Imprenditore italiano detenuto negli Emirati Arabi Uniti, nessun capo d’accusa, in carcere da tre mesi in violazione di tutte le garanzie processuali

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  l’Imprenditore Andrea Giuseppe Costantino è in stato di detenzione da ormai tre mesi  in un carcere di Dubai. Nessun capo d’accusa è ancora formalizzato. La famiglia ha incaricato l’Avv. Cinzia Fuggetti di seguire la vicenda.   (21-06-2021) E’ stato arrestato nella giornata del 21 marzo, di fronte alla compagna e alla figlia di poco più di 3 anni, con un’irruzione della National Security presso l’albergo in cui soggiornavano a Dubai. Da allora, la famiglia non avuto alcuna notizia di lui fino al 20 aprile e solo successivamente alla prima visita consolare.

L’italiano Andrea Giuseppe Costantino, di 49 anni, brillante imprenditore milanese, padre di due figli, ormai da 10 anni residente a Dubai, il 21 marzo 2021 è stato tradotto nella prigione di Abu Dhabi, ove è a tutt’oggi incarcerato, senza che sia stato formalizzato alcun capo di accusa e senza concedergli il diritto alla difesa. I contatti con il detenuto sono ridotti al minimo: fino al 27 maggio u.s. non ha potuto avere alcun rapporto telefonico con i suoi congiunti. La Farnesina ha assicurato la massima attenzione per la vicenda, anche tramite l’Ambasciatore, ma al momento l’avvocato della famiglia non è in grado di riferire concreti passi in avanti rivolti alla scarcerazione del connazionale. 

Sono estremamente preoccupata per il mio assistito – dichiara l’Avv. Cinzia Fuggetti, patrocinante la Famiglia – vieppiù alla luce del fatto che non siano mai state rese note le ragioni dell’arresto e della lunga detenzione. Vi è il fondato timore che la vicenda del Dott. Costantino s’inserisca nel più generale clima di tensione tra lo Stato Italiano e gli Emirati Arabi Uniti, conseguente all’annullamento delle autorizzazioni all’esportazione di materiali per la Difesa e culminato nella recente interdizione al volo di un aereo militare italiano sullo spazio aereo emiratino e la successiva minaccia di chiudere la base aerea di Al Minhad. Se così fosse, mi spaventa l’idea che il trattamento nei confronti dell’italiano detenuto si possa irrigidire e, nondimeno, che altri connazionali, residenti o turisti, possano subire la stessa sorte”.

Paola Fuggetti

Notiziabile srls

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