FOTO - Le mappe con tutte le cosche della 'ndrangheta in Calabria - Il  Quotidiano del Sud(ANSA) – LOCRI (REGGIO CALABRIA), 10 SET – E’ in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria in esecuzione di provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di numerose persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all’organizzazione di delitti contro il patrimonio, quali truffe, furti, estorsioni, ricettazioni e riciclaggi, nonché contro la fede pubblica, l’ambiente ed in materia di stupefacenti; reati aggravati dalla disponibilità di armi.
“Le indagini dei Carabinieri – riferisce una nota stampa dell’Arma – hanno comprovato l’operatività di un gruppo criminale attivo nel territorio di Ardore e Bovalino riconducibile ad elementi appartenenti alle locali comunità rom, storicamente radicate sul territorio in posizione non conflittuale e non concorrenziale con le locali cosche di ‘ndrangheta, che hanno organizzato e commesso delitti di rilevante gravità contro l’ordine pubblico, la persona, il patrimonio e la fede pubblica”.

 

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In carcere:

Berlingeri Cosimo, 36 anni;
Berlingeri Francesco, 54 anni;
Feraru Iulian Florin, 34 anni;
Bevilacqua Damiano, 42 anni;
Amato Davide, 29 anni;
Bevilacqua Roberto, 39 anni;
Bevilacqua Antonio Alessandro, 27 anni;
Berlingeri Francesco;
Bevilacqua Alessandro, 30 anni;
Lavorata Cosimo, 35 anni;
Bevilacqua Maurizio, 49 anni;
Bevilacqua Gianluca, 27 anni;
Amato Pierino, 29 anni;
Amato Attilio, 57 anni;

Ai domiciliari (con divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi): 

Berlingeri Salvatore, 59 anni;
Bevilacqua Rocco, 60 anni;
Bevilacqua Damiano, 31 anni;
Amato Mario, 48 anni;
Todarello Bruno, 58 anni;
Marrapodi Giuseppe, 56 anni.

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L’ESCALATION DEL CLAN DEGLI ZINGARI, QUASI CENTO OPERAZIONI DELLA DDA A CARICO

Si avvicinano al centinaio le operazione della DDA scatenate dalle FF di PP, coordinate dalla magistratura contro la Comunità Rom, disseminata in Calabria dallo Stretto al Pollino.
Inizialmente la ‘ndrangheta utilizzò gli ‘zingari’ come piccola manovalanza del crimine.
Tuttavia i ‘nomadi’ hanno avuto la loro evoluzione, a macchia di leopardo.
Per cui la ndrangheta, è stata costretta a piccole concessioni, che via via diventarono ‘strappi’ ed in taluni casi scissioni vere e proprie.
I gruppi più forti sono quelli di Lauropoli, Cassano allo Jonio, Lamezia (Scordovillo), Catanzaro e Cosenza, ma anche quelli di Rosarno-Gioia Tauro, Reggio Calabria e Locride.
Campi Rom, si segnalano oramai a macchia d’olio in tutte le province calabresi.
Hanno le loro ndrine, i capibastone, i pentiti, i killers, le faide, le guerre di mafia, i morti ammazzati, i collaboratori di giustizia, le condanne all’ergastolo ed al 41 bis e così via.
Il pezzo forte è l’assalto con i kalashnikov ai furgoni portavalori ed il così detto ‘cavallo di ritorno’, sebbene  siano con le mani in pasta nel business del traffico di armi e droga, della spazzatura e così via.

Arma dei Carabinieri - Wikipedia

Il Colonnello Giuseppe Battaglia saluta la Provincia di Reggio Calabria |  DeliaPress.it