I tifosi ci telefonano, ci chiamano, ci contattano…Domenico che fine hanno fatto i tuoi celeberrimi scatti senza rullino?

Non lo so a che cosa si riferiscano, ma qualche fotografia sviluppata da Barilla, Pezzimenti, Cormaci e laboratori reggini, siamo riusciti a sgraffignarla.

Primavera, Melito, Melitese, Nuova Melito, Gioventù Melitese, Logoteta, Vigor, Borgo Grecanico, Polisportiva Melitese, Futsal Melito, Genovese, Roghudi Calcio, Real Roccaforte, Real Altopiano, Calcistica Spinella, Valle Grecanica e via dicendo; ma anche Palizzi, Bovese, Condofuri, Fossatese, Bagaladi, Pro Torre che comunque abbiano giocato al Marosimone in alcuni frangenti per indisponibilità del proprio campo o mancanza-inesistenza della struttura.

Gli atleti piano piano vanno scomparendo; chi si trasferisce al cimitero anzitempo e chi invecchia ben sopra gli ottanta.

Sarebbe impossibile ricordare uno per uno le migliaia di giocatori sfilati sotto i nostri occhi in questi cinquant’anni.

Loro però si ricordano bene del cronista, perchè a turn over hano ricevuto una foto, un aggettivo, un incoraggiamento, una consolazione e talora una critica.

Gli ultimi presidenti….Gianluca Borruto, Rocco De Pietro, Luisa Nipote, Giovanni Villari, Giuseppe  Falcone, Giuseppe Vadalà, Mario Stelitano, Salvatore Paviglianiti, Giovanna Pizzimenti, Antonino Dieli, Saverio Sgrò, Giuseppe Minniti, Andrea Mafrica, Giuseppe Neri, Carmelo Iaria, Nino Pansera, Nino Zavettieri, Sergio Zampaglione, Beniamino Puòlitanò, Giovanni Calabrò, Antonio Chilà, Demetrio Brancati, Fallara, Lori.

Ed i primi….Riggio, Aloi, Demetrio, fratelli Borruto, Genovese, Orlando, Meduri, Crocè, Pizzi, Neri, Iamonte, Ceratti, Chilà, Caracoglia, Romeo, Stilo, Foti, Iaria, Maesano, Villari, Pansera, Liguori, Ventura.

E gli allenatori…Laface, Tripodi, Franco M. Pansera S, Vienna, Borrello, Iannì, Mazzone, Orlando, Zavettieri N, Zavettieri A. Malaspina, Scordo, Zampaglione, Anghelone, Pansera A. Nastasi, Cormaci, Lori, Sofi, Larnè, Giancotta, Paone, Brancati, Chilà, Ciancia, Cuzzocrea, Mallamaci, Cuzzucoli, Macheda, Barilla, Malaspèina, Franco G, Franco A.

Il primo campo sportivo di cui si abbia notizia è statoun giardino nei pressi dei capannoni la fiumara del Tuccio-Melito, poi quella del Sant’Elia ed infine quella del Tabacco; quindi  un campetto nei pressi della Sala Foti in Annà; ancora in contrada Lacco, a Pilati ‘sutt’e nucari od intramura); infine il Marosimone costruito o meglio ricavato in quella valle dalla ditta Bresciani ? che costruiva la super-strada jonica.

Siamo riusciti a ripescare alcune tifoserie organizzate con tamburi battenti, piatti e grancassa, cappellini, sciarpe, striscioni, cori e scritte sui muri a mo’ di messaggio che qui riproponiamo a beneficio dei nuovi campesinos, peones, aficionados, wariors, skin heads, supporters, fans, teen-agers; singolo od in gruppo, ognuno si organizzava come meglio credeva.

Il fondo del campo sportivo inizialmente era proibitivo. Il volontariato si metteva all’opera con carrriole o carrette, pale, picconi, rastrelli e zappe; tutti in fila come le formiche operaie.

La pioggia, la neve, il freddo, il nevischio, la grandine condizionavano tutto. Gl’irriducibili tiravano dritto; non avrebbero rinunziato a giocare per tutto l’oro del mondo.

Ma non tutti erano delle querce, insensibili a calci e calcioni. Alle prime difficoltà si ritiravano, spesso lasciando tutto lì per terra, scarpe, zaini, magliette, pantaloncini e tute.

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I pali erano di legno: ulivi, faggi, abeti, roveri, castagni; ma in mancanza di altro bastavano quattro canne.

Le magliette, i pantaloncini, i calzettoni erano lavati a mano con acqua fredda e sapone di casa, dalle fidanzate o dalle mamme e dalle sorelle; poi venne la lavatrice.

Si giocava per dodici mesi all’anno; sulle dune del deserto e nell’acquitrino; Spesso senza spogliatoio e senza docce; le trasferte col treno, con il pullman, con le macchine, ma anche con le vespe ed i motorini

La movida cambiava a seconda delle esigenze, dei tempi, delle epoche, della moda, delle novità, della mentalità.

Tutti allo stadio, tutti sul Corso, tutti sul Lungomare, non solo nell’ora dello struscio, tutti tappati in casa,  tutti sulle strade, tutti al cinema, tutti al cimitero, tutti in chiesa, tutti al santuario, tutti in processione, tutti davanti al televisore, tutti davanti al computer, tutti davanti allo smartphone, tutti davanti all’i-pad, tutti sulla battigia, sul bagnasciuga, in acqua, sulla sabbia, tutti a scuola, in farmacia, al supermarket, in lavanderia, dal fotografo, al distributore di benzina, al tabacchino a giocare od a fumare

Al campo sportivo succedevano tante cosette curiose. Era quello l’argomento del giorno.