895w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260918-WA0008.jpg 1351w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>L&#8217;Area concessa all&#8217;ASP. La cavea (gradinata-teatro) è compresa</sup></figcaption></figure>



<p>L&#8217;inaugurazione è  stata oggi, venerdì 18 settembre, dalle ore 10. </p>



<p> C&#8217;erano tutti gli attori politici, amministrativi, sanitari, civili, militari e religiosi.</p>



<p>L&#8217;Azienda sanitaria era rappresentata dalla gerarchia essenziale: dott.ssa Maddalena Berardi, direttore generale dell&#8217;Azienda Sanitaria Provinciale, dott. Domenico Bova responsabile del Distretto, dott.ssa Gabriella Eburnia, responsabile della struttura. Inoltre l&#8217;ing. Carmelo Minniti direttore della Struttura Complessa Gestione Tecno Patrimoniale ed Ingegneria Clinica dell&#8217;ASP di Reggio Calabria.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e-1024x768.png" alt="" class="wp-image-53315" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e-1024x768.png 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e-300x225.png 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e-768x576.png 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e-80x60.png 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e-265x198.png 265w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e-696x522.png 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e-1068x801.png 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e-560x420.png 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/5d719fbc-cf5f-4082-8a8e-17a02034aa4e.png 1448w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Bova, Berardi, Eburnia, Minniti</sup></figcaption></figure>



<p>E ancora: il sindaco pro tempore Andrea Zirilli, l&#8217;ex  Sindaco on. Saverio Zavettieri, altri sindaci dell&#8217;Area interessata alla struttura, Pier Paolo Zavettieri per Roghudi, Ercole Nucera per Roccaforte, Gianfranco Marino vice per Bova, il parroco don Pasquale Rondinelli, numerosi medici tra i quali Anna Scordo che faceva un po&#8217; da anfitriona.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="593" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/85f36c19-a6c0-4cac-9c0a-11fc51e7dbd9-1024x593.png" alt="" class="wp-image-53332" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/85f36c19-a6c0-4cac-9c0a-11fc51e7dbd9-1024x593.png 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/85f36c19-a6c0-4cac-9c0a-11fc51e7dbd9-300x174.png 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/85f36c19-a6c0-4cac-9c0a-11fc51e7dbd9-768x445.png 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/85f36c19-a6c0-4cac-9c0a-11fc51e7dbd9-1536x889.png 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/85f36c19-a6c0-4cac-9c0a-11fc51e7dbd9-696x403.png 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/85f36c19-a6c0-4cac-9c0a-11fc51e7dbd9-1068x618.png 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/85f36c19-a6c0-4cac-9c0a-11fc51e7dbd9-726x420.png 726w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/85f36c19-a6c0-4cac-9c0a-11fc51e7dbd9.png 1648w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ma dietro la cerimonia c&#8217;è una storia amministrativa e sanitaria molto più lunga: il progetto è inserito nel <strong>PNRR, Missione 6 Salute</strong>, e la Regione Calabria ha certificato nel giugno scorso il completamento dell&#8217;intervento e l&#8217;inserimento della struttura nell&#8217;elenco degli Ospedali di Comunità regionali. Il decreto regionale indica come data di inizio del funzionamento il <strong>30 giugno 2026</strong>, intesa come data di attivazione dei servizi minimi previsti dal DM 77/2022.</p>



<p>Di fatto, quella di oggi non è soltanto la posa simbolica di una targa. È il passaggio dalla fase dei lavori a quella, assai più importante, del <strong>servizio sanitario da far funzionare ogni giorno</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-53316" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-1024x768.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-300x225.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-768x576.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-1536x1152.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-2048x1536.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-265x198.jpg 265w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-696x522.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-1068x801.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-560x420.jpg 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100935_edit_50799911237559-1920x1440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">nor</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-53317" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-1024x768.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-300x225.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-768x576.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-1536x1152.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-2048x1536.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-265x198.jpg 265w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-696x522.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-1068x801.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-560x420.jpg 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_101101-1920x1440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-medium-font-size"><strong>Ma che cos&#8217;è, in concreto, un Ospedale di Comunità?</strong></h2>



<p>Qui bisogna sgombrare subito il campo da un possibile equivoco. Un Ospedale di Comunità <strong>non è un ospedale tradizionale in formato ridotto</strong>. Non è un Pronto Soccorso. Non è un reparto per infarti, ictus o altre emergenze. Non è una struttura di terapia intensiva e non deve sostituire l&#8217;ospedale per acuti.</p>



<p>È qualcosa di diverso: <strong>un luogo intermedio fra l&#8217;ospedale e la casa</strong>.</p>



<p>Immaginiamo una persona ricoverata al “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo. La fase acuta della malattia è superata, le sue condizioni sono stabilizzate, ma non è ancora sufficientemente autonoma per tornare a casa. Ha bisogno ancora di controlli, terapia, assistenza infermieristica, magari fisioterapia.</p>



<p>È proprio in questo spazio che dovrebbe entrare in funzione lo “Stella Maris”.</p>



<p>Il documento regionale lo definisce un sistema di congiunzione fra ospedale e distretto e precisa che deve gestire bisogni clinici a <strong>bassa intensità sanitaria</strong>, ma che richiedono una sorveglianza che a domicilio non sarebbe sufficiente. È anche uno strumento per favorire le dimissioni appropriate dall&#8217;ospedale.</p>



<p>La formula potrebbe essere semplicissima:</p>



<p><strong>ospedale → Ospedale di Comunità → casa.</strong></p>



<p>Ma il percorso può naturalmente avvenire anche in senso diverso, quando le condizioni del paziente lo richiedono.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h1 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>Diciassette posti letto</strong></h1>



<p>Il dato ufficiale oggi è chiaro:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>17 posti letto.</strong></h3>



<p>La struttura è stata realizzata attraverso un intervento di ristrutturazione finanziato dal PNRR e concessa in comodato all&#8217;ASP di Reggio Calabria dal Comune di Bova Marina.</p>



<p>L&#8217;investimento PNRR destinato all&#8217;intervento è di <strong>2.753.837 euro</strong>, cui il decreto regionale aggiunge <strong>438.578,53 euro di risorse FOI 2022</strong>.</p>



<p>È dunque un investimento pubblico considerevole, che porta nel territorio una struttura sanitaria completamente nuova nella sua funzione.</p>



<p>Ma il valore dell&#8217;investimento non si misurerà soltanto nei muri, nelle attrezzature e nei posti letto.</p>



<p>Si misurerà soprattutto in <strong>quello che succederà dentro quei 17 letti</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-53318" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-1024x768.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-300x225.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-768x576.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-1536x1152.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-2048x1536.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-265x198.jpg 265w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-696x522.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-1068x801.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-560x420.jpg 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100002-1920x1440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h1 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-medium-font-size"><strong>Chi ci lavorerà?</strong></h1>



