Cancro e maltolo una bufala?

Lotta al cancro, una buccia di banana molto viscida, subdola, viscosa, scivolosa.

Fandonie, corbellerie, fakes news, bufale, montature? Son pieni i fossi. Oramai si trovano dappertutto, alla radio, televisione, agenzie di stampa, quotidiani cartacei ed on line; nel confronto quotidiano ad ogni livello, che spesso diventa un feroce scontro.

Al punto tale da costringere il Governo ad interessarsi in maniera approfondita ed a prevedere una normativa per regolarle.

Qualche volta abbiamo abboccato all’amo anche noi. Soprattutto nelle prime esperienze giornalistiche.

Medicina moderna od antica, industria o casa farmaceutica ed omeopatia, da sempre sono andati al confronto e spesso allo scontro.

Che cosa diceva il flash dell’Agenzia Ansa?:” “URBINO, 22 MAR – Il maltolo puo’ avere una funzione antitumorale: puo’ aiutare a costruire classi di molecole che spingono al ‘suicidio’ le cellule malate. Due studiosi dell’Universita’ degli Studi di Urbino hanno individuato nel maltolo, sostanza naturale contenuta nel malto, nella cicoria, nel cocco, nel caffe’ e in altri prodotti naturali, possibili sviluppi per nuove molecole con spiccata attivita’ antineoplastica. La scoperta, pubblicata sul British Journal of Cancer ha ottenuto il brevetto nazionale.”

 

E che cosa dice va Luca Spinelli sul suo sito:

“Cura del cancro e maltolo, bufala?

 

Luca Spinelli – Il sito ufficiale > Attualità > Cura del cancro e maltolo, bufala?

Maltolo e cancro, i due ricercatori

Cancro e maltolo. Alcuni mi hanno chiesto quanto sia vera la notizia che circola sempre più su Facebook e via email rispetto una “nuova cura per il cancro”, “basata sul maltolo” e “tenuta nascosta dalle multinazionali e dai mezzi di informazione”.

In particolare, fonte https://lucaspinelli.com,  a essere diffuso è un video nel quale appare un sedicente giornalista. Parla di un paio di “ricercatori precari” di Urbino, che avrebbero scoperto una fenomenale “molecola naturale”, il maltolo, in grado di far “suicidare le cellule tumorali”. Nessuno parlerebbe della cura perché le multinazionali stanno cercando di oscurare il fatto e i media, conniventi, non danno quindi la notizia.

Bene: è falso.

O meglio – come spesso succede in questi casi – la notizia è in parte vera: ma è talmente sommersa di generalizzazioni, complottismi, false rivelazioni e misteri da essere talmente diluita da non aver quasi più alcun elemento di verità (un po’ come nei principi dell’omeopatia). Sfortunatamente, utilizzare elementi veri aggiungendo dosi di “mistero” e “complotto” è tipico delle bufale. Chiunque le alimenti, in buona o in cattiva fede, genera false speranze, false aspettative, e illude malati e famiglie. Vediamo prima di tutto le falsità presenti nel video che circola:

Non risulta che nessuna “multinazionale del farmaco” (cit.) stia cercando di ostacolare la ricerca in questione, al contrario: quanto scoperto è stato oggetto di brevetto in Italia e se ne è parlato in pubblicazioni scientifiche.

Per quanto concerne i “ricercatori precari”. Beh, il primo non è ricercatore e neanche precario: Vieri Fusi è infatti professore associato dell’Università di Urbino (pagina personale di Vieri Fusi). Mirco Fanelli risulta invece occuparsi del “laboratorio di PatologiaMolecolare” e nelle pagine dell’università è definito ricercatore dal 2002 a oggi. Quindi, salvo imprecisioni, deve essere “ricercatore confermato” e non precario (pagina personale di Mirco Fanelli).

La notizia non è affatto nuova, è del marzo 2013 e deriva da studi di cui già si era parlato anche precedentemente.

Immagine correlataNon è vero che i giornali hanno oscurato la notizia, al contrario: è stata annunciata su molte testate tra le quali Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Panorama, Il Resto del Carlino, e dalla principale agenzia stampa italiana, l’ANSA. Proprio perché molto se ne è parlato, uno dei due soggetti ha sentito la necessità umana di chiarire commentando un articolo in proposito sul magazine dell’università relativa con un messaggio che copio di seguito (la sede del messaggio è un forte indizio a supporto dell’indentità dell’autore, poi intervistato a proposito, ma la cosa è comunque facilmente verificabile).

