“L’ Uomo nasce libero..ed ovunque è limitazione della libertà…. “scriveva il celebre filosofo francese.
Letture antiche che mi ritornano in mente in occasione della riapertura della scuola nel clima di emergenza covid 19.

PER ESEMPIO, SFRUTTEREI AL MASSIMO IL VERDE PUBBLICO PER FARE ( QUANTOMENO TENTARE) LEZIONI ALL’APERTO E, PER LE GIORNATE INVERNALI (MA NON SOLO), RIEMPIREI LE AULE DI PIANTE E DI FIORI.

Ilario Ammendolia

CAULONIA (RC)-Da bambino ho frequentato le scuole elementari nei “catoj” di Caulonia centro e le medie nelle baracche di legno coperte da lamiere aRoccella Jonica.
Era una bellissima età e ricordo tutto con grande nostalgia.
Ma non era una bella scuola.. e non solo per i locali!!!
Infatti tra la pedagogia dei Padri Gesuiti e quella esposta da G. G. Rousseau nella sua celebre opera “L’ Emilio” mi sono sempre sentito più vicino al secondo.
“L’ Uomo nasce libero..ed ovunque è limitazione della libertà…. “scriveva il celebre filosofo francese.
Letture antiche che mi ritornano in mente in occasione della riapertura della scuola nel clima di emergenza covid 19.
Oggi ci sono ottimi dirigenti ed ottimi insegnanti e sono sicuro che verrà messo al centro della vita scolastica il bambino, la tutela della sua salute e il diritto ad un percorso formativo adeguato ai tempi.
Senza sacrificare però il diritto alla libertà ed il suo bisogno di muoversi anche a contatto con la natura.
Sarebbe assurdo pensare di tenere bambini in tenera età.. sei ore a scuola senza le necessarie precauzioni. E magari dar loro i compiti da svolgere a casa.
Non si può comprimere oltre un certo limite il diritto al gioco, ed alla libera fantasia.
È vero: la scuola è anche sacrificio… ma mai tortura. Quindi al covid 19 non si può e non si deve dare una risposta di tipo burocratico.
Dinanzi all’epidemia è necessario che una “santa alleanza” tra scuola, famiglie ed istituzioni risponda con creatività e determinazione.
Per esempio, sfrutterei al massimo il verde pubblico per fare ( quantomeno tentare) lezioni all’aperto e, per le giornate invernali (ma non solo), riempirei le aule di piante e di fiori.
Ne trarrebbe giovamento la qualità dell’aria oltre che la vista e l’armonia interiore.
Ripeto é solo un esempio. Nella certezza che le istituzioni preposte sapranno trovare accorgimenti ben più seri.
Aggiungo che la Regione Calabria, se volesse realmente tutelare il diritto alla salute ed allo studio farebbe bene ad attivare i presidi sulla Locride (come in tutti i punti strategici della città metropolitana) dove fare rapidamente i tamponi. Anche perché il raffreddore ci sarà e potrebbe condizionare seriamente l’attività scolastica.
Ho iniziato parlando dalla mia esperienza scolastica. Nel 1951 c’ era stato l’alluvione e noi della prima classe (e non solo noi) abbiamo iniziato le lezioni a dicembre ed a giorni alterni.
Negli anni successivi non mancarono i problemi tra cui l’epidemia di “asiatica”.
Superammo tutto brillantemente.
Le difficoltà non impedirono, quantomeno a molti dei miei coetanei, di studiare con profitto e diventare professionisti di valore, seri lavoratori, e comunque ottimi cittadini.
Non impedirono che tra i banchi maturassero rapporti ed amicizie che durano dopo 70 anni.
Oggi a scuola ci sono i miei nipoti.
Con la mente ed il cuore io sarò in classe con loro.
Partendo da loro faccio a tutti gli auguri di un meraviglioso anno scolastico.
Saranno certamente molto più bravi di noi che siamo stati gli alunni di un tempo ormai molto.. ma molto lontano.