Il 4 novembre, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il circolo propone l’iniziativa “Quando ritorno ti porto un fiore”: un momento di raccoglimento e riflessione in memoria dei caduti di tutte le guerre e contro ogni conflitto nel mondo. Un gesto semplice, carico di significato, che unisce cultura e memoria, nel segno della pace e del rispetto per la storia condivisa del borgo laurentino.

San Lorenzo non è solo un luogo: è un respiro antico, un frammento di mondo rimasto sospeso tra pietra e cielo. È un paese-presepe arroccato a quasi 800 metri d’altezza, che si affaccia sull’infinito con la dignità dei luoghi dimenticati, dove ogni rovina è “memoria e restanza”, come è stato descritto dall’illustre professore Vito Teti ed ogni silenzio custodisce una voce.

Camminare per le sue vie è come sfogliare una pergamena consunta: case cadenti, chiese, che ancora si ostinano a resistere, e al centro di tutto, l’olmo solitario di Piazza Regina Margherita. Un guardiano di leggende e malinconie, un albero che ha visto passare secoli e silenzi, e che ancora oggi si erge fiero, mentre intorno il paese sussurra le sue storie ai rami e al vento. Si dice che quell’olmo sia stato piantato nel 1503, al ritorno della Disfida di Barletta, da Lodovico Abenavoli, cavaliere e capitano. Forse è vero, forse è leggenda. Ma in un luogo come San Lorenzo, le leggende non servono a spiegare: servono a vivere. Il tempo qui non scorre: si posa. Come la polvere sulle soglie chiuse, come la luce sulle mura consumate. Il borgo non ha bisogno di folla per esistere. Vive di assenze, di ricordi lasciati a sedimentare come vino antico nelle botti dimenticate. Vive grazie a chi lo ama, a chi ritorna per un giorno solo, portando una chitarra, una poesia, una voce che riecheggia nel vuoto e allora, per un attimo, San Lorenzo si risveglia, come un presepe, che prende vita nella luce del tramonto.
Oltre al centro storico, il comune si allunga verso il mare e l’entroterra, tra frazioni che portano nomi antichi: Chorio, San Pantaleone, Gomeno, Cappella Vecchia, luoghi dove resistono dialetti greco-calabri, tradizioni contadine, santuari che ancora chiamano i devoti. San Lorenzo è il luogo dove la Calabria si fa pietra e preghiera, rovina e radice, memoria e mito. È uno di quei borghi che non si visitano: si attraversano con rispetto, con poesia nel cuore e silenzio nelle scarpe. E se resti abbastanza a lungo, potresti sentirlo parlarti con la voce dell’olmo, delle campane mute, delle finestre spalancate sul vuoto.

In questo luogo incantato, animato da una comunità accogliente, vive America Liuzzo, nata a Caracas (Venezuela) da genitori calabresi originari dell’Area Grecanica. Ha scelto di restare a San Lorenzo, in quel che lei stessa descrive come “l’aspro” delle montagne attorno al paese. È fotografa per passione, poetessa per sentimento, e co‑fondatrice nel 1996 del Circolo del Cinema «Il Pettirosso» a San Lorenzo. Ha scritto il libro: “Quando ritorno ti porto un fiore” (2014), che percorre le lettere di un contadino calabrese nel corso della Prima Guerra Mondiale, unito alla memoria migratoria.
Inoltre, prosegue con entusiasmo l’impegno di America Liuzzo nella promozione dei progetti culturali dell’associazione “Il Pettirosso”, realtà da anni impegnata nella valorizzazione del borgo laurentino. Attraverso eventi letterari, mostre e iniziative artistiche, l’associazione continua a raccontare la storia e le tradizioni del territorio. Tra le attività di punta del circolo spicca il Piccolo Museo Laurentino, un luogo che custodisce la memoria e l’identità del borgo. Un’anima viva, che oggi si apre ancora di più al pubblico grazie alla sua presenza anche nelle edicole e librerie del paese, dove sarà possibile scoprire e approfondire le storie, le testimonianze e le pubblicazioni nate all’interno del museo. L’autunno, intanto, porta con sé nuovi appuntamenti. Sono infatti in allestimento i “Temi d’autunno”, un percorso espositivo e narrativo dedicato alle pagine di storia nostrana, tra ricordi, tradizioni e riflessioni sulla memoria collettiva.
Il 4 novembre, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il circolo propone l’iniziativa “Quando ritorno ti porto un fiore”: un momento di raccoglimento e riflessione in memoria dei caduti di tutte le guerre e contro ogni conflitto nel mondo. Un gesto semplice, carico di significato, che unisce cultura e memoria, nel segno della pace e del rispetto per la storia condivisa del borgo laurentino.









