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	<title>Bruna Maria Antonia Primerano &#8211; DeliaPress.it</title>
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	<title>Bruna Maria Antonia Primerano &#8211; DeliaPress.it</title>
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		<title>Festival di Cannes, arriva la nouvelle vague europea</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/festival-di-cannes-arriva-la-nouvelle-vague-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2022 07:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è concluso il festival del cinema di Cannes 2022 ed i risultati sono sorprendenti: vince il nord Europa e già si parla di un ritorno della corrente novuelle vague, uno spirito diverso, una ventata di freschezza che il continente si merita. La Svezia Palma è d&#8217;oro con Ruben Ostlund, il premio del 75/o ai [&#8230;]]]></description>
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<p>Si è concluso il festival del cinema di Cannes 2022 ed i risultati sono sorprendenti: vince il nord Europa e già si parla di un ritorno della corrente novuelle vague, uno spirito diverso, una ventata di freschezza che il continente si merita.</p>



<p>La Svezia Palma è d&#8217;oro con Ruben Ostlund, il premio del 75/o ai fratelli Dardenne il prestigioso Grand Prix (il secondo premio per ordine di importanza) va a Close di Lukas Dhont, la giuria premia Charlotte Vandermeersch e Felix Van Groeningen che sono andati sulle cime della Valle d&#8217;Aosta per “Le otto montagne. Ancora Tarik Saleh svedese di seconda generazione (nato a Stoccolma, è di origini egiziane) si aggiudica il premio sceneggiatura per Boy from Heaven, l&#8217;iraniano naturalizzato danese Ali Abbasi regista di Holy Spider che ha dato la vittoria alla protagonista femminile Zar Amir Ebrahimi esule a Parigi, il palmares di Cannes 2022 parla quindi lingue nordiche, tra Svezia e Belgio.</p>



<p>Il vero exploit per l&#8217;edizione di quest&#8217;anno viene dal Belgio e si chiama Lukas Dhont, di 31 anni. Il primo “Girl” lo aveva fatto sbancare nel 2018: un esordio salutato con la Camera d&#8217;or, la Queer Palm e il Fipresci della critica e poi migliore rivelazione agli Efa, con il secondo “Close” ha guadagnato il Grand Prix. Non c&#8217;è da meravigliarsi che ieri notte alla cena di chiusura sulla spiaggia del Majestic, la tradizionale festa di Cannes cui partecipano tutti i vincitori e i protagonisti della serata, sia stato lui il vero protagonista, con letteralmente una processione di colleghi che andavano a congratularsi.</p>



<p>Il vincitore della Palma d&#8217;oro Ruben Ostlund si è goduto il momento: &#8220;sono felice per il riconoscimento e quel che mi auguro è di far divertire il pubblico in sala con questa commedia satirica&#8221;, ha detto il regista svedese che dichiara la sua influenza per il cinema di Luis Bunuel con la commedia satirica di Triangle of Sadness.</p>



<p>La circolazione dei progetti è un segno distintivo di Cannes, non c&#8217;era un film che non avesse coproduzioni (a cominciare dalla Francia), e questo a prescindere dai finanziamenti europei che invece ci sono sempre stati, come se l&#8217;Europa fosse matura per risvegliarsi connessa culturalmente, incline alla circolazione di idee e talenti.&nbsp;</p>
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		<title>Earth Day: “una questione di sopravvivenza”</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/earth-day-una-questione-di-sopravvivenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 19:24:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia intera]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 22 aprile è la giornata mondiale della terra, meglio conosciuta col nome di Earth Day. Le radici di questa ricorrenza sono molto profonde e risalgono agli anni ’60 in America. Mentre il mondo è impegnato a sfruttare le risorse naturali, a sprecare l’acqua, a contaminare oceani, mari e fiumi, assieme alle montagne che sono [&#8230;]]]></description>
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<p>Il 22 aprile è la giornata mondiale della terra, meglio conosciuta col nome di Earth Day. Le radici di questa ricorrenza sono molto profonde e risalgono agli anni ’60 in America. Mentre il mondo è impegnato a sfruttare le risorse naturali, a sprecare l’acqua, a contaminare oceani, mari e fiumi, assieme alle montagne che sono diventate contenitori di non si sa quale materiale sotterrato, stranamente ci si ricorda almeno una volta l’anno dell’esistenza del pianeta.</p>



<p>Una contraddizione paradossale, verrebbe da dire, ma dal momento che il mondo sembra capovolgersi, dove l’ordinario diventa straordinario, mentre sversiamo liquami e differenziamo anche meno, forse la celebrazione di questa giornata può essere normale. Alla fine cosa sarebbe l’uomo oggi senza quel finto buonismo che lo contraddistingue?</p>