Risultati immagini per maltoloImmagine correlata    Semplificare quando si parla di temi così specifici non è sfortunatamente possibile. Ci sono tipi di neoplasie molto differenti, per caratteristiche, dimensioni, eziologia, risposta alle cure… La semplice frase “cura per il cancro” non è tecnicamente corretta e dovrebbe quindi da subito far nascere qualche sospetto.

Passiamo ora agli aspetti reali della notizia, ovvero alla ricerca che è in effetti stata effettuata. Il messaggio pubblicato da Fanelli chiarisce più di quanto potrebbero fare altri rispetto questa cosiddetta “cura al maltolo per il cancro” (i grassetti sono miei):Risultati immagini per maltolo

“Mi sento di esternare un ringraziamento a tutti coloro che hanno condiviso con noi i risultati della nostra attività di ricerca. Come spesso capita in queste situazioni, e toccando certi argomenti, si rischia di far trapelare messaggi non corretti. Ci tengo a precisare che le molecole che abbiamo brevettato non devono essere considerate la soluzione nella lotta contro il cancro. Siamo in una fase sperimentale che sta dando ottimi risultati ma ancora lo-ntana dalla sperimentazione clinica. Mi duole dover disilludere le persone che mi chiamano chiedendomi se possiamo sperimentare le nostre molecole sulle persone a loro vicine affette da tumore. Mi duole che, con gli articoli di questi giorni, si sia alimentato un clima di false speranze. Siamo ricercatori e non è nelle nostre intenzioni vendere fumo. Le nostre molecole ad oggi sono promettenti……la futura attività di ricerca dimostrerà se sarà possibile utilizzarle nell’uomo e con quali benefici. Vi ringrazio moltissimo, ci state fornendo una grossa motivazione…..grazie a tutti. Mirco Fanelli“Risultati immagini per cicoria

In sostanza: come in molti altri casi, si tratta di test di laboratorio che non si sa se possa essere replicati sull’essere umano. Senza scendere nel tecnico, sarebbero state sintetizzate due molecole (chiamate malten e maltonis) con la capacità di indurre alterazioni della cromatina (se ne parla anche in un articolo scientifico a loro firma). Da questo stadio a quello – eventuale – della sperimentazione sull’uomo passano di solito anni. Altri anni sono poi necessari per valutare i risultati e applicare eventualmente il tutto su scala più ampia.

Risultati immagini per coccoLa ricerca è quindi in fase iniziale e sarà – forse – approfondita in futuro, nella speranza che possa portare risultati. Risultati che però attualmente sono molto distanti e il cui esito positivo è assolutamente non prevedibile. Non si tratta nemmeno di un protocollo sperimentale applicato all’uomo. Perciò affermare oggi che si tratta di una cura contro il cancro è del tutto falso, perché non è una cura, come specificato anche dagli stessi autori. Così come è falso tutto il quadro dipinto negli appelli che circolano: niente oscuramenti, niente connivenze, niente complotti.

Molto più vero, semmai, il fatto che all’università manchino i soldi per farla, questa ricerca. Se di ciò si parlasse negli appelli (e magari anche in parlamento), evitando i complottismi, la questione sarebbe probabilmente un po’ più produttiva.

Luca Spinelli”

Risultati immagini per fakes newsA noi interessa e come, la lotta contro il cancro. Spesso e volentieri ne abbiamo pubblicate di notizie, perché le ritenevamo di pubblico interesse ed utilità; di certo, non per alimentare una falsa speranza, o peggio per speculare sulle disgrazie altrui.

D’altra parte alcuni ricercatori, hanno ricevuto addirittura il Premio Nobel:” Il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina 2018, fonte www.secoloditalia.it , va quest’anno a James P. Allison e a Tasuku Honjo per la scoperta dell’immunoterapia anticancro. Ad annunciarlo come ogni anno il Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, in diretta su internet e sui social network. Il riconoscimento ammonta quest’anno a 9 milioni di corone svedesi, al cambio odierno oltre 871 mila euro. Dal 1901 al 2017 sono stati 108 i premi Nobel per la Medicina o la Fisiologia, consegnati a un totale di 214 scienziati, dato che il riconoscimento viene dato spesso a più di una persona. Ma quali sono i meriti dei due scienziati nella drammatica lotta al cancro? Lo spiega un esperto italiano.

