Editoria: domani la Gazzetta del Sud compirà 60 anni di vita ...Uno dei grandi della comunicazione italica. Cordoglio unanime e bipartizan

CON NINO CALARCO, SE NE VA UN PEZZO DI STORIA DEL GIORNALISMO ITALIANO, SICILIANO E CALABRESE

Domenico Salvatore

Li abbiamo conosciuti tutti (Uberto Bonino, Gianni Morgante, Nino Calarco) a Reggio ed a Messina, i pezzi grossi della ‘Gazzetta del Sud, in quei sette-otto anni di collaborazione, negli Anni ’70 ed inizio ’80.

Quando l’avvocato Carmelo Malara, capogruppo DC in seno al Consiglio Comunale di Montebelo Jonico, andò alla redazione della RAI di Cosenza, ‘pretese’ ( compare d’anello, ma aveva battezzato il mio primogenito Antonino) che mi occupassi della ‘sua’ zona da Pellaro a Brancaleone.Gazzetta del Sud online - Apps on Google Play

E dovetti lasciare ‘Il Giornale di Calabria’ di Giacomo Mancini e Piero Ardenti, quello di Piano Lago.

Conobbi tanti valorosi redattori come Luigi Malafarina, Alfredo Pedullà, Ludovico Ligato, Tonio Licordari; ma anche quelli della redazione messinese.

In quel tempo le notizie urgenti o ‘calde’, si trasmettevano per telefono, a voce; ed il  demafonista, le batteva a macchina.

Per le altre, c’era il FUORI SACCO. Quanti ricordi, quante emozioni. Diventammo giornalista-pubblicista, proprio con Gazzetta del Sud.

Tutta gente, che ci ha formati, che ha arricchito la nostra professionalità.

A cominciare dal direttore responsabile dela testata, senatore Nino Calarco. Rip !

In provincia c’erano, Giuseppe Caminiti, Enzo Ruoti, Enzo Zuco, Mario Sergio, Filippo De Marco, Santino Salerno,Angelo Buzzese, Enzo Zito, Franco Mammola, Gianfranco Sofia, Domenico Nunnari, Gregorio Corigliano, Giuseppe e Vinceno Toscano, Chino Saccà, Umberto Di Stilo, Michelangelo Monea, Domenico Caratozzolo, Vincenzo Vaticano Corrado Alvaro; e dall’altra parte, Carmelo Malara, Anselmo Vacalabre, Antono  Licordari, Vincenzo Crocè, Giuseppe e Paolo Toscano,  Antonio Scammacca, Giuseppe pipicella, Antonio Strangio, Antonio Delfino,Pino Callipari, Giuseppe Polifroni, Franco Martora,Salvatore Ferraro, Aristide Bava, Ugo Franco di quelli che ci vengono in mente tra morti e vivi .

Siamo grati e riconoscenti a ‘Gazzetta del Sud’, a Gianni Morgante a  Nino Calarco, (che ci ha dato tanto).

Ci uniamo al cordoglio di giornalisti, istituzioni, politica. Afferma il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri:”Con Nino Calarco se ne va un importante pezzo di storia del giornalismo calabrese e siciliano. Nino Calarco ha diretto e guidato per 44 anni, assieme all’editore Uberto Bonino e a Gianni Morgante, la Gazzetta del Sud facendola diventare un giornale di assoluto livello e di consolidata credibilita’, specchio fedele e quotidiano delle regioni e delle comunita’ di riferimento. Voglio esprimere, a titolo personale e a nome del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, profondo cordoglio per la scomparsa di un uomo che, come giornalista e anche come politico, ha dato tanto alla Calabria”   Nino Calarco  ha allevato intere generazioni di giornalisti trasferendo, in tutti, quelli che sono stati sempre i suoi valori di riferimento vale a dire la correttezza, l’equilibrio, l’approfondimento serio della notizia, la terzieta’ del giornale rispetto ai temi trattati. Se la Gazzetta del Sud e’ il giornale importante e rispettato che e’ lo deve certamente a tutti i suoi padri fondatori. E Nino Calarco  e’ stato, assieme a Bonino e Morgante, certamente uno di essi”.