<p>È forse questo uno degli aspetti più importanti per capire che cosa sia realmente lo “Stella Maris”.</p>



<p>La dotazione prevista dall&#8217;ASP comprende:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1 coordinatore infermieristico</strong>;</li>



<li><strong>6 infermieri</strong>, compreso il coordinatore;</li>



<li><strong>5 operatori sociosanitari (OSS)</strong>;</li>



<li><strong>1 medico referente</strong>;</li>



<li>medici di medicina generale secondo le necessità e con accesso programmato;</li>



<li><strong>1 fisioterapista</strong>;</li>



<li>il raccordo con l&#8217;<strong>Infermiere di Famiglia o di Comunità</strong>;</li>



<li>personale amministrativo e di accoglienza.</li>
</ul>



<p>Gli infermieri sono organizzati su turni e la documentazione prevede la presenza infermieristica anche durante la notte.</p>



<p>Il medico referente è previsto per 4,5 ore al giorno, sei giorni alla settimana. Per la copertura notturna e festiva il sistema prevede il raccordo attraverso la <strong>Centrale Operativa Territoriale (COT)</strong>, la Guardia Medica e il 118.</p>



<p>Questa distinzione è importante.</p>



<p><strong>Non significa che ci sarà un medico fisicamente presente 24 ore su 24.</strong></p>



<p>La sorveglianza infermieristica è continuativa; la presenza medica è programmata e integrata con la rete territoriale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-53320" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-1024x768.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-300x225.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-768x576.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-1536x1152.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-2048x1536.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-265x198.jpg 265w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-696x522.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-1068x801.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-560x420.jpg 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095657-1920x1440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095836-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53321" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095836-768x1024.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095836-225x300.jpg 225w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095836-1152x1536.jpg 1152w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095836-1536x2048.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095836-696x928.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095836-1068x1424.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095836-315x420.jpg 315w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095836-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h1 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-medium-font-size"><strong>Chi potrà essere ricoverato?</strong></h1>



<p>Non sarà una struttura alla quale ci si presenta autonomamente come al Pronto Soccorso.</p>



<p>L&#8217;accesso sarà <strong>prevalentemente programmato</strong>.</p>



<p>I pazienti potranno essere segnalati dagli ospedali, dalle Case della Comunità, dal medico di medicina generale o dalla COT. La Centrale Operativa coordina la valutazione e costruisce il percorso assistenziale individuale.</p>



<p>Fra i pazienti indicati dalla documentazione regionale ci sono, in particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>persone dimesse dall&#8217;Ospedale di Melito Porto Salvo ma non ancora pronte per tornare a casa;</li>



<li>pazienti con patologie croniche riacutizzate;</li>



<li>persone con scompenso cardiaco stabilizzato;</li>



<li>pazienti con BPCO dopo una riacutizzazione;</li>



<li>alcuni pazienti oncologici in fase subacuta;</li>



<li>persone fragili che necessitano di monitoraggio ravvicinato;</li>



<li>pazienti che necessitano di completare terapie o recuperare funzionalità.</li>
</ul>



<p>Il documento parla anche della possibilità di completare cicli terapeutici, ottimizzare le terapie farmacologiche, avviare percorsi di nutrizione clinica, gestire accessi venosi complessi e trattare alcune lesioni cutanee.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-53322" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-1024x768.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-300x225.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-768x576.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-1536x1152.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-2048x1536.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-265x198.jpg 265w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-696x522.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-1068x801.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-560x420.jpg 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095311_edit_51237336047909-1920x1440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">oznorWO</figcaption></figure>



<h1 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-medium-font-size"><strong>E chi non deve andarci?</strong></h1>



<p>Questa è una delle informazioni che dovrebbero essere spiegate meglio a tutti i cittadini.</p>



<p>Se una persona ha un <strong>infarto, un ictus, un grave trauma, un&#8217;insufficienza respiratoria acuta o un&#8217;altra emergenza</strong>, l&#8217;Ospedale di Comunità non è il luogo appropriato.</p>



<p>In quei casi bisogna ricorrere alla rete dell&#8217;emergenza-urgenza e all&#8217;ospedale per acuti.</p>



<p>Lo “Stella Maris” è destinato invece a pazienti <strong>stabilizzati o in fase di stabilizzazione</strong>, che non necessitano di monitoraggio intensivo o di interventi ad alta complessità tecnologica.</p>



<p>È una differenza fondamentale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095542_edit_51146314608339-1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53323" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095542_edit_51146314608339-1-768x1024.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095542_edit_51146314608339-1-225x300.jpg 225w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095542_edit_51146314608339-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095542_edit_51146314608339-1-1536x2048.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095542_edit_51146314608339-1-696x928.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095542_edit_51146314608339-1-1068x1424.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095542_edit_51146314608339-1-315x420.jpg 315w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_095542_edit_51146314608339-1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">rhdr</figcaption></figure>



<h1 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>Il rapporto con l&#8217;ospedale di Melito</strong></h1>



<p>Ed è proprio qui che bisogna evitare un&#8217;altra possibile incomprensione.</p>



<p>L&#8217;Ospedale di Comunità di Bova Marina <strong>non nasce per sostituire il “Tiberio Evoli”</strong>.</p>



<p>La programmazione ufficiale lo considera parte di una rete nella quale l&#8217;ospedale per acuti e le strutture territoriali hanno funzioni differenti.</p>



<p>Il documento regionale indica espressamente l&#8217;integrazione con l&#8217;Ospedale di Melito Porto Salvo e con gli altri servizi territoriali. In caso di necessità di emergenza, il collegamento con il 118 permette il trasferimento verso gli ospedali della provincia, indicando proprio Melito come presidio di riferimento più vicino.</p>



<p>Dunque non dovrebbe essere:</p>



<p><strong>Bova Marina contro Melito.</strong></p>



<p>Dovrebbe essere:</p>



<p><strong>Bova Marina insieme a Melito.</strong></p>



<p>Questa, almeno, è la logica organizzativa sulla quale è stata costruita la struttura.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h1 class="wp-block-heading has-medium-font-size"><strong>La COT: una parola difficile che diventa importante</strong></h1>



<p>C&#8217;è una sigla che i cittadini sentiranno sempre più spesso:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>COT – Centrale Operativa Territoriale.</strong></h3>



<p>È una sorta di regia dei percorsi sanitari.</p>



<p>La COT dovrebbe mettere in comunicazione ospedale, medico di famiglia, Casa della Comunità, assistenza domiciliare, Ospedale di Comunità e altri servizi.</p>



<p>Per lo “Stella Maris” il modello previsto è molto preciso: la COT riceve la segnalazione, coordina la valutazione del paziente, organizza l&#8217;ingresso e segue il percorso fino alla dimissione.</p>