<p>Fingendo che tutto vada bene, ripercorriamo la storia di questa giornata.</p>



<p>L&#8217;idea della creazione di una “Giornata per la Terra” fu discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam&nbsp;erano in aumento, al senatore Nelson venne l&#8217;idea di organizzare un “teach-in” sulle questioni ambientali. Nelson riuscì a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali.</p>



<p>L&#8217;Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi&nbsp;al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica e del mondo politico. “Tutte le persone, a prescindere dall&#8217;etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.</p>



<p>Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. Migliaia di college e università organizzarono proteste contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.</p>



<p>La copertura mediatica della prima Giornata Mondiale della Terra venne realizzata da Walter Cronkite della CBS News con un servizio intitolato &#8220;Giornata della Terra: una questione di sopravvivenza”. Fra i protagonisti della manifestazione anche alcuni grandi nomi dello spettacolo statunitense tra cui Pete Seeger, Paul Newman e Ali McGraw.</p>



<p>La Giornata della Terra diede una spinta determinante alle iniziative ambientali in tutto il mondo e contribuì a spianare la strada al Vertice delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro.</p>



<p>Nel 2000 infine, grazie alla diffusione di internet, lo spirito fondante dell&#8217;Earth Day ed in generale la celebrazione dell&#8217;evento vennero promosse a livello globale.</p>



<p>Le Nazioni Unite&nbsp;celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l&#8217;equinozio di primavera, il&nbsp;<strong>22 aprile</strong>.</p>



<p>Bruna Maria Antonia Primerano</p>
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		<title>Young Factor: giovani e banchieri dialogano su economia UE</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/young-factor-giovani-e-banchieri-dialogano-su-economia-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 19:20:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Finanza Leggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dialogo fra giovani, finanza ed economia, questo è il progetto Young Factor, il fattore giovane, promosso da Intesa San Paolo e l’Osservatorio permanente giovani editori. I giovani devono essere messi in &#8220;condizione di contribuire maggiormente alla competitività del Paese. Puntiamo sulla loro energia per farne la punta avanzata dell&#8217;economia reale, noi di Intesa Sanpaolo [&#8230;]]]></description>
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<p>Un dialogo fra giovani, finanza ed economia, questo è il progetto Young Factor, il fattore giovane, promosso da Intesa San Paolo e l’Osservatorio permanente giovani editori.</p>



<p>I giovani devono essere messi in &#8220;condizione di contribuire maggiormente alla competitività del Paese. Puntiamo sulla loro energia per farne la punta avanzata dell&#8217;economia reale, noi di Intesa Sanpaolo saremo al loro fianco. Il Pnrr è un importante alleato per fare questo salto in investimenti e progetti pensati per loro. Ne beneficerà tutto il Paese&#8221;, afferma Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, nel corso della presentazione del convegno internazionale in programma a Milano dal 14 al 16 giugno.</p>



<p><br>All&#8217;evento parteciperanno il vice presidente della Bce, Luis De Guindos, e sei Governatori di banche centrali europee (Italia, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Olanda). L&#8217;occasione sarà di confronto aperto con 350 studenti delle scuole secondarie superiori provenienti da diversi Paesi europei per discutere sul tema dell&#8217;alfabetizzazione economico-finanziaria come un&#8217;opportunità capace di incidere sulla ripresa e il futuro dell&#8217;Europa.<br>&#8220;Abbiamo promosso &#8220;Young Factor&#8221; per mettere il coinvolgimento dei giovani nelle decisioni che contano per la nostra comunità al centro dell&#8217;agenda delle priorità europee. L&#8217;adesione convinta dei maggiori banchieri d&#8217;Europa dimostra che questo incontro non solo è possibile, ma è necessario&#8221;, ha sottolineato Andrea Ceccherini, presidente dell&#8217;Osservatorio permanente Giovani &#8211; Editori.<br><br></p>



<p>Gli studenti presenti si confronteranno inoltre con Antonio Patuelli (Presidente dell&#8217;Abi), Andrea Orcel (ceo di Unicredit), Gian Maria Gros-Pietro (Presidente Intesa Sanpaolo), Francesco Profumo (Presidente Acri), ed altri esponenti di primo piano del mondo della finanza.</p>