Gazzetta del Sud si stringe intorno ai familiari ed alla ‘famiglia del giornale:”Nino Calarco, è stato veramente una parte importantissima della nostra storia e a piangerlo oggi, sono intere generazioni di giornalisti cresciuti sotto la sua guida e i tanti che lo hanno conosciuto, anche i suoi avversari, che lo hanno sempre stimato e rispettato. Addio, Direttore”.

La commozione è generale; il sindaco di Cosenza Mario occhiuto:“Con la scomparsa di Nino Calarco il giornalismo italiano perde uno dei suoi protagonisti più importanti e non solo per l’assoluto contributo che ha dato allo sviluppo dell’informazione nel Sud del Paese e, segnatamente nella sua Sicilia, e in Calabria, ma anche per lo spessore ed il rigore che ne contraddistinguevano la figura, sempre protesa alla ricerca della verità e della fondatezza della notizia”.

MESSINA-“E morto a 87 anni Nino Calarco, per 44 anni alla guida della Gazzetta del Sud e assieme all’editore Uberto Bonino e a Gianni Morgante, “l’assoluto pilastro -si legge sul sito del giornale messinese- del quotidiano dei siciliani e dei calabresi, il giornale al quale ha dedicato tutta la sua vita”. E’ stato anche per oltre vent’anni direttore di Rtp e presidente della fondazione Bonino-Pulejo: fu lui ad aver creato il centro d’eccellenza Irccs Neurolesi. Nato il 27 ottobre del 1932, fin da giovanissimo “ha coltivato la sua autentica passione per il giornalismo”, dando vita fin dal primo giorno alla grande avventura di quel giornale fondato da un imprenditore ligure, il cavaliere Bonino, nella sede di via XXIV Maggio. A 27 anni divenne capocronista. “Uomo dai variegati interessi – ricostruisce la Gazzetta del Sud – scrisse molto anche di spettacolo, intervistando i più importanti nomi del cinema internazionale, ai tempi della rassegna di Taormina e Messina”. Dal 1968 divenne direttore e da allora, fino alla prima decade del duemila, ha guidato il “suo” giornale con mano ferma, idee chiare, attenzione ai grandi eventi della storia ma anche ai più piccoli fatti di cronaca, che lui considerava di vitale importanza per un quotidiano di respiro meridionale e nazionale ma fortemente radicato nei territori. Nino Calarco, ricorda il quotidiano messinese, è stato anche politico: dal 1979 al 1983 fu senatore della Repubblica, eletto nella lista della Democrazia cristiana. Da direttore e da senatore “portò avanti, e a compimento, battaglie di vitale rilevanza per Messina, come quella per la costruzione dell’acquedotto Bufardo che risolse la drammatica emergenza idrica degli anni della grande sete. E poi la lotta contro il degrado socio-urbanistico simboleggiato dalle sterminate baraccopoli messinesi”. Fu componente della commissione parlamentare che si occupò dei servizi segreti deviati e della loggia P2. Terminato il mandato parlamentare tornò alla direzione del giornale. E da lì “si dedicò anche a un’altra grande sua passione personale e battaglia per il rilancio dello stretto e del sud: quella in favore del ponte. Nel 1987 venne nominato presidente della società pubblica Stretto di Messina Spa, che guidò fino al 2002, rinunciando a qualsiasi indennità o retribuzione”. Nino Calarco – si legge infine nel testo pubblicato sul sito della Gazzetta del Sud – è stato veramente una parte importantissima della nostra storia e a piangerlo oggi sono intere generazioni di giornalisti cresciuti sotto la sua guida e i tanti che lo hanno conosciuto, anche i suoi avversari, che lo hanno sempre stimato e rispettato”.PRESENTAZIONE AZIENDA

 

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