<p>E qui entra anche la <strong>telemedicina</strong>, attraverso il collegamento con gli specialisti e i presìdi di riferimento.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100213-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53324" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100213-768x1024.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100213-225x300.jpg 225w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100213-1152x1536.jpg 1152w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100213-1536x2048.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100213-696x928.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100213-1068x1424.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100213-315x420.jpg 315w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100213-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h1 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-medium-font-size"><strong>Non soltanto Bova Marina</strong></h1>



<p>La struttura non è stata concepita esclusivamente per i residenti di Bova Marina.</p>



<p>La relazione dell&#8217;ASP considera un territorio più ampio, comprendente Bova, Bova Marina, Condofuri, Melito Porto Salvo, Montebello Jonico, Roghudi, San Lorenzo, Bagaladi e Roccaforte del Greco.</p>



<p>Nel complesso, la documentazione considera una popolazione di <strong>28.813 persone</strong>, con una quota di popolazione anziana particolarmente significativa. A Bova Marina, per esempio, vengono indicati 994 residenti di 65 anni e oltre su 3.925 abitanti; l&#8217;indice di vecchiaia è indicato in 223,4.</p>



<p>Sono proprio queste caratteristiche — territorio disperso, invecchiamento e presenza di patologie croniche — che l&#8217;ASP indica fra le ragioni della rilevanza strategica della struttura.</p>



<p>E qui il problema sanitario si incontra con quello geografico.</p>



<p>In un territorio nel quale raggiungere determinati servizi può significare percorrere decine di chilometri, <strong>avvicinare la cura alle persone non è un dettaglio</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100716-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53325" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100716-768x1024.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100716-225x300.jpg 225w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100716-1152x1536.jpg 1152w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100716-1536x2048.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100716-696x928.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100716-1068x1424.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100716-315x420.jpg 315w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100716-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h1 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-medium-font-size"><strong>Una vecchia struttura, una nuova vita</strong></h1>



<p>C&#8217;è poi un elemento che va oltre la sanità.</p>



<p>L&#8217;edificio dell&#8217;ex Seminario vescovile non è un contenitore qualsiasi.</p>



<p>Ha attraversato una parte importante della storia di Bova Marina e della sua comunità. La trasformazione dell&#8217;edificio in struttura sanitaria rappresenta dunque anche la prosecuzione di una storia locale: un luogo nato con una funzione religiosa ed educativa assume oggi una funzione pubblica completamente diversa, quella della cura.</p>



<p>Una ricostruzione pubblicata nel giugno scorso ha ripercorso proprio la lunga storia dell&#8217;edificio, dalla sua origine legata al Seminario fino alla nuova destinazione sanitaria finanziata dal PNRR.</p>



<p>È quasi una metafora della comunità stessa:</p>



<p><strong>un edificio che cambia funzione senza perdere la memoria del luogo.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-53326" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-1024x768.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-300x225.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-768x576.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-1536x1152.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-2048x1536.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-265x198.jpg 265w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-696x522.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-1068x801.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-560x420.jpg 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100407-1920x1440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h1 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-medium-font-size"><strong>Dal progetto alla realtà: una storia cominciata anni fa</strong></h1>



<p>La realizzazione dello “Stella Maris” non è stata improvvisa.</p>



<p>L&#8217;ASP di Reggio Calabria conserva nella propria documentazione istituzionale gli atti relativi al progetto di Bova Marina, compresa l&#8217;approvazione del progetto definitivo del dicembre 2023, l&#8217;approvazione del documento di indirizzo alla progettazione del marzo 2023 e gli atti relativi alla concessione dell&#8217;immobile.</p>



<p>Poi sono arrivati i lavori, le verifiche, gli adempimenti autorizzativi e infine la certificazione regionale del completamento dell&#8217;intervento.</p>



<p>Il decreto regionale del 17 giugno 2026 prende atto della documentazione trasmessa dall&#8217;ASP e certifica il raggiungimento del target relativo agli Ospedali di Comunità.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-53327" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-1024x768.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-300x225.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-768x576.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-1536x1152.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-2048x1536.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-265x198.jpg 265w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-696x522.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-1068x801.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-560x420.jpg 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100336-1920x1440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h1 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-medium-font-size"><strong>Adesso viene la parte più difficile</strong></h1>



<p>E qui, forse, comincia la vera storia dell&#8217;Ospedale di Comunità.</p>



<p>Perché inaugurare una struttura è relativamente semplice.</p>



<p><strong>Farla funzionare bene è molto più difficile.</strong></p>



<p>Il documento regionale contiene già alcuni indicatori attraverso i quali dovrebbe essere possibile misurare il funzionamento dello “Stella Maris”.</p>



<p>Per esempio, indica come obiettivo orientativo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una durata media della degenza di <strong>10-20 giorni</strong>;</li>



<li>almeno il <strong>70% delle dimissioni verso il domicilio</strong>;</li>



<li>almeno il <strong>60% delle dimissioni con attivazione dell&#8217;assistenza domiciliare</strong>, quando necessaria;</li>



<li>un miglioramento clinico documentato per almeno il 70% dei pazienti;</li>



<li>una riduzione dei ricoveri ospedalieri evitabili e degli accessi impropri al Pronto Soccorso.</li>
</ul>



<p>Questi numeri sono importanti perché trasformano una promessa in qualcosa che, almeno teoricamente, <strong>può essere misurato</strong>.</p>



<p>Fra qualche mese, quindi, sarà possibile chiedere:</p>



<p><strong>Quanti pazienti sono stati ricoverati?<br>Da dove provenivano?<br>Quanto tempo sono rimasti?<br>Quanti sono tornati a casa?<br>Quanti hanno avuto bisogno di un nuovo ricovero?<br>Quante persone sono state prese in carico dall&#8217;assistenza domiciliare?<br>Quanto ha realmente ridotto la pressione sull&#8217;ospedale di Melito?</strong></p>



<p>Saranno queste le domande decisive.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100152-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53328" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100152-768x1024.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100152-225x300.jpg 225w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100152-1152x1536.jpg 1152w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100152-1536x2048.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100152-696x928.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100152-1068x1424.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100152-315x420.jpg 315w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_100152-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h1 class="wp-block-heading has-luminous-vivid-amber-background-color has-background has-medium-font-size"><strong>Una nuova pagina per Bova Marina</strong> e l&#8217;Area greco-calabra</h1>



<p>La giornata di oggi, dunque, può essere letta in due modi.</p>



<p>Da una parte c&#8217;è la soddisfazione legittima per un&#8217;opera pubblica finalmente arrivata alla sua fase operativa dopo un percorso lungo.</p>



<p>Dall&#8217;altra c&#8217;è una responsabilità ancora più grande: <strong>trasformare un investimento in un servizio</strong>.</p>



<p>Perché un Ospedale di Comunità non vive di mattoni.</p>



<p>Vive di infermieri, OSS, medici, fisioterapisti, organizzazione, collegamenti informatici, medici di famiglia, assistenza domiciliare, COT e soprattutto di una rete capace di non lasciare il cittadino solo nel momento delicato che sta fra la malattia e il ritorno alla vita quotidiana.</p>