“Una scoperta “davvero rivoluzionaria, che sta cambiando la medicina moderna e ha aperto la strada alla terapia personalizzata del cancro, fornendo anche gli strumenti necessari: le proteine ingegnerizzate. Perché ormai abbiamo tutti ben compreso che ogni tumore è diverso dall’altro”, dice Giuseppe Novelli, genetista e rettore dell’università Tor Vergata di Roma. “Una bella notizia, che premia uno dei filoni più attuali della ricerca: l’immunologia molecolare che, insieme alla genetica molecolare, sta cambiando il mondo. Si tratta – aggiunge il genetista – di due discipline che vanno a braccetto: non puoi studiare l’immunologia molecolare se non conosci i geni chiave. In questi anni abbiamo registrato un continuo aumento delle conoscenze del Dna, e questo sta innegabilmente cambiando il volto della medicina”. Il Premio Nobel, ricorda, “viene assegnato a studi capaci di aprire nuove strade per ricerca e terapia, e quest’anno è andato a scienziati che hanno posto le basi per la terapia personalizzata dei tumori. Un approccio che già oggi, ma sempre più in futuro, consentirà di combattere il cancro in modo sempre più mirato e personalizzato. Insomma, è un Nobel strameritato”, conclude il genetista. Anche se ancora una volta l’Italia è rimasta ‘a bocca asciutta’.

James P. Allison, 70 anni, è nato a Alice in Texas, Stati Uniti. Tasuku Honjo è invece originario di Kyoto in Giappone, ha 76 anni e un’esperienza di ricercatore a cavallo fra il suo Paese e gli Stati Uniti. Negli ultimi anni sono sempre state le bandiere di Usa e Giappone a sventolare sul prestigioso riconoscimento. Per esempio erano statunitensi i 3 vincitori dello scorso anno (Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young), mentre è stato un giapponese ad aggiudicarsi il Nobel 2016 (Yoshinori Ohsumi), nazionalità rappresentata anche nel 2015 con un vincitore su 3 (Satoshi Omura). Una regola confermata anche andando ancora più indietro negli anni: nel 2014 troviamo l’americano John O’Keefe, nel 2013 del terzetto premiato fanno parte due scienziati Usa (James E Rothman e Randy W. Schekman), mentre nel 2012 è la volta del nipponico Shinya Yamanaka.

James P. Allison, dopo il dottorato all’università del Texas, Austin, è approdato dal 1974 al 1977 alla Scripps Clinic and Research Foundation a La Jolla in California per poi diventare membro di Facoltà all’University of Texas System Cancer Center di Smithville in Texas (1977-84). Diversi gli atenei e centri di ricerca in cui ha condotto i suoi studi nell’arco della sua carriera: University of California, Berkeley (dal 1985 al 2004); Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York (2004-2012). Dal ’97 al 2012 è stato ricercatore dell’Howard Hughes Medical Institute. Dal 2012 è professore dell’University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston (Texas) ed è affiliato con il Parker Institute for Cancer Immunotherapy.

Tasuku Honjo approda negli Usa nel 1971, dove fino al 1974 è stato ricercatore alla Carnegie Institution di Washington (Baltimora) e ai National Institutes of Health di Bethesda, nel Maryland. Dottorato all’università di Kyoto (1975), e Honjo dal 1974 al 1979 diventa membro di Facoltà nell’ateneo di Tokyo. Poi una parentesi all’università di Osaka dal 1979 al 1984, anno in cui torna come docente all’università di Kyoto, ateneo in cui assume la carica di Preside di Facoltà dal 1996 al 2000 e ancora dal 2002 al 2004. Il primo scatto da Nobel per lui è circondato dal suo team di giovani ricercatori all’Università di Kyoto, immediatamente dopo aver appreso di essere il destinatario del prestigioso riconoscimento.”

Non è nostro costume rispondere per le rime ai sapientoni del giornalismo nostrano; lanciare sassi in piccionaia o buttare l’acqua sporca con il bambino dentro.

Ogni saccente, saputello, arrogante e presuntuoso, se non prepotente, faccia pure il suo gioco; accettiamo lezioni di deontologia professionale con riserva; crediamo con il beneficio d’inventario.

Ma non siamo bigotti e non ci sono argomenti tabu da sfatare.

Il lettore sovrano per noi è sacro. Lui, ha il diritto di essere informato per legge.

A noi, spetta il dovere d’informarlo; sempre e comunque, a prescindere.