INCHIESTA SULLE MAFIE IN VALPADANA (2)

Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, Basilischi o Quintamafia, Clan dei Marsigliesi, Mafia del Brenta, Stiddha, Banda della Magliana, Banditismo Sardo

Nicola Gratteri ed Antonio Nicàso, due colossi della Letteratura nostrana stricto sensu; italiana e mondiale latu sensu, anche scrittori, saggisti, antropologi, hanno trascorso molto tempo sulle carte (Archivi privati ma soprattutto istituzionali ed ufficiali come l’Archivio di Stato, l’Archivio Diocesano, l’Archivio Borbonico ecc.); hanno consegnato alla cultura, capolavori memorabili ed imprescindibili, per cui meritano ogni rispetto, riconoscenza e gratitudine.Gratteri, Nicaso e la 'ndrangheta nell'era digitale - Giornalistitalia

Hanno consentito con le loro opere e con tanti sacrifici fisici, morali e spirituali, a moltissima gente di informarsi, di sapere, di conoscere e di converso di guadagnare e conquistare spazi di libertà e di democrazia e di altri valori morali ed ideali.

Abbiamo comprato tantissimi volumi in questi decenni, perché amiamo la conoscenza; la coscienza di aver appreso; la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenute attraverso l’esperienza o l’apprendimento.

Di alcuni, abbiam pure redatto la recensione sui giornali cartacei ed on line.

Abbiamo partecipato da convegnisti o moderatori ad una serie infinita di assemblee, cortei silenziosi, sfilate notturne, tavole rotonde, meeting, simposi, convegni ecc.; ed alla presentazione di tanti libri, mai abbastanza.La trattativa tra Stato e mafia comincia nel 1860, con Garibaldi ...Non mi tocca, ma mi tocca". Perchè la lotta alla mafia interessa ...

Sui giornali altrui per i quali abbiamo collaborato e sui ‘nostri’ giornali cartacei od on line ( ‘nostri’,  da direttore, s’intende), abbiamo scritto una miriade di articoli.

Bene o male, abbiamo maturato la nostra esperienza, anche in questo campo, senza la pretesa di aver capito chissà che cosa, per carità.

Abbiamo girato l’Italia, in lungo ed in largo, con qualche capatina all’estero.

Abbiamo conosciuto presidenti della Repubblica e Capi del Governo di cui abbiamo stretto la mano; ministri e sottosegretari, senatori, deputati, governatori, presidenti di provincia, sindaci, consiglieri ed assessori comunali.Don Ciotti: «Corruzione avamposto di ogni mafia» - Il Sole 24 ORE

provinciali e regionali, segretari dei partiti locali e nazionali, direttore di, presidente di e via di seguito.

In particolare a Milano, che consideriamo la capitale morale degl’Italiani, ho conosciuto tanta gente nei vari campi dello scibile umano; alle conferenze stampa in Questura, Prefettura, al Comando Provinciale di Carabinieri e Guardia di Finanza o della Dia e finanche della Procura della Repubblica, siamo entrati in contatto con svariati questori, prefetti, colonnelli, generali, maggiori e capitani o tenenti e commissari, capi della Squadra Mobile, vicequestori e procuratori capo, vicari e f.f. o pro tempore; ma anche tanti colleghi giornalisti.

Cinquant’anni di giornalismo e non sentirli. Abbiamo fotografato da breve distanza, mammasantissima, capibastone e boss di fama internazionale e via di seguito.

Ci sembra giusto che i lettori, sappiano di più. I followers devono sapere, ‘chi’, scriva di queste cose; a parte, che non abbiamo la pretesa di essere esaustivi ed esaurienti in una materia così delicata, vasta e complessa.Che disastro, Rai. Non si cazzeggia su Falcone e Borsellino. E non ...

Bla, bla, bla…entriamo in argomento. Si sono occupati di mafia, anche: Nicola Gratteti, Antonio Nicàso, Enzo Ciconte, Sharo Gambino,Roberto Saviano, Andrea Camilleri, Rocco Chinnici, Giancarlo Caselli, Attilio Bolzoni, Giuseppe D’Avanzo, Lirio Abate, Tommaso Buscetta, Michele Pantaleone,  Pantaleone Sergi, Salvo Palazzolo, Pino Arlacchi, Francesco Forgione, Leonardo Sciascia, Peppino Impastato, Pippo e Claudio Fava, Giuseppe Carlo Marino, Augusto Cavadi, Giovanni Tizian, Alfonso Sabella, Domenico Scapati ecc.

Le mafie si incontrano e talora si scontrano anche a sangue, morti e feriti; ma soprattutto mirano al business o le affaires.

Ed è per questo che danno luogo a joint venture, alleanze, patti, federazioni, unioni, leghe, coalizioni ecc. in ogni angolo della terra.

Inizialmente, dominava l’amor di patria, la voglia di libertà, di democrazia, di autonomia, di indipendenza.

Dov’eravamo rimasti? Ahn! Al millesettecento-inizio Milleottocento.

Ognuno, si sentiva patriota o patriotta ed era disposto a tutto; pure a sacrificare la sua stessa vita per il nobile ideale.