<p>Bruna Maria Antonia Primerano</p>
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		<title>Race for the cure, torna la maratona delle “donne in rosa”</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/race-for-the-cure-torna-la-maratona-delle-donne-in-rosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 19:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Organizzata dall’Associazione non profit Komen Italia, torna al Circo Massimo di Roma dal 5 all’8 maggio il tradizionale appuntamento con la Race for the Cure, la più grande manifestazione al mondo per la lotta ai tumori del seno che successivamente attraverserà altre 6 città italiane: Bari (13 &#8211; 15 maggio), Napoli (20 &#8211; 22 maggio), [&#8230;]]]></description>
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<p>Organizzata dall’Associazione non profit Komen Italia, torna al Circo Massimo di Roma dal 5 all’8 maggio il tradizionale appuntamento con la Race for the Cure, la più grande manifestazione al mondo per la lotta ai tumori del seno che successivamente attraverserà altre 6 città italiane: Bari (13 &#8211; 15 maggio), Napoli (20 &#8211; 22 maggio), Bologna (16 &#8211; 18 settembre), Brescia (23 &#8211; 25 settembre), Matera (30 settembre &#8211; 2 ottobre) e Pescara (7 &#8211; 9 ottobre).</p>



<p>Il grande record da battere quest’anno è il ritorno alla normalità: una corsa liberatrice dopo due anni di restrizioni imposte dalla pandemia da Covid–19 per ritrovarsi insieme e prendersi cura della propria salute.</p>



<p>Al Circo Massimo sarà allestito il&nbsp;<strong>Villaggio della Salute</strong>&nbsp;con aree mediche e tematiche nelle quali saranno offerti gratuitamente esami diagnostici di screening per le principali patologie femminili e dove si potrà partecipare a tante iniziative di sport, fitness, sana alimentazione e benessere psicologico.</p>



<p>Nel&nbsp;Villaggio&nbsp;ci sarà una grande area riservata alle vere protagoniste della manifestazione &#8211; le “Donne in Rosa” &#8211; donne che stanno affrontando o hanno affrontato il tumore del seno.&nbsp; Con la loro testimonianza coraggiosa, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della diagnosi precoce e mandare un messaggio di forza e speranza, hanno generato un cambiamento culturale nell’approccio alla patologia.</p>



<p>La Race for the Cure si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio e la partecipazione di Regione Lazio, Roma Capitale, C.O.N.I., Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Esercito Italiano, Arma dei Carabinieri, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Federazione Italiana Giuoco Calcio, Federazione Italiana Pallavolo, Federazione Italiana di Atletica Leggera, Federazione Italiana Pallacanestro, Federazione Italiana Golf, Federazione Italiana Canottaggio, Federazione Italiana Cuochi e Responsabilità Sociale Rai. Anche quest’anno, grazie al sostegno delle madrine della manifestazione – le attrici Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi – di tanti “Capitani Famosi”, di aziende partner e di centinaia di volontari, la Race raccoglierà fondi per l’azione di contrasto ai tumori del seno. Dal 2000 a oggi, grazie soprattutto alla Race for the Cure, Komen Italia ha investito più di 21 milioni di euro in oltre 1000 progetti di tutela della salute delle donne.</p>



<p>Prevenzione è la parola chiave di tutto l’evento, la prima arma per difendersi in tempo dalla malattia. Ecco perché controlli medici periodici, e anche autotest (come la palpazione), sono sempre declamati a gran voce dalle donne in rosa e dal personale sanitario. Lo stesso villaggio della salute è accessibile a tutti e rappresenta una grande occasione per le donne, le ragazze che fino ad ora hanno avuto timore o sono state restìe all’incontro con un medico. Le porte sono aperte, il personale qualificato, la “sorellanza” come viene chiamato il grande rapporto fra le donne in rosa, è un caldo abbraccio che guida tutte in questo grande evento.</p>



<p>Bruna Maria Antonia Primerano</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guerra Russia- Ucraina, le origini</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/guerra-russia-ucraina-le-origini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 22:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il conflitto tra Russia e Ucraina è iniziato davvero il 24 febbraio 2022? In realtà no, risale infatti al 2014 quando Viktor Janukovyc era presidente dell’Ucraina, il quale al momento della elezione si diceva filoeuropeo, ma poi una volta al potere si rivelò spacciatamente filorusso. Il popolo ucraino, non accettando questo cambio di versione, insorse [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" width="96" height="96" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2021/12/PRIMERANO-96x96-1.jpg" alt="" class="wp-image-41960"/></figure></div>



<p>Il conflitto tra Russia e Ucraina è iniziato davvero il 24 febbraio 2022?</p>



<p>In realtà no, risale infatti al 2014 quando Viktor Janukovyc era presidente dell’Ucraina, il quale al momento della elezione si diceva filoeuropeo, ma poi una volta al potere si rivelò spacciatamente filorusso. Il popolo ucraino, non accettando questo cambio di versione, insorse e costrinse il presidente alla fuga.</p>



<p>In quei giorni però ci furono allo stesso tempo delle reazioni al contrario, quando in alcune regioni (Crimea e Donbass) gruppi che volevano passare con la Russia iniziarono a ribellarsi. Putin, approfittando dell’onda del momento, mandò i suoi “omini verdi” in Crimea, per liberarla dall’Ucraina e annetterla alla Russia. I soldati si chiamavano così perché furbamente la Russia li aveva inviati senza alcun segno di riconoscimento sulle tute mimetiche, che rimanevano così totalmente verdi. Come mai la Crimea è così rilevante per Putin? Perché è un importante sbocco sul Mar Nero. Con un referendum che venne indetto per far scegliere al popolo se passare con la Russia o meno, il 95% scelse la prima opzione e tutti i giochi furono fatti.</p>