<p>Lo “Stella Maris” dispone sulla carta di 17 posti letto e di una precisa organizzazione assistenziale.</p>



<p><strong>Ora tocca alla realtà confermare ciò che è scritto nei documenti.</strong></p>



<p>Ed è forse questo il significato più autentico dell&#8217;inaugurazione di oggi.</p>



<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background">Non soltanto aprire una porta.</p>



<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>Aprire un nuovo percorso della sanità nell&#8217;Area Grecanica.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-53329" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-1024x768.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-300x225.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-768x576.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-1536x1152.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-2048x1536.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-265x198.jpg 265w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-696x522.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-1068x801.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-560x420.jpg 560w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_20260918_112119-1920x1440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1008" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/targa_testo_migliorata-1008x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53337" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/targa_testo_migliorata-1008x1024.jpg 1008w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/targa_testo_migliorata-295x300.jpg 295w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/targa_testo_migliorata-768x780.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/targa_testo_migliorata-1512x1536.jpg 1512w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/targa_testo_migliorata-696x707.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/targa_testo_migliorata-1068x1085.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/targa_testo_migliorata-413x420.jpg 413w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/targa_testo_migliorata.jpg 1900w" sizes="auto, (max-width: 1008px) 100vw, 1008px" /></figure>



<p>Trascorsero i secoli calpestando coi loro piedi invisibili le effimere imprese dell’uomo, ma non poterono ucciderne i sogni, né indebolirne l’amore, che sono immortali con lo Spirito Eterno.</p>



<p>Possono scomparire per un certo tempo, seguendo il sole al sopraggiungere della notte, o le stelle all’apparire del giorno, ma sono destinati a tornare, come luci dal cielo.» </p>



<p><strong>K. GIBRAN</strong><br><em>L’Amministrazione comunale</em><br><strong>20 novembre 2001</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="726" height="880" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260916-WA0017.jpg" alt="" class="wp-image-53342" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260916-WA0017.jpg 726w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260916-WA0017-248x300.jpg 248w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260916-WA0017-696x844.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260916-WA0017-347x420.jpg 347w" sizes="auto, (max-width: 726px) 100vw, 726px" /></figure>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Calabria ancora alla guida dell&#8217; Ente Pro Loco Italiane: Pasquale Ciurleo riconfermato presidente nazionale</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/la-calabria-ancora-alla-guida-dell-ente-pro-loco-italiane-pasquale-ciurleo-riconfermato-presidente-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione deliapress.it Elio Cotronei]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 17:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia intera]]></category>
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					<description><![CDATA[Comunicato Stampa Per acclamazione arriva la conferma alla presidenza dell’Ente Pro Loco Italiane. Per Ciurleosi apre un nuovo quinquennio all’insegna di giovani, sostenibilità e ruolo sociale delle ProLoco. ROMA – La Calabria è ancora alla guida di EPLI. Pasquale Ciurleo è stato riconfermato peracclamazione Presidente nazionale dell’Ente Pro Loco Italiane, al termine dell’Assembleanazionale elettiva svoltasi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-small-font-size"><strong>Comunicato Stampa</strong></p>



<p class="has-small-font-size">Per acclamazione arriva la conferma alla presidenza dell’Ente Pro Loco Italiane. Per Ciurleo<br>si apre un nuovo quinquennio all’insegna di giovani, sostenibilità e ruolo sociale delle Pro<br>Loco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0010-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53302" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0010-768x1024.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0010-225x300.jpg 225w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0010-696x928.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0010-1068x1424.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0010-315x420.jpg 315w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0010.jpg 1086w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="has-small-font-size"><br>ROMA – La Calabria è ancora alla guida di EPLI. Pasquale Ciurleo è stato riconfermato per<br>acclamazione Presidente nazionale dell’Ente Pro Loco Italiane, al termine dell’Assemblea<br>nazionale elettiva svoltasi sabato 12 settembre al Teatro Manzoni di Roma.<br>L’Assemblea, dal titolo “Condividere visioni, generare valore”, ha riunito oltre 300 delegati<br>provenienti da tutta Italia e i rappresentanti dei Comitati regionali EPLI. Significativa la presenza<br>delle Pro Loco calabresi, giunte a Roma da diverse realtà della regione per condividere un momento<br>importante per la vita associativa e la riconferma alla presidenza nazionale di un proprio<br>rappresentante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="792" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0007-1024x792.jpg" alt="" class="wp-image-53303" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0007-1024x792.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0007-300x232.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0007-768x594.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0007-696x538.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0007-1068x826.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0007-543x420.jpg 543w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0007.jpg 1426w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-small-font-size"><br>Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, il Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del<br>Made in Italy Federico Eichberg e l’europarlamentare Denis Nesci. È giunto inoltre il messaggio<br>del viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, con delega al Terzo<br>Settore.<br>La conferma di Ciurleo arriva a cinque anni dalla nascita di EPLI, avvenuta a Pomezia il 25<br>settembre 2021. Al 31 dicembre 2025 la rete conta 1.489 enti affiliati, oltre 281 mila EPLIcard e<br>16 Comitati regionali attivi. Iscritta al RUNTS dal 2023, EPLI è presente nel Consiglio Nazionale<br>del Terzo Settore e dal 2024 è Full Member del CEV – Centre for European Volunteering di<br>Bruxelles.<br>«Questo cammino non l’ho costruito io. Lo avete costruito voi, lo abbiamo costruito insieme», ha<br>ricordato Ciurleo, rivendicando quel “nuovo modo di fare Pro Loco” che punta a superare<br>l’immagine delle associazioni legate esclusivamente a feste e sagre per valorizzarne il ruolo nella<br>promozione dei territori, nella cultura, nel volontariato e nella costruzione di comunità.<br>Un percorso che in cinque anni ha prodotto numerose progettualità nazionali: da<br>AgroArcheoTrekking a Eplibriamoci, fino alle iniziative per il Made in Italy e al Servizio Civile<br>Universale, che ha coinvolto 1.623 giovani nelle sedi legate alla rete.<br>Con il nuovo mandato lo sguardo è già rivolto al futuro.<br>«Non siamo qui per custodire ciò che abbiamo. Siamo qui per farlo crescere», ha affermato<br>Ciurleo.<br>Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento dei Comitati regionali, una maggiore vicinanza alle<br>Pro Loco più piccole, la sostenibilità economica e organizzativa delle associazioni e il<br>coinvolgimento delle nuove generazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0008-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-53304" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0008-1024x771.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0008-300x226.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0008-768x578.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0008-80x60.jpg 80w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0008-696x524.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0008-1068x804.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0008-558x420.jpg 558w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG-20260917-WA0008.jpg 1445w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-small-font-size">Centrale anche la dimensione sociale: l’obiettivo è fare delle Pro Loco non soltanto strumenti di<br>promozione turistica e culturale, ma veri presìdi di prossimità e partecipazione all’interno delle<br>comunità.<br>«Vogliamo aiutare i giovani a restare», ha sottolineato il presidente, indicando nella capacità di<br>generare competenze e opportunità una delle sfide del prossimo quinquennio.<br>La riconferma di Ciurleo assume così un significato particolare anche per la Calabria, terra di<br>piccoli comuni, borghi e aree interne dove le Pro Loco svolgono spesso un ruolo fondamentale nella<br>tutela delle identità e nella promozione territoriale.<br>«Solo così il nuovo modo di fare Pro Loco si trasformerà in un nuovo modo di fare<br>Comunità», ha concluso Ciurleo.<br>Ringraziando tutti per la fiducia e la vicinanza dimostrata.</p>



