Gallicianò appare all’improvviso, come un miraggio di pietra sospeso tra cielo e roccia. È un piccolo nido sull’Aspromonte, aggrappato alle sue pendici severe, eppure capace di offrire al viandante un respiro antico, un richiamo che sa di mare lontano e di colonia perduta. Qui, nella Valle dell’Amendolea, nei giorni scorsi ha vissuto un’esperienza irripetibile, ovvero la giornata dedicata alla memoria di Domenico Nucera. In questa borgata sospesa nel tempo, dove i pochi residenti continuano a custodire usi, costumi e tradizioni dei Greci di Calabria, la figura dello scrittore e divulgatore culturale torna a essere faro e riferimento.

Nucera, che ha dedicato la vita a seminare consapevolezza sulla necessità di tutelare la grecità calabrese, viene celebrato là dove il suo lavoro ha trovato terreno fertile e dove la sua voce continua a risuonare. A questo riguardo, l’Associazione Palèo Cosmo ha riunito a Gallicianò istituzioni e studiosi, per rendere omaggio alla sua eredità. Nel corso della cerimonia sono stati consegnati riconoscimenti al Commissario
della Fondazione Greci di Calabria, Nino Spirlì, da sempre attento difensore dei luoghi della grecità, al professor Saverio Verduci, storico e ricercatore di riferimento nel panorama calabrese, e allo scrittore-viaggiatore Gianpiero Taverniti, instancabile narratore dei paesaggi e delle ricchezze culturali della regione.

È stato un appuntamento, che non ha celebrato soltanto tre figure di spicco, ma ha riaffermato il valore di una comunità, che resiste e continua a far vibrare le sue radici millenarie. L’evento si è aperto all’insegna della partecipazione e del dialogo istituzionale volto alla valorizzazione della cultura grecanica e del patrimonio identitario del territorio.

A inaugurare la manifestazione sono stati i saluti della Dott.ssa Maria Laura Tortorella, Commissario Prefettizio, seguiti dagli interventi della Dott.ssa Francesca Tuscano, presidente di Palèo Cosmo, e del Prof. Daniele Macris, presidente della Comunità Ellenica dello Stretto.

Tra le presenze istituzionali anche l’Assessore regionale calabrese Daniela Iiriti, che ha portato il proprio contributo sottolineando l’importanza di iniziative capaci di unire ricerca, tradizione e comunità. Nel corso del suo intervento ha sottolineato l’importanza di preservare e valorizzare i patrimoni immateriali, che rendono unica la Calabria ellenofona.

Santa Maria dei Greci

Particolare emozione ha suscitato il riconoscimento conferito al Presidente Nino Spirlì, Commissario della Fondazione Grecanica della Calabria, accolto con profondo senso d’onore. Le sue parole, dense di memoria e di sentimento, hanno ricordato il valore della lingua e dell’identità grecanica, restituendo al pubblico un momento autentico, capace di toccare corde intime.

“Grazie agli amici di Galliciano’. Questo luogo è stato il primo punto di contatto con le mie radici. Ho avuto la fortuna attraverso delle mie conoscenze extra regionali di recuperare le origini del cognome dei miei genitori. Sono due nomi di famiglia, che provengono dalla Grecia e da famiglie greco – giudaiche. Sono tornato da Roma una decina di anni fa e mi sono occupato subito insieme a Giampiero Taverniti di Grecia e del Tempio di Caulonia, ottenendo ottimi risultati. Quando ho sentito, per la prima volta la canzone “Ela ela mucondà” ha parlato subito al mio cuore. Questo vuole dire che i suoni, i profumi, l’essenza di questo popolo sparso nel mondo rimane vivo. Per due anni consecutivi ho chiesto a Padre Ilias di celebrare la messa nel giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre nella chiesa ortodossa, perché è motivo di unione.

Nel corso del suo intervento Spirlì ha sottolineato anche: ”La fondazione per quanto riguarda i corsi di greco – calabro, ha un obiettivo: ovvero quello di creare un vocabolario audio – video della lingua greca di Calabria. I libri sono importanti, così come i suoni e noi abbiamo l’obbligo di registrare i suoni, per tramandarli alle nuove generazioni. Dunque, se i suoni vengono dimenticati, si perde la musica.

La fondazione, nata ormai decenni fa e che per molti anni è rimasta a porte chiuse, ha successivamente aperto i suoi ingressi, per farsi depredare i locali. Io appena arrivato non ho visto nessun mobile o libro. Era diventata una sorta di garage, sporco, abbandonato e distrutto. E pensare, che c’erano tanti fondi. Quindi, allo stato attuale la fondazione ha una sede nuova, con la presenza di tre importanti biblioteche, donate dal Rotary Club Area Grecanica, dal Professore Elio Cotronei; dell’Europarlamentare cosentina Silvana Loizzo.

I giovani sono tenuti a recuperare i suoni, le competenze, comunicarle e tramandarle.

Gallicianò sono sicuro vivrà altri miliardi di anni. Noi abbiamo bisogno di viaggiatori, perché il visitatore è la parte nobile del turismo. Siate sempre fieramente greci”.
Sono stati inoltre premiati il Prof. Saverio Verduci, docente e storico e il Dott. Gianpiero Taverniti, giornalista e scrittore, entrambi protagonisti di un lavoro costante nella tutela e nella diffusione della cultura locale. Non è mancato il saluto dell’Assessore alla Cultura e ai Beni Culturali del Comune di Motta San Giovanni, Enza Mallamaci, che, impossibilitata a partecipare, ha voluto comunque esprimere la propria gioia per il riconoscimento assegnato al concittadino Verduci. Nel suo messaggio ha richiamato l’importanza della storia e della grecità calabrese, ringraziando l’associazione Palèo Cosmo per il costante impegno e augurando ai premiati un futuro ricco di ulteriori traguardi culturali.

Ad arricchire e scandire emotivamente la giornata sono state le performance artistiche di Valeria Nucera, Carmelo Manti e Agnese Rodà, che con le loro interpretazioni hanno donato al pubblico momenti di intensa suggestione, capaci di fondere arte, territorio e identità. Una celebrazione, quella vissuta a Gallicianò, che non è solo un evento, ma un atto d’amore verso una terra che continua a parlare la lingua dei padri. Un luogo dove la cultura non si espone, ma si respira; dove la memoria non si conserva, ma si vive.
E così, quando il sole ha iniziato a calare dietro le creste scure dell’Aspromonte, Gallicianò è rimasto lì, immobile e luminoso, come un antico custode che veglia sui propri figli. Le voci, le premiazioni, la musica e le parole si sono sciolte nell’aria tersa del borgo, lasciando dietro di sé un sentimento di gratitudine e appartenenza.

In questo luogo dove il tempo sembra fermarsi per ascoltare il battito della storia, la Calabria grecanica continua a raccontarsi con la sua lingua, la sua memoria e il suo coraggio a chi sa ancora camminare lentamente e lasciarsi incantare.

Perché a Gallicianò, più che altrove, come dicevo in precedenza, la cultura non si celebra soltanto: si respira, si tramanda, si vive.

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Foto dell’evento: l’autrice; di Gallicianò: Elio Cotronei