<p>La regione del Donbass aveva i suoi separatisti filorussi, ma qui Putin non ebbe vita facile come in Crimea. In questo caso, l’Ucraina ha reagito, dichiarando guerra ai separatisti stessi. Ma perché questa regione è così appetibile? Perché il Donbass è una area molto molto produttiva dell’Ucraina. Qui come si è comportato Putin? Ha iniziato ad aiutare i separatisti nella loro lotta contro l’Ucraina e da allora (otto anni fa) c’è una guerra fra Ucraina e separatisti, che sta costando circa 14 mila vittime e 1 milione di sfollati.</p>



<p>Questa invasione di ora, è l’ultimo atto di una vicenda iniziata nel 2014.</p>



<p>L’Ucraina di oggi è molto più forte di allora, perché alcuni paesi della Nato l’hanno aiutata negli anni.</p>



<p>Nato e nuovo conflitto di oggi</p>



<p>La risposta della Nato verso la Russia continua ad essere quella delle sanzioni e non è molto chiaro se danneggino solo il destinatario o anche il mittente.</p>



<p>La Nato a sua volta è divisa in due: da un lato gli Stati Uniti e Regno Unito e tutti quei paesi che prima erano sotto la Russia (repubbliche baltiche, polonia, bulgaria ecc..) che proprio perché già la conoscono, temono che un giorno toccherà a loro, chiedendo massima severità contro Putin. Dall’altro lato ci sono Italia, Francia e Germania, perché vogliono evitare sia il conflitto che le sanzioni, anche perché ci sono molti interessi economici con la Russia, quindi sanzioni molto severe saranno un boomerang per chi le infligge.</p>



<p>Infine, alla luce di tutto ciò che sta accadendo, quale potrebbe essere un altro effetto delle sanzioni? Gettare la Russia tra le braccia della Cina, a cui potrebbe vendere il suo gas. Ricordiamo inoltre che anche la Cina ha una “sua Ucraina”, che è Taiwan, della quale ha invaso lo spazio aereo qualche giorno fa. La notizia è passata un po&#8217; in sordina, ma non agli occhi degli Usa che stanno guardando con interesse a questa situazione parallela.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Russia-Ucraina: concluso primo round  di negoziati il 28 febbraio 2022</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/russia-ucraina-concluso-primo-round-di-negoziati-il-28-febbraio-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 19:27:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[I negoziati tra Ucraina e Russia al confine bielorusso si sono conclusi. Lo riporta la Tass (agenzia di stampa russa), citando fonti dei colloqui. Russia e Ucraina prevedono un &#8220;secondo round&#8221; dei colloqui, riferiscono fonti di Kiev. Le delegazioni stanno ritornando nelle rispettive capitali per consultazioni. Il luogo dell’incontro, a quanto risulta è il Rumyantsev-Paskevich [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-853x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26061" width="169" height="203" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-853x1024.jpg 853w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-250x300.jpg 250w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-768x922.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-696x835.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-1068x1282.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-350x420.jpg 350w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO.jpg 1079w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /><figcaption>B. Primerano</figcaption></figure></div>



<p>I negoziati tra Ucraina e Russia al confine bielorusso si sono conclusi. Lo riporta la Tass (agenzia di stampa russa), citando fonti dei colloqui. Russia e Ucraina prevedono un &#8220;secondo round&#8221; dei colloqui, riferiscono fonti di Kiev. Le delegazioni stanno ritornando nelle rispettive capitali per consultazioni. Il luogo dell’incontro, a quanto risulta è il Rumyantsev-Paskevich Residence di Gomel sulla riva del fiume Pripyat, lungo il confine tra Ucraina e Bielorussia.</p>



<p>I Componenti delle delegazioni</p>



<p>Ucraina: A guidare la delegazione di Kiev era il ministro della Difesa Oleksii Reznikov, arrivato in tenuta militare color kaki. David Arakhamia, leader del partito di Zelensky , il vice ministro degli Esteri, Mykola Tochytskyi, già ambasciatore ucraino presso la Ue e poi in Gran Bretagna. Mikhailo Podoliak, consigliere del presidente e in questi giorni drammatici suo instancabile portavoce con i media. Rustem Umerov, uno dei tre deputati eletti a Kiev che rappresenta i tatari di Crimea. Andryi Kostin, vice capo del gruppo di contatto trilaterale (tra Russia, Ucraina e l&#8217;Osce ) per un cessate il fuoco nel Donbass.</p>



