La serata si è aperta come accade solo nei racconti che sanno sorprendere: con un dono inatteso arrivato da lontano, oltre il mare. Da Cuba a Condofuri ha viaggiato un segno carico di luce e spiritualità, un’icona della Madonna Regina Pacis, donata dall’artista cubano José Garcia Cortez. Un gesto silenzioso e potente, capace di creare fin da subito un clima di raccoglimento e meraviglia, ricordando come l’arte e la fede sappiano attraversare confini, lingue e distanze, unendo popoli e comunità nel segno universale
della pace.

In questa atmosfera sospesa e condivisa ha trovato spazio la presentazione del libro “Filo di Cristallo” di Carmelina Iofrida, ospitata presso il Centro Giovanile “P. Rempicci” di Condofuri. Un luogo che, nel corso della serata, è emerso non solo come struttura, ma come casa: uno spazio aperto, vivo, capace di accogliere storie e persone.

A sottolinearlo è stata la Dott.ssa Beatrice Mafrici, moderatrice dell’incontro, che ha descritto il Centro come un approdo sicuro, libero e inclusivo, dove ciascuno può sentirsi parte di una comunità che ascolta e si prende cura.


Con sensibilità e profondità, la Dott.ssa Mafrici ha guidato il pubblico lungo i sentieri intimi di Filo di Cristallo, un’opera delicata e intensa che parla di fragilità senza mai indulgere nella debolezza.

l “filo” evocato dal titolo diventa così metafora di legami sottili ma resistenti, di emozioni che tengono insieme memoria e speranza, ferite e rinascite. Nel suo intervento, Carmelina Iofrida ha aperto al pubblico il proprio percorso umano ed emotivo, raccontando la genesi del libro come un atto di verità e ascolto interiore.

Le letture di alcuni brani hanno riempito la sala di silenzi densi, di respiri trattenuti, di parole capaci di restare sospese nell’aria e nel cuore. La serata si è trasformata così in un racconto collettivo, fatto di sguardi, presenza e condivisione. Un racconto che ha trovato naturale continuità anche nei sapori della terra, segni concreti di identità e appartenenza.

A suggellare il momento conviviale sono stati i vini della Tenuta Denisi, espressione di una tradizione che racconta il territorio, la cura e l’identità di un luogo. Particolarmente toccante è stato il momento dedicato alle poesie che l’autrice ha voluto consacrare a Condofuri. Versi nati dall’osservazione attenta del paesaggio e dall’ascolto delle sue voci più autentiche, capaci di restituire l’anima del luogo: le strade, i silenzi, la memoria collettiva, le radici che continuano a parlare al presente. Condofuri è apparso non solo come spazio geografico, ma come presenza viva, custode di storie che chiedono di essere raccontate.

Di intensa suggestione la lettura della poesia “Linfa di un ramo ferito”, affidata alla voce della Dott.ssa Mafrici. Un testo carico di simbolismo, in cui la ferita non è fine ma origine, luogo da cui la vita continua a scorrere. Un’immagine potente, capace di raccontare la speranza che resiste e la possibilità di rinascere anche attraverso il dolore.

Un incontro che ha saputo intrecciare arte, letteratura, spiritualità e comunità, lasciando nei presenti la sensazione di aver vissuto non una semplice presentazione di libro, ma un’esperienza condivisa. Un momento prezioso, come un filo sottile e luminoso, capace di unire storie, emozioni e relazioni in un unico, fragile e resistente filo di cristallo.