Ci sono viaggi che iniziano da una frontiera e finiscono in una casa. Altri, invece, non conosconoapprodi: continuano negli occhi di chi ascolta, nelle mani che si tendono, nelle parole checambiano il modo di guardare il mondo. È questo il senso più profondo di “Oltre le categorie. In memoria di Bouba” la manifestazione che mercoledì 1° luglio, dalle ore 17.30, animerà Piazza Senatore Agostino a Gioiosa Ionica in occasione della “Giornata Mondiale del Rifugiato 2026”. Più che una celebrazione, sarà un invito. Un invito ad attraversare i confini invisibili costruiti dalle paure, dalle etichette, dall semplificazioni. Perché prima di essere rifugiati, migranti, cittadini o stranieri, esistono persone. Storie. Sogni che cercano uno spazio in cui poter respirare.
Promossa dal Comune di Gioiosa Ionica insieme alla rete Re.Co.Sol, al progetto SAI – Sistema Accoglienza e Integrazione – e all’associazione Nuove Frontiere, con la collaborazione di Terra dei Primi e La Collinetta, l’iniziativa intreccia memoria, impegno civile e cultura dell’accoglienza, restituendo centralità a ciò che spesso resta ai margini del dibattito pubblico: l’umanità. Le voci che si alterneranno durante il pomeriggio non saranno semplicemente interventi, ma fili di un unico racconto collettivo.
Dai saluti istituzionali del sindaco Luca Ritorto alla testimonianza della coordinatrice del SAI Vanessa Taverna, passando per gli approfondimenti dell’antropologa Angela Spagna, della psicologa del Centro Astalli Giorgia Romagnoli, dell’attivista del Movimento degli Studenti Palestinesi in Italia Karim Farsakh e di Giuseppe Trimboli di Terra dei Primi APS.
Accanto alle riflessioni, ci saranno le parole di chi il viaggio lo ha vissuto davvero. Le testimonianze dirette dei rifugiati, la lettura di “Lettere a Bouba”, il racconto di Yu Shullien, ospite del progetto di accoglienza, offriranno al pubblico qualcosa che nessun numero, nessuna statistica, nessuna categoria può raccontare: il volto umano dell’esperienza. A guidare l’incontro sarà Barbara Panetta, responsabile di progetto di Nuove Frontiere SCS, accompagnando il pubblico lungo un percorso fatto di ascolto e condivisione. Poi arriverà il tempo della convivialità. Un buffet multietnico, dove i sapori diventeranno linguaggio universale, e infine la musica del gruppo musicale: “Whisky Sullo Jonio”, perché ogni incontro autentico merita una festa e ogni comunità si riconosce anche attraverso il ritmo, il canto, la gioia di stare insieme. “Oltre le categorie” è, in fondo, una piccola rivoluzione gentile. Ci ricorda che le parole possono costruire muri oppure ponti, che l’accoglienza non è una formula amministrativa ma un esercizio quotidiano di immaginazione, e che ogni essere umano porta con sé una geografia fatta di ricordi, perdite, speranze. In un tempo che sembra misurare tutto in confini e appartenenze, Gioiosa Ionica sceglie di raccontare un’altra possibilità: quella di
una comunità che non chiede da dove vieni, ma quale storia desideri condividere. Forse è proprio questo il viaggio più difficile e più necessario. Non quello che attraversa mari e continenti, ma quello che conduce ciascuno di noi oltre le categorie, fino al luogo in cui ogni volto smette di essere “l’altro” e diventa semplicemente parte della stessa, fragile e meravigliosa umanità.