Sul Risorgimento sono stati scritti trattati di valore e spessore; ma tutti concordano, anche i più scettici e diffidenti, che non sia andata, proprio come la raccontavano; e come la raccontano tuttora, i nostalgici e filo monarchici.Certa Stampa - IL RUGGITO DI LEO 344 / LA MAFIA IN ABRUZZO NON C'E'

Idem con patate per il Fascismo e perché no per il periodo repubblicano.

Ci sono stati sempre i furbastri; tu leggi: classi aristocratiche o borghesi e perfino benestanti.

Ma anche i proletari, operai, contadini, piccoli artigiani; non sono la plebe del Duemila e tuttavia una classe meno abbiente, che si arrovella e si arrabatta per sbarcare il lunario, tra mille difficoltà.

Il così detto ceto medio, noto anche come ‘meteora’, appare e scompare come fosse niente.Il Risorgimento italiano | Dal Congresso di Vienna alle tre guerre ...

Fin dai tempi del Paleolitico e del Neolitico, l’uomo mirò al profitto, interesse, utilità, tornaconto e vantaggio.

Stanare la belva dalla caverna per sistemare lui e la famiglia al riparo da: vento, pioggia, neve, freddo, caldo e pericoli vari.

Rubare il fuoco al proprio simile e più tardi anche il carretto, quando fu inventata la ruota; occupare o sottrarre, togliere o strappare la capanna o la palafitta e così via.

Durante l’impero (cinese, mongolo, tartaro,  indiano, romano, macedone, russo, americano, francese, inglese, persiano, ottomano  e così via) si arrivò a sottomettere, assoggettare, soggiogare e schiavizzare interi popoli; depredare, saccheggiare, devastare e spogliare.

Per mania di grandezza e sete di denaro, fame di ricchezze, ma soprattutto di potere.Il giornalismo nell'età del Risorgimento

Non è cambiato niente. La solfa o menata è sempre la stessa

La tiritera, va avanti nei secoli, nei millenni; solamente si aggiornano le armi.

Ieri il fuoco, la spada, il coltello, l’ascia, la freccia, la lancia, la balestra, olio ed acqua bollente, intifada, l’ariete e la catapulta.

Oggi la pistola la lupara, il kalashnikov, il tritolo, le bombe a mano, il bazooka, il missile balistico, il coltello ecc.

La mafia? C’era, c’era. Si chiamava in un’altra maniera. La faida, la guerra di mafia? Pure !Le migliori 42 immagini su STORIA - RISORGIMENTO | Risorgimento ...

Erano presenti nel Codice di Hammurabi (Assiri, Sumeri, Babilonesi, Persiani), legge del taglione oppure, ‘Occhio per occhio, dente per dente’.

Da due secoli o giù di lì, si chiama ‘mafia’  e sue varianti: Cosa Nostra, Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, Basilischi, Clan dei Marsigliesi, Stidda, Banditismo Sardo, Banda della Magliana, Mafia del Brenta e via discorrendo.

A causa  dell’arretratezza sociale, economica e culturale, nota anche come ’Questione Meridionale.La nuova questione meridionale. Morire di aiuti al Sud - Economia ...

Per sopravvivere e proliferare, le mafie hanno presto imparato a fare amicizia con il potere così detto ‘ufficiale’, ad entrare nei palazzi della politica.

Gaetano Salvemini - WikipediaDiceva il giudice Giovanni Falcone assassinato a Capaci (PA):”Segui il denaro e troverai Cosa Nostra”…e per estensione, le altre mafie.

La criminalità organizzata per usare un eufemismo, si è catapultata alla fine della 2^ Guerra Mondiale,  sulla regione più ricca e sulla città opulenta per eccellenza, Milano.

La criminalità organizzata per usare un eufemismo, si è catapultata alla fine della 2^ Guerra Mondiale,  sulla regione più ricca e sulla città opulenta per eccellenza, Milano.

La Piovra calabrese con i Giacomo ed Antonio Zagari, provenienti da San Ferdinando,  Domenico Lojacono ‘Il professore’, Giuseppe Calabrò e Santo Salvatore Ferraro, poi vennero i Bellocco; arrivarono i primi sequestri di persona: Emanuele Riboli, Cristina Mazzotta, (riscatto pagato ma non tornarono mai a casa) ed Antonella Dellea ( a lei andò bene perché i rapitori non riuscirono a sequestrarla; furono uccisi dai Carabinieri in uno scontro armato).

Oggi (nel 2020), secondo i rapporti informativi periodici delle forze dell’ordine, sono presenti i Bellocco di Rosarno, i Valle-Lampada a Cisliano, Bareggio e Milano, i Mancuso di Limbadi e i Morabito-Palamara-Bruzzaniti di Africo, mentre nella zona Buccinasco-Corsico-Trezzano Sul Naviglio-Cesano Boscone sono attivi i Barbaro-Papalia di Platì.

Diversi gruppi legati ai Morabito (i Mangeruca di Africo, i Criaco e i Palamara) e i Musitano sono segnalati a Cornaredo e a Bareggio. In provincia sono segnalati anche i Morabito–Mollica, Mammoliti, Mazzaferro, Piromalli, Iamonte, Libri, Condello, Ierinò, De Stefano, Ursini–Macrì, Trovato, Paviglianiti e Latella.