<p class="has-small-font-size">Francesca Pizzi<br>Giornalista Pubblicista</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Denise e Lea Garofolo una memoria da difendere</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/denise-e-lea-garofolo-una-memoria-da-difendere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Aleida Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 15:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Italia intera]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono giorni in cui il tempo sembra fermarsi. Giorni in cui una data, un&#8217;età, un nome si incontrano e improvvisamente il passato torna a bussare alla porta del presente. Denise aveva trentacinque anni. La stessa età che aveva sua madre, Lea Garofalo, quando la sua vita fu spezzata dalla violenza della ’ndrangheta. Un&#8217;età che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono giorni in cui il tempo sembra fermarsi. Giorni in cui una data, un&#8217;età, un nome si incontrano e improvvisamente il passato torna a bussare alla porta del presente. Denise aveva trentacinque anni. La stessa età che aveva sua madre, Lea Garofalo, quando la sua vita fu spezzata dalla violenza della ’ndrangheta. Un&#8217;età che dovrebbe essere ancora piena di strade da scegliere, di mattini da aspettare, di mani da stringere. Un&#8217;età che, nella storia di queste due<br>donne, è diventata invece una soglia dolorosa, quasi un punto in cui le lancette dell&#8217;orologio sembrano incontrarsi. Lea aveva scelto di parlare. Aveva scelto di collaborare con la giustizia anche pensando a sua figlia, Denise. Voleva sottrarle al destino, che sembrava già scritto, regalarle la possibilità di crescere lontano dalla cultura della violenza, dalla paura, dalle ombre della ’ndrangheta. Una madre, che prova a immaginare per la propria figlia un orizzonte diverso. Un gesto semplice, nella sua essenza, e immenso nel suo coraggio. Lea voleva la libertà. E per quella libertà pagò un prezzo terribile.</p>



<p><br>Fu uccisa e il suo corpo venne bruciato per giorni, come se il fuoco potesse cancellare una donna, una storia, una voce. Ma il fuoco non cancella tutto. Non cancella l&#8217;amore di una figlia. Non cancella la memoria. Non cancella la verità. Denise aveva diciassette anni quando perse sua madre. A quell&#8217;età si dovrebbe imparare il mondo attraverso le cose leggere: una scuola, un&#8217;amica, un sogno, il primo futuro che si affaccia timidamente alla finestra. Lei dovette impararlo attraverso l&#8217;assenza. Eppure trovò la forza di parlare. Testimoniò. Scelse la verità. Attraversò il dolore e contribuì a ottenere giustizia per Lea. Per anni cercò di costruire la vita che sua madre aveva immaginato per lei. Una vita protetta, lontana dai luoghi e dai nomi del passato. Visse sotto falso nome, in una località protetta. E poi diventò madre. Una bambina di quattro anni entrò nella sua vita, portando con sé quella luce imprevedibile che soltanto una nuova nascita sa portare. Forse Denise aveva cercato proprio lì, nella maternità, un&#8217;altra possibilità di futuro. Forse aveva desiderato per quella bambina ciò che Lea aveva desiderato per lei: una vita libera. Una casa senza paura. Un domani non scritto dalla violenza. Oggi Denise non c&#8217;è più. E questa volta il dolore ha un volto ancora più fragile: quello di una bambina che dovrà crescere senza sua madre. È difficile trovare parole davanti a una morte così. E forse non bisogna averne troppe. Bisogna lasciare spazio al silenzio, perché alcune tragedie non<br>chiedono spiegazioni immediate. Chiedono ascolto. La morte di Denise è una sconfitta che interroga tutti noi. Ci obbliga a guardare oltre la superficie della cronaca, oltre i titoli, oltre la curiosità morbosa che spesso accompagna le tragedie. Ci chiede di ricordare che dietro ogni nome esiste una vita intera. Esistono paure che nessuno vede. Battaglie combattute lontano dagli occhi degli altri. Ferite, che possono diventare invisibili, pur continuando a fare male. E<br>allora la storia di Lea e Denise non può essere soltanto la storia di due morti. Deve essere anche una storia sulla libertà. Sul coraggio. Sulla memoria. Sulla responsabilità di una comunità che dovrebbe saper proteggere chi prova a spezzare il destino della violenza. Lea aveva sognato una vita diversa per sua figlia. Denise ha provato a costruirla. Il destino, però, ha<br>lasciato su quella strada un&#8217;ombra troppo lunga. A trentacinque anni, l&#8217;età di sua madre, Denise ha lasciato una bambina di quattro anni e un vuoto, che nessuna parola potrà riempire.<br>Rimangono le domande. Rimane il dolore. Rimane una bambina che un giorno cercherà di capire chi erano sua madre e sua nonna. E rimane a noi il compito più difficile: non dimenticare. Non dimenticare Lea, perché il suo coraggio non venga cancellato dalla violenza che l&#8217;ha uccisa. Non dimenticare Denise, perché la sua fragilità non venga trasformata in un titolo, ma accolta con rispetto e umanità. E soprattutto non dimenticare quella bambina. Perché ogni<br>bambina dovrebbe avere il diritto di crescere sotto un cielo senza paura. Forse la memoria serve proprio a questo: a raccogliere ciò che la vita ha spezzato e a trasformarlo, lentamente, in una promessa. La promessa di un mondo in cui nessuna madre debba rischiare la vita per consegnare alla propria figlia la libertà. La promessa di un mondo in cui nessuna figlia debba portare da sola un dolore così grande. Oggi il cielo sembra più silenzioso. Ma forse, da qualche<br>parte, Lea e Denise tornano a incontrarsi. Non nel luogo della morte. Ma in quello che avrebbero voluto per entrambe: un luogo senza paura, dove una madre possa finalmente guardare sua figlia e dirle, senza più ombre: adesso sei libera.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ISTANBUL UN VIAGGIO NELLA GRANDEZZA DI ROMA. Una città che prima di essere visitata deve essere compresa</title>
		<link>https://www.deliapress.it/editoriali/istanbul-un-viaggio-nella-grandezza-di-roma-una-citta-che-prima-di-essere-visitata-deve-essere-compresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elio Cotronei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 15:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Grecanica]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Italia intera]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[UN VIAGGIO NELLA STORIA Ci sono città che si visitano. E ce ne sono altre che, prima ancora di essere visitate, devono essere comprese. Istanbul appartiene a questa seconda categoria. Andare a Istanbul non significa soltanto attraversare una delle città più affascinanti del mondo, sospesa tra Europa e Asia. Non significa soltanto incontrare il Bosforo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong><em>UN VIAGGIO NELLA STORIA</em></strong></p>



