Tra lirica, ricerca etnomusicale e identità mediterranee, l’artista calabrese dà voce alle culture della Bovesia
In un tempo in cui le identità locali rischiano di dissolversi nell’omologazione culturale, il percorso artistico di Aldo Gurnari rappresenta un esempio significativo di come la musica possa diventare strumento di tutela, racconto e trasmissione della memoria collettiva. La sua esperienza musicale, costruita nel corso di decenni tra studio accademico, ricerca etnomusicale e attività didattica, testimonia un impegno costante nel coniugare tradizione e contemporaneità.
Diplomato in canto lirico presso il Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, Gurnari ha sviluppato una formazione che parte dal rigore della musica colta per aprirsi progressivamente a una dimensione più ampia, fatta di contaminazioni culturali e linguistiche. Cantante, compositore e polistrumentista – capace di spaziare dalla chitarra al bouzouki, dalla lira calabrese alle percussioni – l’artista ha costruito negli anni un linguaggio musicale personale, radicato nella tradizione ma aperto al dialogo con altri mondi sonori.
Uno degli elementi più distintivi del suo lavoro è l’attenzione verso il patrimonio linguistico e culturale della Bovesia, l’area ellenofona della Calabria meridionale. Nei suoi concerti, accanto alle composizioni originali, trovano spazio brani in greco-calabro, greco ed ebraico, un repertorio che non è solo musicale ma profondamente simbolico.
Attraverso queste lingue, Gurnari restituisce voce a una stratificazione storica complessa che caratterizza il territorio: quella grecanica, sopravvissuta nei secoli, e quella ebraica, testimoniata anche dalla presenza di una delle più antiche sinagoghe del Sud Italia.
Il suo lavoro, dunque, non si limita alla dimensione artistica, ma assume anche il valore di una vera e propria ricerca culturale. L’attenzione per strumenti legati alla tradizione mediterranea, come la lira greca, rientra in questo percorso di riscoperta e reinterpretazione. L’obiettivo non è la semplice riproposizione folklorica del passato, ma la costruzione di una musicalità contemporanea capace di dialogare con le radici.
Accanto alla carriera di musicista, Gurnari ha svolto un lungo impegno nel campo dell’educazione musicale. Docente presso istituti statali di primo e secondo grado, ha promosso numerosi progetti didattici dedicati al canto corale e alla formazione musicale dei più giovani. In questo contesto ha composto musiche pensate per bambini e ragazzi e ha partecipato a festival e raduni corali, contribuendo alla diffusione di una cultura musicale partecipata e accessibile.
Un capitolo importante della sua attività è rappresentato dalla fondazione e dalla direzione, dal 1989 al 2018, della Corale Polifonica “Don Ruggero Coin” di Bova Marina. Con questo ensemble Gurnari ha sviluppato un repertorio che spazia dal canto corale classico alle composizioni contemporanee, includendo anche brani legati alle tradizioni greche ed ebraiche del territorio. Un progetto che ha avuto il merito di valorizzare la dimensione collettiva della musica, trasformando il coro in un luogo di incontro tra culture e generazioni.
Parallelamente ha dato vita al gruppo etnomusicale Musicofilia, con il quale ha intrapreso un percorso discografico che ha contribuito a far conoscere questo universo sonoro anche oltre i confini regionali. Album come Acue (1995), Veni Jornu (2005) e Senti (2009) rappresentano tappe di un lavoro che intreccia dialetto calabrese, lingua greco-calabra e sonorità mediterranee, ottenendo apprezzamenti anche nel panorama musicale nazionale.
L’ultima produzione discografica, pubblicata nel 2026 con il titolo Pucambù, prosegue questo cammino artistico insieme all’ensemble Musicofilia. Un lavoro che conferma la volontà di mantenere vivo il dialogo tra tradizione e innovazione, dimostrando come le radici culturali possano diventare materia creativa per il presente.
Nel corso degli anni Gurnari ha portato la propria musica in numerosi concerti, sia in Italia che all’estero, esibendosi come cantante, musicista e direttore di coro. La sua attività si è estesa anche all’organizzazione culturale, con la direzione artistica di diverse manifestazioni musicali, contribuendo così alla vitalità del panorama artistico locale.
Il valore della sua esperienza, tuttavia, non risiede soltanto nella quantità delle attività svolte, ma soprattutto nella coerenza di un percorso che ha sempre posto al centro il rapporto tra musica e identità. In un’epoca in cui le minoranze linguistiche e culturali rischiano di essere marginalizzate, il lavoro di artisti come Aldo Gurnari dimostra come la cultura possa diventare uno spazio di resistenza e di rinnovamento.
La sua musica, attraversata da lingue antiche e strumenti della tradizione, racconta infatti una Calabria meno stereotipata e più complessa: una terra di incontri, di scambi mediterranei, di memorie che continuano a vivere attraverso il suono. Ed è proprio in questa capacità di trasformare la memoria in esperienza artistica che si riconosce il tratto più autentico del suo percorso.