<p>Russia: Vladimir Medinsky, consigliere di Putin, ex ministro della Cultura. Alexander Fomin, il generale viceministro della Difesa che a dicembre ha accusato la Nato di «prepararsi a un conflitto armato su larga scala» con il suo Paese. Il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko, vice ministro degli Esteri dal 2019, dopo tre anni alla direzione del dipartimento che cura i rapporti con le ex repubbliche sovietiche, soprattutto Ucraina, Bielorussia e Moldavia. Leonid Slutsky, presidente della Commissione Affari Internazionali della Duma</p>



<p>Cosa è accaduto nel frattempo</p>



<p>È trascorso il quinto giorno di assedio, con sirene, esplosioni e fughe nei rifugi. Russia e Ucraina si trovano faccia a faccia nei colloqui bielorussi sulle rive del fiume Prypyat, con i mercati in allarme in conseguenza delle nuove sanzioni contro Mosca, e mentre Kiev punta a formalizzare la sua richiesta di entrare nell&#8217;Unione europea la forza missilistica e le flotte russe entrano in allerta di combattimento rafforzata.</p>



<p>Una lunga telefonata è intercorsa tra Putin e Macron. Secondo le fonti dell&#8217;Eliseo, il presidente francese ha ribadito a Putin la &#8220;richiesta della comunità internazionale di cessare l&#8217;offensiva russa contro l&#8217;Ucraina, ribadendo la necessità di un cessate il fuoco immediato&#8221;. In particolare, Macron ha chiesto che cessino i bombardamenti contro civili e abitazioni, che siano preservate tutte le infrastrutture civili e siano garantite le principali strade, in particolare quella del sud di Kiev. Putin, secondo le fonti della presidenza francese, ha &#8220;confermato la volontà di impegnarsi su questi tre punti&#8221;. Un accordo con l&#8217;Ucraina sarà possibile solo dopo la &#8220;smilitarizzazione e de-nazificazione&#8221; di Kiev, &#8220;quando avrà assunto uno status neutrale&#8221;: lo ha detto il presidente Putin nella telefonata con Macron, secondo quanto riferisce il Cremlino, citato dalla Tass. Vladimir Putin ha detto nella telefonata a Emmanuel Macron di chiedere il riconoscimento internazionale della Crimea come territorio russo tra le condizioni per porre fine al conflitto in Ucraina, riferisce il Cremlino.</p>



<p> </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché siamo arrivati al 24 febbraio 2022? Dalla pandemia alla guerra in Ucraina</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/perche-siamo-arrivati-al-24-febbraio-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 22:41:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Da circa due anni, il mese di febbraio sembra essere maledetto. Nel 2020 ha segnato l’inizio della pandemia in Italia, gettando poi nel baratro le anime di tutto il mondo. Nessuno può dimenticare le conferenze stampa del premier di allora, Giuseppe Conte, e della protezione civile che fornivano i dati sempre più crescenti dei contagiati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da circa due anni, il mese di febbraio sembra essere maledetto. Nel 2020 ha segnato l’inizio della pandemia in Italia, gettando poi nel baratro le anime di tutto il mondo. Nessuno può dimenticare le conferenze stampa del premier di allora, Giuseppe Conte, e della protezione civile che fornivano i dati sempre più crescenti dei contagiati e purtroppo delle vittime da Coronavirus. Parlavamo all’epoca della cosiddetta “Ora più buia” per gli italiani, mentre cantavamo dai balconi per farci forza a vicenda, o appendevamo striscioni con la scritta “andrà tutto bene”.</p>



<p>A distanza di due anni, il 24 febbraio 2022 il mondo si sveglia con quella che può essere chiamata la “Ora più buia per l’Europa”: il presidente russo Vladimir Putin attacca l’Ucraina. Il pensiero generale che è balzato nella mente di tutti è: è scoppiata la guerra! Ma come siamo arrivati a questo punto? Come è possibile che nel cuore dell’Europa sia scoppiata la guerra? Eppure non siamo nel ‘900, non ci troviamo nel 1939, non siamo indietro di 80 anni, non c’è più la Guerra Fredda, almeno apparentemente. Qualcuno ha minato la pace di un intero continente, sovvertendo così l’ordine internazionale con ripercussioni che vedremo nel breve termine.</p>



<p>Ma quale è la storia, più o meno recente, del rapporto tra Russia e Ucraina? Vediamo di riassumerla in qualche punto essenziale.</p>



