Pentedattilo è un borgo pittoresco dell’Area Grecanica della Calabria, noto per la sua posizione spettacolare su una rupe che, a causa dell’erosione, ha assunto la forma di una mano con cinque dita (da cui il nome, dal greco “penta-daktilos”). Al di là della bellezza paesaggistica, il borgo è intrinsecamente legato ad una tragica vicenda storica, che ne ha segnato l’identità e la memoria, ovvero: la “tragedia degli Alberti”.


Ormai è noto, che la notte di Pasqua del 1686, Pentedattilo fu teatro di un efferato massacro. Il marchese Lorenzo Alberti, signore del castello, venne brutalmente assassinato insieme alla sua famiglia (ad eccezione della sorella Antonia) e ad alcuni servi. L’autore della strage fu il barone Bernardino Abenavoli di Montebello, rivale degli Alberti. La motivazione principale fu la contesa per la mano di Antonia, sorella di Lorenzo. Abenavoli, invaghito di lei, fu respinto e, per vendetta, ordì un piano per eliminare la famiglia. Sfruttando la complicità di un servo infedele, Abenavoli e i suoi uomini riuscirono a introdursi nel castello. La notte si trasformò in un bagno di sangue, con Lorenzo Alberti che fu ucciso a colpi di pistola e pugnalate. Successivamente, anche gli altri membri della famiglia furono trucidati. L’unica a salvarsi fu Antonia, che fu rapita e costretta a sposare Abenavoli. Questa triste vicenda, tramandata oralmente per secoli, ha alimentato diverse leggende e ha contribuito a creare l’atmosfera di mistero, che ancora oggi avvolge il borgo. Si narra che nelle notti di vento, le grida degli Alberti si levino ancora tra le rocce di Pentedattilo.

Inoltre, passeggiando tra le viuzze del luogo, è possibile scoprire alcuni dei suoi luoghi più significativi e suggestivi. Tra questi, si trova l’Altare di San Cristoforo, un piccolo e affascinante spazio di devozione, che testimonia la profonda religiosità e le tradizioni del borgo. La sua presenza è un elemento, che si integra perfettamente nel contesto storico e architettonico del luogo, offrendo un momento di riflessione e spiritualità ai visitatori.

Oltre a questo, il borgo è un susseguirsi di scorci suggestivi. La sua architettura in pietra, le case semi- diroccate che si alternano a quelle restaurate, e la vista mozzafiato sulla vallata sottostante, offrono in ogni angolo l’opportunità di ammirare e fotografare paesaggi unici e carichi di storia.


Ogni vicolo, ogni arco, ogni dettaglio con i suoi profumi e tratti caratteristici racconta una storia, rendendo la visita un’esperienza memorabile. Pentedattilo, oltre ad essere un borgo ricco di storia e mistero, ha anche svolto un ruolo importante come palcoscenico di eventi culturali. Nel passato, ha ospitato festival come il Paleariza e il Film Festival, che hanno contribuito a valorizzare il suo patrimonio e a portare l’attenzione sulla sua bellezza unica. Questi eventi
hanno attirato artisti, registi e visitatori, rendendo il sobborgo un punto di riferimento per la
cultura e l’arte nella regione.
La storia di Pentedattilo è un intreccio di storia, leggenda e memoria popolare. A seguito della tragedia, il borgo andò incontro ad un lento e inesorabile declino, aggravato da crolli e terremoti, fino a diventare un “paese fantasma” negli anni ’60. Però, a partire dagli anni ’80, grazie all’impegno di associazioni e singoli cittadini, Pentedattilo ha iniziato un timido processo di rinascita. Infatti, diverse case in pietra sono state restaurate, ospitando anche botteghe di artigiani e artisti. Sicuramente la borgata, con le sue case in pietra aggrappate alla roccia, sta effettivamente vivendo una lenta evoluzione, per non crollare per sempre. Tuttavia, questa rinascita non è omogenea e presenta una forte dicotomia: da un lato si vedono alcune case restaurate con cura, spesso trasformate in botteghe d’arte, dall’altro si osservano ancora molte abitazioni in stato di abbandono e cedimento. Questo contrasto rende Pentedattilo un territorio affascinante, ma anche malinconico, dove la speranza di un futuro si scontra con il peso di un passato difficile. La sfida principale è quella di preservare l’identità unica del borgo senza snaturarla. Medesima situazione è lo stato di conservazione del Castello degli Alberti, che si trova in uno stato di degrado, ma sono stati avviati dei progetti per il suo recupero.

foto ElCot

Un decreto del Segretariato regionale per la Calabria, datato maggio 2024, riguarda nello specifico il “Recupero del Castello degli Alberti di Pentedattilo, delle aree esterne alla Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e delle antiche vie d’accesso”. Questo suggerisce che, pur essendo in condizioni precarie, sono in corso delle iniziative per la sua conservazione e valorizzazione, un elemento chiave nel processo di rinascita del paese. Ma, la tutela dei luoghi e il processo di rinascita di Pentedattilo non passano solo per i finanziamenti pubblici o i progetti di grande scala, ma avvengono in modo significativo e concreto pure grazie all’iniziativa di associazioni, quali l’Associazione Pro Pentedattilo Onlus e alle botteghe d’arte.

Queste botteghe non sono semplici attività commerciali; rappresentano un’anima pulsante, che mantiene vivo il borgo. Infatti, la presenza costante di artigiani e artisti fa sì che il borgo non sia completamente deserto.

Questo presidio umano è fondamentale per la sicurezza e pe scongiurare il vandalismo, l’ulteriore abbandono e cosa più importante richiamano visitatori interessati non solo alla storia e al paesaggio, ma anche all’artigianato locale. Molti artigiani lavorano materiali e tecniche tradizionali, mantenendo viva la memoria storica del luogo. Inoltre, creano nuove storie e nuova arte, che si integrano perfettamente nel contesto del luogo, contribuendo a forgiarne l’identità contemporanea. Inoltre, in questo borgo incantato è possibile visitare una Colonia Felina Protetta, chiamata “I Pentegatti”, curata con dedizione e passione dall’artista Domy Pizzi, che gestisce insieme al marito Giorgio il laboratorio artigianale, noto come “Le calamite di Pentedattilo”. Qui, oltre a decorare oggetti in vetro, crea anche calamite a forma di gatto e di francobollo, che rappresentano il borgo, unendo così la passione per l’arte con quella per i felini che popolano il paese.

FOTO EL.COT
foto ElCot


La rinascita di Pentedattilo è un esempio emblematico di come la tutela del patrimonio possa avvenire dal basso, grazie alla cura e all’impegno di chi sceglie di vivere e lavorare in questi luoghi. Le botteghe d’arte e l’associazionismo non sono solo un punto di interesse, ma sono un motore di speranza e un’efficace forma di salvaguardia, per un borgo che, nonostante le difficoltà, si rifiuta di morire.

foto ElCot
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FOTO DELL’AUTRICE se non diversamente specificato

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Di Redazione

Vedi l’articolo apparso nel 2022 “PENTEDATTILO, RADICI PROFONDE. GIORGIO CON DOMY, DANIELA E MOLTI ALTRI: IL CORAGGIO DI UNA SCOMMESSA”.