I miracoli di San Leo di maggior impatto nell’immaginario collettivo bovese sono senz’altro la
trasformazione della pece in pane e la bisaccia che prodigiosamente segue il pastore che l’ha deposta a
terra per caricarsi il Santo morente sulle spalle e trasportarlo al suo convento dell’Annunziata in Africo.
Sono miracoli che si perdono nella notte dei tempi perché accaduti mentre il Santo era ancora in vita e
tuttavia se ne mantiene memoria tuttora anche perché riportati nella “Orazioni di Santu Leu”. Il primo sia
nella versione di Africo che in quella di Bova; il secondo solo in quella bovese.


Ma, in tempi più vicini a noi, è stato operato da San Leo un miracolo sicuramente più spettacolare per
modalità di svolgimento ed ampiezza di territorio e di persone coinvolte e di cui ci danno notizia
l’Anonimo che redasse la prima biografia del Santo e il dotto sacerdote Don Domenico Alagna nella sua
opera su Bova.
Secondo l’anonimo, il miracolo si svolse in due tempi, negli anni 1739 e 1740, durante una terrificante
invasione di locuste nei campi della Bovesìa. Invasione ritenuta un vero e proprio flagello di Dio poiché le
lettere “I” e “D” che sembravano impresse sulle ali degli insetti, furono unanimemente interpretate come
Ira Dei. In quell’occasione, il Taumaturgo, nel 1739, impedì che le locuste recassero danno ai raccolti
facendo sì che mangiassero solo le foglie e non le spighe; e, nel 1740, provocando il loro totale
annegamento in mare.
L’Alagna, secondo cui il flagello si protrasse per tre anni, racconta le stesse cose ma con maggior ricchezza di particolari e soffermandosi sugli infruttuosi tentativi dei bovesi di arginare il fenomeno con rimedi naturali prima di ricorrere all’intercessione di San Leo.


Non stupisce che di tale memorabile miracolo non vi sia alcun cenno nei Colloqui e Versetti o nella popolare Orazioni di Santu Leu perché la loro stesura è precedente al prodigioso avvenimento. Stupisce invece che, nonostante sia documentata e testimoniata, non abbia trovato spazio nella tradizione orale.
Ed allora noi nelle nostre due recenti versioni della “Orazioni di Santu Leu”, quella in italiano e quella in
dialetto, abbiamo ritenuto di aggiungere il miracolo delle locuste nella speranza di diffondere questa
riscoperta ed evitare che ne vada dispersa la preziosa memoria.