<p>La storia Russia-Ucraina.</p>



<p>Torniamo indietro di oltre 30 anni, a quando il mondo era diviso in due blocchi: da un lato l’impero americano (utilizziamo impropriamente “impero” in questa vicenda), quindi il mondo libero degli Usa, le democrazie occidentali, l’economia capitalista. Dall’altro lato invece l’impero sovietico, dei paesi comunisti guidato dalla Russia. Questi due mondi erano separati anche in due blocchi militari diversi: da una parte il Patto Atlantico, cioè la Nato, ossia un ombrello militare sotto cui ci sono anche Usa, Canada, Regno Unito, Germania, Italia, le Repubbliche Baltiche ecc&#8230; L’avversario invece era il Patto di Varsavia, comunista, con i paesi guidati dalla Russia. Il confine del patto di Varsavia, che divideva i due mondi, era definito come la “cortina di ferro”. Tra la Russia e i suoi “avversari” della Nato c’erano tanti paesi satelliti della Russia stessa, che rappresentavano per lei una sorta di cuscino: in caso di conflitto con la Nato, la Russia avrebbe avuto questi paesi cuscinetto prima di arrivare a Mosca. La Russia si sentiva protetta.</p>



<p>Quando l’Unione Sovietica è caduta, questi paesi cuscinetto, si sono sentiti liberi di passare dall’altra parte, ossia alla Nato. Quindi quella che era la cortina di ferro, ha iniziato ad arretrare e la Russia si è vista la Nato quasi alle porte.</p>



<p>Ma l’Ucraina invece cosa ha fatto? È un territorio ambiguo, perché non fa parte né della Russia e né della Nato. La Russia avrebbe potuto accettare questa situazione, fin quando non ha fiutato la possibilità del passaggio dell’Ucraina alla Nato. Questo sarebbe un grosso problema per la Russia, perché si troverebbe la Nato sotto casa, facilmente accessibile con un conflitto. Quindi cosa ha iniziato a fare la Russia? Ha iniziato a piazzare uomini e mezzi lungo tutto il confine con l’Ucraina, preparando una invasione. Per non diventare completamente dai confini vulnerabili, non volendo avere “gli avversari” a due passi, Putin ha chiesto alla Nato e agli Usa di non accettare l’ingresso dell’Ucraina alla Nato, in risposta avrebbe ritirato le truppe. L’Ucraina essendo uno Stato sovrano può decidere dove andare e con chi allearsi. Putin sa bene che non avrebbe mai garanzie da nessun lato su questo, ecco perché l’invasione in Ucraina sembra essere l’unica possibilità per la Russia.</p>



<p>Militarmente gli Usa e la Nato sono obbligati ad intervenire nel conflitto? Militarmente no, non potrebbero, perché l’Ucraina non fa parte della Nato. L’art. 5 del patto atlantico dice che gli stati difendono solo gli stati membri, possono fornire però le armi ad esempio. Possono però indire delle sanzioni verso la Russia, dal punto di vista economico, o escluderla da tutti i circuiti bancari.</p>



<p>Putin cosa farebbe dopo l’invasione? Forse potrebbe mettere un governo filorusso all’Ucraina, un governo fantoccio per così dire. Ma nessuno può sapere con certezza cosa accadrà, al momento la Russia sta lentamente arrivando a Kiev.</p>



<p>L’attacco all’Ucraina è iniziato da due giorni.</p>
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		<title>“Cento opere d’arte tornano a casa” grazie al MIC</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/cento-opere-darte-tornano-a-casa-grazie-al-mic/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 22:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria - Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Cento opere&#160;custodite nei depositi di&#160;14 tra i musei più importanti d’Italia, tornano finalmente nelle sale e ritrovano visibilità nei territori di provenienza per le quali erano state concepite. Il Ministero della Cultura lancia il progetto “100 opere tornano a casa”, fortemente voluto dal Ministro&#160;Dario Franceschini, per promuovere e valorizzare il&#160;patrimonio&#160;storico artistico e archeologico italiano. I [&#8230;]]]></description>
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<p>Cento opere&nbsp;custodite nei depositi di&nbsp;14 tra i musei più importanti d’Italia, tornano finalmente nelle sale e ritrovano visibilità nei territori di provenienza per le quali erano state concepite. Il Ministero della Cultura lancia il progetto “100 opere tornano a casa”, fortemente voluto dal Ministro&nbsp;Dario Franceschini, per promuovere e valorizzare il&nbsp;patrimonio&nbsp;storico artistico e archeologico italiano.</p>



<p>I riflettori sono puntati sulle realtà più periferiche e meno conosciute, in modo tale da renderle fruibili e visibili al grande pubblico, divenendo anche esse nuovi attrattori culturali.</p>



<p>“Queste cento opere – sottolinea il ministro- sono soltanto le prime di un progetto a lungo termine che mira a valorizzare l’immenso&nbsp;patrimonio culturaledi proprietà dello Stato. Un obiettivo che sarà raggiunto anche attraverso un forte investimento nella&nbsp;digitalizzazione&nbsp;e nella definizione di nuove modalità di fruizione prevedendo nuove collaborazioni come la realizzazione di una&nbsp;serie di documentari insieme alla RAI, che ha anche il merito di rafforzare il&nbsp;legame tra il territorio e l’opera d’arte”.</p>



