LA DENOMINAZIONE UFFICIALE CHE SI DEVE MEMORIZZARE E’: “FONDAZIONE ISTITUTO REGIONALE PER LA COMUNITA’ GRECA DI CALABRIA”. Dimenticate IRSSEC. A PRESIEDERLA E’ NINO SPIRLI’, DESIGNATO COMMISSARIO DALLA REGIONE CALABRIA. NINO SPIRLI’ E’ UN NOTO POLITICO, SCRITTORE, REGISTA, PRESIDENTE AD INTERIM DELLA REFIONE CALABRIA NEL 2020, IN PIENA PANDEMIA DA COVID, DOPO LA DIPARTITA DI JOLE SANTELLI.

Dopo 32 anni, emulo del più Grande Antesignano che ci potesse essere che disse a Lazzaro “alzati e cammina”, dice all’Istituto per i Greci di Calabria “inizia ad operare”.

Considerate le sue buone intenzioni e il suo atteggiamento pragmatico, abbiamo messo a disposizione tutto quanto potevamo per una partenza produttiva.

Il Commissario da parte sua ha messo in atto tutta la sua resilienza – mai parola è stata così bene azzeccata – per vincere le avversità in termini di salute che gli sono capitate e realizzare il suo progetto di lancio della Fondazione.

E così che la sede, deprivata disinvoltamente nei decernni del suo arredo di avanguarda, è stata meticolosamente restaurata, adeguata, arredata con mobili di pregio che le danno lustro.

Il primo atto la creazione di un sito – www.fondazionegreca.it – per presentare al mondo questa realtà fisica e umana, l’Area grecocalabra, che custodisce questo bene prezioso, retaggio di un passato lontano, che resistendo al tempo, che spesso impietosamente cancella tutto, è giunto fino a noi: lingua e cultura dei Greci di Calabria.

Ho avuto modo più volte di affermare nel corso degli ultimi trent’anni, aspettando il miracolo di Lazzaro e volendo sintetizzare il tutto con una frase : “Noi non abbiamo i grandi monumente dell’antica Grecia, di Paestum, di Segesta, di Selinunte, della Valle dei templi di Agrigento che alla loro vista incantano i visitatori, il nostro monumento non si vede … si sente, si percepisce nell’atmosfera dei luoghi, è il greco di Calabria”. In Calabria, onomastica e toponomastica ove più e ove meno, hanno etimologia greca; nell’Area grecocalabra si raggiunge l’apice: i nomi e i soprattutto i toponimi raccontano le scaturigini, danno un richiamo di storia.

Tutto quello che si sta facendo e quello che si farà non sarà soltanto a vantaggio di questa comunità e del suo bene prezioso, ma anche un rendere omaggio a quanti – qui la lista è lunga – l’ultimo dei quali è Salvino Nucera, per i quali sarà rallentato il tempo in modo che il triste e sofferto presagio di quest’ultimo, “passa il tempo (peranni o kerò) e tu mia lingua muori e con te muore la mia anima”, non avvenga.

In un suo video il Commissario, entrando per la prima occasione nella sede, riportata alla normalità e resa presentabile della Fondazione, ha voluto, mostrare i locali, le donazioni e annunciare gli intendimenti.

Con ll Rotary Club dell’Area Grecanica è stata presentata la donazione di un centinaio di libri in quella che è stata battezzata “Biblioteca Rotaryana”, risultato di un progetto in partenariato, identificato come “Saperi, sapori e tradizioni dell’Area grecanica”. Era presente la presidente per il 2024-25 Giuseppina Malara e il sindaco di Bova Santo Casile

Nella Fondazione, destinata a diventare un punto di riferimento per l’Area grecocalabra, faranno seguito altre presentazioni per mettere in evidenza le risorse esistenti a partire da quelle culturali e facilitare le iniziative produttive. Lo ha evidenziato il Presidente Spirlì. Un vero volano per la crescita, insomma.

Seguirà la presentazione della pubblicazione – già fissata per sabato 26 luglio alle ore 18 – dell’on. Saverio Zavettieri (in dialogo con Francesco Kostner), che tanta parte ha avuto nel percorso a favore dei Greci di Calabria durante il suo assessorato alla cultura presso la Regione: “Battaglie di Libertà. Tra politica Istituzioni e Lotte sociali”.

Seguirà un’ iniziativa con riferimento alla donazione di arredi e libri “Loizzo” che si trova nella Presidenza. Silvana Loizzo è una europarlamentare cosentina

Una particolare attenzione Il Commissario Spirlì ha dedicato alla Biblioteca-emeroteca che ha voluto chiamare “Elio Cotronei” dedicandola allo scrivente autore di questo articolo che ha donato, riempiendo le librerie di un’intera sala, ben 720 libri, buona parte in greco, e alcune centinaia di riviste del calibro di “Calabria Sconosciuta” che presentano contributi di ricerca originali e preziosi sulla cultura calabrese.

Richiesto di sedermi al tavolo della presidenza – il mio contributo non era previsto – ho avuto modo di precisare che i libri in greco, a parte i miei personali, erano dono, custodito gelosamente, delle migliaia di visitatori greci che avevo ricevuto nell’Istituto intrattenendoli su lingua e cultura dei greci di Calabria nel corso dei lughissimi 32 anni che intercorrono fino ad oggi dall’inaugurazione avvenuta nel maggio del ‘1993 (!)

Considerato che la Fondazione si sta avviando, si rende necessario riallacciare i rapporti con il mondo greco, con le autorità, i tour operator, per riattivare quel flusso di visite provenienti dalla “madre patria”, con riferimento alle scaturigini, che a migliaia – lo posso testimoniare avendoli ricevuti personalmente – sono arrivati nell’Istituto visibilmente commossi nello scoprire il nostro retaggio culturale. Una lingua per la quale il presidente del Parlamento greco Apostolos Kaklamanis, ascoltando i nostri anziani grecanici in occasione di una nostra visita per il gemellaggio Bova Marina – Ymittos, ebbe a dire “mi sembra di ascoltare gli abitanti della mia isola (ndr Creta, era nato a Chania).

Si parla di minoranze etniche da salvare, ma c’è una differenza: mentre gli albanesi, gli occitani, costituiscono degli emigrati del lontano passato, quando si parla di Greci di Calabria si parla del popolo calabrese permeato dalle colonizzazioni (Magna Graecia) e da cinquecento anni di presenza bizantina, dal VI all’XI secolo. Perdere la lingua greca della Bovesia significa perdere l’essenza del sud della Calabria.

Occorre recuperare una identità che ha subito nei secoli attacchi violenti verso una forzata omologazione estranea alle tradizioni e alla cultura locali, con il forzato oblio dei cinque secoli più determinanti.

Occorre rilanciare una capacità spirituale mai sopita, per il risveglio di un sano orgoglio di appartenenza, per la riappropriazione di una identità storico-culturale forte  capace di scuotere il popolo calabrese.

Il culmine degli eventi del periodo si avrà con l’inaugurazione ufficiale della Fondazione alla presenza del presidente della Giunta Regionale Roberto Occhiuto.

fbt