<p>Ci sono città che si visitano. E ce ne sono altre che, prima ancora di essere visitate, devono essere comprese.</p>



<p>Istanbul appartiene a questa seconda categoria.    </p>



<p>Andare a Istanbul non significa soltanto attraversare una delle città più affascinanti del mondo, sospesa tra Europa e Asia. Non significa soltanto incontrare il Bosforo, le moschee, i bazar, i palazzi ottomani o ammirare Santa Sofia. Istanbul è soprattutto un viaggio nella storia. E, forse più di quanto si immagini, un viaggio nella grandezza dell&#8217;antica Roma.</p>



<p>Perché sotto il nome di Istanbul esiste ancora, stratificata nella città moderna, la memoria di Bisanzio e di Costantinopoli, la Nea Roma, la città che per oltre mille anni fu capitale dell&#8217;Impero romano d&#8217;Oriente*.</p>



<p>Due città, una stessa idea di Roma</p>



<p>Il confronto tra Roma e Costantinopoli è sorprendente.</p>



<p>Roma era nata sulle rive del Tevere ed era cresciuta fino a diventare il centro di un impero immenso. Costantinopoli nacque invece dalla trasformazione dell&#8217;antica Bisanzio, scelta da Costantino nel IV secolo come nuova capitale imperiale.</p>



<p>Ma Costantino non voleva semplicemente costruire una nuova capitale.</p>



<p>Voleva costruire una Nuova Roma.</p>



<p>E per questo Costantinopoli venne organizzata guardando continuamente a Roma. Furono creati un Senato, grandi fori, monumenti, palazzi, strade processionali e spazi destinati alla vita politica e alla rappresentazione del potere. La città doveva essere degna dell&#8217;Impero e, soprattutto, doveva essere riconoscibile come erede della città madre.</p>



<p>Persino la topografia assunse un valore simbolico.</p>



<p>Roma era la città dei sette colli: Palatino, Campidoglio, Aventino, Celio, Esquilino, Viminale e Quirinale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i-SETTE-COLI-A-rOMA-1024x683.png" alt="" class="wp-image-53232" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i-SETTE-COLI-A-rOMA-1024x683.png 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i-SETTE-COLI-A-rOMA-300x200.png 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i-SETTE-COLI-A-rOMA-768x512.png 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i-SETTE-COLI-A-rOMA-696x464.png 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i-SETTE-COLI-A-rOMA-1068x712.png 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i-SETTE-COLI-A-rOMA-630x420.png 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/i-SETTE-COLI-A-rOMA.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Anche Costantinopoli venne identificata, nella tradizione, come una città dei sette colli. Non si tratta di una corrispondenza geografica perfetta, né i suoi sette colli sono equivalenti, uno per uno, a quelli di Roma. Ma il significato della somiglianza è straordinario: Costantinopoli veniva pensata e raccontata attraverso il modello di Roma.</p>



<p>Era come se l&#8217;Impero avesse voluto dire:</p>



<p>Roma non finisce a Roma. Roma può rinascere altrove.</p>



<p>Dal Foro all&#8217;Ippodromo</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53236" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2107-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Cisterna Basilica  Yerebatan Sarnici. vicino alla moschea di Santa Sofia, del 532 d.C.  Voluta da Giustiniano per rifornire d&#8217;acqua il Palazzo Imperiale</sup></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53248" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2112-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53237" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-683x1024.jpg 683w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-200x300.jpg 200w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-768x1152.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-1024x1536.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-1365x2048.jpg 1365w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-696x1044.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-1068x1602.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-280x420.jpg 280w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-1920x2880.jpg 1920w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2297-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Obelisco egizio del faraone Tutmosi III trasportato in piazza Sultanhammed a Costantinopoli da Teodosio nel IV secolo d.C.</sup></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53255" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2309-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53257" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2301-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Dikitilitas, pietra (obelisco) eretta il 390 Anno Domini</sup></figcaption></figure>



<p>Se a Roma il Foro era il grande cuore della vita politica, giudiziaria e religiosa, Costantinopoli costruì i propri grandi spazi monumentali attorno alla stessa idea di centralità.</p>



<p>E poi c&#8217;era l&#8217;Ippodromo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53238" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-683x1024.jpg 683w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-200x300.jpg 200w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-768x1152.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-1024x1536.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-1365x2048.jpg 1365w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-696x1044.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-1068x1602.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-280x420.jpg 280w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-1920x2880.jpg 1920w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2305-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Colonna serpentina che si trova nell&#8217;area dove c&#8217;era l&#8217;ippodromo. Costantino la spostò nel 324 dC da Delfi dove era originariamente nel santuario di Apollo. Era stata costruita fondendo il bronzo delle armi  dei Persiani sconfitti a Platea</sup></figcaption></figure>



<p>A Roma il Circo Massimo era molto più di un luogo per le corse dei carri: era uno dei grandi teatri della vita pubblica. A Costantinopoli l&#8217;Ippodromo svolse una funzione analoga. Qui la popolazione poteva vedere l&#8217;imperatore, acclamarlo, contestarlo; qui spettacolo e politica si mescolavano continuamente. </p>



<p>L&#8217;imperatore era al centro della scena.</p>



<p>Palazzo imperiale, Ippodromo e città formavano una straordinaria macchina scenografica del potere.</p>



<p>È difficile passeggiare oggi nella zona di Sultanahmet senza immaginare, sotto la Istanbul contemporanea, quella grande città imperiale che per secoli fu il cuore del mondo romano d&#8217;Oriente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53239" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2135-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Piazza Sultanhammed dove c&#8217;era l&#8217;antico ippodromo e sullo sfondo la Moschea Blu</sup></figcaption></figure>



<p>Il Senato, l&#8217;imperatore, l&#8217;Impero</p>



<p>Anche il Senato fu trasferito idealmente nella nuova capitale.</p>



<p>Ma qui appare una differenza fondamentale.</p>



<p>Il Senato romano era nato molti secoli prima dell&#8217;Impero e portava con sé tutta la memoria della Repubblica. Il Senato di Costantinopoli nacque invece all&#8217;interno di un sistema imperiale già fortemente consolidato.</p>