<p>Il punto di partenza del progetto è stata la&nbsp;banca dati, elaborata fin dal 2015 dalla&nbsp;Direzione Generale Musei, composta da&nbsp;3.652 opere provenienti dai depositi di oltre 90 musei statali.</p>



<p>I criteri di selezione sono stati tre:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>opere provenienti da chiese o palazzi situati in altri territori e nel tempo confluite nei principali musei italiani, dipinti o sculture che in questo modo compiono un&nbsp;“ritorno a casa”&nbsp;nei luoghi per i quali sono stati realizzati;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>opere&nbsp;che integrano le collezioni&nbsp;del museo destinatario;</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>opere che, inserite nelle collezioni di destinazione, danno vita ad&nbsp;accostamenti interessanti&nbsp;e favoriscono l’apertura dei musei verso nuovi pubblici. Grazie al progetto, numerose opere sono state restaurate e&nbsp;alcuni spazi museali sono stati ripensati&nbsp;per accoglierle.</li></ul>



<p>Tra i musei aderenti ricordiamo le Gallerie Nazionali Barberini Corsini agli Uffizi di Firenze, il Museo di Capodimonte al Museo di Brera, la Galleria Borghese al Museo Archeologico di Ferrara, il Museo Archeologico di Napoli e il Museo di Matera, e grazie alla collaborazione con Rai Doc verrà realizzato un documentario breve e una serie di 13 episodi. Il format seguirà il viaggio delle opere d’arte che, una volta messe in sicurezza, saranno&nbsp;trasportate a bordo di pulmini speciali brandizzati&nbsp;con il logo “100 opere tornano a casa”, per raggiungere il museo che le accoglierà. Questo percorso, ripreso anche con i droni, diventa l’occasione per raccontare la diversità dei territori e dei luoghi d’Italia, per scoprire meglio le radici, la cornice storica, geografica, il paesaggio che ha ispirato gli artisti.</p>
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		<title>A San Valentino l’amore è da Oscar</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/a-san-valentino-lamore-e-da-oscar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 18:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Italia intera]]></category>
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					<description><![CDATA[Che succede quando due persone non possono fare a meno di stare insieme? Lo raccontano in maniera così differente quanto straordinaria&#160;Cyrano&#160;e&#160;Licorice Pizza, tra le pellicole più attese di quest’anno, al cinema tra pochissime settimane distribuite da Eagle Pictures. Giovane, imprevedibile, incosciente, inevitabile è la storia d’amore narrata in&#160;Licorice Pizza, l’omaggio ad Hollywood che Paul Thomas [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" width="96" height="96" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2021/12/PRIMERANO-96x96-1.jpg" alt="" class="wp-image-41960"/><figcaption>Bruna M.A.Primerano</figcaption></figure></div>



<p>Che succede quando due persone non possono fare a meno di stare insieme? Lo raccontano in maniera così differente quanto straordinaria&nbsp;<strong><em>Cyrano</em></strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Licorice Pizza</em></strong>, tra le pellicole più attese di quest’anno, al cinema tra pochissime settimane distribuite da Eagle Pictures.</p>



<p>Giovane, imprevedibile, incosciente, inevitabile è la storia d’amore narrata in&nbsp;<strong><em>Licorice Pizza</em></strong>, l’omaggio ad Hollywood che Paul Thomas Anderson ha deciso di portare al cinema.</p>



<p>Candidato agli Oscar 2022 nelle categorie Miglior Film, Miglior Regista e Miglior Sceneggiatura Originale,&nbsp;<em>Licorice Pizza</em>&nbsp;è a detta del regista Premio Oscar Paolo Sorrentino il film più bello dell’anno: “lo trovo nella sua apparente convenzionalità un capolavoro complicato da fare, difficile raggiungere quel tasso di leggerezza ed emozione. Eviterei di parlare di tutti gli altri, lui gioca in un altro campionato&#8221;. Questo&nbsp;<em>coming of age</em>, al cinema dal 17 marzo, è ambientato nella California degli anni &#8217;70 ed è una delicata espressione di un tempo mai dimenticato, un inno contagioso alla libertà, un amore da brivido, attraente e al tempo stesso razionale.</p>



<p>Totale, immortale, poetico e straziante è l’amore raccontato in&nbsp;<strong><em>Cyrano</em></strong>, dal 3 marzo in sala diretto da Joe Wright (<em>L’ora più buia</em>,&nbsp;<em>Anna Karenina</em>,&nbsp;<em>Orgoglio e Pregiudizio</em>). Un amore per cui è necessario vivere, per cui vale la pena morire, un film che trae ispirazione dal celebre testo teatrale di Edmond Rostand e girato in Italia, a Noto.</p>



