Una serata intensa e carica di significato culturale quella che si è svolta a fine febbraio presso il Circolo Meli di Melito Porto Salvo, dove la letteratura calabrese è stata protagonista di un incontro dedicato alla figura e all’opera di Saverio Strati, tra i più autorevoli interpreti del panorama letterario del Novecento e originario di Sant’Agata del Bianco. Ad accogliere il pubblico e a fare gli onori di casa è stato il presidente del Circolo Meli, Pasquale Pizzi, che nel suo intervento introduttivo ha sottolineato il valore di iniziative capaci di alimentare il dialogo culturale e di mantenere viva la memoria letteraria del territorio, ricordando come la figura di Strati rappresenti ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per comprendere la storia sociale e umana della Calabria.


Protagonista dell’incontro è stata la scrittrice Palma Comandè, nipote dell’autore, che ha guidato il pubblico in un percorso di riflessione sull’eredità letteraria dello scrittore. Nel corso del dibattito è emerso con forza il valore universale della sua opera, capace di raccontare con straordinaria sensibilità la vitalità, le contraddizioni e la dignità dell’uomo calabrese. Attraverso i suoi romanzi, infatti, Strati ha saputo restituire un affresco vivido della società meridionale del Novecento, trasformando storie locali in narrazioni di respiro universale.

L’incontro si è così trasformato in un momento di approfondimento e di memoria condivisa, confermando come la sua produzione letteraria continui ancora oggi a parlare alle nuove generazioni e a rappresentare una delle voci più autentiche della cultura calabrese. Comandè è autrice del romanzo “Prima di tutto un uomo”, un’opera che restituisce un ritratto intimo e profondo dello scrittore, mettendo in luce non solo il valore letterario della sua produzione, ma anche la dimensione umana e morale che ne ha caratterizzato la vita. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati numerosi temi centrali nell’opera stratiana: la dignità dell’uomo, la resilienza, il valore del lavoro e il ruolo fondamentale delle donne all’interno della famiglia. Particolare attenzione è stata dedicata alla figura della madre dello scrittore, ricordata come colei che seppe sostenere e incoraggiare i sogni del figlio, accompagnandolo con coraggio nel suo percorso umano e culturale. Nella narrativa di Strati le donne assumono spesso il ruolo di vere e proprie educatrici della vita, custodi di valori e punti di riferimento nella formazione delle nuove generazioni.


L’attualità dell’opera di Strati attraversa l’intero Novecento e restituisce un quadro vivido delle diverse realtà sociali del Meridione, offrendo uno sguardo che resta sorprendentemente attuale anche nel presente. Nei suoi romanzi emergono le storie delle classi più umili e dei diseredati, famiglie numerose costrette a lottare quotidianamente per la sopravvivenza. Tuttavia, con il suo esordio letterario nel 1956, Strati introduce una nuova forma di realismo: le masse popolari non sono più rappresentate come soggetti passivi della storia, ma come protagonisti consapevoli della propria condizione e capaci di interpretare il proprio destino.La forza della sua narrazione risiede anche nella dimensione autobiografica. Prima di affermarsi come scrittore, Strati fu muratore e contadino, esperienze che gli permisero di conoscere da vicino il sacrificio e la fatica del lavoro. Nei suoi romanzi il lavoro diventa così simbolo di dignità e strumento di riscatto sociale. Emblematica è una frase pronunciata da uno dei suoi personaggi: “L’importante non è mettere le pietre, ma capire perché si mettono le pietre” a sottolineare come la conoscenza rappresenti la chiave per comprendere e trasformare la realtà.
Tra le opere più significative dello scrittore figura il romanzo “Tibi e Tàscia” (Rubbettino Editore), definito dal “Corriere della Sera” uno dei più grandi romanzi della letteratura dell’infanzia. Nel racconto il piccolo Tibi sogna di cambiare la propria vita attraverso lo studio e la lettura, mentre Tascia desidera semplicemente una tavola imbandita. L’incontro con i libri e con il linguaggio della cultura apre al protagonista una nuova prospettiva: la consapevolezza che il pensiero è profondamente legato alle parole e che nei libri si custodiscono idee capaci di alimentare la crescita e l’evoluzione della persona.

“Lo scrittore ha l’obbligo della verità”, ricordava spesso Strati. Uomo essenziale e schivo, ma sempre disponibile al dialogo, soprattutto con i giovani e con gli studenti, lo scrittore seppe trasmettere attraverso la sua opera una visione profondamente umana e filosofica dell’esistenza. Non a caso molti dei suoi personaggi presentano una forte dimensione riflessiva e interrogano il lettore sui grandi temi della vita. Nel corso dell’incontro Palma Comandè ha inoltre evidenziato come siano in corso numerose iniziative, anche oltre i confini nazionali, volte a diffondere e valorizzare l’opera di Saverio Strati. L’obiettivo è far conoscere sempre di più uno scrittore che ha saputo raccontare con autenticità la vitalità dell’uomo calabrese, la sua capacità di mettersi in gioco, di scoprire e di costruire il proprio riscatto. Un’eredità culturale di grande valore che continua a parlare al presente e che rappresenta una delle espressioni più autentiche e universali della Calabria.