C’era una volta, in un regno non troppo lontano, un povero viandante di nome Dolorando, che un giorno fu colpito da un terribile incantesimo che interessava schiena e articolazioni. Gli causava un tale impedimento che non si riusciva a piegare per infilarsi le calze, cosa che, in quel regno, era considerata una prova di grande dignità.

Capì subito che qualcosa non andava, così si recò dal primo Saggio della Salute che trovò lungo il cammino. Il Saggio, con aria importante, gli fece raccogliere un’ampolla di sangue e la spedì al grande Oracolo delle Analisi. Dopo un giorno, l’Oracolo parlò:
“Grande infezione!”

E così il Saggio prescrisse una pozione antibiotica. Ci voleva, ma ovviamente non rimuoveva le cause: era necessario procedere a nuove indagini..

Dolorando, un po’ rincuorato, non potendo restare a curarsi in quel Regno, dopo una settimana tornò al suo villaggio natale e si affidò al Medico di Fiducia che, più prudente, lo mandò da un Reumatologo del Regno della Sanità pubblica., esperto delle ossa e dei dolori misteriosi, per avere un parere. Ma – gli raccomandò – prima fai queste analisi complete che riguardano il tuo caso.

Prenotò la visita e il giorno stabilito si recò dall’esperto. In attesa del turno, sbirciava attraverso la porta aperta, e vedeva un uomo, in jeans e sandali estivi, che si aggirava da un tavolo all’altro e sistemava delle carte.

Pensò: “chissà quando arriva lo specialista! Glielo stava per chiedere ma da lì a poco avrebbe scoperto che lo specialista era proprio lui.

Il Reumatologo osservò velocemente tutte le pergamene e gli esami portati da Dolorando, così completi che persino gli scribi di corte ne sarebbero stati gelosi. Dopo averli sfogliati, prescrisse una “cura da cavallo”. Per tre giorni, raccomandò.

E in effetti… miracolo! Dopo tre giorni, Dolorando saltellava quasi felice.

Ma, ahimè, la gioia durò poco perché, cessata l’assunzione della pozione… il dolore tornò, come un ospite indesiderato che non aveva capito di non essere più invitato.

“Strano,” disse Dolorando. “Forse era solo una magia temporanea…”

L’aspetto dello specialista e tutto il resto, a dire il vero, non gli avevano fatto grande impressione

Così decise di cercare un altro Reumatologo, fuori dal Regno della Sanità, uno davvero saggio. E, dopo aver consultato alcuni indovini e vox populi, lo trovò: un esperto che capì subito che la questione non si risolveva con magie veloci, ma con pazienza e cure più mirate. La casistica gli consentiva di azzeccare la diagnosi e la terapia. Aveva fatto centro al primo colpo. Mezze pastigliette, un quarto di pastigliette assunte all’orario opportuno quando l’organismo le produce in proprio quasi a volerlo aiutare a sua insaputa. Questa volta tutto andò per il meglio.

Fin qui, sembrava una favola normale.
Ma il bello doveva ancora arrivare.

Per puro spirito d’avventura (e un pizzico di ironia) e anche per la curiosità di capire dove l’essere umano può spingersi, Dolorando, ormai guarito, decise di tornare dal primo Reumatologo… quello un po’ particolare del Regno della Sanità.

Lo trovò esattamente come prima: vestito con sandali e jeans, più simile a un pescatore in vacanza che a un guaritore di corte. Proprio come la prima volta, lo ricevette in piedi, senza troppa fretta… ma anche senza troppa attenzione.

Dolorando raccontò dell’insuccesso della sua cura, omettendo ovviamente di aver risolto il problema. Il Guaritore gli disse che c’era bisogno di una VES (Con gli esami esaustivi prodotti non serviva e non la chiedono più per un caso come quello). Dolorando, per puro divertimento, uscì e si recò fare la VES, a pagamento per accorciare i tempi.

Dopo due giorni tornò. Dottore, ecco la VES richiesta.

La guardò, sempre in piedi sistemando le sue carte. Faccia delle bustine di Oki. Ma dottore – dice Dolorando – le bustine di Oki le ho già prese e non hanno fatto niente!

Il medico, prese una busta su un altro tavolo, appartenente a qualcun altro con tanto di nome, la piegò con nonchalance per nascondere il nome altrui e sopra scribacchiò il nome di una nuova pozione.

Nessuna diagnosi.
Nessuna spiegazione.
Solo… una busta riciclata e un’altra pozione.

E pensare che la deontologia professionale del Regno prevedeva che se un collega mandava un paziente per un parere specialistico, una risposta andava data con tanto di diagnosi e terapia. Protocollo, educazione? Dite Voi!

Dolorando capì.
Capì che non tutti i “saggi” lo erano davvero.

Così se ne andò, chiudendo quel capitolo con un elegante:
“Fine della storia”.

Ma la favola ha ancora una piccola coda.

Qualche giorno dopo, raccontando la vicenda a un amico abitante del villaggio vicino, quello gli disse ridendo:
“Ah, ma quello è mio cugino! È bravissimo… ma solo per andare a pescare!”

E così, Dolorando imparò una grande verità del regno:

Non tutti quelli che indossano il titolo di guaritore sanno davvero curare… ma alcuni, almeno, sapranno sempre dove trovare i pesci.

E visse (più o meno) sano e soprattutto più attento…tra una cura vera e una favola fin troppo reale. Infatti reale è.