<p>L&#8217;imperatore era il vero centro della macchina dello Stato.</p>



<p>E tuttavia era, nella propria concezione, un imperatore romano.</p>



<p>Questo è forse il punto che più ci sorprende oggi.</p>



<p>Noi parliamo di &#8220;Impero bizantino&#8221;, di &#8220;bizantini&#8221;, di &#8220;civiltà bizantina&#8221;. Ma gli abitanti di Costantinopoli non pensavano di essere i rappresentanti di una civiltà separata da Roma. Si consideravano Romani.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53240" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2091-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53241" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2259-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>La moschea di Solimano vista dalle acque del Corno d&#8217;Oro</sup></figcaption></figure>



<p>La parola greca Rhōmaioi significa infatti &#8220;Romani&#8221;.</p>



<p>E quando nel 1453 Costantinopoli cadde nelle mani degli Ottomani, quella storia non scomparve improvvisamente. Anche il conquistatore, Mehmed II, cercò di appropriarsi dell&#8217;eredità imperiale romana e assunse il titolo di Cesare dei Romani.</p>



<p>La città cambiava padrone, religione dominante e lingua, ma continuava a portare con sé una memoria imperiale straordinariamente potente.</p>



<p>Roma pagana, Costantinopoli cristiana</p>



<p>La differenza più profonda tra le due capitali riguarda forse la religione.</p>



<p>Roma era nata come città pagana. I suoi templi, il Campidoglio, Giove e le altre divinità costituivano l&#8217;ossatura religiosa della città antica.</p>



<p>Costantinopoli nacque invece proprio nel momento in cui l&#8217;Impero romano stava diventando cristiano.</p>



<p>Santa Sofia, Santa Irene, la chiesa dei Santi Apostoli e le altre grandi chiese trasformarono progressivamente il volto della nuova capitale.</p>



<p>Eppure anche qui c&#8217;è una continuità sorprendente.</p>



<p>Costantinopoli non rinnegò Roma: cristianizzò l&#8217;idea romana dell&#8217;Impero.</p>



<p>La grandezza universale di Roma sopravvisse cambiando linguaggio, religione e cultura.</p>



<p>Latino e greco: Roma diventa orientale</p>



<p>Un altro paradosso è quello della lingua.</p>



<p>La nuova capitale era romana, ma sorgeva nel cuore di un mondo prevalentemente greco.</p>



<p>Il latino rimase per secoli la lingua ufficiale dell&#8217;amministrazione e dell&#8217;esercito, mentre il greco era la lingua della maggior parte della popolazione e della grande tradizione culturale orientale.</p>



<p>Con il passare dei secoli il greco prevalse.</p>



<p>E così accadde qualcosa di straordinario: l&#8217;Impero romano di Costantinopoli divenne culturalmente greco senza smettere di considerarsi romano.</p>



<p>È questa una delle chiavi per comprendere la storia della città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53242" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2254-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Mahmutpas a Carsisi celebre strada tra il Gran Bazar e il Bazar delle spezie chi si trova vicino a Eminonu</sup></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53250" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2255-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Uno degli accessi a</sup> <sup>Mahmutpas a Carsisi celebre strada tra il Gran Bazar e il Bazar delle spezie  </sup></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53251" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2250-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Gran Bazar</sup></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53271" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2249-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La città e i suoi sette colli</p>



<p>E poi c&#8217;è la geografia.</p>



<p>Roma e Costantinopoli sono entrambe città costruite su una serie di rilievi, entrambe dominate da colline che organizzano lo spazio urbano e la vista sulla città.</p>



<p>Ma nella penisola storica di Istanbul la tradizione dei sette colli assume anche un valore simbolico: la nuova capitale viene rappresentata come una città che, proprio come Roma, possiede la propria architettura del potere distribuita sulle alture.</p>



<p>Oggi quei colli sono ancora leggibili nella Istanbul contemporanea: da Sarayburnu e Sultanahmet, con Santa Sofia, la Moschea Blu e il Palazzo di Topkapı, attraverso Çemberlitaş e Beyazıt-Süleymaniye, fino a Fatih, Yavuz Selim, Edirnekapı e Kocamustafapaşa.</p>



<p>Il turista spesso vede una città moderna, ottomana e musulmana.</p>



<p>Ma basta cambiare prospettiva per cominciare a vedere Costantinopoli.</p>



<p>E, dietro Costantinopoli, Roma.</p>



<p>Un viaggio nel tempo</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-53243" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-683x1024.jpg 683w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-200x300.jpg 200w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-768x1152.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-1024x1536.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-1365x2048.jpg 1365w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-696x1044.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-1068x1602.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-280x420.jpg 280w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-1920x2880.jpg 1920w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2277-TORRE-GALATA-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Torre di Galata- Galata Kulesi,  un po&#8217; più a sud dell&#8217;inizio  della famosa via dello shopping Istiklal Caddesi un po&#8217; più a nord del Ponte di Galata sul Corno d&#8217;oro. Torre medioevale costruita dai genovesi nel 1348</sup></figcaption></figure>



<p>È questo che rende Istanbul diversa da molte altre destinazioni.</p>



<p>A Roma camminiamo tra le rovine di un impero che appartiene al passato.</p>



<p>A Istanbul accade qualcosa di diverso: il passato continua a vivere dentro la città contemporanea.</p>



<p>Il Bosforo separa due continenti, ma sembra anche separare e insieme unire epoche diverse.</p>



<p>Sulla penisola storica possiamo passare in pochi minuti dalla Istanbul ottomana alla Costantinopoli cristiana, e dalla Costantinopoli cristiana alla Bisanzio greca. E, se conosciamo la storia, possiamo andare ancora più indietro.</p>



<p>Ogni collina, ogni strada, ogni cisterna, ogni colonna, ogni frammento delle mura può diventare una finestra aperta sull&#8217;Impero romano.</p>



<p>Per questo una visita a Istanbul non dovrebbe essere soltanto un itinerario turistico.</p>



<p>Dovrebbe essere un viaggio nella stratificazione della storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53244" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2260-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Un venditore con un carretto a mano (arabasi)</sup></figcaption></figure>



<p>È il viaggio dalla Bisanzio greca alla Costantinopoli romana, dalla Costantinopoli cristiana alla capitale ottomana, fino alla Istanbul moderna.</p>



<p>Ma soprattutto è il viaggio attraverso una domanda affascinante:</p>



<p>che cosa rimane di Roma quando Roma non è più il centro del mondo?</p>



<p>La risposta è davanti a noi, sulle rive del Bosforo.</p>



<p>Costantinopoli fu, per più di mille anni, la risposta a quella domanda.</p>



<p>Fu la città che raccolse l&#8217;eredità di Roma, la trasformò e la portò verso Oriente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53245" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2158-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Ponte di Galata e Torre sullo sfondo. </sup></figcaption></figure>



<p>Per questo, quando oggi arriviamo a Istanbul e guardiamo Santa Sofia, l&#8217;Ippodromo, le antiche mura, le colonne, i resti dei fori e la grande penisola dei sette colli, non stiamo semplicemente visitando una città turca.</p>



<p>Stiamo attraversando una delle più grandi continuità della storia europea e mediterranea.</p>