<p>Italiano è anche il costume designer Massimo Cantini Parrini che con Jacqueline Durann, si è guadagnato la nomination ai prossimi Oscar nella categoria Miglior Costumi. “Spero che il pubblico esca dal cinema con un rinnovato senso di amore e bellezza” ha detto Wright che sin dai suoi esordi ha ammesso di aver sempre amato il dramma, per lui “un tentativo di connettersi con gli altri e allo stesso tempo un&#8217;espressione della difficoltà nel farlo”. Anche per questo “<em>Cyrano</em>&nbsp;doveva essere fatto. Tutti e tre i personaggi centrali del film tentano una connessione e non ci riescono. Tutti e tre sono innamorati ma non si sentono degni dell&#8217;amore che cercano. Il loro senso di sé li ostacola. Eppure, il tentativo è tutto”.</p>



<p>Ecco quindi due incantevoli proposte da segnare in agenda, per le prossime settimane e per cui vale la pena tenere le dita incrociata ai prossimi Oscar 2022</p>
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		<title>“Be my voice”, il documentario sulla condizione femminile in Iran</title>
		<link>https://www.deliapress.it/1-cronaca/be-my-voice-il-documentario-sulla-condizione-femminile-in-iran/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bruna Maria Antonia Primerano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 18:29:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia intera]]></category>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-853x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26061" width="115" height="138" srcset="https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-853x1024.jpg 853w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-250x300.jpg 250w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-768x922.jpg 768w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-696x835.jpg 696w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-1068x1282.jpg 1068w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO-350x420.jpg 350w, https://www.deliapress.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/PRIMERANO.jpg 1079w" sizes="auto, (max-width: 115px) 100vw, 115px" /><figcaption>Bruna M.A.Primerano</figcaption></figure></div>



<p>Il prossimo 7 marzo, alla vigilia della giornata mondiale della donna, verrà presentato il docu film della regista Nahid Persson, iraniana naturalizzata svedese che vuole raccontare la storia di una donna, di un popolo, di una scelta. “Essere la voce di chi alla propria voce ha dovuto rinunciare. Essere il punto di connessione tra chi non può parlare e chi, invece, è libero di ascoltare”, questo l’intento della regista che vuole puntare i riflettori del mondo su un tema profondo come quello della condizione femminile nel suo paese di origine.</p>



<p>È la storia di Masih Alinejad, giornalista e attivista, diventata la voce delle donne iraniane nelle battaglie di civiltà. Masih Alinejad è l&#8217;esempio per milioni di donne iraniane che si ribellano contro l&#8217;hijab forzato: guida uno dei più grandi atti di disobbedienza civile nell&#8217;Iran di oggi e usa la sua libertà in esilio per dare voce alla protesta nel suo paese d&#8217;origine. Una guerriera lontana dalla sua terra (oggi vive sotto protezione negli Stati Uniti) ma non dall&#8217;anima del suo Paese, che lotta da anni contro ogni limitazione dei diritti civili, per il rispetto delle donne. Masih rischia la vita e nemmeno una quotidianità così dolorosa e precaria basta a zittirla, usa quotidianamente i profili social per raccontare la propria battaglia, aggiornare i suoi connazionali e non solo &#8211; più di 6 milioni di persone la seguono su Instagram.</p>



<p>Le immagini dirigono all&#8217;interno della persona e della vita di Masih, costretta ad affrontare su tutti i livelli la propria missione. Anche il coraggio, infatti, ha un prezzo: Masih e i suoi familiari devono fare i conti con le minacce di un regime oppressivo e violento, come successo con l&#8217;arresto del fratello o come quando, nel 2018, la sorella è stata costretta a prender le distanze da lei in diretta tv. Masih ha raccontato la sua esperienza anche in un libro, Il vento fra i capelli (Nessun Dogma, 2020). La battaglia del popolo iraniano è combattuta anche dalla regista Nahid Perrson, che segue l&#8217;attivista tra le scene del documentario.</p>



<p>Una donna fiera e coraggiosa che ha trasformato l&#8217;arte in uno strumento di lotta civile. Il Pordenone Docs Fest &#8211; Le Voci del documentario dà poi appuntamento dal 6 al 10 aprile 2022 per scoprire altre storie dal mondo, raccolte e selezionate per una XV edizione ricca di anteprime e ospiti internazionali. A portare Be My Voice nelle sale italiane sarà la Tucker Film insieme al Pordenone Docs Fest &#8211; Le Voci del documentario, dove ha conquistato il Premio del pubblico.</p>



<p>Foto da Wikipedia</p>
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