Calogero Mannino in piazza Montecitorio al termine del dibattito politico alla Camera, in una immagine del 29 settembre 2010 a Roma. "Leggo su un giornale web (viva il segreto investigativo) la notizia dell'avviso di garanzia che mi era stato notificato ieri dalla Dia per conto della Procura della Repubblica di Palermo. Se dopo 17 anni di processi dai quali sono uscito totalmente assolto debba sopportare la reitera di un pregiudizio assurdo ed infondato, com'é stato dimostrato per le accuse che mi hanno provocato anche la detenzione per due anni, mi lascia ancora qualche forza è gridare la mia indignazione". Lo dice l'on. Calogero Mannino indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla trattativa tra mafia e Stato. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

La procura generale ha chiesto la condanna a 9 anni di carcere dell’ex ministro democristiano Calogero Mannino, imputato di minaccia a Corpo politico dello Stato nel processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.

Mannino, assolto in primo grado, ha scelto il rito abbreviato ed è giudicato separatamente rispetto agli altri imputati per cui è in corso il processo d’appello.

“La richiesta che l’ufficio dell’accusa ha avanzato – dice l’ex ministro – è priva di ogni fondamento e prova. Se prova v’è, è quella di una pretesa pregiudiziale e fantasiosa. Anche alla stregua della stessa sentenza Montalto. Che tutta la trattativa si riduca alla paura del sottoscritto e dalla sua ispirazione ad un generale dei carabinieri è soltanto una fake-news, è tesi priva di fondamento e consistenza, e quindi di prova. Sottolineo che la richiesta dei sostituti procuratori generali non è giudizio. Attendo fiduciosamente quello”.