<p>E forse possiamo dirlo ancora più semplicemente:</p>



<p>visitare Istanbul significa, in qualche modo, andare incontro a Roma.</p>



<p>Non alla Roma che abbiamo lasciato sulle rive del Tevere, ma a quella Roma che, nel IV secolo, attraversò idealmente il Mediterraneo e venne a costruire una nuova casa sul Bosforo.</p>



<p>Una Nuova Roma.</p>



<p>Una Roma d&#8217;Oriente.</p>



<p>Una Roma che noi ancora oggi chiamiamo Costantinopoli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53247" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2338-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Il Bosforo e la sua costa visti  dal Ponte sul Bosforo, poi diventato Ponte dei Martiri  del 15 luglio, che lo attraversano. Il nome in memoria dei civili morti dopo il tentato colpo di stato  del 15-16 luglio 2016.    </sup>                                                                                                                                                     </figcaption></figure>



<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>Appendice: la riconquista bizantina dell&#8217;Italia e la Calabria greca</strong></p>



<p>La storia dell&#8217;Impero romano d&#8217;Oriente non rimase confinata a Costantinopoli. Nel VI secolo l&#8217;imperatore Giustiniano tentò di ricostruire l&#8217;unità dell&#8217;antico Impero romano e rivolse la propria attenzione anche all&#8217;Italia, che da alcuni decenni era governata dagli Ostrogoti.</p>



<p>Nel 535 Giustiniano affidò al generale Belisario la riconquista della penisola. La guerra fu lunga, difficile e devastante. Belisario conquistò Roma, affrontò gli Ostrogoti e riuscì a portare le armate imperiali fino a Ravenna, che cadde nel 540. Per un momento sembrò che l&#8217;Italia potesse tornare a essere una provincia dell&#8217;Impero romano.</p>



<p>Ma la conquista non fu stabile.</p>



<p>La guerra riprese con violenza e soltanto nel 554, dopo la sconfitta definitiva degli Ostrogoti, l&#8217;imperatore poté considerare l&#8217;Italia nuovamente sottoposta al dominio imperiale. La restaurazione, tuttavia, durò poco. Nel 568 i Longobardi invasero la penisola e conquistarono rapidamente gran parte dei territori italiani.</p>



<p>Nel giro di pochi decenni il controllo bizantino si ridusse a una serie di territori separati: l&#8217;Esarcato di Ravenna, Roma e il suo ducato, alcune zone della costa adriatica, la Sicilia, la Sardegna e soprattutto le regioni meridionali. La frontiera con i Longobardi passava attraverso territori contesi e instabili, fino a raggiungere l&#8217;area del ducato di Benevento, che rimase a lungo uno dei principali centri del potere longobardo nel Mezzogiorno.</p>



<p>La presenza bizantina in Italia non scomparve però rapidamente. In Calabria, in particolare, l&#8217;Impero romano d&#8217;Oriente rimase per secoli. La regione era già profondamente segnata dalla propria eredità greca, risalente alla Magna Grecia, ma il dominio bizantino rafforzò ulteriormente questo carattere.</p>



<p>Per circa cinque secoli la Calabria rimase inserita nel mondo politico, religioso e culturale di Costantinopoli. Le città costiere, i monasteri, le diocesi e le comunità locali conservarono legami intensi con l&#8217;Oriente. Il greco divenne la lingua della liturgia, della cultura e, in molte zone, anche della vita quotidiana.</p>



<p>La Calabria bizantina non fu dunque soltanto una periferia dell&#8217;Impero. Fu un ponte tra la tradizione della Magna Grecia e la civiltà cristiana orientale. Monaci, mercanti, funzionari e soldati contribuirono a mantenere viva una continuità culturale che avrebbe lasciato tracce profonde nel paesaggio, nella religiosità e nella lingua della regione.</p>



<p>Ancora oggi, in alcune comunità dell&#8217;area grecanica dell&#8217;Aspromonte e della Bovesìa, sopravvive il greco di Calabria, una lingua minoritaria che testimonia questa lunga storia. Non è semplicemente un residuo folkloristico, ma il segno vivente di una presenza greca e bizantina durata secoli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-53273" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-1024x683.jpg 1024w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-300x200.jpg 300w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-768x512.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-1536x1024.jpg 1536w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-2048x1365.jpg 2048w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-696x464.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-1068x712.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-630x420.jpg 630w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2261-VISITA-A-BAKIRKOY-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Bakirkoy Ataturk Monument dello scultore turco Tamer Basuglu e si trova a Bakirkoy Cumhuriet Maydani (Piazza della Repubblica) distretto che guarda a sud verso il mar di Marmara</sup></figcaption></figure>



<p>Così, mentre Costantinopoli rappresentava la grande capitale dell&#8217;Impero romano d&#8217;Oriente, la Calabria ne costituiva uno degli avamposti occidentali più duraturi.</p>



<p>La Magna Grecia aveva dato alla regione una prima identità ellenica.</p>



<p>Il periodo bizantino la rinnovò, la cristianizzò e la collegò stabilmente al mondo di Costantinopoli.</p>



<p>Per questo la storia della Calabria aiuta a comprendere ancora meglio la grandezza dell&#8217;Impero romano d&#8217;Oriente: non come una realtà lontana e astratta, ma come una civiltà capace di lasciare tracce profonde anche nelle terre più occidentali del Mediterraneo.</p>



<p>E quando ancora oggi ascoltiamo il greco di Calabria, possiamo percepire, attraverso quella lingua fragile e preziosa, l&#8217;eco di una storia antichissima: quella di una Roma d&#8217;Oriente che, dopo aver riconquistato l&#8217;Italia, continuò a vivere per secoli sulle coste e sulle montagne del Mezzogiorno.&nbsp;</p>



<p>_________</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Costantinopoli è stata la capitale dell&#8217;impero romano d&#8217;Oriente <mark>dal 395 al 1204 e dal 1261 al 1453</mark>.  </li>



<li><strong>Fondazione:</strong> La città fu inaugurata come capitale dell&#8217;impero da Costantino il Grande nel <strong>330 d.C.</strong></li>



<li><strong>Impero d&#8217;Oriente (395–1204):</strong> Dalla divisione definitiva dell&#8217;impero romano nel <strong>395</strong> fino alla conquista dei crociati nel <strong>1204</strong>.</li>



<li><strong>Intermezzo latino (1204–1261):</strong> La città fu la capitale dell&#8217;Impero Latino durante la dominazione crociata.</li>



<li><strong>Restaurazione bizantina (1261–1453):</strong> Tornò a essere la capitale dell&#8217;impero d&#8217;Oriente dal <strong>1261</strong> fino alla caduta definitiva a opera dei Turchi ottomani il <strong>29 maggio 1453</strong>.  </li>
</ul>



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<p><sup>FOTOGRAFIE DELL&#8217;AUTORE</sup></p>
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