FILE - In this Thursday, April 11, 2019 file photo, Northern Ireland Democratic Unionist Party leader Arlene Foster, center, speaks to journalists after her meeting with European Union chief Brexit negotiator Michel Barnier at EU headquarters in Brussels. The Democratic Unionist Party is a small Northern Irish political grouping with an outsized Brexit role. British Prime Minister Boris Johnson most likely needs the 10 votes the party has in Parliament if he is going to have any chance in getting any Brexit deal he negotiates with the European Union over the line. Little wonder then, that the party is being courted intensely by Johnson. As things stand, its not clear whether the party will support any deal that emerges.(ANSA/AP Photo/Francisco Seco, File) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved]

La leader unionista del Democratic Unionist Party (Dup, nazionalisti nordirlandesi), Arlene Foster, ed il suo vice Nigel Dodds hanno reso noto di non poter dare il loro sostegno all’ipotesi di accordo sulla Brexit su cui stanno lavorando il governo di Boris Johnson e la Commissione Ue. Senza il sostegno del Dup difficilmente il Parlamento britannico ratificherà qualsiasi accordo. Foster e Dodds hanno detto in un tweet che continueranno a lavorare con il governo per arrivare ad un accordo “ragionevole”.

“Allo stato attuale non possiamo appoggiare ciò che viene suggerito riguardo alle questioni doganali e del ‘consent’ (dell’assemblea locale dell’Irlanda del Nord sull’intesa relativa ai confini irlandesi, ndr), e manca chiarezza sull’Iva”, scrivono Foster e Dodds nel tweet. “Continueremo a lavorare con il governo per cercare di arrivare ad un accordo ragionevole che funzioni per l’Irlanda del Nord e tuteli l’integrità economica e costituzionale del Regno Unito”, conclude il messaggio.

Le riserve degli unionisti nordirlandesi del Dup, alleati del governo Tory di Boris Johnson nel Parlamento britannico, restano valide anche dopo l’annuncio dell’accordo sulla Brexit arrivato da Bruxelles e da Londra. “La nostra precedente dichiarazione – si legge in una breve nota – resta valida in risposta alla notizia che un deal è stato raggiunto”.